Autore: Peretz Green

Traduzione dall'inglese: Davide Levi

 

 

Nuove Tavole – Libro 1 – Rapporti interpersonali

 

 

La Tavola del lavoro

 

Onorare il lavoro

Gnomen 1 - Anche se ogni tipo di lavoro possiede un suo proprio onore, ogni lavoro è onorato davanti al Signore, nostro Dio, quando è svolto con onestà e serietà. Persino il Sacerdote Unto dell'Altare del Sacerdozio Unto non deve interrompere una persona che sta lavorando:

Gusti della Vita: Ricordo in tutti i 13 anni con lo Tzadik, ha-Morè Haim, che la lode del lavoro era sempre sulla sua santa lingua. Parlava spesso anche dei saggi del Talmud che svolgevano un lavoro fisico parecchie ore al giorno, alcuni come tagliatori di alberi, altri come trasportatori di carbone ecc. per mantenere se stessi e le loro famiglie. Molti di loro erano poveri e rifiutavano la carità preferendo fare qualsiasi tipo di lavoro possibile per guadagnarsi il proprio pane. Nessun lavoro umile era disonorevole, anzi, era vero il contrario. Anche qui in Italia si dice "Il lavoro è sacro".

Gnomen 2 - Il Capo dei 36 Tzadikim Nascosti da Sana'a (Yemen) elogiava la pratica yemenita, derivata dall'antica tradizione, secondo la quale ogni padre doveva insegnare un mestiere ai propri figli e anche un saggio nella Torà faceva ogni giorno il suo lavoro. Gli yemeniti praticavano soprattutto lavori manuali e artigianali ed era comune vedere due o tre saggi insieme, ognuno affaccendato nel suo mestiere, che discutevano su controversie del Talmud.

 

Le Trappole

Gnomen 3 - Sogno 775 - Deborah sognò (22.01.1992 - Sombrero) di vedere dei commercianti di pietre preziose, alcuni dei quali si comportavano onestamente e non si sporcavano le mani col sangue. Dal cielo si diceva che commerciare in pietre preziose non era un crimine, ma lo diventava facendolo in modo disonesto. -

Questo sogno indica che ogni tipo di lavoro può essere buono, anche se potenzialmente può far delinquere, purché sia svolto con onestà e zelo. Chi tratta diamanti o pietre preziose, ad esempio, è esposto maggiormente ad una serie di azioni illecite che possono accrescere i guadagni. La legge non dice: "Stai lontano da quel tipo di lavoro perché potrebbe farti delinquere. No, puoi farlo bene ma devi stare estremamente attento a non cadere nelle sue trappole. Quanto più in questa Quarta Generazione in cui il falso dio Mamon regna sovrano e dove ogni fine sembra giustificare i mezzi".

Attenzione: mangiare carne di maiale (per ebrei e musulmani) potrà diventare lecito durante la Quarta Generazione a causa della penuria di cibo, ma la disonestà nei rapporti di lavoro sarà sempre proibita!

Gnomen 4 - Imbrogliare con il denaro è come sporcarsi le mani col sangue. Atto da essere preso in seria considerazione. A livello spirituale le mani disoneste sono veramente lorde di sangue! Per cui tutto il resto fatto da una persona disonesta, come le preghiere o la lettura della Torà, non hanno alcun valore davanti a Dio Onnipotente che detesta la corruzione e la disonestà. Il denaro in ebraico è chiamato damim (ใ๎้ํ) che significa "sangue" (al plurale).

 

La Carità

Gnomen 5 – Dopo aver guadagnato col proprio lavoro, bisogna essere generosi con i poveri e i bisognosi, oltre a spendere nella giusta misura per sé e per la propria famiglia. Una persona che ha guadagnato dei soldi dovrebbe cercare i poveri e i bisognosi per dar loro secondo la generosità del suo cuore. Infatti, la carità è amata dal nostro Dio Onnipotente, e i suoi benefici e la sua bontà hanno valore sia per questo mondo che per il mondo delle anime.

Gnomen 6 – Gusti della Vita: Il Maestro Haim spiegava che il fare la carità è come ripristinare la pace tra le creature e il Creatore, dato che i poveri che invocano nell'angoscia, perché affamati, a volte potrebbero rivolgere al Cielo frasi indegne; tuttavia, non vengono puniti perché è la loro povertà e non il loro cuore che li fa sbagliare; e inoltre, il povero, come dice il proverbio, è considerato come un morto (ha-anì hashuv ka met).

Gnomen 7 - Questo particolare lo sappiamo dalla tradizione di Giacobbe, nostro padre, che cedette tutti i suoi averi ad Elifaz, figlio di Esaù, così da rendersi come una persona morta che esonerava il nipote dall'ingiunzione paterna di ucciderlo. Elifaz, infatti, si era presentato a Giacobbe con questo dilemma: suo padre Esaù gli aveva ordinato di inseguire lo zio e ucciderlo. Elifaz era obbligato ad obbedire alla parola del genitore, che era considerata sacra. Giacobbe, d'altro canto, era anche il precettore di Elifaz e gli aveva insegnato le leggi e le vie di Dio, per cui il nipote era ugualmente obbligato nei suoi confronti. E quando Elifaz raggiunse lo zio e gli chiese quale fosse la legge e come avrebbe dovuto comportarsi, Giacobbe gli rispose che gli avrebbe consegnato tutti i suoi averi perché il povero è considerato come un morto e in questo modo Elifaz, da un lato, avrebbe obbedito all'ordine di Esaù 'uccidendo' lo zio e, dall'altro, avrebbe onorato il suo maestro risparmiandogli la vita.

Gnomen 8 - La persona povera viene quindi considerata morta davanti al Tribunale Supremo e le sue parole blasfeme non vengono prese in considerazione, così come le parole di un pazzo. Quando, tuttavia, un benefattore riempie le mani del povero con del denaro, almeno per un po' lo riporta in vita; il povero può mangiare e dire "Grazie al buon Dio che non mi ha abbandonato". Ecco perché la carità ha il potere di mettere pace tra il Creatore e le Sue creazioni.

 

Il denaro non deve essere odiato ma temuto

Gnomen 9 - Non bisogna odiare il denaro, ma odiare ciò che può rendere avida la gente. Il denaro è uno strumento potente in mano allo Yetzer ha rà (l'inclinazione al male) che sostituisce i valori più elevati con quelli mondani e materiali. Il denaro ha il potere di cancellare la spiritualità dell'umanità.

Gnomen 10 - Nei 13 anni in cui ho avuto il grande privilegio di studiare con lo Tzadik Haim, più che per qualsiasi altro argomento ho avuto lezioni sui pericoli connessi al denaro e sulla necessità di temere di non cadere in errore. Lo Yetzer ha-Ra è estremamente sottile e non mostra alla persona come i suoi pensieri siano influenzati negativamente dal denaro e non c'è fine alle strategie del dio Mamon per attrarre a sé il malcapitato. In una parola, se desideri ottenere il vero Timore di Dio devi fare attenzione a non cadere nelle tante trappole che ti circondano.

Gnomen 11 – Lo Tzadik Haim in tutti i suoi anni a Milano non aveva un lavoro né un modo per guadagnarsi da vivere. Il Maestro che al Cairo era stato il Capo Shohet (macellatore rituale) e aveva abilitato 70 Shohatim ed era un vero esperto yemenita in macellazione rituale non potè professare a Milano, perché la macellazione rituale ebraica era nelle mani dei Lubavitch che sostenevano che lo Tzadik non poteva essere uno shohet dato che non aveva una folta barba. Come ho spiegato in altri testi, ogni giorno era una battaglia per il Morè. Molto spesso lo Tzadik Haim non sapeva durante il giorno cosa avrebbe mangiato la sera o la mattina successiva. Questo in una città di ebrei molto ricchi, che però non ebbero il merito di capire (vedi "Tredici anni con lo Tzadik Haim").

 

 

Tavola della Modestia

 

Gnomen 1 – 1- Quando parliamo di modestia, dobbiamo dapprima distinguere bene tra i codici sociali della modestia e

2- la modestia richiesta e amata da Dio

3- dobbiamo quindi distinguere tra le differenze di modestia tra donne e uomini,

4- e dobbiamo discutere della modestia tra marito e moglie,

5- tra genitori e figli,

6- modestia verso il prossimo

7- e modestia quando si è soli.

8- Inoltre, la modestia nel vestire, anche in preghiera

9- la modestia nel parlare

10- e la modestia nell'agire.

 

Gnomen 2 - Il primo segno di modestia fu il vestito di foglie di fico con cui Dio coprì Adamo ed Eva dopo il loro peccato. All'inizio, dopo la loro creazione, non c'era alcun aspetto contrastante nel rendere la loro nudità indesiderabile. Al contrario, la perfetta bellezza delle loro forme era l'opera diretta di Dio.

Gnomen 3 - Dopo aver mangiato il frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male, la Torà spiega che Adamo ed Eva scoprirono di essere nudi. E il Signore disse loro Genesi 3, 11): "Chi vi ha detto che siete nudi? Avete forse mangiato dall'albero che vi avevo comandato di non mangiare?". Se non avessero mangiato dall'albero, non si sarebbero vergognati della loro nudità, ma dopo averlo fatto, essi si vergognarono di essere nudi e si nascosero allo spirito di Dio che procedeva con loro nel Giardino.

Gnomen 4 - Cerchiamo di capire. Prima erano nudi e la loro nudità non era indesiderabile. Poi mangiarono il frutto dell'Albero e la loro nudità fu motivo di vergogna. Perché? Cos'era cambiato? La risposta è che si vergognarono della bellezza che i loro corpi avevano perso dopo aver disobbedito al comando divino. E' simile a una donna bella che improvvisamente ha una parte del suo viso segnata da una brutta ferita. E' logico che proverà vergogna a mostrarsi in pubblico. Analogamente, Adamo ed Eva, dopo il peccato, videro scemare la perfezione della bellezza che avevano conosciuto prima diventando consapevoli della bellezza "relativa" del corpo umano. Senza il peccato, quella bellezza sarebbe rimasta nella sua perfezione. Con il peccato, quello stesso corpo, la veste dell'anima, si era sporcato e, alla gioia benedetta per la sua perfezione, era subentrato un dolore vergognoso per la bellezza perduta.

Gnomen 5 - Perciò il Signore, amorevole e benigno, fece loro un indumento per coprirsi. Come a voler dire: "Ora avete sporcato e macchiato la veste del corpo con cui foste creati, e, a causa del peccato, ne vedete la limitatezza rispetto alla precedente perfezione. Ora la nudità sarà un ricordo della vostra vergognosa trasgressione e della perdita della vostra bellezza. Per aiutarvi a placare il dolore di tale vergogna, vi copro con un vestito di foglie, poiché Io, il Signore, sono un Dio misericordioso e non desidero l'angoscia delle Sue creazioni". E da allora iniziò la modestia nel vestire, per correggere l'umanità e placare il dolore del peccato di nudità.

Gnomen 6 - Alla luce di ciò possiamo capire che non è la nudità del corpo ad essere vergognosa, dato che il corpo è opera del Creatore, Benedetto Egli sia, ma piuttosto che la nudità dell'umanità fu contaminata dalla caduta di Adamo ed Eva. E così ci copriamo con modestia per partecipare alla correzione del peccato che i nostri progenitori commisero quando trasgredirono l'ordine di Dio e mangiarono dall'Albero della Conoscenza del Bene e del Male.

 Gnomen 7 – Consideriamo quanto siano immodesti, senza pudore e senza correzione quelli che amano praticare il nudismo nelle apposite colonie. Quando il Signore coprì con le foglie di fico Adamo ed Eva, essi compresero di aver peccato e furono costretti ad ammettere la debolezza umana e l'inclinazione al male. Ma il nudista pensa a se stesso come prima del peccato originale mentre, in realtà, nutre il veleno del Serpente.

Gnomen 8 - Il fatto è che il Dio di Abramo ama la modestia e detesta l'immodestia. La modestia è figlia dell'umiltà e l'umiltà è la virtù più amata da Dio. Abramo, nostro padre e Sara, nostra madre, furono amati per la loro modestia. Mosè, il nostro maestro, fu amato per la sua umiltà. Noi dobbiamo abbeverarci alla fonte della loro modestia e umiltà e procedere davanti a Dio nei modi da Lui amati.

Per esempio, in preghiera o quando si legge i testi sacri: la persona deve essere vestita bene, con modestia; non in pantaloncini corti o in canottiera, ma con abiti puliti e piacevoli alla vista. Questa legge appartiene anche alle donne

Gnomen 9 - Dalla storia biblica di Noè apprendiamo la terribile maledizione che colpì Cam, reo di aver "visto" la nudità di suo padre. La Tradizione rivela che non solo vide la nudità del genitore ma ebbe anche un rapporto sessuale con lui quando questi si era ubriacato. Tuttavia, la maledizione fu decretata a causa della "trasgressione del derech eretz" che vieta di guardare la nudità del padre. L'importanza di quell'antico comandamento è chiaramente dimostrata dal comportamento consono di Shem e Jafet che distolsero gli occhi e camminarono a ritroso per poi coprire la nudità del padre ebbro.

Gnomen 10 – (sogno 492) - Deborah sognò (11.02.1989 - Milano) di vedere una bambina di 8 anni, sola a casa (i suoi genitori erano al lavoro), che tranquillamente girava nuda per casa. Sapeva che sua cugina, una ragazza di 20 anni, sarebbe arrivata nel pomeriggio; quando arrivò, lei le aprì la porta, senza indossare vestiti. La cugina, nel vederla nuda, si arrabbiò e le disse: "Anche ai bambini piccoli bisogna insegnare la modestia".

Gnomen 11 – (sogno 493) - Deborah sognò (12.02.1989 - Milano) di vedere una ragazza di 14 anni che stava dormendo tranquillamente sul divano mentre sua madre andava in giro nuda per la casa. Quando la figlia si svegliò, si arrabbiò con sua madre, invitandola ad indossare almeno la biancheria intima. La madre lo fece, ma la biancheria era al minimo e trasparente che era come se non avesse niente addosso. La figlia, disapprovando il comportamento della madre, le disse di andare in bagno a vestirsi, spiegandole che non poteva affatto rimanere in quello stato, per rispetto verso suo marito e il figlio minore che sarebbero arrivati a breve.

Gnomen 12 – (sogno 495) - Deborah sognò (13.02.1989 - Milano) che venivano impartite queste lezioni: non si dovrebbe mai entrare in una camera da letto altrui senza chiedere il permesso. A volte una persona si sta cambiando o ha abiti intimi o oggetti personali che non desidera che altri vedano. Non bisognerebbe mostrare ad altri la propria biancheria intima per motivi di modestia. Anche un uomo non dovrebbe andare per casa in mutande, specialmente se sono presenti bambini.

Gnomen 13 - I sogni summenzionati indicano propriamente nuove Mishnaiot (norme) della Nuova Legge. Potrebbero sembrare un po' severe o antiquate, ma trattano il tema del pudore, criticando il permissivismo occidentale che abbatte le barriere del rispetto per gli altri con la scusa della libertà personale. In che modo i bambini potranno imparare la modestia se la casa in cui crescono è simile ad un gabinetto aperto?!

