Autore: Peretz Green

Traduzione: Davide Levi

 

 

Siman 33 – Beniamino Noster

 

Anche il nostro amato fratello Beniamino Perico, preso come un sacrificio a Dio Onnipotente per la salvezza del Segno dell'Asino che mangia il Pane, è stato preso nel suo 33esimo anno di giovane innocenza. Non è una semplice coincidenza. Il Sacrificio Finale dello Tzadik Haim era il Sacrificio Finale del Lungo, Sofferente Sacrificio di Isacco, nostro padre, e fu il Goel Finale a scegliere Beniamino, 13 anni più tardi, per quel terribile sacrificio necessario venuto per salvare Peretz e tutto il Segno dell'Asino che mangia il Pane.

Il Sacrificio Finale dello Tzadik fu quello di un vero Tzadik, Capo dei 36 Tzadikim Nistarim di questa passata generazione; egli salvò il mondo da un decreto di immane distruzione.

Il Segno dell'Asino, però, è nel mondo e per il mondo, per la gente di ogni livello di vita. Esso viene per salvare tutti i cristiani dall'idolatria del Cristianesimo tradizionale, le persone semplici di fede e desiderose di servire Dio nel loro modo migliore. Ci sono milioni di loro che hanno bisogno della diffusione del Nuovo Messaggio della Stella di Cristo nel suo secondo arrivo tramite i Segni Stellari Completi della Terza Redenzione Finale, per merito del Goel Haim.

Abbiamo visto, grazie Dio, molti Segni della Resurrezione di Beniamino che è vicino a noi quando desidera o quando lo desideriamo noi e ci è stato indicato che egli è occupato nel suo lavoro nel Regno dei Cieli, anche se non possiamo sapere in cosa consiste il suo lavoro o come la salvezza avvenga nel Regno dei Cieli. Beniamino, dal Nuovo Regno dei Cieli, lavora anche per il Segno.

Quando Beniamino era con noi, era nel Segno della pecora smarrita della Tribù di Beniamino, nel Segno della Fede Silenziosa del Regno dei Cieli, nel Segno del Gregge Smarrito della Casa di Israele e nel Segno della Correzione di Paolo (il nome di suo padre nell'altro mondo che ricevette salvezza dalla fede di suo figlio nella Resurrezione del Maestro di Vita, Haim). Da cattolico-nato, si può dire che Beniamino uscì dal punto più basso di falsificazione idolatra raggiunto dalla Missione di Gesù per colpa della Chiesa fondata da Paolo di Tarso. Come già spiegato, i Segni Iniziali Messianici e Redenzionali sulla cui base la Missione Messianica di Yeshua fu formata, derivano dai Segni di Isacco, nostro padre. Il sacrificio di Beniamino ha concluso i Segni di Isacco, nostro padre, (che, in generale, erano stati conclusi universalmente per il mondo con il Sacrificio Finale dello Tzadik Haim) chiudendoli nel contesto dei Segni Completi della Redenzione Finale per il Segno dell’Asino che mangia il Pane in terra. Ciò poteva essere compiuto solo da qualcuno che era diventato una parte integrale del Segno dell'Asino, non uno Tzadik, ed inoltre, qualcuno che era nato cattolico, come Rappresentante Messianico delle masse cristiane.

In quel momento l'Asino e Peretz insieme erano nel Terribile Segno del Sigillo di Colpa per i giuramenti infranti nella Scuola degli Esseni, una colpa che Yeshua pagò con la vita nel Segno della Passione e che viene risolto tramite l'Asino che mangia il Pane nel Segno della Risurrezione del Maestro di Vita, Haim. In un sogno fu detto all’Asino che questa sarebbe stata la più difficile delle tre prove che doveva affrontare. Gli fu detto che la questione era estremamente seria e che non c'era nessuna ragione per cantare vittoria prima del tempo (ma non era chiaro in che cosa consistesse la prova perché ciò non può essere capito se non dopo la prova stessa).

Peretz sbagliò a credere che spettasse a lui compiere la prova che, invece, riguardò Beniamino che morì sul colpo con un suo collega muratore in un tragico incidente sul lavoro, quando l'impalcatura sulla quale lavoravano fu colpita dal crollo della gru del cantiere.

