Autore:
Peretz Green
Traduzione: Davide Levi
Siman 33 - Il Vangelo secondo
l’Asino che mangia il Pane della Redenzione Finale
In onore della tragica morte e
meravigliosa resurrezione del nostro fratello Beniamino Perico
Il Vangelo Corretto di Yeshua di
Nazareth, alla luce dei Segni Completi della Terza Redenzione Finale e gli
insegnamenti del Goel Finale, lo scelto Maestro di Vita, Haim
Yeshua, figlio di Giuseppe e di Miriam, di Nazareth, nacque
a Betlemme 6 mesi dopo il matrimonio ufficiale dei genitori. Tutti gli elementi
veri della vita di Yeshua erano relativi al Segno del suo destino, quello dello
scelto e profetizzato Ariete sacrificato al posto di Isacco. Il Segno
dell'Ariete Sacrificato al quale la morte tragica di Yeshua è collegata
è venuto in convergenza con un altro Segno molto particolare che
può essere chiamato "il Segno Messianico concepito prima del tempo
del vero matrimonio redenzionale tra il Regno dei Cieli e la Terra". Come
proclamò lo stesso Gesù "non pensate che io sia venuto per
portare la pace, ecc. bensì per portare la spada ecc". Ciò
significa "Io sono venuto per una missione messianica particolare ma non
quella del tempo del vero Matrimonio Redenzionale che avverrà in un
futuro ancora lontano, bensì per aprire il processo della redenzione che
abbatte le barriere della storia".
Yeshua nacque sotto una stella particolare, la Stella di
Malchitzedek che, dopo la missione di Yeshua, divenne la Stella di Cristo. Con
l'arrivo dei Segni Completi della Terza Redenzione Finale, questa stessa Stella
Messianica-Universale diventa la Stella che Stupisce.
Il giovane Yeshua era estremamente serio e molto acuto di
mente. Nei suoi studi tradizionali con i rabbini a Nazareth, egli fece stupire
i suoi maestri sia per la sua straordinaria memoria che per la sua profonda
comprensione. La sua serietà lo portava a delle riflessioni profonde e
spesso faceva domande che non trovavano risposte soddisfacenti presso i suoi
insegnanti. Yeshua era, in particolare, estremamente acuto sulle parole dei
Profeti di Israele che memorizzava con gran facilità. Egli provava
piacere a contemplare i significati di quelle profezie.
Giovanni Battista o Yohanan ha-Matbil era cugino di Yeshua,
come riportato in Luca. La genealogia di Gesù dalla casa di Davide
riportato da Matteo può essere considerata sufficientemente affidabile,
ciò perché data la posizione ‘messianica’ di quella missione dei
Segni Iniziali Redenzionali e Messianici, si dubita, per ragione delle profezie
coinvolte, che Yeshua non discendesse dalla casa di Davide. Yeshua, comunque,
aveva anche una radice nella tribù di Dan, come rivelato dal Goel
Finale, il Maestro di Vita, Haim. Il contatto parentale tra i due cugini fu
superficiale nella loro infanzia, mentre la loro frequentazione assidua sarebbe
avvenuta più tardi nella Scuola degli Esseni.
Mentre cresceva e continuava a studiare Torà, Profeti
e la tradizione orale di Israele, Yeshua partecipava attivamente anche ai
servizi della sinagoga, e qui, oltre a spiegare i testi nella maniera
tradizionale, formulava anche interrogativi profondi e seri che risolveva con
risposte che stupivano i suoi ascoltatori; in Galilea, dove insegnava
Torà, c'erano molti ebrei poco istruiti che avevano, tuttavia, buone
qualità, una fede pura, elevata e semplice, compassione per il prossimo
e generosità. Questi ebrei amavano ascoltare i pensieri profondi che
Yeshua esponeva nei modi che stimolavano la loro comprensione.
Il carattere di Yeshua era piuttosto enigmatico ai loro
occhi; da una parte, egli aveva modi umili e familiari nei loro confronti,
mentre, allo stesso tempo, si percepiva in lui un distacco interiore. Dentro di
sé, Yeshua meditava sulla miseria della gente di Israele, sia spirituale
che materiale, ed egli era intenzionato ad aiutarla. I suoi pensieri erano
diretti in due direzioni: capire i significati dei Profeti e di come le loro
parole avrebbero portato ad un cambiamento storico e (2) trovare la via per
elevare spiritualmente il suo popolo.
Yeshua col tempo era deluso da molte cose che vedeva intorno
a sé. Perché così tanti ebrei erano digiuni di Torà
mentre il Tempio era stabile a Gerusalemme? Perché c’era così
poco contatto tra i Saggi della Torà e i popolani? Perché i
Farisei erano così severi con le decime dei poveri ma non erano disposti
ad aiutarli nella loro vita quotidiana, stabilendo scuole per istruire loro ed
i loro figli? Perché c’era una tale diffidenza e persino odio tra i
Saggi ed i Sacerdoti e fra la maggior parte delle gente, particolarmente nella
Galilea? Perché sembrava che il povero e l'ignorante avevano più
qualità positive di coloro che detenevano la conoscenza della
Torà? Tutti questi interrogativi assillavano i pensieri del giovane
Yeshua.
Oltre a capire i Profeti e a trovare la via per elevare le
gente, faceva capolino in lui anche il desiderio recondito di poter guarire i
malati con il potere della vera Santità. Gesù meditava a lungo
sulla Missione Nascosta del Profeta Elia ed i poteri dello Spirito di Dio
concessi a quel Messaggero Scelto. Egli languiva nel suo cuore per l'arrivo del
Profeta Elia annunciatore della Redenzione Finale. Il suo cuore cercava la
grande salvezza del Signore.
C'era un fatto estremamente sgradevole avvenuto negli anni
di studio del giovane Yeshua per il quale era stato intimamente angosciato e
che, per contrasto, continuamente lo guidava in una disperata chiamata a Dio,
il Padre Misericordioso di Israele, affinché agisse a favore di Israele
e mostrasse la Sua grande salvezza. C'era chi, tra quelli che studiavano con
Yeshua, che aveva messo in giro la voce che egli fosse stato concepito prima
del matrimonio. L'invidia verso la sua intelligenza, acume e profondità
in materia di Torà, aveva fatto sì che Gesù fosse stato
oggetto di disprezzo in diverse occasioni da parte di individui insensibili con
riferimenti alla sua nascita e alla bassezza del suo rango.
Questo fatto lasciò un dolore intimo ed indelebile
nel suo animo. Egli cercava l'amore tra le persone, come è voluto da
Dio. Perché regnava l'odio? Yeshua non teneva rancore per nessuno. Cercava
tuttavia di capire perché la Torà studiata da coloro che dovevano
cercare le vie della compassione e della misericordia veniva sostituita
dall'insensibilità e dalla cattiveria delle parole, tali da ferire
l'animo altrui. "Cercate parole contro i miei genitori e contro di me, ma
io sono figlio del mio Padre nei Cieli non meno di voi. Perché non
cercate l'amore fraterno invece dell'odio? E se odiate coloro che vi amano,
sarete indegni della vera amicizia davanti a Dio! Colui che odia chi lo ama odia
anche Dio che ama ogni Sua creatura."
Circa 100 anni prima della nascita di Yeshua viveva nella
Giudea il Capo dei 36 Giusti Nascosti di cui non conosciamo il nome. Nei suoi
giorni la sfera di potere ed influenza ellenista (e più avanti romana)
cominciava ad avere effetti oppressivi sulla popolazione ebraica. C’era anche
una caduta spirituale dei Sacerdoti del Secondo Tempio che iniziava a rivelarsi
in forme di ipocrisia ed in quell’epoca si era creata grande confusione fra i
Saggi della tradizione farisaica. Altre correnti dell'ebraismo, come quella dei
Sadducei da una parte e dei Zeloti dall’altra, complicavano ulteriormente la
vita degli abitanti della Giudea. Fra i Sacerdoti c'era insincerità e
dominavano gli interessi personali, c'era ambizione sfrenata e sete di guadagni
materiali, c'erano arroganza ed astuzia malevola. La Sacra Torà era
usata nelle loro bocche per ottenere prestigio e potere economico.
Anche i Dottori della Legge si trovavano costretti alla
difensiva a causa delle correnti che si sollevavano, alcune in contrasto con la
Halachà, altre per riformarla, altre ancora favorevoli ad un pietismo
zelante in osservanza della Halachà. I Dottori della Legge dovettero
così definire i loro scopi più precisamente e ciò a sua
volta limitava e non permetteva un coinvolgimento più ampio della
società, causando, invece di unità, separazioni in fazioni ed in
gruppi di dissidenti. Anche a motivo della corruzione politica e dei servizi
pagati ai Sacerdoti, i Dottori della Legge erano costretti ad usare strategie politiche
e a manovrare forze sotterranee che assicurarassero il dominio della
Halachà. Tale confusione e gli elementi di separazione di quella
società chiudevano i Farisei ancor più nelle proprie definizioni,
che, comunque, erano state intese per tutto il popolo, senza alternativa, ma,
in realtà, solo pochi frammenti della popolazione erano, strettamente
parlando, pronti o capaci o disposti ad aderire agli insegnamenti Farisaici.
