Autore: Peretz Green

Traduzione: Davide Levi

 

 

Guerra contro lo Zohar

 

 

Capitolo 2

 

Gnomen 88[1] - Tribunale di Mordechai ha-Tzadik: 24.01.1999, 7 Shvat 5759, Profumo Celeste 26: Dopo aver letto l'opuscolo "Kabalà, Torat Ha Nistar" (Kabalà, la Torà Nascosta) scritto da Ghilad Shadmon, ho chiesto ed ottenuto il permesso del Goel Finale, Haim, per scomunicare l'intero gruppo e inserirlo nello Herem mi-Deoraita, sebbene, in sostanza, la Scuola di Kabalà a Gerusalemme, a nome del defunto R. Judah Ashlag (autore del libro 'Ha Sullam', la Scala) sia già incluso nella Scomunica. Questo terribile libretto, però, manifesta un "livello" a sé stante, pari a quello del faraone biblico che deve essere distrutto e annullato da tutto Israele con lo scopo di salvare ulteriori potenziali vittime.

Gnomen 89 – Ciò è in contrapposizione alla Quinta Stella Universale del Segno delle Stelle ed è estremamente importante perché fino ad ora il peccato del Libro dello Zohar nella Scomunica (Herem) arriva fino alla Quarta Generazione di Habad. Sappiamo, però, dai Segni Completi, che la Quarta Generazione collegata alla Quarta Stella Spostata, è sempre doppia (e quindi quadrupla); il raddoppiamento vale per gli ebrei e per le Nazioni, e, per quanto riguarda le correzioni, riguarda sia la falsa teologia cristiana che l'aberrante mistica ebraica dello Zohar. Con l'odiata Quarta Generazione di Habad, il ciclo del peccato dello Zohar non si era ancora completato. C'era ancora bisogno del secondo o doppio Segno della Quarta Generazione odiata. Questo Segno doppio corrisponde, negativamente parlando, al Segno che collega la Quarta Stella Spostata alla Prima Stella da cui risulta la comparsa della Quinta Stella Universale, la Stella che Stupisce (che è anche la Stella di Malchitzedek, chiamata Stella di Cristo che intende salvare il Gregge Perduto della Casa d'Israele) nel Grande Contesto delle Stelle Redenzionali.

Gnomen 90 - Ciò può essere paragonato ai 4 Vangeli, con quello di Giovanni che rappresenta la Quarta Generazione odiata. Quel quarto livello odiato dell'idolatria teologica del cristianesimo si raddoppia nella teologia di Paolo, ma con cambiamenti di natura "universale" che lo rendono più gradito alle nazioni alle quali Paolo si rivolse, quale messaggero. Fu Paolo a completare il ciclo, raddoppiando la detestata teologia della Quarta Generazione di Giovanni tramite la sua diffusione universale. Per questo la Chiesa Universale del Cristianesimo uscì da Paolo e non da Giovanni. La Quinta Stella universale, per così dire, mangia il pane delle altre 4 stelle e cuoce i suoi pani nel proprio forno, per poterli consegnare alle nazioni del mondo.

Gnomen 91 - Il linguaggio del quarto Vangelo è avvolto nella veste mistica del logos, nella riflessione astratta e nell'entusiasmo misticheggiante. Il quarto livello solidifica la sostanza del Linguaggio Falso e lo porta giù al livello terrestre dello spirito. Tale è il livello logico della teologia di Giovanni, diverso dalla relativa semplicità dei primi tre Vangeli. Dall'inizio del primo Vangelo, la vera teologia si squaglia, tramite la bocca del Battista quando dichiara "che Iddio può creare dalle pietre dei figli ad Abramo: (Matteo 3, 9); la consistenza di tale falsa teologia, però, è formulata nel quarto Vangelo.

Gnomen 92 - La Quarta Generazione di Paolo, odiata e raddoppiata, ha assimilato il logos a modo suo, ma non ne ha fatto un pane per le masse, perché troppo elevato. Ha invece dato vita al linguaggio del Figlio di Dio, più facilmente comprensibile. Anche la sua predicazione è diretta, non di profeta o messaggero d'oracolo, ma di apostolo e popolano. Il Gesù di Giovanni è il Figlio di Dio teologico in quanto manifestazione del Logos. Il Gesù di Paolo è il Figlio di Dio teologico alla portata di tutti. Da ciò possiamo vedere la Quarta Generazione Odiata: 1) il raddoppiamento 2) la "semplicità" del primo Vangelo e 3) la diffusione universale.

Gnomen 93 - Così le connotazioni mistiche di Giovanni sono trasformate in Paolo nell'esperienza attiva di ricevere il nuovo spirito del Cristo eterno. Giovanni rimase nell'ambito ebraico, cercando il suo Gesù nella Torà e nei Profeti. Paolo, invece, pensò di portare il suo messaggio alle Nazioni. Egli fece morire la lingua della Torà facendola risorgere con quella nuova della Dottrina di Cristo.