Gnomen 14 - Una moglie non deve chiedere in modo esplicito al marito di giacere con lei. Questo va contro le leggi della modestia amata da Dio Onnipotente. La donna che lo fa è considerata dal Cielo una donna immodesta, la cui fronte si irrigidisce con discorsi peccaminosi e il cui volto si fa arrogante per la voluttà sessuale. E se una donna obbliga il marito al rapporto e lui si rifiuta e lei si arrabbia, ecco che la sua collera e le parole che dice sono come tributi a Satana, per cui è destinata a diventare brutta e miserabile e ci saranno terribili segni nascosti su di lei che indicano le punizioni che la sua anima dovrà sopportare dopo la morte, a meno che non si ravveda e si corregga.

Gnomen 15 - Una moglie può, tuttavia, dimostrare al marito di desiderarlo, indossando vestiti consoni, rendendosi attraente o cucinandogli qualcosa di speciale che a lui piace. Tutto questo, però, deve essere fatto con tatto e modestia. Non dovrebbe spogliarsi prima di lui per stimolarlo a meno che non sia lui a chiederglielo espressamente.

Gnomen 16 – Il segreto della bellezza duratura in una donna non consiste nel "vendere" la sua bellezza agli occhi altrui. La vera bellezza rimane coperta sotto i vestiti. La donna che espone le sue grazie per attirare l'attenzione degli uomini "vende" anche la sua bellezza interiore. La donna non sposata che lo fa perderà la sua bellezza molto prima del suo tempo. La donna sposata che lo fa è falsamente sposata a casa sua ed è come una prostituta fuori.

Gnomen 17 - Non è che in questa materia la Nuova Legge sia diventata più rigida della Halachà. Ma la Quarta Generazione porta con sé il segno del Purim-Kippurim delle Donne. In positivo, questo Segno offre una nuova grande possibilità alle donne di adottare la Nuova Legge; pentirsi e diventare modeste come la regina Ester la cui bellezza derivava dal fatto che era stata coperta e nascosta alla vista altrui per tutti gli anni che aveva vissuto nella casa dello zio, Mordechai ha-Tzadik; e anche per purificarsi nella Nuova Santità del Kippur, il Nuovo Yom Ha-Tikkunim.

Gnomen 18 - La ragione, tuttavia, per ricevere questa meravigliosa nuova opportunità è perché durante la Quarta Generazione c'è UN GIUDIZIO SEVERO CONTRO LE DONNE mai prima esistito nella storia. La Quarta Generazione è spesso caratterizzata dal fatto che la donna ama stare sopra all'uomo, è ciò va contro la natura, è un segno di fine dei tempi, di ribellione esplicita alle leggi di natura. Solo attraverso il Giudizio e la Distruzione il mondo torna alla natura dopo la Quarta Generazione.

Gnomen 19 – E' quindi necessario in questa epoca storica aiutare le donne a capire che tutte le forme di immodestia e i tanti modi disgustosi di comportamento lascivo del mondo moderno (specialmente occidentale) sono odiati dal Signore, nostro Dio, come è sempre stato e come sempre sarà. Ma la Quarta Generazione e il Giudizio Finale avvengono ora. Sta per arrivare il giudizio contro le donne immodeste, immorali, arroganti e innaturali nei loro comportamenti sessuali. Non andate dalle femministe per capire cosa ci sarà in questa Quarta Generazione!

Gnomen 20 – Rivolgetevi invece alla Torà o alla Halachà, se volete, o alla Nuova Legge o all'Islam, se preferite, o anche alla vera legge cristiana che insegna la moralità e la modestia, ma evitate di consultare le femministe per capire come comportarsi. Esse potranno avere ragione su molte questioni che riguardano i diritti femminili, ma ignorano le differenze tra uomini e donne nella visione della Creazione e non comprendono e credono più nella Legge di Dio su tali argomenti. In Israele, mia zia Fay (Becker), morta alcune settimane fa, mi è venuta in sogno e mi ha chiesto di dire alcune preghiere per lei. I suoi due figli avevano "cuori freddi", proseguì, ma lei stessa era da incolpare perché aveva inculcato loro il femminismo. – E ciò che mi ha riferito dal mondo in cui solo la verità può essere pronunciata.

Gnomen 21 - Alcuni di questi Gnomen possono sembrare severi ma sono in realtà un'espressione semplice e naturale di come le cose saranno nelle generazioni che verranno dopo la Quarta Generazione. L'immoralità e l'arroganza spariranno e il cuore dell'umanità diventerà umile e seguirà le vie della modestia e del pudore davanti a Dio e davanti al prossimo. L'abbigliamento e il linguaggio saranno improntati alla modestia e praticamente scompariranno le colonie di nudisti, i night-club con gli spogliarelli, gli scambi di coppie, le orge e i siti pornografici. Arriverà il momento in cui le donne capiranno che la loro vera essenza e il vero benessere interno ed esterno derivano dalla modestia, dalla dolcezza, dalla timidezza e dalla femminilità.

Gnomen 22 - Un marito e una moglie devono essere sempre modesti anche quando sono appartati nell'intimità. Dovrebbero essere sotto una coperta o distesi sul letto al momento dell'atto. Un uomo deve sempre stare al di sopra della donna. Non è proibito per una donna leccare o baciare qualsiasi parte del corpo del marito, ma all'uomo è vietato leccare o baciare il sesso della moglie, poiché ciò provoca danni al cervello e abbassa il suo spirito a pensieri infimi.

Gnomen 23 – La proibizione biblica per un uomo di indossare abiti femminili, soprattutto per stimolare i suoi desideri sessuali, rimane invariata. Al contrario, in questa Quarta Generazione contorta e malata dove abbondano gli spiriti femminili negli uomini, è estremamente valida ed è anche d'aiuto per chi ha bisogno di questo divieto per evitare perversioni.

Gnomen 24 - Se si chiede perché l'Asino abbia così spesso trascurato questo divieto e usato la sua licenza di asino per indossare ogni sorta di indumento, la risposta è che il Vero Asino a volte è maschile, a volte femminile, a volte animale e a volte neutro. I travestimenti fanno parte dei Segni e quindi fattibili solo nel tempo dato dal Segno. L'Asino attraversa tutta la gamma dei Segni e ciò fa parte dei Segni della Correzione della Quarta Generazione.

Gnomen 25 - Riguardo alle nuove e multiformi domande sul concepimento e la nascita attraverso la manipolazione genetica, ci atteniamo per ora alle decisioni halachiche del Rabbinato di Israele, a meno che non vengano ricevuti segni che danno nuove indicazioni. La questione è molto delicata e complessa ma i rabbini l'hanno studiata e trattata sin dall'inizio, per cui le loro decisioni seguono la Halachà.

 

La Tavola del derech eretz nel proprio paese

 

Gnomen 1 – sogno 721 - Daniele sognò (13.11.1990 - Milano) di essere con Peretz; stavano pedalando in bicicletta su una strada di Milano. Peretz chiese a Daniele se aveva la patente; Daniele controllò e rispose di non averla. Così smontarono dalle bici e andarono a piedi. L'asfalto della strada era rovente sotto i piedi di Peretz che camminava scalzo. Daniele invitò Peretz a bagnare i piedi con acqua fresca per alleviare il dolore, ma Peretz si rifiutò. Allora Peretz disse a Daniele: "Non sai che i miei passi sono guidati da Mosè, il nostro maestro"? Daniele non lo dubitava, ma insistette affinché Peretz bagnasse i suoi piedi surriscaldati. Peretz alla fine si convinse; c'era una fontanella e Daniele lavò i piedi a Peretz. Quando cominciò a farlo, tuttavia, c'era un uomo che li osservava; Daniele smise di farlo per evitare di essere guardato da quel signore. -

Gnomen 2 - Questo sogno viene per ristabilire la legge della Tradizione Orale di "dina d'malchuta dina", ossia bisogna rispettare la legge del paese in cui si vive (a meno che non contrasti la vera fede). Questo sogno stabilisce anche che la legge di "dina d'malchuta dina" è da considerarsi Halachà le-Moshe mi-Sinai, una legge ricevuta da Mosè sul Sinai. Le parole di Peretz secondo cui "i miei passi sono guidati da Mosè, il nostro maestro" ratifica la fedeltà di Peretz nella formulazione della Nuova Legge della Gheulà Shlemà, col permesso del Goel Haim. Abbiamo anche fatto il segno di scrivere (simbolicamente) i Dieci Comandamenti sulle dita dei piedi, per indicare che camminiamo seguendo la Legge della Torà.

Gnomen 3 – E perché Peretz è scalzo? Dato che il sogno menziona Mosè e il "Dina d'Malchuta Dina", che è Halachà le-Moshe mi-Sinai, potrebbe esserci un'allusione al Roveto Ardente dove un angelo di Dio disse a Mosè (Esodo 3, 5): "Togli i calzari dai tuoi piedi, perché il suolo su cui ti trovi è sacro". Ciò avvenne all'inizio della Missione di Mosè e della sua ricezione delle Leggi per Israele. L'allusione qui è che la responsabilità di formulare la Nuova Legge del Nuovo Patto è estremamente seria di fronte a Dio Onnipotente. Peretz è consapevole della 'scottante' responsabilità ed è irremovibile nel volerla accettare. Daniele, allievo di Peretz, gli ricorda che la responsabilità e la posizione di Mosè erano diverse e non è il caso di lasciarsi ustionare i piedi.

Gnomen 4 – In effetti, c'è il sogno di Carmine Saul che indicava che la prima Santità fosse di 220 Volt rispetto a quella Nuova, ridotta a 20 Volt. Oltre poi al sogno di Nodà: "Nella prima redenzione, Mosè ricevette le leggi per Israele; nella Gheulà Shlemà tutti sono in grado di ricevere nuove leggi per la Nuova Legge del Patto Finale. Questo, credo, sia il senso di Daniele che lava i piedi a Peretz per evitare che si ustionino. La Halachà le-Moshe mi-Sinai è vera e la responsabilità di rimanere entro i confini della Legge della Torà è altrettanto vera. Le condizioni, tuttavia, della Nuova Santità della Nuova Legge vengono attenuate per il Nuovo Patto Finale.

Gnomen 5 – sogno 746 - Deborah sognò (19.09.1991 - Sombrero) di vedere dei pazienti in ospedale. Osservando i modi con i quali i medici trattavano i malati, Deborah si lamentava, soprattutto per i modi riservati agli anziani. Molti dottori erano arroganti, pieni di sé; anche il personale che li circondava era irrispettoso e dimenticava che i pazienti sono persone, non numeri, di cui bisogna rispettare la dignità.

 

 

Derech eretz con gli insegnanti

 

Gnomen 1 - Se nello stesso tempo tuo padre e il tuo insegnante ti chiedono un bicchiere d'acqua, a chi devi portarlo prima, dato che incombe su entrambi il precetto di onorarli?

A questa generazione è particolarmente difficile impartire lezioni sul derech eretz da tributare a genitori e insegnanti, in particolare nel mondo occidentale. Nella Quarta Generazione, la natura del mondo è talmente uscita dai suoi limiti che ciò che è veramente naturale è considerato innaturale e ciò che è innaturale è diventato normale.

Gnomen 2 - Purtroppo, al tempo della Quarta Generazione, la natura del mondo stesso è stata distorta, Dio ci salvi, dalle depravazioni di troppe persone. Questo a sua volta ha creato stati mentali innaturali. Il modo di pensare delle persone e l'intero processo mentale sono ormai compromessi, fuori dal contesto naturale. Così anche nel mondo del matrimonio e nei rapporti tra coniugi. Così anche nel mondo della scienza. Così anche nel mondo del denaro, dove ciò che conta è l'avere e non l'essere. Come può allora il derech eretz farsi strada e imporsi? E' diventato quasi impossibile parlare di verità semplici.

Gnomen 3 - Lo dico perché in tutte le questioni del derech eretz, non si può più fare affidamento su ciò che vediamo attorno a noi per avere un'idea di come dovrebbero andare le cose. Il derech eretz deve essere ripristinato, specialmente nell'emisfero occidentale, dato che le sue modalità sono amate dal Creatore e volute nella vera natura del mondo.

Gnomen 4 - Lo Tzadik Haim mi ha insegnato un proverbio degli ebrei yemeniti che recita "se hai studiato una cosa da qualcuno, renditi il suo servo". Così grande era il loro rispetto per chiunque, non solo un insegnante, che aveva impartito la conoscenza di un vero insegnamento a lui sconosciuto in precedenza. Ho avuto l'enorme privilegio di seguire i passi dello Tzadik Haim con il capo abbassato e con la mente e il cuore concentrati nel ricevere qualcosa dal suo spirito di santità. Nei 13 anni con lo Tzadik Haim, egli mi ha insegnato cosa significhi e come debba essere il vero derech eretz per un vero Maestro. Non avrebbe assolutamente permesso a nessun altro di farlo perché non accettava l'onore (kavod) su se stesso, tranne il normale rispetto che si deve avere per il prossimo. Come suo allievo, comunque, mi ha concesso tale privilegio.

Gnomen 5 - Dopo l'ultimo sacrificio, la morte e la Resurrezione del nascosto Tzadik Haim [1] le mie esperienze sono diventate storicamente uniche. Ringrazio il Signore, mio Dio, perché mi ha fatto un testimone per il mondo a nome del Goel Finale, Haim. Sono stato e sono tuttora l'allievo dello Tzadik Haim, per cui la mia testimonianza sarà, a Dio piacendo, di vivo e costante interesse per le generazioni future. Cerco sempre, in Sefer Mishnat Haim, di sottolineare le preferenze, le buone maniere e le vie dell'umiltà del Maestro Haim.

Gnomen 6 - Sapevo dietro chi camminavo, un vero Tzadik di Dio Onnipotente, la cui parola crea fuochi di santità nei cieli sopra e purifica la terra [2]. Camminavo dietro il Capo dei 36 Tzadikim Nascosti della passata generazione e ne ero consapevole. Anche le persone della comunità ebraica di Milano e la gente per strada o al bar dove ci sedevamo erano meravigliati dalla mia condotta con il "Professore", come molti di loro lo chiamavano. Per esempio, vedevano che non avrei osato sedermi se il Maestro fosse rimasto in piedi. Se ero seduto e lo Tzadik entrava, sia in sinagoga che al bar, mi alzavo immediatamente. Anche d'estate, seduto in un caffè all'esterno, in attesa di ha-Morè, se mi capitava di vederlo arrivare da un isolato di distanza, scattavo in piedi e lo attendevo con trepidazione. Non potevo restare seduto.