Era in quel periodo che il summenzionato Capo dei Giusti
cominciò a capire che se qualcosa non veniva fatto per estirpare il male
che stava piombando sulla gente, il destino del popolo ebraico era votato ad
un'amara fine.
Quello Tzadik, che possiamo chiamare il Maestro di Giustizia
(Morè Tzedek), nome che gli venne assegnato in seguito dalla
Comunità degli Esseni, iniziò a formulare le fondamenta per una
nuova comunità e per una nuova scuola mirata alla salvezza del popolo
ebraico. Il Maestro di Giustizia selezionò fra i Saggi fedeli di quel
tempo alcuni talmidim ‘nascosti’ capaci di ricevere nuove istruzioni.
Dai documenti di Qumran risulta che il Maestro di Giustizia
fu perseguitato da uno dei Sommo Sacerdoti e, alla fine, dopo anni di esilio a
Damasco, venne ucciso da dei sicari mandati dal Sommo Sacerdote. Prima di
ciò, per anni, il Maestro aveva lavorato di nascosto per formulare gli
insegnamenti per la Nuova Scuola di Ester necessaria per il mantenimento della
Santità, in segreto, per il bene della nazione, una Santità che
non era presente, purtroppo, nel resto di Israele, neppure nel Sacro Tempio.
Al tempo di Yeshua, la Scuola era in piena attività
ed era gestita dalla comunità degli Esseni, nei pressi del Mar Morto.
Quando Gesù aveva circa 19 o 20 anni, egli sentì in famiglia che
suo cugino, Yohanan, aveva abbandonato il mondo esterno per andare a studiare
nella Scuola degli Esseni. Ciò è importante per seguire la storia
dell'Ariete Sacrificato e le vie nascoste tramite le quali la sua tragica ma
necessaria missione venne allo scoperto.
Quella missione faceva anche parte della meravigliosa
redenzione universale di Ha Shem, come abbiamo ricevuto "Tre sono chiamati
gli Uomini della Redenzione, Mosè, Gesù e Haim". Questa
è la parola che Ha Shem ci ha mandato e la sua verità è
collegata a Chi l’ha detta. Noi, infatti, siamo delle nullità e Ha Shem
opera per il Suo nome. Yeshua fu preso nella gelosia della collera di Dio e le
sue corna rimasero impigliate nel cespuglio del Disegno Storico di Dio. Era
arrivato anche il momento in cui le nazioni dovevano accostarsi alla vera tradizione
per la preparazione di una salvezza universale, che sarebbe arrivata con la
grande rivelazione della Redenzione Finale Universale.
Nel frattempo Yeshua era 'occupato' nella sua tripla
meditazione sulla realizzazione profetica, convinto di dover elevare lo spirito
della gente, curare i malati ed esorcizzare gli spiriti maligni, tramite i
segreti della Torà. Egli pregò a lungo e la delusione per quello
che vedeva in Israele si accresceva sempre di più col passare degli
anni. A 26 anni Yeshua andò a parlare con Yohanan nella Scuola di Ester
degli Esseni.
Yeshua ebbe da Yohanan molte risposte ai suoi quesiti ed
anche l'atmosfera della Scuola lo attirò, perché qui sentì
parlare di ‘segreti’ e di Kabalà Nascosta e di Kabalà Maassit.
Era l’unica Scuola allora in cui si studiavano le profezie attivamente per
capire ciò che realmente stava accadendo. Il tempo stava arrivando.
Israele aveva fallito nella sua missione. Tutto era corrotto. Già dal
tempo del Maestro di Giustizia era così. Il tempo della fine stava per
arrivare e ci sarebbero state grandi distruzioni e decreti terribili contro la
nazione e contro il Tempio.
Il Maestro di Giustizia nella sua santità profetica
da Capo dei 36 Tzadikim Nascosti della sua generazione aveva previsto
l'inevitabile il tempo della fine. Aveva visto la corruzione diffusa e la
mancanza del vero servizio al Dio di Israele. Così come era avvenuto al
tempo che precedette la distruzione del primo Beit Ha-Mikdash, i servizi erano
"mitzvat anashim melumada" di routine, diremmo oggi, ma i cuori erano
lontani dal vero servizio. Parlavano di amore ma il loro cuore era pieno di
odio verso gli altri e la loro mente usava strategie astute per sopraffare il
prossimo. Il povero era lasciato alla sua povertà ed i sofferenti alla
loro sofferenza, gli orfani e le vedove alla loro solitudine. Ognuno badava
soltanto ai propri fini egoistici. La vera Torà latitava ed era coperta
da ipocrisia ed insincerità. L'arroganza regnava tra i capi del popolo,
Prushim (Farisei), Cohanim (Sacerdoti) e Tzadukim (Sadducei).
Il Maestro di Giustizia aveva previsto la necessità
di un rifugio spirituale, di una scuola e di una comunità lontana da
tutto il male circostante. Egli era stato esiliato a Damasco su ordine del
Sommo Sacerdote. In quel frangente, evidentemente, non condivideva alcuni
aspetti della halachà dominante. Forse era a favore del calendario
stellare noto ad alcuni studiosi del tempo, diverso dal calendario-lunare
accettato dal Beit Din Ha-Gadol. O forse egli cercava una codificazione scritta
della halachà per tutto Israele che all'epoca era proibita dalla
tradizione orale. Di certo, egli era favorevole a delle riforme che potevano
mettere in discussione la leadership spirituale.
Il Maestro di Giustizia era un uomo kadosh (santo), Capo dei
36 Tzadikim Nascosti della sua generazione, erede dei Segni di Isacco, nella
elevazione e nella sofferenza ad essi collegati, faceva parte dei Bnei
Aliyà (i Figli dell'Ascesa) ed era consapevole del periodo di declino morale
nella storia di Israele. Egli sapeva che quello era un tempo di "‘et
la'assot le-Ha-Shem heferu toratecha" di agire urgentamente in nome di Ha
Shem mentre la Tua Torà veniva violata.
In esilio a Damasco, egli iniziò a commentare alcuni
testi dei Profeti, riferendoli ai tempi imminenti, formulando nuove regole per
coloro che desideravano veramente santificarsi nella Torà di Sinai,
tramite un Nuovo Ordine, una Scuola di Hachamim scelti che avrebbero preservato
con zelo gli insegnamenti preziosi che avrebbe messo per iscritto. Egli
stabilì per quella Scuola di Iniziati un Ordine Messianico molto preciso
(che solo il Capo dei Giusti Nascosti poteva conoscere), che derivava dai Segni
Nascosti di Isacco che vengono trasmessi ad una sola persona in ogni generazione,
cioè il Capo dei 36 Tzadikim Nistarim. Egli spiegò anche i
criteri che avrebbero distinto la Scuola dalla Comunità ad essa
collegata.
Una volta intrapreso questo lavoro sacro, il Maestro di
Giustizia non poteva esimersi da questa chiamata necessaria in quel frangente
storico, che purtroppo era caratterizzato dalla violazione generale dei veri
insegnamenti della Torà. Il Maestro di Giustizia divenne il Maestro
della Giustizia Messianica per la salvezza di Israele. Per la formazione della
Scuola egli scelse saggi virtuosi e fedeli ai suoi insegnamenti. Furono loro i
primi maestri della Scuola degli Esseni che si stanziò nei pressi del
Mar Morto.
Il Maestro di Giustizia, in verità, si adoperò
per la salvezza di Israele e, di riflessso, per quella dell'umanità.
Benché non avesse il permesso dall'Alto, il suo era un atto di Kanaut,
di sacro zelo per Ha Shem. Essendo un vero Tzadik, egli sapeva che la condanna
su tutto Israele era imminente e sapeva dei terribili castighi ormai decretati
contro il popolo eletto. Perciò chiamò la Scuola che aveva
fondato per pochi iniziati "Beit Sefer Ester", poiché,
analogamente ai giorni di Purim, quando un decreto di sterminio era stato
scritto di sopra, ecco che la Nuova Scuola doveva diventare il Nuovo Palazzo
Nascosto della Regina Ester da cui sarebbe uscita la salvezza del popolo
ebraico.
Come nessun altro dei Capi dei Giusti Nascosti aveva mai
fatto o mai avrebbe fatto dopo di lui, il Maestro di Giustizia rivelò
segreti dei Segni Nascosti di Isacco per stabilire il Nuovo Ordine Messianico
ed insegnò segreti di Kabala Ma'assit ai maestri selezionati della
Scuola. E sebbene questi segreti venissero trasmessi solo dopo anni di
frequentazione fedele e sotto giuramento pena la morte per chi li rivelava o li
usava senza permesso, ecco che il Maestro di Giustizia agì per amore di
Dio, essendo consapevole di trasgredire al voto da lui stesso fatto.