Gnomen 94 – Anche se Giovanni aveva fatto morire la vera e rigorosa regola del Secondo Comandamento, fu tuttavia Paolo che si separò dalla lingua, dalla legge e dalla tradizione di Israele (con il suo linguaggio in apparenza più complicato ma, in sostanza, semplificato). Fu Paolo a stabilire la netta separazione fra la Sinagoga e la Chiesa universale di Cristo.

Gnomen 95 - In ogni caso, il quinto livello di idolatria (preceduto dai quattro livelli di peccato) racchiudeva ormai la cancellazione della storia passata e proponeva una nuova lettura per i neofiti cristiani. Paolo, per semplificare la sua teologia per le masse, fece piazza pulita di Torà, Tradizione, Halachà e storia passata, presentando all'umanità il nuovo modello della rivelazione del Figlio di Dio.

Gnomen 96 – Mi ha sempre meravigliato constatare come lo stesso processo sia avvenuto anche in campo ebraico, con il nuovo quinto livello idolatra dell'odiato peccato dello Zohar (dopo i 4 livelli di idolatria dei 400 anni di falsa Kabalà) manifestatosi tramite la sofisticata dottrina di Habad. Anche in questo caso la Torà pura e genuina è stata sostituita da una nuova terminologia sostanzialmente idolatra.

Gnomen 97 - Così la Kabalà del Libro dello Zohar è ora alla portata di tutti e anche i bambini possono venire a conoscenza dei mondi emanati. Il quinto livello della falsa Kabalà dello Zohar ha aperto a tutti le porte dei "segreti più reconditi dei mondi spirituali". Lo dichiara Ghilad Shadmon che dice anche che "ogni persona nel mondo può diventare un kabalista, se lo desidera"; deve avere soltanto il forte desiderio di ricevere la luce dei mondi spirituali superiori quando si inoltra nello studio dello Zohar, nella Scuola di Sullam di Ashlag. E Shadmon assicura che "lo scopo stesso di tutta la creazione è che le anime giungano alla loro correzione finale attraverso la luce del Libro dello Zohar che possono condividere costantemente in questo mondo e nei mondi superiori sperimantando solo delizia e piacere '.

Gnomen 98 – Eppure, esistendo oggi così tanti kabalisti e così tante "scuole" kabalistiche, come si può sapere a chi rivolgersi? Semplice! Ci sono solo 3 kabalisti che fanno al caso: Shimon bar Yohai, che ha ricevuto il libro dello Zohar (hass ve-shalom), Yitzhak Luria (con l'opera Etz Haim, scritta dal suo allievo R. Haim Vital con il commento di Ashlag) e il rabbino Judah Ashlag, che è stato mandato nel mondo per portare finalmente il Libro dello Zohar nella lingua che le anime di questa generazione possono capire. Quindi dimenticatevi di tutti gli altri kabalisti, che non sapevano e non sanno come parlare a questa generazione di anime! Semplice! Entro 3 o 5 anni di studio, sarete entrambi in questo mondo e nell '"altro mondo" (olam ha-bà). E tutti i problemi della vostra esistenza e anche quelli delle vostre esistenze passate e future saranno risolti per sempre. Che meraviglia!

Gnomen 99 - Più semplice di così! Bene, il nostro Autore ci spiega anche che è pur vero che gli altri kabalisti, per la maggior parte, sono stati accusati di falsa teologia riguardo al Libro dello Zohar, beh, sapete perché?, perché hanno commesso un grave errore e hanno fatto credere che le forme dei mondi spirituali superiori fossero effettivamente racchiuse nell'oggetto fisico a cui venivano riferite; e così la "mano" spirituale era effettivamente concepita nella sua forma fisica, creando così immagini limitate che se riferite a Dio sono proibite dal secondo comandamento. Tutto ciò è avvenuto perché non hanno studiato il metodo di Judah Ashlag!

Gnomen 100 - È semplice, spiega Shadmon. L'oggetto fisico non contiene la forma spirituale superiore ma è solo l'ultimo risultato del mondo spirituale superiore. Il nome dell'oggetto esiste in modo che i kabalisti, nel loro tentativo di portare le forme spirituali superiori che vedono, sentono e conoscono nei mondi superiori, a livello di linguaggio umano, usano il linguaggio della ramificazione (sfat ha- anafim). Ciò significa che non stanno realmente descrivendo ciò che vedono, ma stanno usando il termine che lo lega al termine dell'oggetto fisico che è esso stesso la ramificazione finale del mondo spirituale superiore che ne è la fonte. Solo se si comprende questo concetto non si cade in errore, come gli ex kabalisti; e così, una volta raggiunti i mondi spirituali superiori, vedrete la questione al livello della verità e non potrete più sbagliare. Possa Dio salvarci da tanta ottusa semplicità! In ogni caso, anch'io vorrei semplificare, dicendo che ciò è simile ai protestanti quando affermano che il loro concetto di Trinità è quello vero, non quello della Chiesa Cattolica!