Ciò accadde esattamente alla fine di un periodo di 13 settimane in cui il Goel Haim ci aveva ordinato di osservare un periodo di lutto (di cui non conoscevamo il motivo). Un mese prima dell’incidente di Beniamino, il Goel Finale, Haim, ci disse in un sogno che doveva prendere qualcuno per il beneficio dell’umanità (non avevamo idea chi fosse). Solo dopo la morte di Beniamino, lo potemmo capire.

Poi arrivarono i Segni della risurrezione di Beniamino e mentre scendevano nel corso del 13esimo anno dei Segni, la morte che apparentemente era decretato su Peretz si trasformò in una ‘resurrezione in vita’. La morte di Beniamino sostituì quella di Peretz che è ancora nel mondo. Il sacrificio di Beniamino ha ‘risanato’ il Segno del Ariete Sacrificato dopo 2000 anni di errori idolatri intorno a quel Segno. E tramite la resurrezione di Beniamino ed il grande merito del suo sacrificio, il Segno stesso della Resurrezione ha raggiunto livelli nuovi, nell'altro mondo e in questo mondo.

In qualche modo, questo genere di Segni della Correzione deve contenere il conflitto o piuttosto la nota contraddizione insita nel Segno di Isacco: se Isacco veniva sacrificato, in che modo la Promessa ad Abramo si sarebbe realizzata? In quel momento, l'ordine di Dio e la comparsa dell'ariete con le corna impigliate nel cespuglio, sostituirono nostro padre Isacco, che, praticamente, risorse mentre era ancora in vita.

In questo momento della storia, siamo solo pochi asini, cavalli, oche e polli. Per tanti motivi, se in questo periodo, Peretz non ce l'avesse fatta, sarebbe stato estremamente difficile continuare il Segno dell'Asino che mangia il Pane. Più avanti, il mondo capirà meglio i momenti storici che stiamo vivendo con i Segni Completi della Redenzione Finale. Il sacrificio della Chiusura Finale per la Missione in terra dei Segni di Isacco, nostro padre, per cui Beniamino è stato scelto, ha salvato il Segno della Terza Redenzione Finale per il mondo.

Il Segno di 33, 3 e 3, è collegato con i Sei Segni della Redenzione Finale, Segno delle Stelle della Redenzione, Segno del Giudice Unto del Regno dei Cieli, Segno della Nuova Luce di Hannukat ha-Hannukot, Segno dell'Asino che mangia il Pane, Segno della Quarta Generazione e Segno della Nuova Costruzione, e Segno della Resurrezione dello Tzadik Haim. I Segni Completi rappresentano i Completamenti Storici di tutti i Segni storici della Torà e dei Profeti e della Tradizione, inclusi i Segni Iniziali usciti con la missione messianica di Yeshua dopo che li aveva portati fuori dalla Scuola degli Esseni. Perciò i nomi dei Segni Iniziali fondamentalmente sono gli stessi, Segno delle Stelle, Segno del Regno dei Cieli, Segno della Nuova Luce, Segno della Missione Messianica, Segno della Quarta Generazione e Segno della Resurrezione.

I sei Segni possono essere divisi in 3 Segni in Cielo (le Stelle, il Regno e la Resurrezione) e 3 Segni in Terra (la Luce Nuova, il Segno dell'Asino e la Quarta Generazione). Il numero 33, 3 e 3, allude a questa divisione dei 6 Segni.

Purtroppo, in quei Segni Iniziali, il Quarto Segno, la Missione Messianica, era senza l'Asino, ed il Segno dell'Asino su quale Yeshua cavalcò poteva rispondere alla profezia di Zaccaria soltanto, come una continuazione di quel segno profetico, che era incompleto e inspiegabile. Yeshua non era il Goel e quella asinella non era l'Asino che mangia il Pane del Regno dei Cieli. Il risultato dell'Asino che manca (l’Asino è quel Famoso Animale del Regno dei Cieli che collega il Nuovo Regno dei Cieli alla terra) era che i 3 Segni in Cielo dei Segni Iniziali si mescolarono e si fusero nei 3 Segni in Terra. Yeshua rimase intrappolato proprio nel mezzo di 3 e 3, come ‘appeso’ fra di essi, non potendo portare i Segni in Cielo nel mondo e non potendo, neanche tramite i discepoli, innalzare i Segni in Terra sopra nel Regno dei Cieli.