E’ importante capire questa contraddizione. Essa è
simile all'azione di Pinchas, contraria alle norme che vincolavano i Cohanim,
giustificata dal fatto che in quel frangente era un momento di agire le shem
Shamaim, dato che la Legge di Dio era stata violata pubblicamente. Il sacro
zelo di Pinchas, verso Dio e verso il suo Maestro Mosè, fu premiato da
Ha Shem con il più sacro dei tesori, il Nascosto e Santificato Patto di
Pace, il Patto della Vita Eterna.
Il Patto di Pace è entrato nella storia nel contesto
della prima redenzione sotto i Segni di Abramo, Segni che durarono storicamente
fino all'epoca del Primo Tempio prima del conflitto fraterno che separò
Giudea ed Israele. Il Profeta Elia, di benedetta memoria, fu l'erede della
NESHAMA' di Pinchas e perciò rappresentò la realizzazione storica
del Patto della Pace e pertanto non conobbe la morte terrena. L'epoca del
Profeta Elia ha corrisposto al periodo dell'apertura dei Segni di Isacco,
nostro padre, i più nascosti di tutti i Segni, i Segni Nascosti
dell'Ascesa, i Segreti della Profezia, la Grande Elevazione e la Grande
Sofferenza dei Giusti Sofferenti Nascosti.
Al tempo di Mordechai ha-Tzadik, l’Istituzione degli
Tzadikim Nascosti venne fissato al numero di 36 (Lamed Vav) Tzadikim Nistarim
in ogni generazione, non di più e non di meno. Fra quei 36, uno di loro
è di un livello ancora superiore ed è conosciuto fra loro come il
Capo dei 36 Tzadikim Nascosti. In ogni generazione il Profeta Elia, di
benedetta menziona, è il Capo dei Figli dell'Ascesa ma non è
incluso nel numero. Così il Capo dei Giusti Nascosti in ogni generazione
è in contatto ed è strettamente collegato con il Profeta Elia,
che è l'erede storico dei Segni di Isacco, nostro padre. Soltanto con
questo chiarimento può essere inteso il livello vero del Maestro di
Giustizia e attraverso ciò possiamo capire meglio la fonte dei segreti
che erano custoditi nella Scuola degli Esseni e la fonte dell'Ordine Messianico
stabilito nella Scuola Nascosta di Ester, sotto i Segni di Isacco.
Questa era la Scuola in cui Yohanan ha-Matbil, forse cento
anni dopo l'uccisione del Maestro di Giustizia, era diventato uno dei maestri e
veggente profetico. La disciplina (riguardo alla halachà e, ancor
più, alla Regola della Scuola) nella Scuola fu ad un livello sconosciuto
in tutta la storia ebraica. C'erano punizioni severe anche per le offese
minime. Vigeva la massima serietà. Nessuna parola superflua era
permessa. Maestri e allievi facevano voto di castità e si astenevano dai
piaceri mondani con lo scopo di espiare i peccati di Israele. Era possibile,
dopo tre anni di assidua frequentazione come talmid, entrare, sotto severo
giuramento, nei segreti noti e custoditi nella Scuola. Fra quei segreti c'erano
anche quelli di Kabalà Ma'assit.
Yeshua rimase strabiliato da ciò che imparò
nei primi giorni presso Yohanan. Egli sentì che le sue aspirazioni
intime trovavano uno sbocco e capì che anche lui, era stato condotto
dalla Provvidenza di Dio alla sua chiamata. La sua anima addolorata dal degrado
spirituale di Israele aveva bisogno di un livello più alto di
santità che sarebbe stato, allo stesso tempo, un'espiazione dei peccati
del suo popolo. Anche il suo desiderio di entrare nei segreti più alti
della Sacra Torà era incondizionato, come se la sua vita non avesse
senso senza quella conoscenza. Yeshua decise di entrare e restare nella Scuola
e di applicarsi agli insegnamenti del Maestro di Giustizia per passare la sua
vita in quel rifugio spirituale, per quanto ciò potesse risultare
difficile. Anche Yohanan apprezzò la sua sincerità e la forza
delle sue aspirazioni per cui caldeggiò l'ingresso di Yeshua nella
Scuola come talmid a tempo pieno, permettendogli così di spogliarsi
subito di tutti i beni materiali e introducendolo nella fase di iniziazione per
poter ricevere i segreti di Kabalà Ma'assit, che venivano trasmessi dopo
tre anni di piena frequentazione.
Yohanan era stato nella Scuola per almeno sei anni e mezzo
prima di Yeshua. Aveva pronunciato il voto di fedeltà a vita ed aveva
giurato di accettare la pena di morte nel caso avesse rivelato o impiegato i
segreti ricevuti al di fuori della Scuola. Poco prima del triennio di
permanenza di Yeshua, accadde un evento nella Scuola che in seguito avrebbe
avuto un profondo ed indelebile effetto sulla vita del Nazareno. Il suo mentore
Yohanan abbandonò la Scuola, infrangendo il suo giuramento, e si
avviò nel deserto per predicare il pentimento e immergere la gente nell’acqua
secondo un nuovo rito di pentimento e di purificazione.
Yeshua non cessò di frequentare la Scuola ma è
indubbio che rimase sconcertato e confuso dalla decisione di Yohanan.
Perché era accaduto? Perché era diventato più importante
per Yohanan predicare fuori invece di mantenere i suoi giuramenti davanti a
Dio? Cosa aveva visto Yohanan per fargli prendere una decisione così
drastica? C'era qualcosa di incredibile perché Yeshua sapeva che Yohanan
era estremamente serio e la sua decisione era motivata da ragioni profonde che
mettevano in secondo piano i rischi. Yeshua voleva capire tali motivazioni e
rifletteva a lungo per poter ottenere una risposta ai suoi perché.
Yohanan annunciò che la sua chiamata era stata spostata e che doveva compiere
il ‘segno della voce che chiama nel deserto’, e avvertire il popolo esortandolo
a pentirsi ed a purificarsi nel corpo e nello spirito. Come era possibile che
la chiamata di Yohanan era cambiata?
Le parole di Yohanan riecheggiavano e turbinavano nella
mente di Yeshua; egli aveva capito che Yohanan doveva aprire una nuova via e si
ricordava che il cugino, prima di lasciare la Scuola, aveva profetato che uno
dopo di lui, di maggiore statura, lo avrebbe seguito. Yeshua pensava: e se la
profezia di Yohanan era veramente messianica, perché bisognava
infrangere i giuramenti fatti, e abbandonare la Scuola per avviarsi alla
missione? Perché tale pensiero aveva pervaso la mente di Yohanan
soltanto, in un contesto separato, e non aveva coinvolto i membri della Regola
non ricevendo l'approvazione dei maestri della Scuola Nascosta di Ester?
Yeshua, tuttavia, continuò per la strada che aveva
intrapreso. Egli aspirava a raggiungere il livello dei veri segreti e ad
entrare nel santuario intimo di quella conoscenza nascosta. Egli era disturbato
da sogni e visioni che lo indicavano come l'oggetto della profezia di Yohanan,
ma, tuttavia, li rifiutava considerandoli come strumenti del Satàn.
Dopo tre anni di studio, Yeshua entrò nel cerchio
intimo della Scuola e apprese alcuni segreti di Kabalà Ma'assit. Egli
ricevette anche ‘segni’ in sogni ed in visioni che lo convinsero che era
oggetto di quella chiamata. Come in un puzzle risolto, tutti i pezzi ora
cominciavano a combaciare. Se non per quel pericoloso atto di kanaut di
Yohanan, che aveva infranto i voti per attuare una salvezza al di fuori della
Scuola, i Segni Messianici che erano nella Scuola non sarebbero mai usciti in
pubblico. Solo la rottura dei recinti, nel Segno di Peretz, sarebbe bastata. E
solo dopo Peretz, Zerah sarebbe uscito dall'utero di Tamar per risplendere nel
mondo.
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Una volta lasciata la Scuola, il primo obiettivo di Yeshua
fu quello di realizzare il ‘segno profetico’ di Yohhanan. Yeshua
proseguì poi la sua missione, molti dettagli della quale sono conosciuti
dai Vangeli tradizionali, come la sua selezione dei Talmidim (Discepoli), le
sue dissertazioni e parabole, le guarigioni ed i prodigi compiuti, la sua
ultima cena e la sua tragica crocifissione. I Vangeli contengono principalmente
avvenimenti veri della sua missione durata meno di quattro anni, e la maggior
parte delle parole di Gesù può essere considera autentica nei
Sinottici ma non nel Vangelo di Giovanni. Se uno distrugge il linguaggio falso
perché idolatra, l'anti-giudaismo postumo e brucia la maggior parte del
Quarto Vangelo, otterrà del materiale che induce alla meditazione su
quella che fu la Missione Messianica Iniziale dei Segni di Isacco, nostro
padre, in quel playout storico dell'Ariete Sacrificato al posto di Isacco ed in
quella Missione di potenziale fallimento profetizzata in Isaia e negli ultimi
versi di Malachia.