 

 

Capitolo 3

 

Gnomen 101 - Per Ghilad Shadmon, pertanto, si può spiegare con semplicità come migliaia di kabalisti in questi ultimi quattro secoli abbiano commesso l'errore di "materializzare" il Creatore credendo che fosse racchiuso nei mondi spirituali superiori. Sono così diventati guaritori e operatori di miracoli, ben retribuiti, spiega Shadmon, a causa di questo grave errore. Non avevano ancora capito che l'INTERO SCOPO DELLA CREAZIONE è quello di raggiungere i MONDI SUPERIORI EMANATI DEL LIBRO DELLO ZOHAR. Poi altri rabbini e studiosi della Torà hanno commesso l'errore di dire che bisogna anteporre lo studio dell'intera Torà, del Talmud e dei Poskim prima di inoltrarsi nello studio della Kabalà. Per ovviare a questo errore bisogna seguire la strada indicata da Judah Ashlag.

Gnomen 102 – Chi è veramente un kabalista? Très simple, messieus et madames. Il kabalista è chi riceve le luci spirituali superiori dell'Emanazione. Chiunque desidera riceverle può diventarlo. Abramo fu il primo kabalista che procedette costantemente nei mondi spirituali superiori e ciò che ricevette lo trasmise, per mezzo della Kabalà orale. Anche Moshe Rabbenu fu un kabalista e ricevette ciò che fu in grado di percepire scrivendo un testo di Kabalà conosciuto come i Cinque Libri di Mosè (questo oposculo di arroganza faraonica e spazzatura disgustosa viene attribuito al nostro Maestro!). È semplice e facile da capire: tutto il Tanach, tutti i 24 libri della Tradizione e il Talmud, l'Aggadà e la Halachà sono Kabalà che, in realtà, spiega Shadmon, si riferiscono ai mondi spirituali superiori dell'Emanazione. La differenza è solo nella lingua impiegata. In passato, era possibile per gli individui raggiungere quelle altezze con quei mezzi, ma ora lo si può fare solo attraverso la Scala di Ashlag sul Libro dello Zohar.

Gnomen 103 - E quanto alla vostra scelta, è semplice. Lo scopo di raggiungere i mondi spirituali superiori del Libro dello Zohar è il "fine ultimo" di ogni anima e solo in questo modo può ricevere la sua "correzione finale" (tikun sofì) e non deve più migrare nei futuri ghilgulim (reincarnazioni).

In altre parole, evitando di dirlo espressamente, Ghilad Shadmon ci dice che i Mondi Spirituali Superiori del Libro dello Zohar rappresentano la Redenzione Finale; Judah Ashlag è il Messia, l'ultimo Grande Kabalista, che ha portato lo Zohar al livello delle anime di queste generazioni e Ghilad Shadmon tramite Internet è adesso l'Asino o il Cavallo Bianco che porta la Gheulà ai quattro angoli del mondo !

Gnomen 104 – E' semplice come fare un buon budino. Chi rifiuterebbe di mangiare un delizioso budino alla vaniglia o al cioccolato? Anche l'anima di Judah Ashlag è stata totalmente semplificata, di modo che nessuno commetta errori o si complichi la vita cercando di capire chi fosse. La sua è una Triplice Anima, come ci spiega Ghilad Shadmon: in origine era l'anima di Shimon bar Yohai, che poi si reincarnò in Yitzhak Luria e infine scese nel corpo di Judah Ashlag. Per cui, non sprecate il vostro tempo con la Torà o il Talmud o la Halachà! Compratevi subito il vostro Zohar. Lo potete ordinare a $ $$$$$$$ Kvutzat Baruch, Bnei Brak.

Gnomen 105 – Un gioco da ragazzi! Si può polverizzare l'intera tradizione della Torà, scritta e orale, con questo opuscolo "Kabalà, Torat Ha Nistar" di Ghilad Ashlag, gradito a molti e diffuso senza creare opposizioni!!! Eppure mi risulta che nessun ospedale psichiatrico abbia rinchiuso fra le sue mura tale nuovo tipo di pazzia spirituale. Svegliati dal tuo coma, o Israele! Fallo almeno per l'onore di Moshe Rabbenu e da' fuoco a quest'ultimo vitello d'oro che viene adorato in ogni parte del mondo ebraico!

Gnomen 106 - DIARIO: Ieri mattina mi sono svegliato con due sogni contenenti segni di sangue e di cattivi odori. I segni di sangue apparivano sulla guancia e sul mento di mio padre, Morris Green, la pace sia su di lui, e sul mio collo c'erano delle tracce maleodoranti che disturbavano lo Tzadik Haim che camminava al mio fianco sinistro.

Si tratta di segni negativi che indicano che la blasfemia, l'idolatria e l'arroganza diffusa hanno raggiunto proporzioni faraoniche e i peccati connessi stanno bloccando i veri Segni di "riconciliazione" del cuore e del cervello.