Nel 13esimo anno di questo Segno dell'Asino che mangia il Pane, la situazione era simile, nonostante i tanti collegamenti fatti in precedenza. Ma anche le nostre mancanze e le nostre debolezze erano (e sono) tante. La nostra inabilità di muoverci come dovevamo, in tutti i sensi, non ha permesso che il Segno avanzasse. Come Yeshua, Peretz e il Segno dell’Asino che mangia il Pane erano intrappolati in mezzo, tra il Regno dei Cieli e la terra e non c’era più un luogo per loro nel mondo. Soltanto la morte di Beniamino e la sua resurrezione hanno completato il legame del Nuovo Regno dei Cieli e il Segno dell'Asino in terra. Beniamino Perico, nel 33esimo anno della sua vita, ha compiuto con il suo sacrificio, la Grande Correzione del Segno del 33.

 

Supplemento al Siman 33

 

Sono già state date diverse spiegazioni sul termine 'figlio di Dio' usato da Yeshua come suo 'titolo messianico' nel presentarsi ai suoi correligionari in Israele, nel suo tentativo di adempiere a quella missione virtualmente impossibile di riconciliare i cuori dei padri con i loro figli e il cuore dei figli con i loro padri. Yeshua diede degli insegnamenti al popolo, sia tradizionali che innovativi, cercando di far tornare il cuore dei figli di Israele al loro Padre nei Cieli.

C'erano molti insegnamenti tradizionali che erano ben conosciuti ma non compresi o praticati e Yeshua cercò di rinnovarli con uno Spirito Nuovo. Con Nuovi Insegnamenti intendiamo quelli che derivano dai Segni Messianici e Redenzionali Iniziali che ricevette per via iniziatica nella Scuola degli Esseni, come i Segni del Regno dei Cieli ed i Segni della Resurrezione. Questi erano “nuovi” rispetto alla Tradizione ma non contrar; facevano parte della Tradizione Nascosta conservata presso la Scuola degli Esseni.

Le nostre spiegazioni sul termine "figlio di Dio" sono valide e altrettanto valide sono le ragioni per cui questo termine venne teologicamente falsato e manipolato. Con un'analisi sintetica è abbastanza facile capirne il motivo: il termine "figlio di Dio" inteso alla lettera diventa un concetto idolatra e pagano. Tuttavia, se lo intendiamo in senso figurato, come nella Santa Torà, esso racchiude le radici di un particolare legame di vicinanza e di amore tra il Dio d'Israele e il Suo popolo eletto: "siete figli del Signore, vostro Dio" oppure "il mio primogenito, Israele". Questi sono i discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, il popolo redento direttamente da Dio dalla schiavitù egizia, il popolo che passò tra le acque divise dello Yam Suf, il popolo che ricevette la Torà sul Sinai. Come un padre che ama suo figlio, Dio era vicino al popolo tramite le Colonne di fuoco di notte e le Nuvole di Gloria di giorno. Nessun'altra nazione al mondo aveva visto direttamente i portenti che l'Onnipotente mostrò ai figli di Israele.

Israele, tuttavia, aveva perso il sentimento di fratellanza richiesto dal suo status speciale. E anche il privilegio della vicinanza di Dio è un grande dono d'amore che l'Onnipotente manifesta a colui che ama. Un 'figlio d'Israele' quindi deve prima di tutto sentire che ogni altro ebreo è un 'figlio di Dio'. Un padre ama l'armonia tra i suoi figli e non l'odio e la contesa. Yeshua con gli insegnamenti di "figlio" tentò di risvegliare il vero cuore di Israele e le "regole" dello spirito che rendono possibile tale legame.

Se Israele è il primogenito tra le nazioni, ciò significa che tutti i popoli sono fratelli/sorelle di Israele. Così anche l'espressione "Siete figli del Signore vostro Dio" (Deuteronomio, 11,1) può essere estesa a tutti i fratelli e le sorelle, se sono in buona fede e praticano le azioni amate da Dio. Altrimenti, come sarà possibile che alla fine “Tutti Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande” (Geremia, 31, 33)? Oppure: "In quel tempo rivelerò alle genti un linguaggio chiaro e tutti invocheranno il nome di Dio" (Sofonia, 3, 9). E: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli" (Isaia, 56,7). E: "Per me è poca cosa che tu stabilisca le tribù di Giacobbe e restituisca quelle custodite d'Israele, Io farò di te una luce fra le nazioni affinché la mia salvezza raggiunga le estremità della terra" (ibid. 49, 6).