Non esiste nessuna ‘teologia’ intorno o riguardo allo Tzadik
scelto, il Goel Finale, Haim. Il Nuovo Regno dei Cieli è stato formato.
Il Terzo Goel Finale, dopo il Segno Finale nei Segni Completi della
Risurrezione presiede come Giudice Unto del Regno dei Cieli e guida la Missione
dell'Asino che mangia il Pane in terra. Del Goel Finale afferma il verso
"e la volontà di Dio avrà successo nelle sue mani".
Come nella prima redenzione, ci si rivolgeva in preghiera Dio e non a
Mosè, così nella Redenzione Finale, ci si rivolge in preghiera a
Dio e non al Morè Haim. Bisogna avere fede nei servitori fedeli di Dio,
una volta che sono conosciuti, come afferma la Torà "e credettero
in Dio ed in Mosè, Suo servitore". E diciamo Dio di Abramo, di
Isacco e di Giacobbe, perché crediamo in Dio e nei Suoi servitori fedeli
scelti da Lui".
Abramo, Isacco e Giacobbe sono i tre Patriarchi. Le
Redenzioni sono tre, quella dalla servitù in Egitto, quella di Purim e
quella Finale. I Goel (redentore) sono tre, Mosè, Mordechai ha-Tzadik e
Haim. Questi rispettivamente sono i tre servitori, scelti da Dio Onnipotente
per adempiere i Segni di Abramo, i Segni di Isacco ed i Segni di Giacobbe.
Queste tre categorie di Segni sono collegate al trilpice Nome E-H-E-Y-E
A-S-H-E-R E-H-E-Y-E rivelato a Mosè nel Roveto Ardente. Questo è
il nome con il quale Dio Onnipotente si rivela come il Santo Redentore di Israele
e, alla fine, il Redentore dell'umanità tramite Israele.
Il nome ASHER, tuttavia, è il nome ‘nascosto’ tra il
primo e l’ultimo EHEYE, ed è collegato particolarmente al nome EL
MISTATER (Dio che Si nasconde). E’ questo nome che rispecchia il periodo
lunghissimo di 26 secoli (dal Purim storico in Persia o ancor più se
conteggiamo dal tempo del Profeta Elia). Purim stesso, perciò, fa parte
dell'incredibile redenzione che salvò il popolo d'Israele dallo
sterminio totale in quell'epoca ed è anche un grande segno della salvezza
nascosta che Ha Shem ha operato con il popolo ebraico nella sua storia fino al
tempo della Rivelazione della Redenzione Finale. La Missione particolare,
storica di Yeshua era, dunque, nel contesto dei Segni di Isacco, nostro padre,
sotto il nome ASHER.
Il primo scopo messianico della missione di Yeshua era il
tentativo di ristabilire la caduta o meglio la fallita Hannukà di
Israele. Poiché in concordanza coi Segni, il miracolo storico con la
ricorrenza stabilita della celebrazione di Hannukà, era esso stesso
sotto i Segni del nome ASHER. C'è così un doppio elemento,
Purim-Hannukà, nello stesso nome ASHER. Per semplificare, il nome ASHER
rappresenta il nome nascosto, ma in questo nome esiste l'elemento di una
rivelazione manifesta, per merito della fede, in cui la saggezza e la luce di
Israele diventano un raggio stupefacente di luce, conoscenza e fede per le
nazioni con il Tempio a Gerusalemme, fonte centrale di ispirazione. Questo
elemento è un requisito redenzionale essenziale, necessario per arrivare
storicamente al nome Finale e perciò non può essere mancante nel
nome ASHER stesso.
La Hannukà storica di Israele fallì totalmente
sotto questo aspetto. Centinaia di ragioni possono essere addotte, ma di fatto
fallì, perché non portò la luce di Israele ai popoli, ma,
al contrario, la luce in Israele si oscurò. L’ultimo tempo stellare
storico della possibile realizzazione di Hanukà del nome ASHER, nel
senso della luce della Torà e della vera fede per le nazioni, avvenne in
quella grande convergenza storica, al punto di 2000 anni della Stella di
Abramo, nostro padre, che è il padre prescelto di una moltitudine di
nazioni. Questa è la chiave per capire la frase di Yeshua che disse che
non bisogna tenere sottobanco la lampada ma esporla fuori affinché tutti
la possono vedere. La missione di Yeshua rappresentava perciò l’ultimo
tentativo di rettificare la fallita Hannukà di Israele.
Sebbene la possibilità di un successo fosse allora
solo virtuale e non reale, la missione di Yeshua era messianica e nel segno
della correzione. Yeshua non poteva essere ‘diplomatico’ ma doveva dire a tutti
i costi la verità, perché se la verità non fosse uscita
dalla sua bocca per censurare l'ipocrisia dei Dottori della Legge, sarebbe
stato in colpa. E ciò perché i Segni Messianici Iniziali sono di
natura profetica e riflettono le verità espresse tramite la voce della
Missione. Ciò è come fu detto ad Ezechiele a proposito degli
avvertimenti profetici, che se il profeta non avvisa chi deve essere avvisato,
si rende colpevole, ma se invece lo fa, viene esentato dalla colpa, che
ricadrà su coloro che si sono rifiutati di ascoltare i suoi ammonimenti.
Perciò la Missione Messianica si apre nel Segno della Grande Correzione.
Ciò spiega gli avvertimenti di Yeshua nei confronti dei Farisei che erano
i rappresentanti dell'ebraismo ortodosso, ed erano, purtroppo, in quell’epoca
coloro che dovevano essere corretti più di tutti gli altri
Peraltro solo loro avevano il potere di estendere la
Correzione al popolo, se avessero capito la missione di Yeshua, gli
avvertimenti e gli insegnamenti. La sua Missione, comunque, era messianica e,
come spiegheremo, a causa della convergenza storica dell'Ariete Sacrificato di
Isacco, egli fu condannato ad assumere il Sacrificio Messianico necessario per
controbilanciare il fallimento totale del Popolo Messianico di Israele, la
nazione scelta da Dio per essere lo strumento della salvezza di Dio nel mondo
ed un Regno di Sacerdoti per guidare le nazioni nella vera luce del Sinai.
Ci sono, dunque, lezioni storiche importanti da imparare da
ciò che avvenne all'epoca per la Correzione di Israele in questo nostro
tempo della Grande Correzione della Redenzione Finale. Tali lezioni, tuttavia,
non possono essere capite fino a quando la parte essenziale della Missione di
Yeshua, quella della convergenza storica dell'Ariete Sacrificato al posto di
Isacco, nostro padre, verrà compresa a pieno dal popolo di Israele. Con
le Chiavi dei Segni Completi della Redenzione Finale questi fatti, prima
occultati e non conosciuti, diventano verità storiche.
Il punto essenziale da capire è che in quell’epoca,
con la leadership di Israele in uno stato generale di degrado e corruzione, sia
spirituale che materiale, anche la Sacra Torà sottostava all'ipocrisia e
al malaffare della classe sacerdotale. Il decreto dall'Alto, come era stato
previsto dal Maestro di Giustizia, era di distruzione totale, Dio ci salvi, del
popolo ebraico. Il Sacrificio Messianico di Yeshua era venuto per sostituire
quel decreto inesorabile con uno molto più mite, quello della
distruzione del Tempio e dell'esilio bimillenario fra le nazioni. Yeshua era
l'Ariete intrappolato nell’arbusto dei tanti conflitti ed il suo sacrificio
tragico sostituì il sacrificio di Isacco, progenitore di Israele e della
sua discendenza. Grande è la saggezza di Dio, piccola è la
comprensione dell'umanità.
La missione di Yeshua rappresenta pertanto un aspetto
essenziale, profeticamente celato nella Sacra Torà, del Disegno di Dio
della storia redenzionale. Esso si rivela e viene capito solo al tempo della
Redenzione Finale. Ogni contemplazione precedente non era in grado di trovarlo
nella Torà. Si tratta di una grande sorpresa della storia in cui il
Signore, nostro Dio, dimostra al mondo, alla fine, la verità della
Torà e delle Sue parole.
La Missione Messianica era anche espressa nella famosa
profezia di Malachia, che chiude i Libri dei Profeti di Israele. In essa,
vengono fornitr le Chiavi per aprire i 2 Grandi Portoni della Redenzione
Finale, l'osservanza della Legge di Mosè e l'ambasciata del Profeta
Elia, il messaggero profetico della Redenzione, che porta la riconciliazione
dei cuori di padri e figli.