Gnomen 7 - Spesso le persone mi fissavano ed erano in qualche modo meravigliate. Il fatto era che nessuno sapeva chi fosse il Maestro Haim, ma io lo sapevo. Nella comunità ebraica milanese tutti sapevano che ero l'allievo del Morè e molti sapevano che era uno 'studioso yemenita' di Torà o che era stato Capo Shohet al Cairo e alcuni fortunati sapevano che se erano alla ricerca di una qualche "segulà" (virtù naturale che risolve un problema fisico), la persona indicata a cui rivolgersi era Ha-Morè Haim. Ma nessuno, lo ripeto, aveva la pur minima idea di chi fosse realmente lo Tzadik. Tuttavia, nessuno poteva aprire bocca sul mio comportarmento col Maestro dato che il derech eretz verso gli insegnanti è un precetto esplicito della Torà.

Gnomen 8 - Nei bar, dove ci incontravamo e ci sedevamo insieme almeno una volta al giorno (tranne lo Shabbat), i più, come detto, chiamavano 'Professore' lo Tzadik ed erano molto rispettosi nei suoi confronti. I frequentatori del caffè erano per lo più anziani che si comportavano con il rispetto e il derech eretz del passato. Essi, pur se sorpresi dalla mia serietà, precisione e concentrazione con il Professore, ammiravano tale ostentazione di rispetto. Alcuni, tra quelli che mi vedevano spesso con il Maestro Haim, mi dicevano che li riempiva di gioia vedere che esistevano ancora nel mondo rispetto e buone maniere per i maestri e gli anziani, contrariamente ai giovani di oggi così poco rispettosi per tutto e per tutti.

Gnomen 9 – Al bar, preparavo la sedia dove lo Tzadik si sarebbe seduto, passandovi sopra un fazzoletto. Poi attendevo in piedi che ha-Morè si sedesse e si accomodasse per bene, per poi chiedergli cosa avrei dovuto ordinare da bere. Sarebbe stato contro il derech eretz chiederglielo prima [3]. Il più delle volte era un caffè. Dopo essemi seduto, aspettavo che lo Tzadik iniziasse la conversazione, tenendo sempre gli occhi e la testa leggermente abbassati ma guardandolo direttamente senza distogliere lo sguardo (ciò avveniva in tutti i luoghi in cui eravamo insieme).

Gnomen 10 – Di solito, lo Tzadik mi chiedeva all'inizio come stavo, che cosa avevo fatto in precedenza e che cosa avevo mangiato [4]. Dovevo stare attento quando parlavo a non alzare troppo il tono della mia voce, ma anche a non parlare a bassa voce, per evitare che lo Tzadik mi chiedesse di ripetere e in questo modo "affaticare il Maestro inutilmente", cosa proibita dal vero derech eretz verso gli insegnanti. Dopo di ciò, lo Tzadik Haim cominciava a parlare e il mio compito era di ascoltarlo bene e capire. Di solito, prima di iniziare, il Maestro aspettava che portassero il caffè; recitava allora l'apposita benedizione e io rispondevo "amen"; poi ero io a dire la benedizione sul mio caffè.

Gnomen 11 – E' parte integrante dell'ebraismo tradizionale insegnare il rispetto per i Hachamim, i Saggi della Tradizione. Questo rispetto ha maggior valore se un ebreo che studia la Torà con un vero Hacham ha anche il merito di rendergli servizio. Se il Hacham, ad esempio, chiede all'allievo di portargli un bicchiere d'acqua o di aiutarlo a legare i lacci delle scarpe, ciò viene considerato un 'servizio'. Certamente se il Hacham ha bisogno di un aiuto economico per far fronte alle sue spese di mantenimento e l'allievo si industria ad aiutarlo, ciò viene considerato come una grande mitzvà.

Gnomen 12 - Questo è un concetto molto importante che ci aiuterà a capire il derech eretz per i maestri. Perché lo studio della Torà che l'allievo pratica con un Hacham non è sufficiente se non è accompagnato anche dal 'servizio' che l'allievo stesso deve rendere al proprio maestro di Torà?

Gnomen 13 - Il derech eretz che bisogna manifestare ai maestri della Torà è superiore a quello per i genitori. Il bicchiere d'acqua va prima portato al maestro e poi al genitore. Perché? I genitori ci hanno portato al mondo e ci hanno insegnato i fondamenti di vita, ma un vero maestro ci assicura la conoscenza e i meriti in questo mondo e per il mondo futuro [5].

Gnomen 14 – Stiamo parlando, ovviamente, di un vero maestro che ha "ricevuto" da un altrettanto vero maestro. Oltre ad essere conoscitore della Torà, un vero maestro deve eccellere in derech eretz con modi garbati e amorevoli. Se, invece, non è un esempio di derech eretz perché non è umile o è arrogante o irascibile, allora non si è tenuti a mostrargli alcun rispetto dato che "il manto di preghiera che lui indossa è simile a sella di asino". Questa è la vera legge.

Gnomen 15 - Ai nostri tempi, è difficile parlare di derech eretz, che non significa mostrare grande rispetto alla persona per poi sparlargli alle spalle. Il vero derech eretz è comportarsi onestamente e sinceramente col prossimo, sia in sua presenza che in sua assenza. Quando vivevamo a Beer Sheva, Deborah ricevette in sogno la visione del Terzo e Finale Tempio. Sottolineava la grande importanza data al fatto che nella nuova Scuola dei Sacerdoti nel Tempio, il primo e più importante studio e requisito era il derech eretz:

Gnomen 16 – sogno 698 - Deborah sognò (Shavuot 5750 - 1990 – Beer Sheva) di essere con Peretz e Paolo e di camminare insieme a molte persone venute da tutte le parti del mondo per vedere il Terzo Tempio. Era sera; il Terzo Tempio era una costruzione moderna a forma circolare; aveva pareti alte e spesse di color sabbia; il grande tetto possedeva sette cerchi, che erano illuminati e proiettavano luci verso l'alto. Peretz, Paolo e Deborah incontrarono un allievo della scuola rabbinica annessa al Tempio. Costui parlò dei rabbini che insegnavano nella scuola. Spiegò che erano tutti vestiti normalmente e senza barba. Sottolineò il fatto che agli allievi era stato insegnato in primo luogo ad avere rispetto per il prossimo. Uno dei rabbini, molto giovane e con impeccabile derech eretz venne a parlare con loro.

Gnomen 17 - Non si può apprendere correttamente il derech eretz da un libro. Uno ha bisogno di un vero maestro di derech eretz che glielo insegni. Il Maestro Haim è stato scelto da Dio Onnipotente anche per questo scopo fondamentale. Gran parte dell'umanità non lo pratica più, ma per merito del Maestro Haim, si può ora ricominciare. Ho avuto talvolta il grande privilegio di mangiare con lo Tzadik alla stessa tavola. Ho appreso così i modi di conversare con le persone, di guardarle, di salutarle.

Gnomen 18 – E' ora nostro compito studiare e seguire i nuovi insegnamenti rivelati. Alcuni sogni riguardano direttamente il derech eretz. C'è una lezione straordinaria nel sogno di Giuseppe. Va notata la straordinaria flessibilità delle azioni del Maestro che insegna il derech eretz e, in questo caso, mette alla prova Giuseppe per vedere se ha imparato bene la lezione sul rispetto.

Gnomen 19 - sogno 701 - Giuseppe sognò (27.06.1990) di essere in compagnia del Maestro Haim che, però, era diverso dal solito. Il suo comportamento era quello di una persona anziana che non ragionava bene. Giuseppe aveva molto rispetto nei suoi confronti e si occupava di ogni cosa in modo che non gli mancasse nulla. Il Maestro, che non parlava bene per una malformazione alla lingua, gli disse di passargli davanti: “No” dichiarò Giuseppe: “Io non passo davanti al Maestro, perché gli porto rispetto”. Il Moré si mise a ridere. Egli camminava a fatica e pronunciò anche una parola negativa. Giuseppe gliene chiese ragione, ma continuò col suo atteggiamento rispettoso camminando insieme a lui. Poi vide la signora Mazal che si aggregò a loro ed il Moré e sua moglie erano molto felici. Il Maestro gli disse: “Ti avevo messo alla prova!”. Ora il sogno cambiò scenario. Giuseppe si trovava ai piedi di una montagna con alcune persone. Sopra la montagna c’era un uomo, ma non si riusciva a vedere chi fosse. Le persone vicino a Giuseppe, che erano otto ed indossavano lunghe tuniche, si misero a parlare fra loro; ad un tratto, tutti vennero avvolti da una luce color arancione che li sollevò in cima alla montagna. Dal Cielo si udì una voce che disse: “Il segreto del Sinai”. Giuseppe intuì, per un attimo, che sul Sinai c’era un segreto che consentì a Mosé di rimanere per quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare e senza dormire. Poi vide lo stesso Mosé, magister noster, che aveva i capelli lunghi e la barba molto folta. Giuseppe non riusciva a credere ai suoi occhi. Poi la visione si spostò sul fiume Giordano dove erano passati gli israeliti. Giuseppe vide Mosè con il suo bastone che si prostrò davanti a Dio. Una voce disse: "Ora guarda Mosè e vedrai il corso del popolo ebraico nel corso della storia". Prima di Mosè e gli 8 uomini apparve una visione in cui in un attimo fu vista l'intera storia di Israele.

Gnomen 20 - Questa è una nuova Mishnà della Redenzione Finale inviata dal Maestro Haim che continuerà certamente ad essere studiata dalle generazioni future. Questa straordinaria visione mostrata a Giuseppe è legata, come noto nella Tradizione, al segreto profetico dato a Mosè, magister noster, sul monte Nebo, dove gli venne mostrata l'intera storia di Israele nei tempi. Questo potente insegnamento collega l'importanza del derech eretz ai più alti livelli di profezia, come la profezia di Moshè Rabbenu, Capo di tutti i Profeti. E' scritto nella Sacra Torà (Levitico, 19, 32): "Alzati davanti alla canizie ed onora il vecchio". Bisogna essere estremamente cauti a non dileggiare in alcun modo una persona anziana, tanto più se ha disabilità fisiche o mentali, che vanno ignorate e bisogna onorare il vecchio come se fosse nelle sue piene facoltà mentali e fisiche.

Gnomen 21 - Bisogna assimilare queste lezioni con la massima serietà. Il Santo Benedetto detesta vedere gli anziani trattati irrispettosamente, allorquando le loro menti sono compromesse e dicono cose insensate o quando il loro fisico li ha traditi. In ogni caso, si deve parlare loro normalmente, come Giuseppe nel sogno che chiede al Maestro il perché di una sua inaspettata frase negativa. Il Maestro intenzionalmente si trasforma in un vecchio affetto da una sorta di demenza senile per vedere se Giuseppe lo tratta con lo stesso rispetto dovuto ad una persona normale; Giuseppe capisce che non stà a lui giudicare e rimane nel suo atteggiamento timoroso, evitando comportamenti irrispettosi. L'attitudine di Giuseppe e il suo derech eretz sono in sintonia con la Torà dal Sinai. Egli rimane umile, tiene la testa bassa e merita di camminare dietro al Goel Finale, Haim.

Gnomen 22 – E' una grave mancanza ridere degli anziani o prenderli in giro, persino a loro insaputa. Bisogna considerare la loro età avanzata. EL SHADDAI li ama e ha dato loro la vita. Nel sogno, Giuseppe merita anche di essere con il Maestro e sua moglie Mazal. Anche la consorte dello Tzadik Haim era nata e cresciuta nella tradizione yemenita ed era una grande maestra di derech eretz, che la pace sia su di lei nel Gan Eden. Come abbiamo ricevuto in altri sogni redenzionali, la presenza del Goel Haim con la moglie Mazal rappresenta il perfetto connubio tra la Vera Vita e la Buona Fortuna [6]. Qui viene esplicitamente a insegnare che la chiave della Vera Vita e della Buona Fortuna è il derech eretz.

Gnomen 23 - Il sogno di Giuseppe esemplifica il fatto che il "lavoro" e lo studio di un allievo sono totalmente incompleti e privi di merito se non si accompagnano ai "servizi" rivolti al maestro. Questa è una legge del Talmud che viene rinnovata qui per il bene della Nuova Legge della Terza Redenzione Finale. 'Giuseppe aveva molto rispetto nei suoi confronti e si occupava di ogni cosa in modo che non gli mancasse nulla'. Il pensiero di Giuseppe è rivolto al Maestro, non a se stesso, ed è pronto ad aiutarlo in ogni modo possibile. La grande e incommensurabile "ricompensa" in questo sogno non ci sarebbe se Giuseppe avesse altri pensieri. Questo indica il "servire" (le-sharet, in ebraico) il proprio vero maestro.

Gnomen 24 - Lo Tzadik Haim mi spiegò che a Yehoshua bin Nun non venne dato l'immenso merito di ereditare da Mosè il comando del popolo perché la sua intelligenza e la sua conoscenza erano superiori a quelle altrui. Il vero motivo per cui Yehoshua fu benedetto da Dio e da Mosè, era il suo essere "mesharet" (servitore, assistente) di Mosè. Il compito di Yehoshua consisteva nel rimanere vicino al suo Maestro in ogni momento per servirlo se necessario. Yehoshua rimaneva e dormiva nella tenda di Mosè e quando Mosè la abbandonò, Yehoshua lo accompagnò ovunque, per poter servire il prescelto Goel d'Israele.

Gnomen 25 - DIARIO dell'Asino vestito da Leone: (16.06.1998 – 22 Sivan 5758) : Ho sognato di essere in una specie di grande aula con della gente tutta intorno. Nel mezzo della sala era seduto Ha Morè Haim. Vicino alla sua sedia c'era una ragazza dodicenne. Io avevo il compito di controllare il suo stato fisico. La giovane, scalza, si è distesa sul pavimento e io le ho controllato le mani e le braccia evitando di guardarle le gambe e i piedi, consapevole di stare davanti allo Tzadik Haim. All'inizio, le ho sollevato il braccio destro e poi il sinistro, notando della debolezza al polso sinistro. Ho domandato alla giovane se sentiva debolezza in quel punto e lei mi ha risposto di sì. Le ho quindi sollevato la mano sinistra, riponendola nella mano dello Tzadik, il quale, dopo averle toccato il polso sinistro, ha detto: "E' andato via". Il Maestro Haim ha spiegato poi ai presenti che Peretz aveva fatto il lavoro preliminare ma che per la guarigione era necessario mettere il polso nella sua mano.

Gnomen 26 - Sicuramente questo sogno è pervenuto per sottolineare l'importanza del derech eretz e del rispetto per il Maestro Haim ed è un sogno per chi desidera diventare suo allievo e realizzare "segni miracolosi" come le guarigioni o la cacciata di spiriti maligni. Parliamo degli allievi che vorranno votarsi alla Scuola dell'Asino e dovranno essere nello spirito di vero rispetto per il Goel Finale, Haim, onde ricevere lo spirito del Maestro e operare correttamente. Anche chi alla fine avrà il permesso di guarire dovrà stare molto attento evitando di agire senza il permesso del Goel Haim.