Israele è il popolo eletto, è il primogenito; ma siamo tutti fratelli e sorelle, tutti figli e figlie di Dio. E come dichiara il Goel Haim "siamo tutti della stessa carne".

Ciò significa che l'espressione 'figlio di Dio' si adatta più facilmente ad un concetto universale di qualsiasi altro. Ora dobbiamo però affrontare una questione di grande importanza. In un sogno di Nodà (2008) Gesù le parlò e tra l'altro, dopo aver avallato tutte le spiegazioni date da Peretz, spiegò che anche lui commise errori con certe espressioni.

Le espressioni a cui si riferiva Gesù nel sogno non erano esplicite. Anche perché nei Vangeli e soprattutto nel Quarto Vangelo ci sono più espressioni che esprimono quel legame di intima vicinanza con Dio. E' quindi estremamente significativo che Gesù venga, dopo una lunga catena di anni nella Correzione del Cristianesimo e ponga il 'Sigillo di Approvazione' sulla Correzione, ammettendo che aveva confuso i posteri con certe espressioni riportate nei Vangeli.

Colgo qui l'occasione per analizzare questa straordinaria testimonianza di Gesù stesso (che ha seguito ogni passo della nostra Correzione del Cristianesimo fin dall'inizio ed è apparso in molti sogni degli Asini) per cercare di focalizzare meglio l'errore di cui parla Gesù. Da dove nasce il concetto di “imitazione” e di “reciproco legame d'amore”, come quello tra padre e figlio? La questione è molto profonda e cercherò di sintetizzarla perché ogni frase apre altre porte e qui non è il momento di aprirne altre.

Ogni essere umano è stato creato “ad immagine di Dio ed a Sua somiglianza” (be-tzelem Elohim be-tzalmò u-bi-dmutò; tzelem-immagine, dmut-somiglianza). "E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". (Genesi 1, 26). Solo nella creazione dell'uomo Dio disse: "Facciamo". Lo Tzadik Haim spiegava che con tutte le altre creazioni dell'universo, quella creazione coinvolgeva solo un aspetto dell'universo. Nella creazione dell'uomo Dio volle coinvolgere tutti gli aspetti dell'universo, affinché l'uomo fosse elevato, avesse libertà di scelta e flessibilità più di tutte le altre creazioni. Perciò Dio disse a tutto l'universo: "Facciamo l'uomo" ecc.

Yeshua aveva ricevuto alcuni segreti nella Scuola degli Esseni che implicavano la particolare "santità" del procedere nello Tzelem Elohim. E' una conoscenza segreta di come valutare tutto ciò che è stato fatto e tutto ciò che è stato detto alla Luce dello Tzelem Elohim con il quale l'uomo venne creato. La categoria di tali segreti è chiamata "segreti corporei". Questi non sono i "Segreti Superiori" del Giusto Nascosto, ma sono, tuttavia, segreti di altissimo livello che rivelano le "fonti" del corpo umano.

Non bisogna pensare che si tratti di una dottrina mistica o di una filosofia speculativa. Questi sono veri segreti tramandati a pochi adepti giurati che conoscono l'intera Tradizione della Torà. Si tratta di poteri reali.

Nella grande convergenza di fatti che formò la personalità di Yeshua e lo convinse ad essere stato prescelto a compiere la "missione" di Giovanni Battista, la sua decisione di intraprendere quella Missione in termini di Padre e figlio mirava a rafforzare l'Ebreo a camminare alla luce della sua Fonte al livello di Tzelem Elohim. Quindi, quando Gesù diceva "Padre mio", si riferiva a Dio, il Creatore dell'uomo che è stato creato nello Tzelem Elohim, a immagine di Dio.