Gnomen 107 - Nel primo sogno, ho visto mio padre, Morris Green, la pace sia su di lui, che era estremamente angosciato e aveva delle macchie di sangue sotto il mento e sulla guancia. Si lamentava anche del fatto che mia madre (Ann Green, la pace sia su di lei) gli aveva detto che da quel momento in poi sarebbero rimasti solo amici e non marito e moglie. Ricordo di aver provato a dire qualcosa alla mia cara mamma sulla sofferenza di papà, ma lei rimase nella sua decisione e nel luminoso isolamento della meditazione e della preghiera che la circondavano.

Ritengo che, grazie a Dio, mio padre e mia madre siano stati nella Scuola Superiore del Goel Finale, Haim, e che siano venuti a darmi dei segni per completare questa correzione.

Gnomen 108 - Mio padre mi ha mostrato come il rapporto tra marito e moglie fosse doloroso se ridotto al livello di amicizia, considerando che nel sogno egli era ancora giovane e desideroso dell'intimità di mia madre, la quale, invece, si dimostrava insensibile alla sofferenza del coniuge; il suo era un isolamento molto freddo e propenso ad essere scaldato dalla luce della sua meditazione (vorrei qui far presente che nella realtà mia madre era una donna calorosa e mio padre non era affatto un tipo che si lamentava; ma, tant'è, il sogno viene per portare qualche messaggio).

Gnomen 109 - Leggendo il libretto di propaganda di Shadmon, sono rimasto sorpreso e colpito dalla freddezza "dianetica" e dalla glacialità di ogni frase. Non c'è una sola parola che possa risvegliare l'amore e il timore di Dio, né, tanto meno, un accenno all'amore, alla carità o alla compassione verso il prossimo. Al contrario, Shadmon afferma, in contrasto con lo spirito della Torà e della Tradizione, "che anche se si fanno buone azioni con il prossimo è solo per ragioni egoistiche" (e di conseguenza vale la pena usare quell'egoismo per attivare la propria anima superiore a raggiungere i più alti mondi spirituali!) e così persuade i suoi lettori ad esplorare il sistema "scientifico" dello studio metodico dello Zohar. La città che uccide a sangue freddo di Ghilad è diversa da Habad che riesce a nascondere la freddezza delle proprie dottrine attraverso un sistema linguistico ben congegnato e sofisticato, che, apparentemente, utilizza la terminologia della Torà.

Gnomen 110 – Sono rimasto anche sbalordito dal linguaggio di questa nuova scuola di Ashlag, che ricorre alla terminologia dello Zohar e, in parte a quella di Luria, ed è del tutto convinta di potere risolvere tutti i problemi senza aver bisogno delle altre componenti dell'Ebraismo. La sua separazione dal linguaggio della Tradizione non è trascurabile. Districa freddamente ogni significato tradizionale e affossa tutti i concetti normali nell'insaziabile buco nero della sua disgustosa arroganza spirituale interiore, del tipo "un kabalista di nome Moshè Rabbenu". Non c'è alcun vero rispetto per nessuno, solo per il Libro dello Zohar con il suo Doppio Ashlag!

Gnomen 111 – In sogno, mio padre, Moshe, mi mostra l'angoscia della Torà nella sua separazione dalla vera Tradizione, dal vero Matrimonio Spirituale tra il Dio di Israele e il Suo popolo eletto che osserva i Suoi precetti. Mia madre, Hana, mi mostra la totale indifferenza verso il sentimento altrui, che è prerogativa della vera Torà, immersa, lei, in una fredda e falsa luce di non-ritorno. Questa nuova scuola, senza rendersene conto, ha abbandonato la vera unione matrimoniale sancita dal Patto della Torà e dalla semplicità della fede che è la ricchezza della nostra eredità. Questi nuovi alfieri del misticismo non rappresentano più la Sposa di Israele e si sono separati dal Patto della Torà. Essi si sono isolati in una falsa illuminazione che li rende "amici platonici" della Torà e della Tradizione.

Gnomen 112 - Non hanno bisogno di nient'altro perché tutto è nel Libro dello Zohar e tutto può essere raggiunto tramite la Scala di Judah Ashlag. Sono "amici" della Tradizione, niente di più, perché in ogni caso i Patriarchi, Mosè, il Profeta Elia e tutta la Tradizione sono comprimari della loro commedia che mira a raggiungere i livelli spirituali dei Mondi Superiori. E' il risultato finale che conta, no? Kifrut allo stato puro[2]!

Gnomen 113 – Non a caso la correlazione mostrata qui mi viene indicata dai miei amati genitori. A me, come loro figlio, mostrano la "separazione" tra la saggezza della Torà e la "comprensione" della stessa e della Tradizione, come nel verso "Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti tradizionali di tuo padre e non abbandonare la Torà di tua madre" (Proverbi, 1: 8)[3]. La saggezza della Torà e la sua comprensione (Tradizione orale) possiedono le loro qualità ma solo insieme, come marito e moglie, si completano. I miei genitori mi mostrano come questa unione è "falsata" e indicano la "separazione" che in realtà avviene tramite le false luci di Abba ed Emma[4] del Libro dello Zohar.