La Torà di Mosè deve essere conservata ed
osservata. Ciò include l’intera tradizione orale di Israele
perché la Torà scritta di Mosè racchiude la Tradizione
Orale ed il potere dei saggi di giudicare ogni questione secondo le due
tradizioni. Questa era la tradizione dei Dottori della Legge che era sotto
severo giudizio ai tempi di Yeshua.
Il Profeta Elia verrà mandato per annunciare la Redenzione
e porterà con sé le chiavi della Promessa Riconciliazione. Non
viene spiegato quando o come, ma è chiaro che i Segni e le Chiavi della
Riconciliazione saranno portate dal Profeta Elia.
La profezia, comunque, prevede che la riconciliazione dei
cuori dipenderà anche dai meriti di coloro che potranno riceverla. E’
quindi possibile che tale merito mancherà e la riconciliazione non
sarà accettata. La profezia infatti si conclude con l'amara
eventualità "a meno che non venga a colpire la terra con un'anatema"’.
E' chiaro, però, che la parola di Dio non
resterà incompiuta. Qualora si realizzasse l'"a meno che",
è ovvio che la Missione della Riconciliazione verrebbe rinviata ad
un'epoca futura della storia. Tale è il vero ed esatto significato della
profezia. La comprensione del suo contesto storico, comunque, in termini della
Missione Messianica di Yeshua dei Segni Iniziali e la Missione Messianica
dell'Asino che mangia il Pane portato dal Goel Finale, può essere
afferrata solo ora, alla Luce dei Segni Completi, per merito del Goel Finale,
Haim, che contengono le Chiavi Finali della Grande Riconciliazione del Profeta
Elia, di benedetta memoria. E’ chiaro ora che la missione di Yeshua ha
rappresentato l'"a meno che" della profezia.
Per completare tale comprensione, il Goel Finale, Haim, ci
ha rivelato in che modo Yeshua arrivò alla sua missione e come ad essa
fossero collegati i Segni del Profeta Elia per quella tentata Riconciliazione.
Lo Tzadik Haim, ci ha spiegato i veri scopi della Scuola Nascosta degli Esseni,
la verità riguardante il Maestro di Giustizia e la presenza di Yohanan e
di Yeshua in quella Scuola. Questo completa la comprensione della realtà
storica della Missione Messianica di Yeshua, collegandola alla sua fonte
originale, la rivelazione del Maestro di Giustizia, Capo dei 36 Giusti
Nascosti, dei Segni Iniziali Redenzionali e Messianici contenuti nella Scuola
degli Esseni.
La Missione Messianica viene anche per riconciliare il cuore
dei figli di Dio al loro Padre in Cielo così che il nostro Padre in
Cielo sarà di nuovo, per così dire, ‘riconciliato’ nell’amore per
i Suoi figli. Ciò si riferisce, primo di tutto, ai figli di Israele
perché essi sono stati scelti ed essi sono comandati a comportarsi come
figli al loro Padre amato in Cielo. Dopo di questo, alla luce della vera fede
dell’Unico Dio Vivente, siamo tutti della stessa carne, siamo tutti i figli e
le figlie di Adamo ed Eva, creati ad immagine di Dio ed amati dal nostro Padre
in Cielo se procediamo correttamente lungo le vie che ci indica.
La missione tragica di Yeshua dovette apportare la
correzione messianica perché Israele aveva abbandonato nel suo spirito
il suo Padre in Cielo e non si comportava come un figlio fedele. Yeshua
predicò e cercò di aiutare i figli d'Israele a ritrovare il loro
cuore per vivere nella loro fede di figli prescelti. Perciò uno dei
Nomi-Segni di quella missione messianica era il ‘figlio di Dio’ perché
ricordava ad Israele come essere figli e figlie del Signore, Dio nostro.
Purtroppo, il fallimento della riconciliazione fece di
Israele un figlio ribelle. E non possiamo negare la collera terribile di Dio su
di noi in quell'epoca, la distruzione del Tempio ed il decreto dell'esilio
lungo 2000 anni. Evidentemente, a quell'epoca eravamo dei figli molto cattivi.
Così grandi furono la gelosia e la collera di Dio verso i nostri padri
ribelli, che dall'Alto fu decretato che le nazioni avrebbero creduto e amato un
ebreo, da loro chiamato "il Figlio di Dio". La gelosia di Dio ha
fatto tutto questo.
In genere, tutta la storia di Yeshua, dalla nascita fino
alla sua tragica morte, era provvidenziale. La sua nascita era un Segno del
Matrimonio Redenzionale prima del suo tempo. Tutto ciò che egli vide e
fece in gioventù gli insegnò le vie del conflitto che avrebbe
dovuto affrontare alla fine della sua missione. Anche i 33 anni d'età al
momento del suo sacrificio messianico uscì nel mondo come un ‘segno’
incomprensibile.
//////////////////////////
Siman 33 – Seconda Parte
Anche il nostro amato fratello Beniamino Perico, preso come
un sacrificio a Dio Onnipotente per la salvezza del Segno dell'Asino che mangia
il Pane, è stato preso nel suo 33esimo anno di giovane innocenza. Non
è una semplice coincidenza. Il Sacrificio Finale dello Tzadik Haim era
il Sacrificio Finale del Lungo, Sofferente Sacrificio di Isacco, nostro padre,
e fu il Goel Finale a scegliere Beniamino, 13 anni più tardi, per quel
terribile sacrificio necessario venuto per salvare Peretz e tutto il Segno
dell'Asino che mangia il Pane.
Il Sacrificio Finale dello Tzadik fu quello di un vero
Tzadik, Capo dei 36 Tzadikim Nistarim di questa passata generazione; egli
salvò il mondo da un decreto di immane distruzione.
Il Segno dell'Asino, però, è nel mondo e per
il mondo, per la gente di ogni livello di vita. Esso viene per salvare tutti i
cristiani dall'idolatria del Cristianesimo tradizionale, le persone semplici di
fede e desiderose di servire Dio nel loro modo migliore. Ci sono milioni di
loro che hanno bisogno della diffusione del Nuovo Messaggio della Stella di
Cristo nel suo secondo arrivo tramite i Segni Stellari Completi della Terza
Redenzione Finale, per merito del Goel Haim.
Abbiamo visto, grazie Dio, molti Segni della Resurrezione di
Beniamino che è vicino a noi quando desidera o quando lo desideriamo noi
e ci è stato indicato che egli è occupato nel suo lavoro nel
Regno dei Cieli, anche se non possiamo sapere in cosa consiste il suo lavoro o
come la salvezza avvenga nel Regno dei Cieli. Beniamino, dal Nuovo Regno dei
Cieli, lavora anche per il Segno.
Quando Beniamino era con noi, era nel Segno della pecora
smarrita della Tribù di Beniamino, nel Segno della Fede Silenziosa del
Regno dei Cieli, nel Segno del Gregge Smarrito della Casa di Israele e nel
Segno della Correzione di Paolo (il nome di suo padre nell'altro mondo che
ricevette salvezza dalla fede di suo figlio nella Resurrezione del Maestro di
Vita, Haim). Da cattolico-nato, si può dire che Beniamino uscì
dal punto più basso di falsificazione idolatra raggiunto dalla Missione
di Gesù per colpa della Chiesa fondata da Paolo di Tarso. Come
già spiegato, i Segni Iniziali Messianici e Redenzionali sulla cui base
la Missione Messianica di Yeshua fu formata, derivano dai Segni di Isacco,
nostro padre. Il sacrificio di Beniamino ha concluso i Segni di Isacco, nostro
padre, (che, in generale, erano stati conclusi universalmente per il mondo con
il Sacrificio Finale dello Tzadik Haim) chiudendoli nel contesto dei Segni
Completi della Redenzione Finale per il Segno dell’Asino che mangia il Pane in
terra. Ciò poteva essere compiuto solo da qualcuno che era diventato una
parte integrale del Segno dell'Asino, non uno Tzadik, ed inoltre, qualcuno che
era nato cattolico, come Rappresentante Messianico delle masse cristiane.
In quel momento l'Asino e Peretz insieme erano nel Terribile
Segno del Sigillo di Colpa per i giuramenti infranti nella Scuola degli Esseni,
una colpa che Yeshua pagò con la vita nel Segno della Passione e che
viene risolto tramite l'Asino che mangia il Pane nel Segno della Risurrezione
del Maestro di Vita, Haim. In un sogno fu detto all’Asino che questa sarebbe
stata la più difficile delle tre prove che doveva affrontare. Gli fu
detto che la questione era estremamente seria e che non c'era nessuna ragione
per cantare vittoria prima del tempo (ma non era chiaro in che cosa consistesse
la prova perché ciò non può essere capito se non dopo la
prova stessa).