Il messaggio di Gesù al popolo di Israele era: "Ritorna alla tua vera "immagine di Dio" e alla tua vera "somiglianza" con il nostro Padre nei Cieli. Padre e figlio furono i mezzi per Gesù di insegnare nuovamente ai figli d'Israele a camminare nello Tzelem Elohim. Chiaramente, Yeshua non aveva intenzione di insegnare i "segreti" come li aveva ricevuti nella Scuola. C'era, tuttavia, UNA NUOVA TRASFORMAZIONE di quei segreti in una Nuova Forma MESSIANICA E REDENZIONALE che apparteneva alla particolare Missione Messianica da lui intrapresa. Gesù credeva che un tale risveglio dello Tzelem Elohim fosse il mezzo attraverso il quale gli ebrei sarebbero diventati "Giusti che vivono nella loro fede".

I parametri usati da Yeshua non erano quelli dei Dottori della Legge, ma piuttosto nuovi parametri ricevuti alla Scuola e poi rinnovati per poter uscire in pubblico e compiere la sua missione. Ripeto, lo scopo dell'insegnamento "figlio di Dio" era quello di ricollegare l'ebreo allo Tzelem Elohim che Gesù chiamò "Padre mio". Il figlio era colui che camminava come il Giusto che viveva nella sua fede, con l'immagine dell'universo con la quale era stato creato da Dio. In questo senso l'Immagine di Dio corrispondeva alla giusta via davanti a Dio, come figlio 'nato' dal padre che fa ciò che è gradito agli occhi del genitore.

In effetti, un figlio riceve l'immagine del padre e della madre e Dio, Benedetto Egli sia, infonde l'anima. Un ebreo che è giusto e vive nella sua fede procede con un'immagine che corrisponde allo Tzelem Elohim. In questo modo l'ebreo riceve il suo sostentamento, sia spirituale che materiale, dal Padre nei Cieli e viene chiamato "figlio di Dio in Alto".

A prescindere da tale spiegazione, il modo con cui Gesù insegnava questo concetto conteneva un margine di errore e per questo egli ha dovuto ammettere che anche il suo errore era confluito nella successiva falsa teologia. Dire: "Io sono nel Padre mio e il Padre mio è in me" (Giovanni, 14, 11) confonde il pensiero del fedele. E ancor di più: "Io faccio quello che fa il Padre mio" (ibid. 10, 37). Tali frasi mancano della contrapposizione o dell'avvertimento a non cadere in una falsa idea di “piccoli dèi".

Laddove la Torà nell'Esodo afferma che gli anziani "videro il Dio d'Israele" sul Sinai, "come lo splendore di uno zaffiro sotto i loro piedi' (Esodo 24,10), ecco che Mosè nel Deuteronomio, ammonisce più volte a non cadere in errore "poiché avete visto che Dio vi ha parlato dal fuoco, ma non avete visto immagine alcuna".

La gente si confonde: io sono in mio Padre e mio Padre è in me; Faccio quello che fa mio padre – e molte altre frasi simili nel Vangelo di Giovanni.

Se era la via più breve quella che poi era la via più lunga, è perché quella breve non prevedeva la possibile sproporzione delle misure corrette che ne derivavano. Altrove abbiamo spiegato che la radice nella ricerca della Via di Mezzo deriva dal nome ASHER e che anche Mosè, magister noster, nel secondo (medio) periodo di 40 giorni e 40 notti, così occultato nella Torà, tentò di abbattere la Torà della Via di Mezzo ma non ebbe successo. Ogni proposta di Mosè fu rifiutata da Dio che gli mostrò che la Via di Mezzo che era "più corta", se trasgredita, avrebbe condotto ad un disastro maggiore che non quello di trasgredire le leggi e i precisi Comandamenti della Torà. Mosè desiderava trovare la Via al Cuore di Israele, un cuore che una volta infiammato nella vera fede avrebbe dato buoni frutti ad ogni livello, come il Giusto che vive nella sua fede. Gesù cercò la via breve per arrivare a quella di mezzo.

Quella Via di Mezzo è legata al nome ASHER. In un certo senso, Moshè Rabbenu, costernato per il peccato del Vitello d'Oro per il quale dovette rompere le prime Tavole ai piedi del monte, cercò di 'procedere' nel nome EHEYE ASHER EHEYE che aveva ricevuto nel Roveto Ardente. Mosè aveva visto il corso storico dell'intero nome mentre la sua missione era relativa al primo nome (EHEYE). Vedendo il fallimento del popolo e anche di suo fratello maggiore Aharon (che era responsabile del popolo in sua assenza), Mosè voleve trovare una via alle virtù del cuore che stimolasse la mente e il cuore a tutti i livelli. Ma Ha Shem gliela rifiutò. Storicamente era troppo presto per una tale rivelazione, e se fosse stata rivelata e poi trasgredita, sarebbe stata la fine!