Gnomen 114 – Chi crede di aver raggiunto la comprensione illuminata, si è separato dalla vera saggezza della Santa Torà rivelata da Dio Onnipotente a Moshe Rabbenu, alav ha-shalom. Dopo di ciò, in un secondo sogno, il Goel Finale, Haim, mi indicava il segno del collo maleodorante.

Abbiamo ricevuto che il Collo del Faraone[5] è una particolare stella tra il Tribunale di Mordechai e la Regina Ester nel Regno di Ahashverosh, come abbiamo appreso durante i "terribili" segni della Correzione della Passione di Cristo, collegati alla deificazione e all'arroganza di questa stella. La sua caduta e la sua rottura[6] hanno significato la riunificazione della Costellazione del Tribunale di Mordechai Ha-Tzadik con la Costellazione di Ester nel Regno di Ahashverosh, aprendo la via alle Nuove Tavole della Nuova Legge della Redenzione Finale.

Gnomen 115 - Questo segno dello Tzadik Haim indica quindi il peccato del quinto livello e la struttura linguistica totalmente falsata che contiene, con la puzza che emana dalla Stella del Faraone dal Collo Duro. Durante la correzione cristiana, abbiamo spiegato che la Quarta Generazione Odiata è rappresentata dalla deificazione idolatra presente in Giovanni. Dopo di ciò, tuttavia, c'è una rinascita del peccato in contrapposizione alla Quinta Stella Universale al livello del Cristianesimo di Paolo. Lì, la Stella della Separazione del Faraone viene risvegliata al suono di un "nuovo linguaggio che giustifica le intenzioni e gli scopi del Libro dello Zohar. Come nel Cristianesimo, la lingua perniciosa di Paolo si trovava dall'altra parte di quel quinto livello, portando con sé un "nuovo linguaggio" per i nuovi cristiani. Esso derivava dalla Sitra Ahra[7] della Stella di Malchitzedek.

Gnomen 116 - Il "cattivo odore" del collo del Faraone di quest'ultimo livello odiato del peccato della falsa Kabalà ostacola la vera riconciliazione del cuore e del cervello necessari per l'auspicata riconciliazione dei cuori di padri e figli della Redenzione Finale. Possa il Santo Dio di Israele abbattere questo furioso mostro dello Zohar, strappargli gli occhi dalle orbite e frantumarlo a pezzi così da poter salvare il senno di ogni ebreo. Amen.

Gnomen 117 - Io, Paul (Peretz) Green, colloco così il Libro della Kabalà - Torat Ha-Nistar scritto da Gilad Shadmon e tutto ciò che è associato ad esso, sotto il Herem Mi-Deoraita, tramite l'autorità del Goel Finale, Haim. È il 26 gennaio 1999, 9 Shvat 5759, Profumo Celeste 28, Castelnuovo Magra, Liguria, Italia, Via Provinciale 50. Questo è il potere del Tribunale di Mordechai ha-Tzadik della Redenzione Finale, sotto l'autorità del Goel finale, Haim. Questo testo di Gilad Shadmon rappresenta, Dio ci salvi, l'estrema arroganza contrapposta all'umiltà di Moshe Rabbenu.

Gnomen 118 - Noi, allievi del Maestro Haim, dobbiamo cercare di capire i Segni dati. Il Collo del Faraone rappresenta il quinto livello odiato, il Kshi Oref, il peccato della Cervice Dura di questo periodo. Il sangue e le piaghe sul mento di mio padre indicano che il peccato è diventato così pesante che le tante vittime innocenti hanno risvegliato il Giudizio di Dio che intende salvare e redimere il Suo popolo Israele, come ai tempi di Mosè che si presentò al cospetto del Faraone, che era la personificazione della superba arroganza. Così nel sogno ci sono i Segni delle piaghe. La separazione fra mio padre e mia madre in cui la saggezza della Torà diventa amicizia platonica e non unione intima con la vera Tradizione della Torà, ci spiega il peccato dello Yeor [8], l'illecita e occulta unione con le Dieci Emanazioni (Sefiroth) nelle acque dello Zohar-Nilo. Siamo nel momento del vero inizio delle Sante Guerre di Dio contro la falsa Kabalà del Libro dello Zohar.

Gnomen 119 - Nell'assimilazione linguistica radicale, nella semplificazione e nella falsificazione totale di Shadmon, più che in qualsiasi altro libro di Kabalà fino ad ora, la chiarezza della separazione dalla vera Tradizione non può essere trascurata da chiunque sia esperto di Torà. Pur se è positivo avere un nemico riconoscibile, tuttavia, tale nemico fa vittime tra i "rappresentanti" della Tradizione. E allora auguriamoci che la piaga dello Zohar venga estirpata per sempre. Il testo di Shadmon è solo l'ultima goccia che fa traboccare il vaso del Giudizio di Dio. Con l'ultima intollerabile manifestazione della "lingua peccaminosa" del Ghiladi, il Giudizio spazia dall'iniziale peccato del Libro dello Zohar fino alla sua ultima e arrogante manifestazione kabalistica di Torat ha-nistar.