Gnomen 27 - Questo sogno indica anche che non bisogna pensare, Dio non voglia, che il Goel Finale, Haim, desideri onori o rispetto per se stesso, hass ve-halilah ve-shalom. Non è assolutamente così. Spetta al Maestro Haim insegnare a tutti il corretto derech eretz e il rispetto richiesto ai maestri e al particolare derech eretz che deve essere mostrato, in ogni momento e in ogni luogo, al Giudice Unto Scelto del Regno dei Cieli. Il nostro lavoro è sotto il Nuovo Spirito e il Nuovo Spirito non scenderà senza il giusto derech eretz per le persone e per lo scelto Tzadik Haim. Tutti gli allievi devono ricordare che il Maestro Haim è vivo nel Segno della Risurrezione. A volontà, è presente nel mondo e certamente, come attestato nei segni del sogno, quando facciamo qualche segno della Redenzione Finale, viene ed è presente, anche se non lo vediamo.

Gnomen 28 – Gusti della Vita: Lo Tzadik Haim avvertiva spesso a diffidare dei 'maestri' che desiderano rispetto e onori per se stessi o che si comportano in un modo tale da richiederli. "Questo è falso" diceva lo Tzadik "poiché l'onore è l'indumento del Santo, Benedetto Egli sia, e guai alla persona che ruba l'Indumento del Santo, Benedetto Egli sia". Un allievo del Maestro Haim deve ricordar sempre tale avvertimento. E quando parliamo di mostrare rispetto per lo Tzadik, questo è il nostro obbligo desiderato dal Signore, nostro Dio, ma il Goel Finale, Haim, come quando era in vita, non desidera nulla per sé e tutto ciò che ci insegna è adempiere la volontà di Dio per il nostro bene.

Gnomen 29 – sogno 565 - Deborah sognò (19.06.1989 – Milano) di essere con Peretz ed alcuni allievi nel cimitero ebraico, davanti alla tomba del Maestro Haim. Il Moré risorse materialmente in modo che tutti potessero vederlo. Peretz ebbe subito un atteggiamento di rispetto e lo seguì. Il Maestro era venuto per parlare con i giornalisti, poi tornò al suo posto, Deborah capì che era risentito nei confronti degli allievi che non avevano l’adeguato derech eretz, il giusto comportamento. In seguito, si trovò in casa ed entrò in una stanza dove Peretz stava parlando con Paolo ed una ragazza. Peretz le disse che stavano parlando di cose private ed ella uscì, ma si sentì a disagio ed una voce dal cielo disse che quello non era il giusto comportamento: se qualcuno desidera parlare privatamente con Peretz, non doveva creare disagio in altre persone.

Gnomen 30 - sogno 255 - Deborah sognò (4.10.1987 - Milano) di vedere Peretz seduto e dietro a lui c'era il Maestro Haim. Una voce disse: " Devi avere più rispetto se vuoi vedere il Maestro".

Gnomen 31 - sogno 518 - Paolo sognò (12.03.1989 – Milano) di sentire una voce che diceva: "Guai a chiunque pronunci il nome del Maestro". Paolo quindi riferì il fatto a Peretz che, sentendo questa affermazione, disse: "Questo è importante".

Gnomen 32 – I sogni redenzionali dicono la verità. 'Questo è importante' ha un suo significato. Nei nostri discorsi, nelle nostre preghiere e nei nostri studi in Sefer Mishnat Haim, citiamo il nome del Goel Finale, Haim. L'espressione qui "Guai a chiunque pronunci il nome del Maestro" deve essere compresa perché non abbiamo alcun dubbio di poter usare il nome del Goel Finale come lo stiamo facendo da anni, altrimenti saremmo stati avvisati ad evitarlo. C'è anche l'intonazione di questo nuovo insegnamento che sembra collocarlo in una categoria simile al Terzo Comandamento e questo non è casuale; dato che esso è estremamente severo, e il "guai" lo conferma.

Gnomen 33 - Bisogna essere consapevoli del nome chi si pronuncia quando citiamo uno dei titoli autorizzati del Goel Finale, Haim. Bisogna farlo quando si è vestiti in modo appropriato e puliti, facendolo sempre e solo in un posto pulito. Una persona non deve pronunciare il nome del Maestro come se stesse parlando di un suo amico. Si deve ricordare il principio di "e credettero in Dio e in Mosè, il Suo servo' (Esodo 14: 13), dato che nella Redenzione Finale è la stessa cosa; le persone devono credere in Dio e nel Suo prescelto servitore della Redenzione Finale, Haim. Così è desiderato dal Signore, nostro Dio.

Gnomen 34 - Allo stesso tempo, questa nuova Mishnà viene per avvisare chi osa usare invano il nome del Goel Finale, Haim. Perché ci sono quelli che cadono nella trappola di Satana nel credere che ora che hanno conosciuto il nome del Goel Finale, possono usare il suo nome per effettuare guarigioni o creare un'aura di falso-onore intorno a sé, come lo scismatico plagiatore di Zanzara, insieme ai suoi seguaci che menzionano il nome di Dio e il nome del Goel Finale, Haim, ogni giorno e ogni ora (vedi: Esther 4). Guai a loro e guai alla collera che esigerà la sua parte a tempo dovuto. Allo stesso modo, guai a chi desidera farsi un nome per il proprio potere menzionando il nome del Goel Finale, Haim.

 

 

La Tavola del Linguaggio Appropriato e del Vestire Appropriato

 

Gnomen 1 – La persona deve essere appropriata nel proprio linguaggio e il linguaggio deve essere appropriato alla persona.

Sogno 735 - David Banin sognò (09.06.1991 - Milano) di vedere un gruppo di arabi europei che commentavano certi passaggi del Corano. Poi entrò un numeroso gruppo di ebrei; la scena cambiò improvvisamente ed era Hoshannà Rabbà. Poi il signor Banin vide un rabbino che aveva una barba molto folta, lunga e incolta ed era vestito di nero. Un altro rabbino gli disse che questo era inaccettabile. Così se ne andò e tornò in seguito con la barba tagliata corta e ben tenuta e con un abbigliamento normale.

Gnomen 2 – sogno 622 - Giuseppe sognò (29.12.1989 - Milano) di trovarsi nella Casa di Preghiera. C'era una persona al telefono che parlava in modo giusto e ripeteva spesso "Grazie a Dio". Giuseppe capì che chiunque si avvicina alla Scuola della Shoshana impara a parlare un 'linguaggio appropriato'.

Gnomen 3 - sogno 520 - Giuseppe sognò (15.03.1989 - Milano) di essere col suo collega di lavoro Giovanni, di circa 50 anni, e con un suo giovane allievo. Giovanni parlava col ragazzo in modo sboccato. Giuseppe gli spiegò in modo garbato che non va bene parlare in questo modo. Poi fu il giovane allievo a rivolgersi a Giovanni in modo volgare. Giuseppe sgridò il ragazzo dicendogli: "Rispetta le persone più grandi di te perché c'è un giudizio e una punizione su questo. Bisogna stare molto attenti". Giuseppe sorrise e disse a Giovanni: "Hai notato l'equilibrio?".

Gnomen 4 - sogno 540 - Deborah sognò (23.04.1989 - Milano) di essere a casa di Peretz e di parlare al telefono con una signora. Durante la loro conversazione, la donna usava un linguaggio volgare e offensivo. A telefonata conclusa, fu detto a Deborah: "La casa deve essere purificata da due maiali. I due maiali sono le persone che usano un linguaggio volgare e la volgarità stessa, che contamina il luogo e la persona che la pronuncia, per cui è necessaria una purificazione".

Gnomen 5 - Ascolta l'Asino vestito da Leone, con l'Albero della Giustizia su di lui e con la Nuova Luce di Hanukat Ha-Hanukot che fa da Corona sulla sua testa. Il torpiloquio è odiato dal Fattore dei cieli e della terra. Ogni parolaccia separa l'anima dal Dio Vivente che ama la lingua separata dal pattume delle volgarità.

Gnomen 6 - Sciacquati la bocca con aceto e whisky e di' alla tua lingua che la sua prigionia è la sua liberazione. Dille che se è saggia nella sua prigione, sarà libera di parlare nel linguaggio elevato del genere umano.

Gnomen 7 - Il turpiloquio è il cibo dei demoni dei regni inferiori e l'orgasmo degli spiriti maligni che vagano nel caos e godono quando sentono parole e frasi sconce. Ruggisco ai venti della verità e rompo un piatto contro il muro, perché i ruggiti di un leone si alzeranno a Dio, mentre le preghiere di chi usa il linguaggio volgare scenderanno nei porcili dove i maiali si crogiolano nelle impurità.

Gnomen 8 - Abbi timore della lingua che parla in modo incontrollato. Ci sono milioni di persone le cui lingue parlano senza che i cervelli le dominino. Esse sparlano e tutti sentono ciò che ne esce fuori. Così il turpiloquio si ripete come un cliché da rotativa, perché i movimenti della lingua vanno in automatico. Chiedi a costoro: "Perché usi espressioni così volgari?". Ti risponderanno "Ah, sì?" oppure "Non me ne ero accorto" o "E' solo un'abitudine" o "Beh, è vero, non dovrei farlo, però ogni volta le parolacce hanno il sopravvento" .

Gnomen 9 – Il turpiloquio proviene da pensieri sporchi. Spesso chi usa un linguaggio sboccato crede di rendersi simpatico o virile, mentre, in effetti, è brutto dentro e fuori, perché la volgarità lo avvolge da capo a piedi. Chi vive in una latrina alla fine si abitua al fetore, mentre chi respira l'aria pulita evita i cattivi odori. E chi pronuncia parole sconce con tanto di riferimenti e allusioni sessuali, crea ed espelle del materiale fetido, senza rendersene conto.

Gnomen 10 - sogno 481 - Anna Gasparotti sognò (02.02.1989 - Milano) di sentire un terribile messaggio: "Il periodo degli Ultimi Giorni inizierà dopo una sospensione dei sogni da parte degli allievi della Casa di Preghiera e la successiva ripresa". Preoccupati, gli allievi si resero conto che l'annuncio stava effettivamente per avverarsi e iniziarono a mettere in guardia la gente, che, tuttavia, era indifferente o addirittura si prendeva gioco di loro perché erano passati già otto giorni da quando i sogni avevano smesso di scendere e non era successo niente. In quello stesso periodo un ragazzo aveva fatto del male a Marco Federico (suo figlio). Anna, tuttavia, non volle rimproverarlo, consapevole del fatto che ogni sua parola, come quella di ogni allievo del Nuovo Patto della Redenzione Finale, nel bene o nel male, sarebbe stata una parola di giudizio su quell'anima. Perciò, capendo la pesantezza di quella responsabilità, Anna tacque, benché sapesse bene che il ragazzo andava redarguito.

 

 

La Tavola del Giusto Comportamento a tavola

 

Gnomen 1 – Il desco dell'uomo è il giardino del suo paradiso, a meno che non lo inquini con la sua volgarità. I primi 35 anni di questa Quarta Generazione arrivano nel Nuovo Equilibrio della Legge Orale [7].

Nella Tradizione è detto che, dopo la distruzione del Secondo Tempio, l'altare dell'uomo è la sua tavola.

Gnomen 2 – sogno 791 - Deborah sognò (10.05.1992 - Sombrero) di vedere Peretz che toccava la testa di ciascun allievo porgendogli un pezzo di pane accompagnato da una benedizione. Chi riceveva il pane doveva dire il nome di una persona a lui cara, come la madre o di una persona defunta, in modo da aumentarne il merito. Deborah vide poi il Maestro Haim vestito da contadino; era in compagnia di suo nonno, che si chiamava Santo. Il Maestro sorrise con un'espressione di gioia manifesta.

Gnomen 3 - Questo sogno mostra il legame fra la santificazione e la partecipazione al Pane. Forse la santificazione del Pane nel Tempio potrebbe essere trasferita nel Nuovo Patto Finale e nella Nuova Casa di Preghiera nel suo nuovo contesto. Lo fa presumere l'eventuale estensione della benedizione del pane agli altri. Che il Goel Haim fosse vestito da contadino potrebbe indicare che la santificazione nella Redenzione Finale non sia limitata ai Sacerdoti, per cui lo Tzadik era in compagnia di Santo che non era ebreo ma era onesto, sincero, modesto, uomo di fede e rispettoso dei suoi genitori.

Gnomen 4 - Quando esisteva il Tempio, l'Altare era il punto centrale della vita spirituale di un ebreo. Esso rappresentava il momento della sua personale santificazione. Anche se egli veniva a Gerusalemme solo tre volte all'anno (per le tre Festività menzionate dalla Torà), i suoi pensieri (e i precetti relativi) erano collegati all'adempimento dei suoi obblighi sugli altari del Tempio, sia che fosse per la santificazione delle Festività o per la sua espiazione tramite offerte e sacrifici. In ogni modo, l'Altare era il punto di riferimento della nazione ebraica che viveva in terra d'Israele fino a quando funzionò il Tempio.

Gnomen 5 - La rivelazione della Nuova Casa di Preghiera di 7 Piani, 13 Altari e Tappeto dell'Islam rappresenta un Nuovo Equilibrio che deriva direttamente dai primi due Comandamenti. E' la Nuova Mishnà che spiega il servizio al Signore, nostro Dio, al tempo della Redenzione Finale. Nella Nuova Rivelazione, il Primo Comandamento è legato alla Nuova, Vera Kabalà del Grande Pesce Leviathan, mentre il Secondo Comandamento, contenente le basi della Mishnà orale di Yehoshua bin Nun, è vincolato alla Nuova Legge che, in effetti, rappresenta la Nuova Mishnà della Redenzione Finale come si può vedere dal nome Sefer Mishnat Haim. In effetti, la Nuova Casa di Preghiera a Gerusalemme tornerà ad essere il punto di riferimento centrale per la Nuova Rivelazione e il Nuovo Spirito della Redenzione Finale.

Gnomen 6 – La lentezza è d'oro: La lentezza della Nuova Rivelazione della Redenzione Finale è per il bene dell'Universalità del Nuovo Equilibrio. Questa non è una lentezza ai tempi della Nuova Rivelazione, poiché il mondo alla fine sarà in grado di prendere atto dell'immensa quantità di sogni e messaggi che sono arrivati in questi primi anni del Nuovo Segno a un numero minimo di allievi. La lentezza si riferisce alla rivelazione dei livelli della Nuova Santità che deve essere raggiunta, nel tempo, per una moltitudine di nazioni. La Rivelazione del Decalogo sul Sinai fu l'opposto, essendo la santità più alta mai rivelata nel mondo, il tutto in un dato e scelto momento della storia, per l'intera nazione.

Gnomen 7 - In una visione globale della storia, tuttavia, non si può non constatare la 'rapidità' della discesa a livello di quella santità originale. Vedere il livello delle persone ai tempi dei Giudici, ad esempio, rispetto al livello della rivelazione sul Sinai. Anche dopo la rivelazione stessa, ci vollero soltanto 40 giorni per cadere nell'errore del vitello d'oro. E, in generale, la storia del popolo ebraico è stata una delle grandi battaglie per mantenere 'qualcosa' di quella santità originale, una grande battaglia spesso persa. D'altro canto, una volta che arriva un determinato momento storico in cui la più alta santificazione del Santo Dio di Israele si accentra in una Rivelazione per tutti i tempi, non è strano che la nazione nel suo insieme non sia in grado di mantenerlo.

