Autore: Peretz Green

Traduzione: Davide Levi

 

I Cinque Libri del Patto

 

Seconda Tavola – Giosuè

 

(Esodo 17-9) E Mosè disse a Giosuè: "scegli per noi alcuni uomini e va' a combattere Amalek; domani, io mi metterò sulla sommità della collina e terrò in mano il bastone del Signore".

Passo 1 – I Saggi, di benedetta memoria, spiegarono che Moshe Rabbenu manifestò la sua umiltà quando disse a Giosuè "scegli per noi" e non disse "scegli per me" o "scegli per te". Così facendo, mise il suo discepolo al suo stesso livello e gli conferì l'onore che gli spettava.

Passo 2 - Tale è la qualità dei veri Tzadikim, uomini di Ha-Shem, che se non si abbassano al livello dei loro allievi, questi ultimi non potranno recepire la forza necessaria per svolgere i loro compiti.

Passo 3 – Per quanto riguarda il verso "va' a combattere Amalek" i Saggi, di benedetta memoria, spiegarono (Mechilta su Esodo 17) che Mosè disse a Giosuè, "esci dalla tua nube e combatti Amalek",

Passo 4 – Si tratta di una nube speciale che stazionava su Giosuè, a parte quella generale che proteggeva l'intero accampamento di Israele.

Passo 5 – Questa sacra nube stazionava su ogni figlio di Israele, secondo le sue condizioni di santità e di pura fede, e più una persona si santificava, più la nuvola infondeva protezione e santità.

Passo 6 – E' pur vero che Giosuè avrebbe potuto combattere i suoi nemici avvalendosi della sola santità.

Passo 7 - Se è così, perché Mosè disse al suo discepolo "esci dalla tua nuvola e combatti Amalek?". Avrebbe dovuto dire: "Santificati e rafforzati sotto la tua nuvola e va' a combattere Amalek".

 Passo 8 – Eppure i Saggi avevano ragione; Mosè sapeva bene ciò che diceva "esci dalla tua nube sacra perché non puoi fare la guerra mentre hai sulla testa la corona di santità (kedushà). Se avessi potuto ti avrei detto 'sceglimi degli uomini' e con la corona della santità su di me avresti potuto sterminare Amalek. Il motivo è che ciò non è voluto ora perché non ci sono abbastanza meriti nel popolo".

Passo 9 – Per questo Mosè spiegò a Giosuè le nuove condizioni, cioè "per me ci sono nuove condizioni e per te ci sono nuove condizioni, quindi, scegli per noi uomini di valore conformemente alle nuove condizioni volute da Ha Shem".

Passo 10 – Ciò viene detto nella tradizione dei Saggi, di benedetta memoria. Consideriamo ora la figura di Yehoshua (Giosuè) alla luce della Redenzione Finale secondo la nuova e vera Kabalà.

Passo 11 – In essa il nome Yehoshua bin Nun rappresenta una delle Chiavi della Redenzione Finale e racchiude 3 aspetti: la salvezza (Yeshua), la costruzione (bin – ha la radice di binian, costruzione) e 50 Porte di comprensione (la lettera NUN ha il valore numerico di 50).

Passo 12 – In altri termini, stiamo parlando della Redenzione di Dio, della Casa di Preghiera e della Santa Torà che contiene tutte le Porte della comprensione.

Passo 13 – Mosè non rappresenta la Chiave della Redenzione sebbene non vi sia redenzione senza di lui. Il motivo è che Moshe Rabbenu, la pace sia su di lui, è il Goel. In relazione alle salvezze, sue sono le redenzioni. In relazione alla Casa di Preghiera, essa è nella sua Tenda e in relazione alle Porte della Comprensione egli è nella saggezza superiore di Dio.

Passo 14 - Mosè era legato all'elevata fede del Primo Comandamento che viene espresso con 9 parole collegate alla verità (rappresentate dal numero 9, che è il numero della verità). Tale era il livello di Mosè, magister noster.

Passo 15 – "Questo Mosè, dalle acque supreme lo presi e lo nominai il primo Goel di tutte le generazioni", parola dell'Eterno.

Passo 16 - Giosuè, d'altra parte, era legato al Secondo Comandamento di 50 parole, ciascuna delle quali rappresentava una Porta di Comprensione Completa.

Passo 17 – Il Secondo Comandamento è chiamato la Chiave della Redenzione poiché se non c'è la pura fede nell'Unità di Dio Onnipotente non c'è redenzione, poiché solo Dio Benedetto, è il Santo d'Israele e il suo Redentore.

 

Passo 18 – Il Primo Comandamento non è la Chiave della Redenzione ma piuttosto la Redenzione stessa che include tutto: (Esodo 20,2) 'Io sono il Signore, tuo Dio che ti fece uscire dalla terra d'Egitto dalla casa di schiavitù".