In verità, quella via, collegata al Nome di mezzo ASHER, aveva le sue radici in un Nuovo Ordine di eventi, che era radicato nel Regno dei Cieli ed era estremamente nascosto, come abbiamo spiegato nei nostri scritti sul Profeta Elia, Mordechai il Giusto e la Regina Ester; e alla fine la tentata rivelazione di Giovanni Battista e poi di Gesù sul Regno dei Cieli che stava discendendo sulla terra. Questa è la rivelazione della vera Via di Mezzo attraverso le Virtù del Cuore chiamate Virtù di Ester. Gesù aveva voluto rinunciare a quella Via di Mezzo con il suo perfetto equilibrio tra spirito e azione. Quella Via era 'intrecciata' con il 'segreto' dell' 'Immagine di Dio', come Gesù voleva insegnare, attraverso l'esempio del Padre e del Figlio, lo Tzelem Elohim in cui l'uomo fu creato. In questo modo l'individuo, creato nello Tzelem Elohim, poteva trovare la via per essere figlio del Padre suo che è nei Cieli. Le chiavi per aprire quella Via erano le virtù del cuore praticate nella vera fede dell'Unico Dio vivente.

La verità è che non c'era il permesso di rivelare quella Via perché non c'era il permesso di "aprire" il segreto del Regno dei Cieli. Per questo i segreti custoditi nella Scuola degli Esseni furono chiusi in un giuramento estremamente severo. Non c'era alcun merito fuori per poterlo rivelare.

Tuttavia molti aspetti di quella convergenza messianica che cadde sulla persona di Gesù e attraverso la quale si sarebbe infine realizzato il Disegno di Dio della Redenzione dovettero portare a enormi fasi e passaggi storici che dovevano essere nel mondo ben prima dell'effettiva Redenzione Finale.

(un secondo documento)

In una delle visioni (furono una decina, nel 2008 ad Inzago), in cui Nodà vide Gesù, ciò avvenne dopo la mia prima bozza di "Matteo Bambino". Riguardo al testo Gesù disse: “Di' a Peretz che tutte le frasi da lui scritte riguardo a me sono corrette; ed è giusto eliminare le frasi false nei Vangeli perché, eliminandole, mi troverete. Ciò che non è stato ancora detto è che quelle falsità costruite intorno a me si basano su alcune espressioni inesatte che io stesso pronunciai con la mia bocca. Il testo di "Matteo Bambino" rispetta il corretto equilibrio della verità”.

Sono stati necessari venticinque anni di lavoro sulla Correzione del Cristianesimo per avere il privilegio di ricevere da Gesù stesso queste parole di ammissione. Ciò rappresenta una grande conclusione storica della Correzione stessa. In primo luogo Gesù ratifica e approva tutti gli scritti precedenti della Correzione. In essi, tuttavia, non abbiamo mai usato il termine "sbagliare" riferendoci a Gesù. Abbiamo parlato di una certa confusione riguardo all'espressione "figlio dell'uomo" ma non di errori. E per quanto riguarda molte espressioni in Giovanni, queste non sono considerate autentiche ma piuttosto interpolazioni successive che abbiamo eliminate, come per dire: leggete i Vangeli senza tali espressioni. In certi casi, tuttavia, alcune di quelle affermazioni eliminate non mi hanno impedito di usarle per dimostrare alcune verità, una volta riposizionate nelle debite misure, circa la posizione del Goel Haim quale Giudice Unto del Regno Completo dei Cieli della Redenzione Finale.

Non potevamo parlare di errori da parte di Gesù, anche per il rispetto della sua posizione messianica e del suo sacrificio messianico e della sua umiltà riconosciuta dallo Tzadik Haim nel Primo Segno delle Stelle. Tale rispetto cresce ulteriormente con la rivelazione che Gesù era l'Ariete sacrificato scelto al posto di Isacco e la dichiarazione dell'Arcangelo Michael (in un sogno di Giuseppe) "Tre sono gli uomini della Redenzione, Mosè, Gesù e Haim". Quindi da parte nostra non possiamo attribuire a Gesù “parole errate”. Solo Yeshua stesso avrebbe potuto e dovuto rivelare il proprio errore.