Gnomen 8 – La rivelazione sul Sinai si basò sul Fondamento delle Tavole "Io sono il Giusto e Santo Dio di Israele"[8]. La Rivelazione Finale si basa sul Fondamento delle Nuove Tavole del "Giusto che vive nella propria fede". Queste sono le Nuove Tavole che completano tutti i cicli redenzionali della storia passata. Se l'altare della Tavola di Israele fu la sua santificazione e espiazione per gli ultimi 2000 anni, così la Tavola della Redenzione Finale diventa il Giardino del Piacere su cui la risata di Isacco si diffonderà per tutti coloro che la meriteranno in virtù della fede del Giusto che vive nella propria fede.

Gnomen 9 – Bisogna di stabilire la Nuova Santità per Israele sull'Altare di Giuda mentre, allo stesso tempo, istituisce la Nuova Santità per le Nazioni sull'altare di Malchitzedek. La differenza principale è che gli ebrei che seguiranno la Nuova Legge del Nuovo Patto Finale saranno obbligati nella Nuova Santità mentre quelli delle Nazioni sull'altare di Malchitzedek impareranno la Nuova Santità. Entrambi, tuttavia, sono nel Giardino del Piacere dei frutti purificati (e corretti dove necessario) della storia passata insieme ai nuovi deliziosi cibi della Rivelazione Finale.

Gnomen 10 - Il Piacere della Tradizione di Israele è una miniera d'oro per le nazioni quando la saggezza è spiegata in un modo comprensibile per tutti. La benedizione di Isacco si concretizza nella Torà rivelata a Israele e la corona della Torà è innalzata quando la sua verità viene estesa alle nazioni. Perché l'umanità non deve vivere solo di pane, ma di ogni parola pronunciata dal Signore, nostro Dio. La Tavola dell'umanità deve essere santificata alla luce di Israele e purificata attraverso la Nuova Legge e il Nuovo Rito del Nuovo Patto Finale della Redenzione Finale. Un decimo della Santità dell'Altare del Sacerdote Unto è la luce di Israele che santifica la Tavola di Malchitzedek sull'Altare di Malchitzedek per tutte le nazioni. Perciò il pane è benedetto e il vino è santificato sull'Altare di Malchitzedek affinché tutti possano partecipare alla benedizione di Abramo, padre di una moltitudine di nazioni.

Gnomen 11 - La verità profetica della fede della tavola di Malchitzedek è testimoniata di pane e di vino alla luce della benedizione di Abramo. Ma la risata di Isacco è un dono di Dio che illumina la mente e rende gioioso il cuore. Benedetto è Dio in Alto che benedice il pane sull'Altare di Malchitzedek. Benedetto è Dio in Alto che santifica il vino sull'Altare di Malchitzedek. Grande è Dio Vivente che converte il Sacrificio di Isacco con l'Ariete offerto da Abramo per la Risata Universale.

Gnomen 12 - Apri il tuo pasto benedicendo EL SHADDAI e mangia alla Presenza di EL SHADDAI e finisci il tuo pasto benedicendo EL SHADDAI (Abbiamo ricevuto in sogno che prima di un pasto con pane anche noi benediciamo con la Lavanda delle Mani e recitiamo: "Benedetto è il Signore nostro Dio che comandò ai figli d'Israele la lavanda delle mani". Allora la tavola davanti ad EL SHADDAI scenderà sulla tua tavola e tutti saranno benedetti nel cibo della tua tavola .Sii vestito con abiti puliti e modesti quando ti metti a tavola. Lavati bene le mani e asciugale con una salvietta pulita prima di fare la tua benedizione sul pane; prendi il pane, spezzalo e versa del sale sulla parte che intendi mangiare recitando la benedizione; "Benedetto è il Signore, nostro Dio che benedice il pane che cresce dalla terra". Questa benedizione dovrebbe essere detta lentamente e con molta intenzione per mettere al centro del tuo desco la Tavola Superiore.

Gnomen 13 - Bisogna imparare e abituarsi a dire la benedizione prima e dopo i pasti. Questa parte della santificazione diventa così routine, facendo della tua mensa un luogo di servizio a Dio Onnipotente. Ci vuole, tuttavia, un ulteriore sforzo per mangiare alla presenza di EL SHADDAI. E' essenziale che ogni parola pronunciata a tavola sia in sintonia con ciò che essa rappresenta, ossia la santificazione dello spirito e la benedizione dello stato fisico. Non permettere alle parole vane e insulse di abbassare la tua tavola. Non permettere alle parole volgari di insozzarla. La lentezza nel mangiare e nel masticare rende giustizia ai propri pensieri. Lodando il gusto del cibo mangiato aumenta il piacere del proprio cuore.

Gnomen 14 – E' bello parlare a tavola di argomenti elevati. E' bene parlare dei Segni della Redenzione Finale o di qualsiasi questione relativa alla Torà o al Sefer Mishnat Haim. Si può immaginare che ogni parola pronunciata a tavola entri nel cibo mangiato. Riporto qui le benedizioni del Nuovo Rito recitate a tavola alla fine del pasto. Bisogna lavare le mani prima di recitare queste benedizioni:

 

Benedizione dopo il pasto:

Benediciamo Dio Altissimo. Si risponde:

Benedetto è Dio Altissimo "she ha-kol ochlim miscelò’"

Benedetto è Dio Altissimo che ci dà il nostro pane ed il nostro sostentamento.

Benedetto è Dio Altissimo che dà ad ogni creatura il cibo della sua natura.

Benedetti sono gli uomini, le donne ed i bambini che mangiano alla presenza di EL SHADDAI. Essi dicono: she ha-kol ochlim miscelò, tutti mangiano il cibo dalla mano di Dio.

 

Benedetto è EL SHADDAI, Creatore dei cieli e della terra, che prepara il pane della terra per l'uomo, che alimenta ogni vivente con il suo cibo, che APRE il mare per fare uscire i pesci, che rompe le montagne far crescere gli alberi e inonda le valli per far crescere i frutti e riempie le nuvole e bagna gli animali della foresta e crea vegetazioni e soddisfa ogni vivente di volontà.

EL SHADDAI, ricorda i bambini che non hanno da mangiare e manda loro il cibo evitando loro la sofferenza.

Benedetto è Dio Altissimo che alimenta e sostiene il mondo che ha creato.

Benedetta è la mensa di EL ELYON, qui risiede la Protezione di EL SHADDAI.

Che vengano i bisognosi per condividere con noi la benedizione dell'ospitalità di Abramo, nostro padre. La decima della santità della Mensa di Abramo è la Benedizione della Mensa di Malchitzedek.

Questa è la Mensa sulla quale il pane è benedetto.

Questa è la Mensa sulla quale il vino è santificato.

Questa è la Mensa della Terra del Latte e di Miele.

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(Quando non meno di 6 persone hanno mangiato insieme si aggiunge:)

Che vengano tre Angeli della Redenzione per benedire il pane.

Che vengano tre Angeli della Redenzione per santificare il vino.

Che vengano tre Angeli della Redenzione per rendere il nostro cuore bianco come il latte ed innocente come quello dei poppanti che bevono il latte purificato delle loro madri.

Che vengano tre Angeli della Redenzione per addolcire la nostra vita come l'addolcisce il miele.

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Questa è la Mensa dei Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe.

Questa è la Mensa della Sacra Torà, data da Dio a Mosè ed a tutto Israele.

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 (Di Shabbath si aggiunge:)

Benedetto è il Signore, nostro Dio, Creatore dei cieli e della terra, che riposò il settimo giorno della creazione quando "furono terminati i cieli e la terra". E Tu hai benedetto il settimo giorno e l'hai santificato e hai comandato al popolo di Israele "Ricordati e custodisci il giorno del Sabato per santificarlo; sei giorni lavorerai e farai ogni tua opera ma il settimo giorno è il Sabato per il Signore, tuo Dio; non lavorerai, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servitore, né la tua servitrice, né il tuo bue, né il tuo asino, né la tua bestia, né il forestiero che si trova entro le tue porte, affinché il tuo servitore e la tua serva riposino come te; ricorda che fosti servo in terra d'Egitto e il Signore tuo Dio ti ci fece uscire con mano forte e braccio disteso; perciò il Signore tuo Dio ti ha comandato di osservare il giorno del Sabato; poiché in sei giorni Dio creò i cieli e la terra, il mare e tutto quanto essi contengono, e riposò il settimo giorno, perciò Dio benedisse il giorno del Sabato e lo santificò. Benedetto è il Dio di Israele che santifica il Sabato.

Benedici questa congregazione di Giacobbe, o Dio Altissimo, in questo giorno di Sabato, questo giorno di riposo e di vera pace.

Rallegraci nei grandi piaceri dello Shabbath, nel cibo e nell'amore della vita familiare, nello spirito e nello studio delle Tue parole, nella preghiera e nelle delizie dell'anima.

Fa' scendere su di noi la Tua Presenza, o Signore, Dio nostro, e rallegra il nostro cuore nella comprensione della Tua luce.

Santifica tutte le nostre opere per amor Tuo e benedici noi nella misericordia del Tuo grande Nome, in questo giorno di pace e di amore eterno, questo giorno da Te amato.

Benedetto Sei Tu, Dio Altissimo, che ami il giorno della pace.

 

Questa è la Mensa del Profeta Elia che annuncia il Nuovo Tempo della Terza Redenzione Finale.

Questa è la Mensa delle Stelle della Redenzione.

Questa è la Mensa del Regno dei Cieli.

Questa è la Mensa della Nuova Luce della Casa di Preghiera della Redenzione Finale.

Questa è la Mensa del Pane di Betlemme.

Questa è la Mensa della Quarta Generazione Illuminata e della Grande Costruzione.

Questa è la Mensa del Giusto Risorto, lo scelto Giudice Unto del Regno dei Cieli, il Goel Finale, Haim.

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 (A capo mese si dice) O Signore, Dio Nostro, benedici noi in questo capo mese di ... e fa' che si rinnovi per noi nel bene; rafforzaci nella salute in questo mese e in ogni mese a suo tempo; colmaci della Tua bontà nel Nuovo Firmamento dei Nuovi Cieli e sulla nuova terra: Benedetto è il Signore degli Eserciti che rinnova per noi questo mese di ... Amen.

(Durante le Feste, anche a Hol ha-mo'ed, si dice):

Che il Signore, Dio nostro, ci benedica in questa Festa di Pesah (di Shavuot, di Rosh ha Shanà, di Succot, di Shemini Atzeret) e ci illumini nella luce della SUA Redenzione Finale, per merito del Goel Haim;

Rinnova per noi, o SIGNORE, la gioia delle nostre festività per tutto l'anno a venire, a nostro beneficio in questa vita, nella pace e nella buona salute, nel sostentamento dignitooso, nelle azioni meritevoli, nel timore del Tuo nome e nell'amore per tutte le Tue creature. Amen e così sia.

 (A Purim si dice:)

EL MISTATER, facci stupire coi Tuoi miracoli e le Tue meraviglie, nella felicità di questa Festa di Purim, come ai tempi di Mordechai il Giusto e della Regina Ester; rinnova per noi, alla luce della Redenzione Finale, le Tredici Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan, nell'abbondanza, nella benedizione, nella gioia, nel buon senso e con un cuore virtuoso di amore per la fede da Te amata. Benedetto è Dio Altissimo che Si nasconde nello spirito degli umili.

 (A Hanuccà si dice):

Dio Altissimo, illumina i nostri occhi nella Tua luce di Hanuccat ha-Hanuccot e stabilisci il Tuo Tempio Finale di Sette Piani e Tredici Altari di preghiera, per illuminare il mondo. Avvicinaci alla Tua luce eterna, o Dio Eterno, per mezzo della preghiera, della gioia e della pace nel mondo. Facci meritare la vera luce, per merito del Giudice Unto del Regno dei Cieli, lo Tzadik Haim, e rallegra il nostro cuore nella completezza della Tua Redenzione, presto in questi giorni. Amen e così sia. Benedetto è EHEYE ASHER EHEYE, che mantiene le Sue promesse.

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 Chiediamo ad EL SHADDAI che ci sia benedizione su questo cibo che abbiamo mangiato e che non vi sia in esso alcunché che possa danneggiarci. Ed anche se ci fosse qualcosa di non naturale, chiediamo a Te, ADONAI ELOHENU, di eliminarlo nella Tua benedizione affinché il cibo sia del tutto naturale.

Chiediamo ad EL SHADDAI che ciò che abbiamo mangiato sia benedetto per la salute del nostro corpo e per il servizio costante ad EL SHADDAI.

Serviamo solo Te, Dio Altissimo, e solo Tu puoi separare questo cibo per la nostra salute, in ogni senso.

O Dio Altissimo, Tu Sei il Creatore di tutto il mondo e di tutti i mondi.

Benedici la Tua creazione che è dentro ognuno di noi e rinnova i cieli e la terra nel pane quotidiano che mandi alla nostra tavola.

Fa' che il cibo che abbiamo consumato sia digerito dentro di noi nel modo migliore, ci rinnovi il sangue e ci rafforzi il cuore, la nostra salute e la salute dei nostri figli. Amen.

 

 

Tavola riguardante l'Umiltà

 

Gnomen 1 – Non esiste virtù più amata dal Cielo dell'umiltà e non esiste difetto più odiato dal Cielo della presunzione e dell'arroganza.

Gnomen 2 - Il Signore, nostro Dio, testimoniò che Mosè, magister noster, era la persona più umile di tutte sulla faccia della terra. Come ogni parola della Santa Torà, questa testimonianza ha conseguenze di vasta portata. Non ci fu uomo nella storia, né ci sarà qualcun altro a cui l'amorevole vicinanza di Dio venne dimostrata così apertamente come a Moshè Rabbenu. Il Santo Benedetto volle rivelare ad Israele che, in virtù di quel pregio, Mosè venne prescelto.

Gnomen 3 – Non è da poco sapere perché Mosè, il grande legislatore con cui Dio parlava direttamente giorno dopo giorno e persino ora dopo ora, venne prescelto. Poiché se conosciamo la virtù così amata e voluta da Dio, possiamo capire che cosa il motivo della storia straordinaria dei 120 anni di Mosè, magister noster. Chi era Mosè? Era un uomo tutto umiltà. Non si considerava niente o nessuno. E più aumentava il suo livello di vicinanza con il Santo, Benedetto Egli sia, più si faceva umile.

Gnomen 4 - Lo Tzadik Haim ci raccontava un episodio significativo della vita da pastore di Mosè: una volta, mentre pasturava le pecore di Itrò, suo suocero, avvenne che una pecorella si separò dal gregge e prese a scappare. Mosè le corse dietro e l'animale continuò la sua corsa. Così l'inseguimento di Mosè durò a lungo. Alla fine, la pecora si fermò per bere ad una fonte e fu qui che Mosè la agguantò. A questo punto le disse: "Povera pecorella, devi essere terribilmente assetata e stremata dopo tanto correre". E così Mosè, dopo averla lasciata bere, se la mise sulle spalle, per riportarla al gregge. Vedendo questo, il Santo Benedetto disse: "Che amore ha mostrato costui per una singola pecora! Ecco, scelgo lui per fare da pastore al mio gregge per sempre".