Peretz sbagliò a credere che spettasse a lui compiere
la prova che, invece, riguardò Beniamino che morì sul colpo con
un suo collega muratore in un tragico incidente sul lavoro, quando
l'impalcatura sulla quale lavoravano fu colpita dal crollo della gru del
cantiere.
Ciò accadde esattamente alla fine di un periodo di 13
settimane in cui il Goel Haim ci aveva ordinato di osservare un periodo di
lutto (di cui non conoscevamo il motivo). Un mese prima dell’incidente di
Beniamino, il Goel Finale, Haim, ci disse in un sogno che doveva prendere
qualcuno per il beneficio dell’umanità (non avevamo idea chi fosse).
Solo dopo la morte di Beniamino, lo potemmo capire.
Poi arrivarono i Segni della risurrezione di Beniamino e
mentre scendevano nel corso del 13esimo anno dei Segni, la morte che
apparentemente era decretato su Peretz si trasformò in una ‘resurrezione
in vita’. La morte di Beniamino sostituì quella di Peretz che è
ancora nel mondo. Il sacrificio di Beniamino ha ‘risanato’ il Segno del Ariete
Sacrificato dopo 2000 anni di errori idolatri intorno a quel Segno. E tramite
la resurrezione di Beniamino ed il grande merito del suo sacrificio, il Segno
stesso della Resurrezione ha raggiunto livelli nuovi, nell'altro mondo e in
questo mondo.
In qualche modo, questo genere di Segni della Correzione
deve contenere il conflitto o piuttosto la nota contraddizione insita nel Segno
di Isacco: se Isacco veniva sacrificato, in che modo la Promessa ad Abramo si
sarebbe realizzata? In quel momento, l'ordine di Dio e la comparsa dell'ariete
con le corna impigliate nel cespuglio, sostituirono nostro padre Isacco, che,
praticamente, risorse mentre era ancora in vita.
In questo momento della storia, siamo solo pochi asini,
cavalli, oche e polli. Per tanti motivi, se in questo periodo, Peretz non ce
l'avesse fatta, sarebbe stato estremamente difficile continuare il Segno
dell'Asino che mangia il Pane. Più avanti, il mondo capirà meglio
i momenti storici che stiamo vivendo con i Segni Completi della Redenzione
Finale. Il sacrificio della Chiusura Finale per la Missione in terra dei Segni
di Isacco, nostro padre, per cui Beniamino è stato scelto, ha salvato il
Segno della Terza Redenzione Finale per il mondo.
Il Segno di 33, 3 e 3, è collegato con i Sei Segni
della Redenzione Finale, Segno delle Stelle della Redenzione, Segno del Giudice
Unto del Regno dei Cieli, Segno della Nuova Luce di Hannukat ha-Hannukot, Segno
dell'Asino che mangia il Pane, Segno della Quarta Generazione e Segno della
Nuova Costruzione, e Segno della Resurrezione dello Tzadik Haim. I Segni
Completi rappresentano i Completamenti Storici di tutti i Segni storici della
Torà e dei Profeti e della Tradizione, inclusi i Segni Iniziali usciti
con la missione messianica di Yeshua dopo che li aveva portati fuori dalla
Scuola degli Esseni. Perciò i nomi dei Segni Iniziali fondamentalmente
sono gli stessi, Segno delle Stelle, Segno del Regno dei Cieli, Segno della
Nuova Luce, Segno della Missione Messianica, Segno della Quarta Generazione e
Segno della Resurrezione.
I sei Segni possono essere divisi in 3 Segni in Cielo (le
Stelle, il Regno e la Resurrezione) e 3 Segni in Terra (la Luce Nuova, il Segno
dell'Asino e la Quarta Generazione). Il numero 33, 3 e 3, allude a questa
divisione dei 6 Segni.
Purtroppo, in quei Segni Iniziali, il Quarto Segno, la
Missione Messianica, era senza l'Asino, ed il Segno dell'Asino su quale Yeshua
cavalcò poteva rispondere alla profezia di Zaccaria soltanto, come una
continuazione di quel segno profetico, che era incompleto e inspiegabile.
Yeshua non era il Goel e quella asinella non era l'Asino che mangia il Pane del
Regno dei Cieli. Il risultato dell'Asino che manca (l’Asino è quel
Famoso Animale del Regno dei Cieli che collega il Nuovo Regno dei Cieli alla
terra) era che i 3 Segni in Cielo dei Segni Iniziali si mescolarono e si fusero
nei 3 Segni in Terra. Yeshua rimase intrappolato proprio nel mezzo di 3 e 3,
come ‘appeso’ fra di essi, non potendo portare i Segni in Cielo nel mondo e non
potendo, neanche tramite i discepoli, innalzare i Segni in Terra sopra nel
Regno dei Cieli.
Nel 13esimo anno di questo Segno dell'Asino che mangia il
Pane, la situazione era simile, nonostante i tanti collegamenti fatti in
precedenza. Ma anche le nostre mancanze e le nostre debolezze erano (e sono)
tante. La nostra inabilità di muoverci come dovevamo, in tutti i sensi,
non ha permesso che il Segno avanzasse. Come Yeshua, Peretz e il Segno
dell’Asino che mangia il Pane erano intrappolati in mezzo, tra il Regno dei
Cieli e la terra e non c’era più un luogo per loro nel mondo. Soltanto
la morte di Beniamino e la sua resurrezione hanno completato il legame del
Nuovo Regno dei Cieli e il Segno dell'Asino in terra. Beniamino Perico, nel
33esimo anno della sua vita, ha compiuto con il suo sacrificio, la Grande
Correzione del Segno del 33.
Supplemento
al Siman 33
Sono
già state date diverse spiegazioni sul termine 'figlio di Dio' usato da
Yeshua come suo 'titolo messianico' nel presentarsi ai suoi correligionari in
Israele, nel suo tentativo di adempiere a quella missione virtualmente
impossibile di riconciliare i cuori dei padri con i loro figli e il cuore dei
figli con i loro padri. Yeshua diede degli insegnamenti al popolo, sia
tradizionali che innovativi, cercando di far tornare il
cuore dei figli di Israele al loro Padre nei Cieli.
C'erano
molti insegnamenti tradizionali che erano ben conosciuti ma non compresi o
praticati e Yeshua cercò di rinnovarli con uno Spirito Nuovo. Con Nuovi
Insegnamenti intendiamo quelli che derivano dai Segni
Messianici e Redenzionali Iniziali che ricevette per via iniziatica nella
Scuola degli Esseni, come i Segni del Regno dei Cieli ed i Segni della
Resurrezione. Questi erano “nuovi” rispetto alla Tradizione ma non contrar;
facevano parte della Tradizione Nascosta conservata
presso la Scuola degli Esseni.
Le nostre
spiegazioni sul termine "figlio di Dio" sono valide e altrettanto
valide sono le ragioni per cui questo termine venne teologicamente falsato e
manipolato. Con un'analisi sintetica è abbastanza facile
capirne il motivo: il termine "figlio di
Dio" inteso alla lettera diventa un concetto idolatra e pagano. Tuttavia,
se lo intendiamo in senso figurato, come nella Santa Torà, esso
racchiude le radici di un particolare legame di
vicinanza e di amore tra il Dio d'Israele e il Suo popolo eletto: "siete
figli del Signore, vostro Dio" oppure "il mio primogenito,
Israele". Questi sono i discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, il
popolo redento direttamente da Dio dalla schiavitù egizia, il popolo che
passò tra le acque divise dello Yam Suf, il popolo che ricevette la
Torà sul Sinai. Come un padre che ama suo
figlio, Dio era vicino al popolo tramite le Colonne di fuoco di notte e le
Nuvole di Gloria di giorno. Nessun'altra nazione al mondo
aveva visto direttamente i portenti che l'Onnipotente mostrò ai figli di
Israele.
Israele,
tuttavia, aveva perso il sentimento di fratellanza
richiesto dal suo status speciale. E anche il
privilegio della vicinanza di Dio è un grande dono d'amore che
l'Onnipotente manifesta a colui che ama. Un 'figlio
d'Israele' quindi deve prima di tutto sentire che ogni altro ebreo è un
'figlio di Dio'. Un padre ama l'armonia tra i suoi
figli e non l'odio e la contesa. Yeshua con gli insegnamenti di
"figlio" tentò di risvegliare il vero
cuore di Israele e le "regole" dello spirito che rendono possibile
tale legame.
Se Israele
è il primogenito tra le nazioni, ciò
significa che tutti i popoli sono fratelli/sorelle di Israele. Così
anche l'espressione "Siete figli del Signore vostro Dio"
(Deuteronomio, 11,1) può essere estesa a tutti
i fratelli e le sorelle, se sono in buona fede e praticano le azioni amate da
Dio. Altrimenti, come sarà possibile che alla fine
“Tutti Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande” (Geremia,
31, 33)? Oppure: "In quel tempo rivelerò alle genti un linguaggio chiaro e tutti invocheranno il nome di
Dio" (Sofonia, 3, 9). E: "La mia casa sarà chiamata casa di
preghiera per tutti i popoli" (Isaia, 56,7). E:
"Per me è poca cosa che tu stabilisca le tribù di Giacobbe e
restituisca quelle custodite d'Israele, Io farò di te
una luce fra le nazioni affinché la mia salvezza raggiunga le estremità
della terra" (ibid. 49, 6).