Passo 19 – Il presente testo (Le Cinque Tavole del Patto) tratta essenzialmente la ricezione della Kabalà di Yehoshua bin Nun che rappresenta la prima autorità della Mishnà di Yehoshua bin Nun, ossia la Tradizione Orale che Giosuè ricevette da Mosè e continuò fino ai Saggi della Mishnà e del Talmud. Nella Gheulà Shlemà, il Goel Haim detiene quella fonte originale di Yehoshua bin Nun che dà vita alle Nuove Mishnaot di Sefer Mishnat Haim.

Passo 20 - Pertanto la Kabalà (ricezione) di Yehoshua bin Nun è la chiave di tutte le Nuove Mishnaot[1] del Sefer Mishnat Haim.

Passo 21 – E' anche la Chiave della vera fede che distingue tra la vera Kabalà e la falsa Kabalà dello Zohar e di tutti gli scritti ad esso collegati.[2] Pertanto esiste un legame con il Secondo Comandamento da cui deriva tutta la comprensione della vera fede.

Passo 22 – E' possibile vedere le 50 parole del Secondo Comandamento in ebraico come 10 parole su ciascuno dei primi cinque Comandamenti, come le Cinque Tavole di questo Testo, nel modo seguente:

Prima Tavola: "Non avrai altri dèi al Mio cospetto"

Seconda Tavola: "non ti farai alcuna statua né immagine qualsiasi di tutto quanto esiste in cielo al di sopra o in terra al di sotto"

Terza Tavola: "o nelle acque al di sotto della terra. Non ti prostrare loro e non servirle: poiché Io"

Quarta Tavola: "il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce il peccato dei padri sui figli"

Quinta Tavola: "fino alla terza generazione e alla quarta generazione per coloro che Mi odiano e uso bontà fino alla millesima generazione per coloro che Mi amano e che osservano i Miei precetti".

Passo 23 - La prima Tavola: la Kabalà di Mosè, con la grande regola generale di "Non avrai altri dèi al Mio cospetto" - il resto è una spiegazione, a cominciare dal "non ti farai" ecc.

 Passo 24 – La Seconda Tavola: la Kabalà di Yehoshua bin Nun. Qui compare il nome EL KANA, poiché nelle guerre di Dio contro l'idolatria si chiama il nome di EL KANA e si combatte tramite la Sua forza. Le guerre riguardanti il peccato dei padri sui loro figli vengono per estirpare le radici del peccato tramesso dai padrei ai figli e ai nipoti.

 Passo 25 – La Terza Tavola: la Kabalà del Profeta Elia, "le acque al di sotto della terra, come l'azione di Zimri che osò dire a Mosè: Chi ti ha permesso la figlia di Itrò "? (Bavlì, Sanedrin 82); alludendo a coloro che servivano il Baal; in contrapposizione c'è il sacrificio di Elia sul Monte Carmelo e lo zelo per Dio (nel nome Anochì) che mostrò Pinhass.

Passo 26 – La Quarta Tavola: la Kabalà del Grande Sacerdote Aharon. Il servizio fondamentale dei Cohanim è quello di servire Ha Shem in uno stato di estrema purità. Ovvia è qui l'allusione al Vitello d'Oro la cui immagine deriva dal "toro (shor) in cielo" che, come è noto, ispirò la forma dell'idolo idolatra. La parola 'asher' (ciò che), menzionata per tre volte nel Comandamento, allude ai tre vitelli d'oro storici: quello originale sul Sinai, quello prodotto dal Cristianesimo e quello in campo ebraico, generato dalla dottrina di Emanazione dello Zohar.

Passo 27 – La Quinta Tavola: questa è la Nuova Kabalà. La terza generazione si è conclusa con l'arrivo della Quarta Generazione, doppia e spostata. Doppia in quanto riguarda "coloro che Mi odiano" e subito dopo "coloro che Mi amano e osservano i Miei precetti". La redenzione nella Quarta Generazione comporta altresì eventi terribili ed eventi miracolosi.

Passo 28 – Ciò fornisce un motivo in più per il quale Mosè disse a Giosuè "scegli per noi degli uomini" - uomini di fiducia che non hanno dubbi su ciò che facciamo da non poter dire: perché Mosè non viene a combattere con noi così da essere sicuri della vittoria ?

Passo 29 - Ma Mosè rispose che non poteva combattere contro di loro da solo, poiché aveva pronunciato "Io sono il Signore, tuo Dio, EL KANA ". L'indomani si sarebbe posizionato in cima al colle e col Bastone di Dio nella sua mano, avrebbe visto Yehoshua, coi suoi soldati, combattere e fiaccare la resistenza di Amalek.

Step 30 - La guerra contro Amalek è anche profetica in questa Quarta Generazione nella quale il Goel Finale Haim combatte dalla "vetta del colle" (il Regno dei Cieli) e i suoi soldati (gli Asini in terra) combattono per estirpare le radici malefiche di Amalek che impediscono la Redenzione Finale.



[1] Non le chiamiamo Mishnaot nel Sefer Mishnat Haim, ma piuttosto "Gnomen" e i sogni redenzionali sono talvolta indicati come la Nuova Mishnà della Gheulà Shlemà.

[2] Ed il libro Milhamot Ha-Shem di Rav Yihie El Kapah è la realizzazione di questa Chiave.