Gnomen 5 - Fu l'umiltà di Mosè che venne apprezzata da Dio, spiegava lo Tzadik Haim. Anche se le pecora era fuggita dal gregge e aveva affaticato Mosè nel suo prolungato inseguimento, egli, tuttavia, non pensò a se stesso, ma si preoccupò solo che l'animale non si stancasse ancora di più ritornando al gregge.

Gnomen 6 – Nel Segno delle Stelle, riguardante la missione messianica di Gesù, il Goel Haim annuncia "Questa è la stella di Cristo che viene in virtù dell'umiltà". L'umiltà dello stesso Tzadik Haim diventerà nota in futuro, dalle fonti della Redenzione Finale e dalla realizzazione delle profezie redenzionali. Così si verrà a sapere che il Goel Haim è il Consigliere meraviglioso, il potente di Dio, un padre per tutti i tempi e il Principe della pace, e la sua umiltà sarà conosciuta e compresa.

Gnomen 7 – Ciò avverrà e non c'è dubbio perché la storia si sta compiendo e quella del Goel Haim, Giudice Unto del Regno dei Cieli, procederà d'ora in poi. Ciò che doveva essere rivelato all'umanità era la storia messianica di Gesù con l'importante conferma che Yeshua era amato da Ha-Kadosh Baruch Hu per la sua umiltà. Questo chiude un ciclo, per così dire. I tre uomini della Redenzione, Mosè, Gesù e Haim furono amati da Dio Onnipotente per la loro immensa umiltà, ognuno nel contesto storico del loro tempo.

 

 

Tavola riguardante l'invidia, l'odio e la vendetta

 

Gnomen 1 - Esistono tanti tipi di gelosia o di invidia (in ebraico, il termine kin'à li comprende entrambi) che si possono provare nei confronti del prossimo; questi sentimenti vanno eliminati e i modi per farlo richiedono spesso un intenso lavoro di introspezione. La Torà avverte (Levitico, 19: 18): "lo tikòm ve-lo titòr" (non essere vendicativo o rancoroso). Questi due attributi negativi si riassumono anche nel binomio 'sinà ve-nekamà' - 'odio e vendetta'.

Gnomen 2 – Il grande esegeta Rashi spiega con un esempio la differenza fra l'essere vendicativo e l'essere rancoroso: se chiedi ad un vicino di prestarti un'ascia e lui si rifiuta di dartela, ecco, che un domani, qualora lo stesso vicino venisse da te e ti chiedesse di prestargli un'ascia, tu gliela rifiuteresti, dicendo: "Come tu non mi hai prestato quello che ti avevo chiesto così anch'io adesso non ti presto niente". Questo, dice Rashi, è 'essere vendicativo'. Invece, se il vicino che ti aveva rifiutato l'ascia, venisse a chiedertela e tu gliela presti, dicendo: "Eccola, io non sono come te che me la rifiutasti quando te la chiesi"; questo atteggiamento, pur disponibile, mette in evidenza il rancore.

Gnomen 3 – Per contrastare l'odio, Gesù era estremamente acuto e anche le sue conclusioni appaiono radicali. "Se qualcuno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, porgigli anche la sinistra" (Matteo 5: 39). "E' stato detto, 'odia i tuoi nemici' ma io invero vi dico 'Ama il tuo nemico e prega per lui; se ami solo quelli che sono i tuoi amici, non hai fatto più degli esattori delle tasse, ma se ami anche i tuoi nemici sarai amto dal tuo Padre che è nei Cieli "(ibid .: 43-45). Gesù non stava insegnando una nuova Halachà ma stava parlando al cuore corrotto di quella generazione in cui l'odio regnava incontrastato. E per farlo doveva andare all'altro estremo.

Gnomen 4 – Bisogna ricordare che le critiche di Gesù agli ebrei religiosi del suo tempo erano giustificate. I Saggi spiegano che la distruzione del Tempio, ba-avonot ha-rabim, fu causata dal 'sinat hinam', ossia l'odio gratuito. L'iniquità di quel tempo aveva raggiunto il colmo. Ha-Shem Baruch Hu non distrusse la Casa a Lui dedicata per dei peccati di minima entità. I Saggi non entrarono nei dettagli ma usarono il termine onnicomprensivo di 'sinat hinam'.

Gnomen 5 – Gesù sottolineò il fatto che parlare contro il prossimo è estremamente pericoloso davanti al Tribunale Supremo. Se uno condanna un altro con le sue parole, le sue parole vengono vagliate e giudicate dal Tribunale Supremo. Questo ci insegnò lo Tzadik Haim che conosceva i decreti del Tribunale Supremo come tutti i 36 Tzadikim Nascosti. Pertanto, bisogna fare molta attenzione a giudicare e condannare il prossimo. Chi lo farà verrà giudicato per primo.

Gnomen 6 – L'attitudine negativa gioca un ruolo importante e favorisce lo Yetzer ha-Rà a far cadere nell'errore. La gente, invece di vedere i propri difetti, è pronta a criticare il prossimo e pensa, che così facendo, si ponga al di sopra dei difetti altrui. Chi lo fa, coscientemente o meno, cerca di coprire le proprie mancanze, i suoi peccati, i suoi difetti.

Gnomen 7 – E' estremamente difficile per le persone giudicarsi obbiettivamente. I propri difetti sono muri spessi da abbattere e la persona, il più delle volte, non vuole vederli. E' avvilente vedere se stessi in uno stato di mancanza o di peccato. Ci vuole coraggio per riconoscere i propri torti e le proprie omissioni. Ed è un bene se la persona mancante o difettosa ha un vero maestro o un vero amico che gli fanno vedere gli aspetti negativi del suo carattere.

Gnomen 8 - Reprimere i pensieri negativi verso gli altri è dannoso per la propria salute e la questione è tutt'altro che semplice. Le persone sono circondate da gente che è piena di difetti, a volte è crudele, spesso stupida, rozza e volgare, pronta anche a vendere i propri cari per denaro. Si tratta di un dilemma interiore di non facile soluzione. Cosa bisogna fare? Chiudere entrambi gli occhi e disinteressarsi a ciò che ci circonda? No, non credo. Non penso che funzioni del tutto; certo, può evitare di trinciare giudizi affrettati e negativi.

Gnomen 9 – Forse le parole di Gesù possono venirci in aiuto. Egli non disse: "Considera i tuoi nemici come fossero degli amici". No, egli parla di nemici. Tuttavia, anche se sono nemici, prova ad amarli invece di odiarli; non che tu debba ignorare o non vedere i loro difetti. Essi sono, comunque, come tutti gli altri, persone fallibili che cadono nell'errore. Tuttavia, dice Gesù, prega per loro affinché possano correggersi. Come detto, Gesù non stava parlando di Halachà. In realtà, stava insegnando una strategia saggia e potente per eliminare da sé i pensieri e i sentimenti negativi perché sono loro che offuscano la mente e oscurano il cuore e non consentono l'armonia interiore necessaria per servire Ha-Shem, con cuore buono e mente lucida.

Gnomen 10 – Così l'abbiamo ricevuta come la decima virtù di Ester "la pazienza interiore per studiare le strategie dell'armonia interna e desiderare l'armonia per tutte le persone". La questione è complicata, considerando ciò che è odioso e mantenendo il cuore pulito senza sentimenti di odio o di vendetta. Gesù insegnò una strategia per obbedire al comandamento "non mantenere atteggiamenti negativi e vendicativi".

Gnomen 11 – L'invidia è un pessimo consigliere, peggiore ancora dell'odio e della vendetta, tanto più perché non mostra mai il suo volto. Una persona sa di avere dei sentimenti negativi o vendicativi verso qualcun altro, ma accade spesso che dietro al suo odio cova l'invidia per il denaro o la casa o la moglie o la macchina, o la posizione o la forza fisica altrui. Il fatto è che, in generale, una persona non ammette di essere invidiosa perché tutti sanno che si tratta di un sentimento degradante e difettoso di debolezza personale.

Gnomen 12 – Perciò se qualcuno ha sentimenti di odio, di ostilità e di rancore, è bene che faccia un esame di coscienza per vedere se provengano dall'invidia, che, in ogni caso, è un catalizzatore di ogni tipo di pensiero negativo verso le persone e le cose altrui.

 

 

Tavola dello Studio

 

Gnomen 1 – sogno 514 - Rosa Ferri ha sognato (08.03.1989 - Milano) che prima di leggere qualsiasi testo sacro è necessario lavarsi le mani.

Questa è una nuova regola che riguarda i testi della Torah e Tanach e del Sefer Mishnat Haim.

Prima di leggere un testo del Tanach laviamo le mani e recitiamo: Benedetto è il Signore, nostro Dio, che ha comandato ai figli d'Israele di leggere e studiare la Santa Torà.

Prima di leggere un testo del Sefer Mishnat Haim laviamo le mani e recitiamo: Benedetto è ADONAI ELOHENU che ci ha santificati nella Nuova Santità della Redenzione Finale nella lettura e nello studio degli scritti di Sefer Mishnat Haim.

Gnomen 2 – sogno 626 - Daniele sognò (02.01.1990 - Milano) di essere seduto ad un tavolo con una signora. Entrambi leggevano un testo che poi confrontavano fra di loro. Daniele spiegava qualcosa dal suo testo e lo stesso faceva la signora. Poi apparve Peretz che parlò attraverso Daniele, dicendo: "Per finire un dibattito o una lezione o uno studio con una conclusione finale, bisogna annullare se stesso e ripartire dall'inizio e studiare insieme, eliminando ogni forma di pre-conoscenza. Così facendo si arriva ad una conclusione precisa per comprendere gli errori del passato". Poi Peretz di nuovo attraverso Daniele fece notare alla signora che sopra ad un ramo c'era qualcosa di piccolo che a prima vista sembrava insignificante. Daniele spiegò alla donna che per capire l'importanza di quella "cosa" era necessario che ci si mettesse a un livello inferiore sotto di essa. Solo in questo modo si sarebbe potuta capire meglio la grandezza del Creatore perché per ogni cosa creata c'è uno scopo preciso. Allo stesso modo, anche le persone che si annullano e si posizionano sotto l'altro sono in grado di giungere a una conclusione su qualsiasi argomento [9].

Gnomen 3 - Questa è una nuova Mishnà che va assimilata dato che tratta una modalità di studio e contiene l'idea dell'annullamento delle pregiudiziali necessario per arrivare alla vera comprensione di un argomento. In altre parole, se uno studia mentre è attaccato ai suoi preconcetti non sarà in grado di capire a fondo il tema trattato. Bisogna studiare con un'attitudine del tutto acritica, come quella di un vero giudice, che affronta ogni causa come se fosse la prima volta. Il concetto si trova anche nella Tradizione dei Saggi per cui bisogna studiare ogni questione della Torà o della Tradizione come se la si affrontasse per la prima volta, anche dopo averla già trattata centinaia di volte.

Gnomen 4 – sogno 376. Paolo sognò (13.10.1988 - Milano) di vedere Peretz che interrogava degli allievi sul Nuovo Messaggio. Costoro lo ascoltavano ma non erano concentrati. Peretz disse loro: "Dovete prestare più attenzione perché il Maestro è qui e sta ascoltando. Vuole sapere quello che avete imparato fino ad ora del Nuovo Messaggio".

Gnomen 5 - Questo sogno è importante e tratta l'attitudine di studio verso i Testi della Gheulà Shlemà. E' un Nuovo Messaggio in cui il Goel Haim è personalmente interessato a vedere ciò che viene studiato e assimilato dai suoi allievi. Questa è una grande novità della Redenzione Finale. Lo Tzadik Haim, scelto come Goel nel Regno dei Cieli, ha il potere di conoscere le questioni della Gheulà Shlemà e la conoscenza del Nuovo Messaggio è una questione molto importante, specialmente in questi primi tempi in cui il mondo la ignora del tutto. Questo sogno viene a sottolineare il fatto che il Goel Haim non solo sa cosa viene studiato e cosa viene compreso, ma è anche presente. Bisogna dunque fare attenzione al modo con cui si studia, avendo la giusta concentrazione, l'abbigliamento adeguato e il giusto linguaggio.

Gnomen 6 – sogno 470 - Paolo sognò (24.01.1989 - Milano) di aver visto una "illuminazione sacra" scendere nella stanza. Ciò destava una grande gioia negli allievi del Maestro Haim perché rappresentava un'elevazione del loro livello.

Gnomen 7 – sogno 722 - Giuseppe sognò (24.11.1990 - Milano) che Peretz diceva: “Il Maestro Haim mi insegnava le sue lezioni con semplicità”. Peretz poi consegnò un ramoscello a Giuseppe.

Gnomen 8 – Il modo con cui insegnava lo Tzadik Haim era 'semplice'. Il suo linguaggio e il suo modo di esprimersi non erano quelli di un docente universitario o di uno studioso talmudico (sebbene conoscesse a memoria l'intera tradizione della Torà e del Talmud). Ogni concetto che insegnava era espresso con parole semplici e chiare, senza manierismi sofisticati o frasi complicate. Solo a volte aggiungeva: "L'argomento è profondo".

Gnomen 9 – Il lavoro dello Tzadik Haim non era quello di un semplice insegnante di Torà. Egli era un Uomo Nascosto dell'Ascesa, diverso da ciò che è considerato un grande Talmid Hacham, come il Gaon di Vilna, o il Malbim o altri grandi Talmudisti e Rabbini di Halachà. Il lavoro dello Tzadik Haim era un altro, ignorato dalla comunità in cui viveva. La sua attività era inconoscibile e riguardava i mondi superiori e il lavoro segreto per il Santo Benedetto. Egli era costantemente coinvolto nel suo lavoro nascosto, giorno e notte, e non dormiva più di due ore al giorno. Possedeva anche il segreto (come gli altri Tzadikim Nistarim) del 'kfitzat ha-derech', da un momento all'altro poteva andare da Milano a Roma o in qualsiasi altra parte del mondo in base a ciò che era necessario per il lavoro da fare. Viveva in mondi superiori e nessuno poteva capire il suo livello in questo mondo. Non è dato avvicinarsi a tale conoscenza di vita nascosta e segreta del vero Tzadik Nascosto e Sofferente, quanto di più Capo dei 36 Tzadikim Nistarim, e a maggior ragione Tzadik destinato ad essere scelto come Terzo Goel della Storia della Gheulà Shlemà per Israele e per le nazioni.