Israele
è il popolo eletto, è il primogenito; ma
siamo tutti fratelli e sorelle, tutti figli e figlie di Dio. E come dichiara il Goel Haim "siamo tutti della stessa carne".
Ciò
significa che l'espressione 'figlio di Dio' si adatta più facilmente ad un concetto universale di qualsiasi altro. Ora dobbiamo però affrontare una questione di grande
importanza. In un sogno di Nodà (2008)
Gesù le parlò e tra l'altro, dopo aver avallato tutte le
spiegazioni date da Peretz, spiegò che anche lui commise errori con
certe espressioni.
Le
espressioni a cui si riferiva Gesù nel sogno non erano esplicite. Anche
perché nei Vangeli e soprattutto nel Quarto Vangelo ci sono più
espressioni che esprimono quel legame di intima vicinanza con Dio. E' quindi
estremamente significativo che Gesù venga, dopo una lunga catena di anni
nella Correzione del Cristianesimo e ponga il 'Sigillo
di Approvazione' sulla Correzione, ammettendo che aveva confuso i posteri con
certe espressioni riportate nei Vangeli.
Colgo qui
l'occasione per analizzare questa straordinaria testimonianza di Gesù
stesso (che ha seguito ogni passo della nostra
Correzione del Cristianesimo fin dall'inizio ed è apparso in molti sogni
degli Asini) per cercare di focalizzare meglio l'errore di cui parla
Gesù. Da dove nasce il concetto di “imitazione”
e di “reciproco legame d'amore”, come quello tra padre e figlio? La questione
è molto profonda e cercherò di sintetizzarla perché ogni
frase apre altre porte e qui non è il momento
di aprirne altre.
Ogni essere
umano è stato creato “ad immagine di Dio ed a
Sua somiglianza” (be-tzelem Elohim be-tzalmò u-bi-dmutò;
tzelem-immagine, dmut-somiglianza). "E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra
immagine e somiglianza". (Genesi 1, 26). Solo
nella creazione dell'uomo Dio disse: "Facciamo". Lo Tzadik Haim
spiegava che con tutte le altre creazioni dell'universo, quella creazione
coinvolgeva solo un aspetto dell'universo. Nella creazione dell'uomo Dio volle coinvolgere tutti gli aspetti
dell'universo, affinché l'uomo fosse elevato, avesse libertà di
scelta e flessibilità più di tutte le altre creazioni.
Perciò Dio disse a tutto l'universo: "Facciamo l'uomo" ecc.
Yeshua aveva
ricevuto alcuni segreti nella Scuola degli Esseni che implicavano la
particolare "santità" del procedere
nello Tzelem Elohim. E' una conoscenza segreta di come valutare tutto
ciò che è stato fatto e tutto ciò che è stato detto
alla Luce dello Tzelem Elohim con il quale l'uomo
venne creato. La categoria di tali segreti è chiamata "segreti corporei".
Questi non sono i "Segreti Superiori" del
Giusto Nascosto, ma sono, tuttavia, segreti di altissimo livello che rivelano
le "fonti" del corpo umano.
Non bisogna
pensare che si tratti di una dottrina mistica o di una filosofia speculativa. Questi sono
veri segreti tramandati a pochi adepti giurati che conoscono l'intera
Tradizione della Torà. Si
tratta di poteri reali.
Nella grande
convergenza di fatti che formò la personalità di Yeshua e lo
convinse ad essere stato prescelto a compiere la "missione" di
Giovanni Battista, la sua decisione di intraprendere quella Missione in termini
di Padre e figlio mirava a rafforzare l'Ebreo a camminare alla luce della sua Fonte al livello di Tzelem Elohim. Quindi,
quando Gesù diceva "Padre mio", si riferiva a Dio, il Creatore
dell'uomo che è stato creato nello Tzelem Elohim, a immagine di Dio.
Il messaggio
di Gesù al popolo di Israele era: "Ritorna alla tua vera
"immagine di Dio" e alla tua vera "somiglianza" con il
nostro Padre nei Cieli. Padre e figlio furono i mezzi per
Gesù di insegnare nuovamente ai figli d'Israele a camminare nello Tzelem
Elohim. Chiaramente, Yeshua non aveva intenzione di insegnare i
"segreti" come li aveva ricevuti nella Scuola. C'era,
tuttavia, UNA NUOVA TRASFORMAZIONE di quei segreti in una Nuova Forma
MESSIANICA E REDENZIONALE che apparteneva alla particolare Missione Messianica
da lui intrapresa. Gesù credeva che un
tale risveglio dello Tzelem Elohim fosse il mezzo attraverso il quale gli ebrei
sarebbero diventati "Giusti che vivono nella loro fede".
I parametri
usati da Yeshua non erano quelli dei Dottori della
Legge, ma piuttosto nuovi parametri ricevuti alla Scuola e poi rinnovati per
poter uscire in pubblico e compiere la sua missione. Ripeto, lo scopo
dell'insegnamento "figlio di Dio" era quello di ricollegare l'ebreo
allo Tzelem Elohim che Gesù chiamò "Padre mio".
Il figlio era colui che camminava come il Giusto che
viveva nella sua fede, con l'immagine dell'universo con la quale era stato
creato da Dio. In questo senso l'Immagine di Dio corrispondeva alla giusta via
davanti a Dio, come figlio 'nato' dal padre che fa ciò che è
gradito agli occhi del genitore.
In effetti, un figlio riceve l'immagine del padre e della madre e Dio,
Benedetto Egli sia, infonde l'anima. Un ebreo che
è giusto e vive nella sua fede procede con un'immagine che corrisponde
allo Tzelem Elohim. In questo modo l'ebreo riceve il
suo sostentamento, sia spirituale che materiale, dal Padre nei Cieli e viene
chiamato "figlio di Dio in Alto".
A
prescindere da tale spiegazione, il modo con cui
Gesù insegnava questo concetto conteneva un margine di errore e per
questo egli ha dovuto ammettere che anche il suo errore era confluito nella
successiva falsa teologia. Dire: "Io sono nel Padre mio e il Padre mio è in me" (Giovanni, 14, 11)
confonde il pensiero del fedele. E ancor di più: "Io faccio quello
che fa il Padre mio" (ibid. 10, 37). Tali frasi
mancano della contrapposizione o dell'avvertimento a
non cadere in una falsa idea di “piccoli dèi".
Laddove la
Torà nell'Esodo afferma che gli anziani "videro il Dio
d'Israele" sul Sinai, "come lo splendore di uno zaffiro sotto i loro
piedi' (Esodo 24,10), ecco che Mosè nel
Deuteronomio, ammonisce più volte a non cadere in errore
"poiché avete visto che Dio vi ha parlato dal fuoco, ma non avete
visto immagine alcuna".
La gente si
confonde: io sono in mio Padre e mio Padre è in
me; Faccio quello che fa mio padre – e molte altre frasi simili nel Vangelo di
Giovanni.
Se era la
via più breve quella che poi era la via più lunga, è
perché quella breve non prevedeva la possibile sproporzione delle misure
corrette che ne derivavano. Altrove abbiamo spiegato che la
radice nella ricerca della Via di Mezzo deriva dal nome ASHER e che anche
Mosè, magister noster, nel secondo (medio) periodo di 40 giorni e 40
notti, così occultato nella Torà, tentò di abbattere la
Torà della Via di Mezzo ma non ebbe successo. Ogni proposta di
Mosè fu rifiutata da Dio che gli mostrò che la Via di Mezzo che
era "più corta", se trasgredita, avrebbe condotto ad un disastro
maggiore che non quello di trasgredire le leggi e i precisi Comandamenti della
Torà. Mosè desiderava trovare la Via al
Cuore di Israele, un cuore che una volta infiammato nella vera fede avrebbe
dato buoni frutti ad ogni livello, come il Giusto che vive nella sua fede. Gesù cercò la via breve per arrivare a quella di
mezzo.
Quella Via di Mezzo è legata al nome ASHER. In un certo
senso, Moshè Rabbenu, costernato per il peccato del Vitello d'Oro per il
quale dovette rompere le prime Tavole ai piedi del monte, cercò di
'procedere' nel nome EHEYE ASHER EHEYE che aveva ricevuto nel Roveto Ardente.