L'errore che stiamo qui trattando non è da poco, come spiega Gesù stesso. Le altre "costruzioni" teologiche si attenevano alle stesse parole di Gesù e i padri della Chiesa costruirono intorno ad esse false conclusioni teologiche. L'ammissione di Gesù è estremamente importante. Se ce ne fossimo accorti in precedenza, tuttavia, ciò avrebbe distorto i parametri necessari per stabilire la Correzione. Pertanto l'ammissione non poteva venire prima, cioè prima della Conclusione della Correzione realizzata nel testo di Matteo Bambino. Una volto concluso, Gesù ha potuto rivelare ciò che diventa il Sigillo dell'intera Correzione del Cristianesimo. Gesù si assume la responsabilità degli errori teologici presenti nel Cristianesimo. La mancanza di precisione in alcune sue frasi ha generato quella confusione responsabile degli errori teologici.

Gesù non l'avrebbe detto se non fosse stato vero. Nella sua umiltà Gesù è apparso (a Nodà) per mettere il Segno del Sigillo sulla Grande Correzione del Cristianesimo. E grande è la lezione: la Stella di Cristo viene in virtù dell'umiltà. Perciò a Gesù nella sua umiltà fu dato di compiere la Grande Correzione che viene per mezzo della Stella di Cristo nella sua seconda venuta. Senza tale ammissione, mancava un Pilastro di verità, un Pilastro che non dovevamo e non potevamo erigere. Yeshua ha posto la Corona sulla Correzione: "nel mondo ero un uomo e così anche nell'aldilà; e ogni persona nel mondo può sbagliare e anch'io ho commesso degli errori all'epoca".

Vedete allora che Gesù stesso sta aprendo la strada alla riconciliazione dei cuori. Siamo tutti esseri umani e commettiamo errori, e anche le tradizioni religiose possono mantenere errori per generazioni, errori che alla fine devono essere corretti. Ci vuole umiltà per riconoscere che non siamo infallibili e impeccabili.

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Aggiungo ciò (novembre 2009) allo scritto. Forse sono passati 3 mesi e c'è stato un ulteriore Compimento alla Correzione, che Gesù ha dato in sogno a Nodà. Nodà era a Roma che appariva molto bella. C'era uno strato di acqua pulita tutt'intorno sul terreno e c'era un'atmosfera piacevole. Un professore di scuola, avendo sentito parlare di testi su Gesù della Redenzione Finale, aveva chiamato Nodà nel suo studio per farle alcune domande. Nodà gli stava spiegando qualcosa del Testo scritto da Daniele "I Difetti di Gesù" e in quel momento apparve Gesù e disse: «Quando si parla di me, bisogna parlare in modo dolce, pieno d'amore perché i cristiani hanno imparato da me l'amore per il prossimo e non sopportano di sentire un 'linguaggio duro'. Per quanto riguarda il popolo ebraico, gli ebrei non devono assolutamente chiedere perdono per tutto ciò che è accaduto 2000 anni fa; hanno sofferto abbastanza in tutti questi secoli passati”.

Quando ho sentito questo sogno di Nodà e quello che Gesù ha detto riguardo agli ebrei, ho sentito dentro un grande sollievo. Ho capito che anche questa affermazione doveva essere fatta personalmente da Gesù e non da qualcun altro.

Si capì che il titolo e anche alcune espressioni del Testo "I Difetti di Gesù" erano 'linguaggio duro' e dovevano essere scambiate con parole più dolci. Abbiamo cambiato il titolo in 'Io amo il vero Gesù' e ho chiesto a Daniele di rivedere tutto il testo e di modificarlo quando parla con durezza dei padri della Chiesa. Anche nei miei testi terrò in considerazione le parole di Gesù quando le rileggerò. In ogni caso anche qui, la sua Completezza era necessaria per la Correzione che avrebbe potuto essere data solo alla fine e non prima. Perché laddove si parla contro l'idolatria, non è possibile né desiderabile ammorbidire il nostro linguaggio. Dopo tutte quelle correzioni, però, è possibile rivedere alcune cose nell'ottica proposta da Gesù.

 

Riveduto: 28 febbraio 2013, Beer Sheva