 

 

Tavola dell'alimentazione. I cibi da mangiare

 

Gnomen 1 – "Siamo tutti della stessa carne "

E' importante che le nazioni comprendano la santificazione della tavola di Israele. E' vero, le nazioni non sono comandate ad osservare le norme alimentari della Torà date ad Israele, ma chi abbraccerà la Nuova Legge della Redenzione Finale cercherà di purificare ogni aspetto della sua vita. La tavola è l'Altare su cui il proprio sangue è purificato e santificato mentre la Nuova Legge si basa sul grande principio del Maestro Haim "Siamo tutti della stessa carne". La buona salute riguarda tutti e la santificazione della tavola di Israele vale anche per le nazioni.

Gnomen 2 - Lavare le verdure a foglia

Pertanto molte leggi alimentari comandate agli ebrei (sia dalla Torà o dalla successiva Halachà rabbinica), possono fare da guida a tutti. Prendiamo ad esempio la semplice norma che impone di lavare ogni singola foglia di verdura prima di mangiarla. Non facendolo, vermi o insetti poco visibili potrebbero essere ingeriti causando danni alla flora intestinale; questa pratica igienica, stabilita dai rabbini, viene per salvaguardare la salute. Eppure secoli di cattive abitudini alimentari hanno ignorato una precauzione così fondamentale. Gli ebrei sono fortunati, perché hanno un corpus di leggi alimentari da osservare; e chi fra le nazioni del mondo apre gli occhi può beneficiare di tali consigli razionali e salutari.

Gnomen 3 - Vegetarianismo

La Torà non è fautrice di diete vegetariane o vegane che la maggior parte degli ebrei non pratica perché il Signore, nostro Dio, ha permesso di cibarsi di carne, per la salute, per la forza fisica e anche per il piacere della tavola[10]. Tuttavia la Mishnà avverte[11] che un eccesso di carne aumenta il rischio di malattie dell'apparato digestivo. Il Maestro Haim diceva che con l'andare del tempo un'alimentazione priva di carni mette in pericolo la salute del cuore che ne risulta indebolito. Anche in questo caso, bisogna adottare l'aurea via del mezzo.

Gnomen 4 – Animali puri e impuri

Anche se la carne è consentita, gli animali puri e impuri furono già distinti da Noè quando li raccolse all'interno dell'Arca, prendendo sette coppie di quelli puri e un paio di quelli impuri. Alcune distinzioni erano conosciute nella tradizione orale pre-noachide ed erano certamente note ad Abramo e ai suoi discendenti. Più tardi sul Sinai la Torà rivelò il principio riguardante i due contrassegni, lo zoccolo fesso e il rumine, che sono richiesti per definire se un animale può essere mangiato o meno. Ovviamente i tipi di animali commestibili, come bovini, ovini, caprini, cervidi, sono di gran lunga inferiori a quelli proibiti, come cammelli, conigli, suini, equini, felini e primati.

I gusti della Vita: Lo Tzadik Haim spiegava che gli animali impuri trasmettono a chi li mangia le loro impurità. Ciò riguarda un'impurità che è inerente alla natura dell'animale. Ad esempio, il coniglio è un animale estremamente impuro perché il maschio si accoppia e coabita con la femmina specialmente nel suo periodo mestruale. Ciò spiega anche il motivo della loro prolificità. Il Maestro spiegava che chi mangia carne di coniglio con frequenza emana un cattivo odore corporeo, che non si dissolve con i deodoranti o con medicinali. La persona che ha tale problema soffre molto e il fetore persiste perché proviene dall'impurità del sangue e non dalla sudorazione. La cosa peggiore è chi ne è affetto vive isolato perché viene respinto dalla comunità in cui vive.

Parimenti l'impurità di alcuni animali trasmette pensieri e sentimenti impuri. Il consumo frequente di carne equina, ad esempio, causa un persistente desiderio sessuale. I cavalli maschi, infatti, non possono dormire senza copulazione se sentono vicina la presenza di una femmina e sono estremamente "caldi" e nervosi finché non hanno copulato. Il sangue di una persona che mangia regolarmente carne di cavallo assorbirà tale attributo della natura equina. La carne di cavallo è però indicata per chi è anemico o manca di appetito sessuale.

La carne suina è impura per gli ebrei, e così anche per l'Islam che proibisce persino di toccare un maiale vivo, mentre è un piatto principe e di grande consumo fra le nazioni cristiane. La principale impurità del maiale risiede nella sua natura onnivora, che predilige cibi sozzi e impuri, persino il sangue mestruale. Non come i bovini o gli ovini che si cibano di sola erba! La carne suina trasmette a chi la mangia una natura che non sa distinguere fra puro e impuro. E' indubbio che le abitudini alimentari degli animali si riflettono anche sulle abitudini comportamentali delle persone che si cibano delle loro carni.

Un piatto di carne di Asino "KOSHER": Alcuni dei Saggi, di benedetta memoria, hanno detto che la carne di maiale in futuro tornerà ad essere ritualmente casher. Non a caso, il maiale in ebraico si chiama HAZIR che ha la stessa radice HZR del verbo "tornare". Secondo le indicazioni da noi ricevute nei sogni, durante questa terribile Quarta Generazione ci sarà purtroppo carestia e scarsità di cibo, Dio ci salvi, e il mangiare carne di maiale potrà diventare una necessità per sopravvivere. Il sogno avuto viene ad insegnare senza mezzi termini che ebrei o musulmani che potrebbero trovarsi in una situazione di inedia non dovrebbero avere scrupoli a commettere il peccato di mangiare carne suina. Al contrario, è saggio farlo per poter sopravvivere, soprattutto nella Quarta Generazione che non è simile a nessun altra generazione.

Gnomen 5 – Proibizione del sangue

La Torà proibisce di alimentarsi di sangue animale ma il divieto esisteva già nei Sette Comandamenti dei figli di Noè, come lo abbiamo ricevuto per il Nuovo Patto. Il Quarto Comandamento recita, infatti: Non uccidere e non bere il sangue di ogni essere vivente e abbi pietà di tuo fratello e del tuo animale.

I Gusti della Vita: Il Maestro Haim insegnava che la ragione principale di tale divieto va ricercata nel NEFESH, l'entità vitale presente nel sangue, che caratterizza la natura dell'animale e il Santo Benedetto Egli sia ha severamente proibito il sangue per evitare di ereditarla. La Halachà ebraica ha stabilito chiare e dettagliate norme per lavare e salare la carne degli animali macellati. Anche le severe regole della macellazione hanno lo scopo di travasare all'istante il sangue dell'animale macellato prima che abbia il tempo di coagulare. Se l'animale venisse macellato e il sangue rimanesse al suo interno (per esempio, per 30 secondi), bisognerebbe fare un'ulteriore recisione, dato che il sangue si coagulerebbe. Per evitare che ciò avvenga, è essenziale fare uscire tutto il sangue immediatamente. A tale scopo la legge ebraica tratta in dettaglio le modalità della macellazione, come il luogo adatto, l'affilatura della lama del coltello e l'operazione precisa della recisione della carotide dell'animale.

sogno 426 - Deborah sognò (10.10.1988 - Milano) di spiegare a suo padre l'unione di anima e corpo. Gli diceva: "Questa è un'indicazione che Dio ha dato all'uomo. Quando Dio disse ad Adamo che lo aveva creato con sangue e corpo, gli spiegò anche che il sangue conteneva l'anima della creatura. Perciò nel sangue risiede la vita della persona mentre il corpo è il contenitore dell'anima". Suo padre non sembrava capire. Dopo Deborah spiegò delle cose sulla creazione e il fatto che Dio è Uno. Nella sua visione vide poi un luogo mai visto prima; il sole aveva una luce estremamente calda e intensa e illuminava e riscaldava le montagne e il suolo in un modo molto particolare. All'improvviso, dal cielo, Dio parlò ad Adamo e disse che la vita di una persona era nel suo sangue, perché l'uomo è l'unione di anima e corpo e nel sangue l'anima è contenuta. La voce che parlava riecheggiava in tutta la valle con forti esplosioni.

Gnomen 6 - Nelle Tavole di Noè, come le abbiamo ricevute, troviamo quattro comandamenti: il divieto di omicidio colposo, il divieto di cibarsi di sangue animale, il comandamento di avere pietà delle persone e il comandamento di avere pietà degli animali domestici. Ciò che li accomuna è la misericordia. Questo è ovvio per il primo, il terzo e il quarto, ma quale rapporto c'è fra la pietà e il non cibarsi di sangue? In realtà, tale divieto include il permesso di mangiare la carne degli animali. Perciò il comandamento insegna: sebbene l'omicidio colposo sia proibito e anche se ci viene comandato di avere pietà di persone e animali, non pensare che uccidere un animale commestibile sia proibito per motivi di misericordia. Ma se l'uccisione dell'animale non è un atto privo di pietà, perché è incluso qui? Ciò per insegnare che l'uccisione dell'animale deve essere eseguita in modo pietoso, in un modo così perfetto da evitare all'animale inutile dolore. Anche il coltello usato per la macellazione non deve essere mostrato all'animale che, essendo sensibile, capisce che cosa lo aspetta.

I Gusti della Vita: Il Goel finale, Haim era uno Shohet estremamente esperto, come ho riferito altrove. Egli, nei suoi 27 anni al Cairo, fu a capo dei macellatori rituali (shohatim) della comunità ebraica e insegnò e abilitò circa una settantina di loro. Ho avuto il grande privilegio di assistere alla macellazione eseguita dallo Tzadik molte volte, e sono stato abilitato dal Maestro a macellare polli e ovini. Il Maestro Haim faceva molta attenzione a nascondere il coltello alla vista dell'animale. La notte prima della macellazione, il Maestro spesso passava diverse ore ad affilare la lama del suo coltello (sakkin). Lo Tzadik spiegava a più riprese quanto fosse importante evitare ogni forma di crudeltà verso l'animale. In generale, il Goel amava gli animali ed era molto sensibile alla loro natura. Va ricordato che lo Tzadik fin dall'età di 7 anni pasturava nello Yemen le greggi del padre Moshe, che allevava e vendeva anche cavalli. Cammelli, galline, cani, anatre, piccioni e altri animali facevano parte dell'ambiente rurale in cui crebbe.

Gnomen 7 - La macellazione nel Nuovo Patto della Redenzione Finale si rinnova con una Scuola di Macellazione da stabilire per la Casa della Redenzione Finale dove vengono applicate le leggi per la macellazione, la precisa affilatura del coltello, le norme igieniche prima e dopo la macellazione. La maggior parte di queste leggi si basa sull'Halachà.

La Macellazione può essere fatta da ebrei dagli Altari di Giuda e di Efraim, una volta ricevuto il permesso scritto dalla Scuola della Macellazione. Le regole per la shechita sono le stesse; perciò non c'è differenza fra gli Altari di Giuda e di Efraim in questo.

I Musulmani hanno la loro macellazione come sempre e possono mangiare la carne macelata da ebrei di Giuda o Efraim.

Gnomen 8 - Chi desidera seguire la vera tradizione yemenita di non considerare la carne di pollo come carne da tenere separata dai latticini può farlo in virtù della tradizione del Goel Finale. La macellazione del pollo, tuttavia, segue le stesse leggi della carne dei bovini o degli ovini; va bene ricordare che la carne di manzo va separata dai latticini secondo il comandamento della Torà (mi-deoraita) mentre quella di pollame è stata associata alla proibizione dai rabbini (mi-derabbanan).

Gusti di Vita: Lo Tzadik Haim spiegava che la tradizione yemenita riguardante la carne di pollame è più precisa di quella rabbinica perché in realtà il pollo non appartiene alla stessa categoria dei bovini o degli ovini, che vennerop generati durante la Creazione. I saggi yemeniti, spiegava il Maestro, conoscevano il segreto dell'origine del pollo e cioè che era stato generato nei bacini di acqua poco profonda, per cui la sua carne è di un'altra categoria.

Gnomen 9 – Pesci proibiti e permessi

Il principio della legge riguardante i pesci commestibili rispetto alle miriadi di specie marine proibite, come nel caso degli animali, è indicato dalla Torà mediante due contrassegni che devono essere presenti e cioè le pinne e le squame. I crostacei e i frutti di mare, che hanno la funzione di pulire il mare, sono estremamente pericolosi per la salute umana.

Lo sterco dell'Asino: Sicuramente non vorresti mangiare il letame dell'asino o di qualcun altro animale, né ti diletteresti a cenare fra le mosche che vi hanno sguazzato allegramente. Ricorda poi che il pesce non può seppellire i suoi escrementi sotto il fondo del mare. Se non grazie all'attività fagocitaria di molti spazzini del mare, i pesci sarebbero morti già da tempo nelle acque da loro stessi inquinate. Per cui, abbi l'avvertenza di distinguere fra pesce pulito o pulitore.

Gusti di Vita: Il Maestro Haim spiegava spesso che, in generale, i pesci e i frutti di mare vietati dalla Torà hanno un denominatore comune riguardo agli effetti della loro impurità e cioè la crudeltà. O sono manifestamente crudeli come il pesce spada oppure la loro natura adotta strategie crudeli. In ogni caso, l'effetto sulle persone che sono abituate a mangiarli è l'assorbimento di una natura violenta e crudele. Lo Tzadik Haim così si esprimeva: "Chi è abituato a mangiare questi tipi di pesce diventa crudele dentro. Per fare un esempio, invece di provare pietà per una persona ferita o malata, costui prova piacere nel vederla soffrire. Questo è ovviamente solo un esempio tra le tante manifestazioni di crudeltà".

Gnomen 10 – L'Asino ben Yosef: I Cristiani che vorrebbero sapere perché la loro religione abolì tutti i divieti alimentari della Torà dovrebbero prima leggere gli Atti degli Apostoli, capitolo 10. Allora si chiederanno: "Ma è vero?" La risposta è: "Sì, quello che è successo è vero". Nel 1984, mi recai con Davide Levi a Giaffa e salimmo sul tetto della casa dove Pietro ebbe la famosa visione e anch'io ebbi delle visioni da Asino. Poi ci lavammo i piedi in una sorgente naturale, che dicono abbia virtù terapeutiche. La risposta all'interrogativo di prima è che in quel momento storico, se i Segni Cristiani non avessero abolito i divieti alimentari della Torà, la nuova fede non avrebbe fatto presa sulle nazioni; sarebbe stato troppo chiedere loro di rinunciare alle proprie abitudini alimentari. Era quindi una strategia necessaria per la diffusione del Cristianesimo. L'aspetto negativo di quella presa di posizione estrema fu che il Cristianesimo dovette fare a meno delle salutari norme igieniche della sacra Torà.

Gnomen 11 - GID HA-NASHE – (il nervo ischiatico)

La biblica proibizione di cibarsi del GID HA-NASHE si rinnova ovviamente per gli Altari di Giuda e di Efraim. Questo divieto è menzionato nella Torà e ricorda la lotta di Giacobbe con l'angelo ministro di Esaù. Giacobbe, nostro padre, ne uscì vittorioso, ma rimase zoppicante per un po' di tempo perché l'angelo lo aveva colpito all'anca, facendogli infiammare il nervo sciatico. La Torà spiega: "perciò i figli di Israele non mangiano il nervo ischiatico fino ad oggi" (ibid. 32, 33).