Gnomen 120 - Stamattina Nodà ha sognato che, uscendo di casa, si trovava la strada sbarrata da un grosso coccodrillo. - - La seconda piaga delle rane proveniva dal Nilo e la Tradizione racconta che i coccodrilli furono formati dalle rane che rientrarono nel Nilo a piaga conclusa. Questo Segno (oltre a confermare questa opinione nella Tradizione) completa il Segno del Peccato di Yeor.

Gnomen 121 – E' altrettanto importante che il Segno del Faraone sia rappresentativo del decimo livello; egli, infatti, era considerato la decima divinità dell'Egitto, per cui la decima piaga lo interessò direttamente, anche se Dio lo risparmiò per fargli vedere il tracollo del suo regno. Il Faraone veniva considerato il sublime monarca terreno dell'Egitto, ma anche il dio in terra del pantheon egizio. Quando si arriva al quinto livello del peccato, viene raggiunto anche il decimo livello (perché doppio), analogamente ai cinque livelli di idolatria nel Cristianesimo e ai cinque livelli di peccato della falsa Kabalà nell'ebraismo.

Gnomen 122 – Per cui è stato raggiunto il decimo ed ultimo stadio del peccato della falsa Kabalà. In contrapposizione, si erge il decimo livello negli scritti di Sefer Mishnat Haim arrivato nel sogno di Giuseppe in cui mi veniva detto di scrivere due volumi sulla Sapienza, Antica e Nuova; la Saggezza è infatti la decima virtù nei Segni Completi.

Gnomen 123 - Ciò che stiamo vedendo è che il Regno dei Faraoni ostacola la vera redenzione e impedisce la riconciliazione dei cuori. Altrove abbiamo spiegato che il peccato di Yeor consisteva nell'attivare la "Saggezza" (YOD-10) delle 10 divinità egizie, "la luce vincolante" (YEOR - YOD OR) della Comprensione. Il Faraone stesso, il decimo dio, 'collegava" tale "unione di Saggezza idolatra" (ossia le dottrine teologiche dei Hartumei Mitzraim[9]) con la Comprensione (la gran parte dei riti religiosi e delle credenze popolari erano formulati da costoro). Il legame spirituale era prerogativa del Faraone che si immergeva ogni mattina nelle acque del Nilo. Il commentatore biblico Rashi, di benedetta memoria, spiega che per suffragare l'idea che avesse una natura divina e non umana, il Faraone nelle sue immersioni espletava anche i suoi bisogni corporali.

Era credenza, inoltre, che Iside, la dea della fertilità, si unisse ogni giorno ad Horus, il dio del Nilo, al fine di rinnovare la natura divina del Faraone e di fecondare la terra d'Egitto con le acque benedette del Nilo.

Gnomen 124 - L'Unione dei Faraoni finali è rappresentata ora dalle immersioni immonde e idolatriche nelle acque della falsa Kabalà delle Dieci Emanazioni dello Zohar. Ciò inizia con l'Unione dei Partzufim[10], Abba ed Emma, la Saggezza e la Comprensione, idea totalmente blasfema. L'unione di Iside e Horus corrisponde a quella di Zeir Anpin e Nukve nello Zohar. I loro amplessi (chiamati Ihudim) tuttavia, sono definiti "unioni di luci spirituali superiori" (anche i Hartumei Mitzraim dicevano le stesse cose e spiegavano le categorie di luce di ciascun dio) e quindi "unioni platoniche". L'errore di tale unione idolatra di Saggezza e Comprensione, Abba ed Emma, alla fine porta alla falsificazione della vera Saggezza della Torà e del suo rapporto con la vera Tradizione dei Patriarchi, della Santa Torà, delle Scritture e della tradizione orale di Israele. Grazie alla spazzatura di Shadmon, vediamo i "risultati" di tutti gli errori precedenti che erano nascosti nelle acque stesse e tramite le sue conclusioni linguistiche, possiamo vedere le acque sanguinanti e le rane gracidanti.

Gnomen 125 - Entrando nei mondi spirituali del Sefer ha Zohar, predica Shadmon, il lettore fedele vedrà la fine dei suoi problemi e delle sue sofferenze e conoscerà solo i piaceri più elevati e potendo ricevere tutto ciò che desidera; la verità sarà a portata di mano e vedrà chiaramente tutta l'esistenza nella sua vera forma non dovendo più tornare in questo mondo, poiché la grande correzione finale di ogni singola anima è quella di raggiungere un livello spirituale che lo fa camminare alla luce degli eccelsi livelli dei mondi di Emanazione. Ciò è raggiungibile, se l'individuo lo vuole fortemente, con non più di 5 anni di studio nella Scuola di Kabalà di Ashlag. Esattamente il contrario della Torà e della Tradizione! L'unica cosa in comune è che anche la Tradizione sostiene che non c'è nulla che possa opporsi alla volontà di una persona. Bene, se volete conoscere la Verità, immergetevi nelle acque del Nilo Zoharistico e lasciatevi abbagliare dalle false luci dei Hartumei Mitzraim, così luminose all'esterno ma fatiscenti e tenebrose come il peccato che le crea.