Mosè aveva visto il corso storico dell'intero
nome mentre la sua missione era relativa al primo nome (EHEYE). Vedendo il fallimento del popolo e anche di suo fratello maggiore
Aharon (che era responsabile del popolo in sua assenza), Mosè voleve
trovare una via alle virtù del cuore che stimolasse la mente e il cuore
a tutti i livelli. Ma Ha Shem gliela rifiutò.
Storicamente era troppo presto per una tale rivelazione, e se fosse stata
rivelata e poi trasgredita, sarebbe stata la fine!
In
verità, quella via, collegata al Nome di mezzo ASHER, aveva le sue
radici in un Nuovo Ordine di eventi, che era radicato nel Regno dei Cieli ed
era estremamente nascosto, come abbiamo spiegato nei nostri scritti sul Profeta
Elia, Mordechai il Giusto e la Regina Ester; e alla fine la tentata rivelazione
di Giovanni Battista e poi di Gesù sul Regno dei Cieli che stava
discendendo sulla terra. Questa è la rivelazione della
vera Via di Mezzo attraverso le Virtù del Cuore chiamate
Virtù di Ester. Gesù aveva voluto rinunciare a quella Via di
Mezzo con il suo perfetto equilibrio tra spirito e
azione. Quella Via era 'intrecciata' con il 'segreto' dell' 'Immagine di Dio',
come Gesù voleva insegnare, attraverso l'esempio del
Padre e del Figlio, lo Tzelem Elohim in cui l'uomo fu creato. In questo modo
l'individuo, creato nello Tzelem Elohim, poteva trovare la via per essere
figlio del Padre suo che è nei Cieli. Le chiavi
per aprire quella Via erano le virtù del cuore
praticate nella vera fede dell'Unico Dio vivente.
La
verità è che non c'era il permesso di
rivelare quella Via perché non c'era il permesso di "aprire"
il segreto del Regno dei Cieli. Per questo i segreti custoditi nella Scuola
degli Esseni furono chiusi in un giuramento
estremamente severo. Non c'era alcun merito fuori per poterlo
rivelare.
Tuttavia
molti aspetti di quella convergenza messianica che cadde sulla
persona di Gesù e attraverso la quale si sarebbe infine realizzato il
Disegno di Dio della Redenzione dovettero portare a enormi fasi e passaggi
storici che dovevano essere nel mondo ben prima dell'effettiva Redenzione
Finale.
(un secondo documento)
In una delle
visioni (furono una decina, nel 2008 ad Inzago), in cui Nodà vide Gesù,
ciò avvenne dopo la mia prima bozza di "Matteo Bambino".
Riguardo al testo Gesù disse: “Di' a Peretz che tutte le frasi da lui
scritte riguardo a me sono corrette; ed è
giusto eliminare le frasi false nei Vangeli perché, eliminandole, mi
troverete. Ciò che non è stato ancora detto è che quelle
falsità costruite intorno a me si basano su alcune espressioni inesatte
che io stesso pronunciai con la mia bocca. Il testo di "Matteo Bambino" rispetta il corretto
equilibrio della verità”.
Sono stati
necessari venticinque anni di lavoro sulla Correzione
del Cristianesimo per avere il privilegio di ricevere da Gesù stesso
queste parole di ammissione. Ciò rappresenta una grande conclusione
storica della Correzione stessa. In primo luogo
Gesù ratifica e approva tutti gli scritti precedenti della
Correzione. In essi, tuttavia, non abbiamo mai usato il
termine "sbagliare" riferendoci a Gesù. Abbiamo
parlato di una certa confusione riguardo all'espressione "figlio
dell'uomo" ma non di errori. E per quanto riguarda molte
espressioni in Giovanni, queste non sono considerate autentiche ma piuttosto
interpolazioni successive che abbiamo eliminate, come per dire: leggete i
Vangeli senza tali espressioni. In certi casi, tuttavia, alcune di quelle
affermazioni eliminate non mi hanno impedito di usarle
per dimostrare alcune verità, una volta riposizionate nelle debite
misure, circa la posizione del Goel Haim quale Giudice Unto del Regno Completo
dei Cieli della Redenzione Finale.
Non potevamo
parlare di errori da parte di Gesù, anche per il
rispetto della sua posizione messianica e del suo sacrificio messianico e della
sua umiltà riconosciuta dallo Tzadik Haim nel Primo Segno delle Stelle.
Tale rispetto cresce ulteriormente con la rivelazione che Gesù era
l'Ariete sacrificato scelto al posto di Isacco e la dichiarazione
dell'Arcangelo Michael (in un sogno di Giuseppe)
"Tre sono gli uomini della Redenzione, Mosè, Gesù e
Haim". Quindi da parte nostra non possiamo attribuire a
Gesù “parole errate”. Solo Yeshua stesso avrebbe potuto e dovuto
rivelare il proprio errore.
L'errore che
stiamo qui trattando non è da poco, come spiega Gesù stesso. Le
altre "costruzioni" teologiche si attenevano alle stesse parole di
Gesù e i padri della Chiesa costruirono intorno
ad esse false conclusioni teologiche. L'ammissione di
Gesù è estremamente importante. Se ce
ne fossimo accorti in precedenza, tuttavia, ciò avrebbe distorto i
parametri necessari per stabilire la Correzione. Pertanto l'ammissione non
poteva venire prima, cioè prima della Conclusione
della Correzione realizzata nel testo di Matteo Bambino. Una volto
concluso, Gesù ha potuto rivelare ciò che diventa il Sigillo dell'intera Correzione del Cristianesimo.
Gesù si assume la responsabilità degli
errori teologici presenti nel Cristianesimo. La mancanza di precisione in
alcune sue frasi ha generato quella confusione responsabile degli errori
teologici.
Gesù
non l'avrebbe detto se non fosse stato vero. Nella sua
umiltà Gesù è apparso (a Nodà) per mettere il Segno del Sigillo sulla Grande Correzione del
Cristianesimo. E grande è la lezione: la Stella di Cristo viene in
virtù dell'umiltà. Perciò a Gesù nella sua
umiltà fu dato di compiere la Grande Correzione che viene per mezzo della Stella di Cristo nella sua seconda venuta. Senza tale
ammissione, mancava un Pilastro di verità, un
Pilastro che non dovevamo e non potevamo erigere. Yeshua ha posto la Corona sulla Correzione: "nel mondo ero un uomo e così
anche nell'aldilà; e ogni persona nel mondo può sbagliare e
anch'io ho commesso degli errori all'epoca".
Vedete
allora che Gesù stesso sta aprendo la strada alla riconciliazione dei
cuori. Siamo tutti esseri umani e commettiamo errori, e
anche le tradizioni religiose possono mantenere errori per generazioni, errori
che alla fine devono essere corretti. Ci vuole umiltà
per riconoscere che non siamo infallibili e impeccabili.
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Aggiungo
ciò (novembre 2009) allo scritto. Forse sono
passati 3 mesi e c'è stato un ulteriore
Compimento alla Correzione, che Gesù ha dato in sogno a Nodà. Nodà era a Roma che appariva molto bella. C'era uno strato di acqua pulita tutt'intorno sul terreno e c'era
un'atmosfera piacevole. Un professore di
scuola, avendo sentito parlare di testi su Gesù della Redenzione Finale,
aveva chiamato Nodà nel suo studio per farle alcune domande. Nodà
gli stava spiegando qualcosa del Testo scritto da
Daniele "I Difetti di Gesù" e in quel momento apparve
Gesù e disse: «Quando si parla di me, bisogna parlare in modo dolce,
pieno d'amore perché i cristiani hanno imparato da me l'amore per il
prossimo e non sopportano di sentire un 'linguaggio duro'. Per quanto riguarda il popolo ebraico, gli ebrei non devono assolutamente
chiedere perdono per tutto ciò che è accaduto 2000 anni fa; hanno
sofferto abbastanza in tutti questi secoli passati”.
Quando ho
sentito questo sogno di Nodà e quello che Gesù ha detto riguardo
agli ebrei, ho sentito dentro un grande sollievo. Ho
capito che anche questa affermazione doveva essere fatta personalmente da
Gesù e non da qualcun altro.
Si
capì che il titolo e anche alcune espressioni
del Testo "I Difetti di Gesù" erano 'linguaggio duro' e
dovevano essere scambiate con parole più dolci. Abbiamo cambiato il titolo in 'Io amo il vero Gesù' e ho chiesto a Daniele
di rivedere tutto il testo e di modificarlo quando parla con durezza dei padri
della Chiesa. Anche nei miei testi terrò in considerazione le parole di
Gesù quando le rileggerò. In ogni caso anche qui, la sua
Completezza era necessaria per la Correzione che avrebbe potuto essere data
solo alla fine e non prima. Perché laddove si parla contro l'idolatria,
non è possibile né desiderabile ammorbidire il
nostro linguaggio. Dopo tutte quelle correzioni, però,
è possibile rivedere alcune cose nell'ottica proposta da Gesù.
Riveduto: 28
febbraio 2013, Beer Sheva