Gnomen 12 - Dal racconto della Torà sembra che il divieto sia in diretto rapporto con quella vittoria estremamente significativa di Israele sulle nazioni di Esaù, dato che le azioni dei Patriarchi sono segni per i figli di Israele. La Torà ci rivela il motivo originale del divieto, ma ciò non esclude alcunché dai proverbiali 70 aspetti di interpretazione della Torà. Uno di essi, essendo riferito al cibo, ha a che fare con la salute, poiché tutto ciò che è comandato nella Torah, a prescindere dall'implicazione dei tanti livelli di santità, è in sintonia con la natura, per cui la sua osservanza implica anche un beneficio fisico.

I Gusti della Vita: Il Maestro Haim spiegava: "Il fatto è che la sciatica, che provoca fitti dolori fino a che non viene guarita, non esisteva nel mondo prima di colpire Giacobbe, nostro padre, circa 4000 anni fa. Da allora l'umanità ha subito un certo indebolimento e il consumo del nervo ischiatico degli animali è all'origine di tale dolorosa patologia. Per cui, per ragioni di salute, è meglio evitare di mangiare il nervo sciatico e il grasso che lo circonda. Così è spiegato nella tradizione yemenita".

Gnomen 13 – La rimozione del nervo ischiatico deve essere studiata e praticata in accordo con i principi generali della Halachà adattati alla Nuova Legge della Redenzione Finale. Gli eventuali macellai delle eventuali macellerie della Casa della Redenzione Finale dovranno essere abilitati a rimuovere il GID HA-NASHE.

Gnomen 14 – La separazione fra carne e latticini

Il divieto di mangiare insieme latticini e carne origina dal precetto biblico che proibisce di cuocere il capretto nel latte di sua madre, un divieto ripetuto tre volte (Esodo 23, 19) (Esodo 34, 26) (Deut. 14, 21) e quindi esteso dai Saggi, di benedetta menzione, per includere le norme di separazione fra latticini e carne. La ragione principale di questa proibizione non sembra riguardare questioni di salute o di igiene. La Torà ci rivela qui un aspetto superiore della legge, cioè la compassione che bisogna avere nei confronti degli animali, dotati di sensibilità per i loro piccoli.

Gnomen 15 – Anche qui il divieto è stato preso come un cliché per altre categorie di precauzioni igieniche e di norme dietetiche che sono fondamentalmente salutari per la purificazione del sangue e di conseguenza per lo stato generale di salute della persona. Generalmente, nell'Ebraismo halachico tali norme non sono definite dai Saggi in termini di igiene o salute, ma piuttosto in termini di ciò che è permesso o proibito. Questa è una prerogativa della Santa Tradizione che determina le regole in base ai comandamenti. Tuttavia, come affermato sopra, ci sono 70 aspetti per interpretare la Torà e una di queste è di associare il precetto al beneficio fisico che si ottiene osservandolo.

I Gusti della Vita: Lo Tzadik Haim spesso spiegava che i prodotti a base di latte mescolati con la carne o consumati insieme nuocciono al fegato. Se, tuttavia, il prodotto caseario viene mangiato per primo, esso si assimila rapidamente e non causa alcun danno, anche se la carne viene consumata qualche minuto dopo. Basta bere qualcosa e magari mangiare un pezzetto di pane per fare la separazione. Per quanto riguarda il tempo di attesa tra carne e latte, è meglio aspettare circa tre ore, in modo che la digestione della carne si sia conclusa. Alcuni aspettano sei ore e altri aspettano un'ora ma la via di mezzo è la migliore.

sogno 835 – Daniele sognò (Dicembre 1992 - Milano) che un suo figlio gli chiedeva carne di maiale. Daniele gli rispose che non gli avrebbe dato del maiale perché i grassi di quella carne rendono il sangue meno scorrevole, per cui il cuore per far circolare il sangue è costretto ad accelerare il battito e questo con l'andare del tempo può indebolire il cuore e causare un infarto.

Gnomen 16 - Le famiglie ebraiche tradizionali, in generale, tengono due distinti servizi di piatti, posate e utensili da cucina, uno per i latticini e uno per la carne (oltre a due altre serie di piatti, bicchieri e posate per Pesah).

Alcune note di "Hilchot maachalot asurot" (norme sugli alimenti proibiti) del Mishnè Torà:

Perek 1 - Halachà 1: è un comandamento positivo conoscere i segni che distinguono il puro e l'impuro fra gli animali, i pesci e le cavallette, per sapere quale di essi è commestibile e quale no, secondo il precetto: "E tu separerai tra l'animale puro e impuro e tra l'uccello puro e impuro" e anche "e separarei tra l'impuro e il puro per conoscere l'animale che può essere mangiato e quello che non può essere mangiato".

Halachà 2 - ogni animale ruminante, privo di dentatura superiore, tranne il cammello, e ogni animale che ha gli zoccoli fessi e rumina, tranne il maiale.

Halachà 4 e 5 - Il principio di ciò che nasce dal puro è puro e ciò che nasce dall'impuro è impuro - quindi un animale dall'aspetto impuro senza zoccoli fessi nato da un animale puro, se era presente alla nascita, può essere mangiato ecc. anche un pesce puro trovato nello stomaco di un pesce impuro può essere mangiato, perché è stato ingoiato intero –

Halachà 8 - Ci sono solo dieci tipi di animali che sono puri; questi sono i dieci tipi menzionati nella Torà: 3 per gli animali domestici e 7 per gli animali selvaggi; 3 sono i bovini, i caprini e gli ovini; 7 sono i montoni, le gazzelle, i caprioli, le capre selvatiche, le antilopi, le pecore di montagna o le capre selvatiche (ho preso i nomi dal lessico di Oxford dell'Antico Testamento). Questi tipi sono tutti ruminanti e hanno gli zoccoli fessi, per cui sono commestibili.

Halachà 9 - La differenza: negli animali selvatici il loro helev (la parte grassa) è permessa mentre il sangue (di macellazione) deve essere coperto, mentre negli animali domestici il loro helev è proibito e passibile di karet (morte) e il loro sangue non ha bisogno di copertura -

Halachà 13 - Un tipo impuro (di animale) non deve accoppiarsi con uno puro.

Halachà 14 - Esistono 24 tipi di uccelli impuri menzionati nella Torah; tutti gli altri volatili sono puri (queste sono categorie di uccelli che non è dato determinare con precisione; per lo più si tratta di conoscenze tramandate per via orale). Tuttavia, ci sono alcune categorie di volatili note che non sono commestibili: l'aquila, il gipeto, il nibbio, il falco, il falcone, il corvo, lo struzzo, il gabbiano, il gufo, il cormorano, il pellicano, la cicogna, l'avvoltoio, l'upupa, il pipistrello, la gallinella d'acqua. –

Perek 2, Halachà 5 – La Torà proibisce di cibarsi di insetti alati come mosche, api, zanzare, secondo quanto è scritto "tutti gli insetti che volano sono abominevoli per te, non devono essere mangiati".

Halachà 6 - Tutte le creature striscianti della terra come serpenti, scorpioni, millepiedi ecc. sono proibite dalla Torà, secondo quanto è scritto: "Tutti gli esseri che strisciano sulla terra sono abominevoli per te, non li dovrai mangiare".

Halachà 12 - Le creature del mare che sono proibite dalla Torà, secondo quanto è scritto: "non renderti abominevole con tutte le creature che strisciano, non diventare impuro con loro" – questo riguarda tutti gli animali del mare, sia grandi che piccoli che non hanno la forma del pesce.

Halacha 13 – "Non renderti impuro con tutto ciò che striscia sulla terra", qui la parola ROMESS indica le creature che strisciano e sono impure perché generate da carcasse putrefatte o da rifiuti.

Perek 3 - Halachà 1 – Per ciò che riguarda gli animali che non sono commestibili per la Torà, è ugualmente vietato cibarsi di ciò che ne deriva, come il latte di un animale impuro o le uova di un uccello impuro o di un pesce impuro, secondo quanto è scritto "la figlia dello struzzo" – dove per 'figlia' si intende il suo uovo - Da qui si deduce: tutto ciò che è proibito come uno struzzo e tutto ciò che ne deriva da esso.

Halachà 2 - Anche se la carne umana è proibita, il latte di una donna è permesso. E', tuttavia, considerata cosa riprovevole per un adulto bere il latte direttamente dal seno di una donna; lo si può, tuttavia, bere dopo averlo spremuto in un recipiente.

Halachà 9 - Se si trova del sangue nell'albume di un uovo, il bianco va gettato via mentre il giallo può essere mangiato; ma se il sangue si trova nel giallo di un uovo, l'intero uovo non è commestibile.

Perek 4 - Halachà 1 – E' proibito mangiare gli animali domestici o selvatici mortio i volatilii che non siano stati macellati ad hoc.

Perek 5 - Halachà 1 – E' noto nella tradizione orale che ciò che il verso della Torà: "Non cibarti dell'anima con la carne" intende proibire la carne tagliata da un animale vivo. E a Noè fu detto: "ma della carne nella sua anima non mangerete del suo sangue" che è il divieto di mangiare un membro vivo.

Perek 6 - Halachà 10 – La carne viene pulita dal suo sangue tramite salatura e lavaggio.

 

sogno 71 - Stella ha sognato (28.09.1985 - Milano) uno spiedo di solito usato per arrostire i maiali che aveva infilzato un tacchino macellato grosso come un vitello da cui grondava molto sangue. Sotto di questo, agganciato a un grosso uncino da macelleria c'era un cammello sofferente. Giordano impugnava un grosso coltello pronto a macellarlo. Una persona, mossa da pietà, chiese a Giordano di lasciare libero l'animale. Giordano rispose che la macellazione era necessaria e che il Maestro Haim stesso l'aveva ordinato perché  era un sacrificio salvifico.

Gnomen 17 - Per la Nuova Legge della Redenzione Finale la carne va lavata bene e ammollata per mezz'ora. Poi la si toglie dall'acqua e si aspetta qualche minuto per liberarla dall'acqua in eccesso, altrimenti annulla l'effetto del sale. La si mette su un arnese a scolo in modo che il sangue sia libero di gocciolare. Quindi si sala l'intero pezzo di carne (o, se la carne è stata tagliata a pezzi più piccoli, ogni singolo pezzo) con sale grosso (il sale fine viene assorbito nella carne e ha quindi molto meno potere per estrarre il sangue). La salatura non deve essere in eccesso, è sufficiente un unico strato di sale. Dopo mezz'ora la carne va lavata molto bene con acqua corrente per almeno 15 minuti.

Consiglio dell'Asino: è conveniente, se si ha la possibilità, di salare pezzi di grande e non di piccolo taglio. La salatura di piccoli pezzi non pulisce solo la carne dal suo sangue, ma ne diminuisce le proteine. Quindi diciamo che è meglio non lasciare la carne sotto sale per più di mezz'ora. In ogni caso, che si tratti di pezzi grandi o piccoli, il lavaggio dopo la salatura è essenziale per la pulizia del sale che si attacca alla carne.

Gnomen 18 - Il fegato ha bisogno del fuoco per essere pulito dal suo sangue e il processo di lavaggio, salatura e sciacquaggio non è sufficiente. E' meglio mettere un po' di sale grosso sul fegato e tenerlo sul fuoco, ruotandolo, fino a quando il sangue smette di gocciolare. Dopo di ciò può essere cucinato in qualsiasi modo. La purificazione col fuoco è maggiore di quella col sale

Gnomen 19 - sogno 739 - Giuseppe sognò (09.08.1991 - Sombrero) di essere seduto a tavola e mangiare carne. Una donna portava del formaggio a tavola. Vedendo questo, Giuseppe disse alla donna che non era corretto perché bisognava avere pietà degli animali[12]. Giuseppe avvolse poi il formaggio in un foglio di alluminio e lo portò via dalla tavola.



[1]. Scrivo questo il 24 di Sivan 5758 (1998). Oggi ricorre l'anniversario della sepoltura dello Tzadik Haim,avvenuta nel 5742 (1982) a Milano.

[2]. Lo Tzadik non mi permetteva di camminare dietro a lui; il più delle volte mi teneva alla sua destra quando camminavamo insieme, specialmente fuori, alla presenza di altre persone intorno.

[3] Ciò si addice ad una norma del derech eretz spiegatami dal Maestro: quando il Rav, il Maestro di Torà, entra nella casa di studio (dove si è intrattenuto per rispondere alle domande degli allievi), non è buona usanza avvicinarsigli subito per domandargli qualcosa. Per prima cosa, bisogna lasciarlo sedere e aspettare che si sia accomodato per bene. Quindi l'allievo può avvicinarsi in silenzio e con fare rispettoso attendere davanti a lui fino a che il Rav lo autorizzi a parlare.

[4] Lo Tzadik Haim mi spiegò a distanza di anni perché mi chiedeva sempre cosa avessi mangiato. Ogni volta che dicevo il nome del cibo mangiato, lo Tzadik, nel segreto della santità superiore, purificava quel cibo in me. E mi spiegò anche che l'importanza principale di quella purificazione era eliminare ciò che poteva essere "innaturale", dato il modo con cui il cibo viene trattato ed elaborato ai nostri tempi; in passato, non sarebbe stato necessario.

[5] Un'altra ragione fondamentale è che il vero Rav ha la Torà in sé e la Legge di Dio procede con lui; il derech eretz per la Torà precede quello per i genitori perché se un genitore dice a suo figlio di trasgredire una legge della Torà, questi ha l'obbligo di obbedire alla Torà. Per lo stesso motivo, ci sono quattro comandamenti prima del quinto "onora tuo padre e tua madre", per insegnare che l'onore a Dio viene prima; se i tuoi genitori ti dicono di fare qualcosa contro i comandamenti di Dio, non sei tenuto ad obbedire; devi, tuttavia onorarli in ogni modo.

[6] Vedasi la formula presente nel Nuovo Rito del Nuovo Matrimonio: la sposa dice "Tu - - sei la mia vita" e lo sposo: "e tu - - sei la mia buona fortuna" che è basata su un Segno che si trova dapprima nel Sesto Segno Completo della Resurrezione.

[7] Non che la Tradizione Orale di Israele perda alcuna consistenza. Per il bene della Terza Redenzione Finale, la Tradizione Orale di Israele necessita di un Nuovo Equilibrio affinché tutti possano parteciparvi, tramite la Nuova Casa di Preghiera, il Nuovo Rito e la Nuova Legge. Questo Nuovo Equilibrio deve essere stabilito e radicarsi nei primi 35 anni, prima del Grande e Terribile Giorno del Signore.

[8] Imita le mie qualità; come Io sono Giusto, così devi essere giusto, come Io sono Santo, così devi essere una nazione santa ecc

[9] Le frasi di questo sogno devono essere ulteriormente interpretate per essere chiarite - il messaggio, tuttavia, riguarda gli atteggiamenti appropriati dello studio in generale.

[10] Deut. 12: 15.

[11] Pirkei Avot: 2, 7.

[12]. Ciò si basa sul precetto della Torà "non cuocere l'agnello nel latte di sua madre"-