Gnomen 126 - Potete quindi unirvi agli dei del Nilo Zoharistico, ma una volta che avrete conosciuto la saggezza di Yeor, capirete da soli che non potete più unirvi a nient'altro. Rischiereste di separarvi dalla Tradizione della Torà perché il Libro dello Zohar è la Torà interiore (hass ve-halila) e sarebbe ormai superfluo preccuparsi più di tanto della Torà esteriore...

Gnomen 127 - Mio padre mi mostra in sogno il sangue causato dall'angoscia della vera saggezza della Torà "separata" dalla piena e vera relazione d'amore con chi la comprende. Infatti, la comprensione è la moglie della saggezza e la saggezza è il marito della comprensione. Se questa relazione si riduce ad "amicizia platonica", il risultato è sterile e il rapporto d'amore ha fine, mancando ogni contatto fisico fra moglie e marito.

Gnomen 128 - La distruzione del vero rapporto di amore che lega Israele a Dio e alla Torà è palese e intollerabilmente manifesto in questo opuscolo di glaciale Kabalà che puzza dal suo collo freddo e indurito. "Chi è il kabalista?" si chiede Shadmon, che replica rapidamente: "Chiunque riceve le luci spirituali dei Mondi Superiori". "E chi può diventarlo?". Shadmon, che diffonde il suo nuovo Vangelo alle masse assetate, risponde prontamente: "Chiunque abbia un forte desiderio di riceverle".

Gnomen 129 - Tutto il resto appartiene al passato e deve cedere il passo perché quel passato è servito per raggiungere le luci di Atzilut[11]. E, grazie alla Scala di Ashlag, la salita è iniziata e tutti possono farcela; venite, grandi e piccoli, non è dura, potete salire tutti fino alla cima della nuova torre di Babele. Come il successo di Internet, così lo è anche la rapidità della nostra ascesa spirituale, incita Shadmon, perché mentre il mondo avanza nel suo progresso, così si assiste ad un progresso nel comprendere e raggiungere i mondi spirituali superiori. Venite, coraggio, non restare indietro nel tempo. Vorreste ancora rimanere sulla terra mentre i fortunati stanno già vivendo sulla luna? Venite, è un gioco da ragazzi!

Gnomen 130 – "Poiché questo è il pensiero di Dio" dichiara Shadmon con assoluta pazzia. Che tutte le anime debbano raggiungere le infinite delizie dei mondi spirituali superiori del Sefer ha Zohar e la Scala di Ashlag è stata inviata al mondo per favorirne l'ascesa, dato che con la sola Torà e la Tradizione non ci si può arrivare. Al contrario, si rimane abbassati su pensieri materiali che non hanno più uno scopo una volta rivelato il livello spirituale dello Zohar a chi lo desidera.

Gnomen 131 - Il vero dramma, spiega il detentore della Scala con gelide lacrime di pietà per gli allocchi, è che chi studia la Torà cerca solo di conoscerne il significato semplice e le sue connotazioni materiali e non si addentra nei livelli di Emanazione Divina nascosti. Ebbene, per poterlo fare è necessario l'ausilio del Libro dello Zohar e per capirlo è necessaria la Scala e tranne la Scuola di Ashlag non c'è nessun'altra alternativa". Notate la graduatoria: il Libro dello Zohar è al primo posto mentre la Torà occupa una misera quarta posizione!

Gnomen 132 – Il linguaggio semplificatorio di Ghilad Shadmon ribalta l'intero mondo della Torà a 180 gradi, senza vergogna. L'arroganza di questo opuscolo "religioso" "Kabalà, Torat ha Nistar" fa apparire il suo autore, nativo israeliano, come un raffinato rampollo dell'aristocratica corte britannica ma diciamo che, nel Giudizio dall'Alto, sia preferibile stare fuori dalla Torà nell'ignoranza piuttosto che vantarsi di conoscerla dal suo interno con la cervice che puzza d'idolatria egizia.

Gnomen 133 - Ricordo ora che nel sogno le piaghe sanguinolente di mio padre erano il risultato di pustole, un'altra delle dieci piaghe. Anche nel sogno con lo Tzadik Haim, c'erano delle fitte tenebre tutt'intorno (altra piaga). Abbiamo ricevuto i segni che le 10 piaghe raccontate in Esodo ritornano in questa Quarta Generazione. La Scuola di Kabalà rappresenta altresì una terribile piaga per il popolo di Israele. Possa Dio Onnipotente salvare il Suo popolo da tale trappola insidiosa. Qui i segni delle piaghe sono molto chiari. Il Faraone moderno ha mostrato il suo volto e il suo intento di asservire le anime ebraiche al falso misticismo e alle false luci dello Zohar. Il Tribunale Superiore ne è a conoscenza. E' arrivato il momento di combattere le Sante Guerre di Dio contro la falsa Kabalà dello Zohar.

Gnomen 134 - Questo essere mostruoso ha portato il peccato del frutto proibito alla sua massima semplificazione serpentina. Dovete solo mangiare il frutto e i vostri occhi si apriranno e sarete in grado di distinguere tra il bene assoluto dei Mondi Superiori Emanati e tra l'assoluta vanità di ogni altra esistenza. Venite alla Scuola di Kabalà di Ashlag dove il delizioso frutto vi sta aspettando e qui riceverete la bellezza dei mondi spirituali, l'intelligenza superiore dei suoi gusti e il forte desiderio dei suoi profumi e sarete come dèi che conoscono il Bene ed il Male e conseguirete tutti i vostri desideri.

Gnomen 135 - In ogni caso, l'infido Shadmon è riuscito, attraverso la sua astuta semplificazione (che richiede intelligenza, saggezza di sintesi, flessibilità mentale, astrazione concettuale e una bella faccia tosta per sostenere apertamente la sua tesi) a collegare l'odiosa idolatria della falsa Kabalà del Libro dello Zohar al peccato originale. Con un solo colpo ha superato 400 anni di storia della Ramificazione zoharistica e ha riportato la bestia nel suo habitat primordiale dei Mondi Emanati del Libro dello Zohar[12] stesso facendo scendere giù le Sefirot.

Gnomen 136 - Tutti gli altri Zoharisti, in passato, si erano occultati nei mondi superiori o si erano adornati con le complesse speculazioni lurianiche o, in seguito, con le palandrane hassidiche per dare vita a nuovi movimenti misticheggianti e con lo Zohar gelosamente coperto dalle loro stesse forme. I Hassidim avevano lasciato i Mondi Superiori ai loro Rebbe riponendo in loro la loro fiduciosa speranza, senza tuttavia inoltrarsi direttamente nello studio del testo considerato "santo".

Gnomen 137 – E il Serpente, come avrebbe completato il suo lavoro ? In che modo il mondo ebraico sarebbe tornato al Libro dello Zohar e sarebbe rimasto abbagliato dalle false luci di Lucifero, cadendo nella sua trappola? Semplice, tramite Judah Ashlag. Lui avrebbe avuto il vergognoso onore di riportare il peccato originale dello Zohar alla sua antica gloria. Bisognava tornare al peccato idolatra dei padri dopo quattro lunghe generazioni dall'esilio dello Zohar e per poterlo fare ecco le quattro generazioni di Judah Ashlag, Baruch Ashlag, Michel Leitman e Ghilad Shadmon. Tramite loro, la trappola era stata ripristinata. Mancava solo Internet.

Gnomen 138 - Ma gli schiavi delle false luci hanno aspettato pazientemente e Internet è venuto in loro aiuto. Ora spettava a Shadmon indicare la strada. Per poterlo fare, doveva abbattere tutte le barriere che la Torà e la Tradizione avevano disseminato per centinaia di anni al fine di tenere il Libro dello Zohar isolato nelle mani di yehidei segullà [13] o nascosto sotto i gartles [14] di Rabbini illuminati. Il Faraone, tuttavia, non è un re da poco la cui corona può restare coperta a lungo e deve alla fine mostrare il suo volto e il suo potere di asservire gli ebrei prima di poter completare la sua grande trappola idolatra.

Gnomen 139 – Siamo attualmente nel 16esimo[15] anno dei Segni Completi. Ciò che sta qui accadendo è la corrispondenza "dall'altra parte" al Grande Segno della Quarta Generazione fatta dal Goel Finale, Haim, nel Segno delle Stelle[16] della Redenzione Finale. Il 16esimo anno dei Segni Completi (fino a Pesah 5759) è nel segno delle Chiusure Quadruple, che concludono 4 cicli di 4 anni ciascuno, ed è quindi il Grande Anno della Chiusura del Quarto Angolo sui preparativi necessari per "aprire" gli annunci della Novità della Redenzione Finale per il mondo attraverso la nostra Scuola della Shoshana.

Gnomen 140 - Nel Segno delle Stelle, la quinta Stella Universale di Malchitzedek viene rivelata dopo il Grande Segno Vincolante del Goel Finale, Haim, dalla Quarta Stella Spostata (Stella della Quarta Generazione) alla Prima Stella (Stella di Abramo). Il Grande Segno del Maestro Haim racchiude tutta la Quarta Generazione e collega tutti i Segni e i Tempi a questa Doppia Generazione che precede le generazioni di pace. Anche il male presente nel mondo deve manifestarsi per poter essere distrutto nel Giudizio di questa Quarta Generazione. Pertanto il Grande Segno procede dall'inizio alla fine della Quarta Generazione perché contiene tutti i Cicli temporali che governano l'attività stellare molto particolare e storicamente unica di questa Ultima e Terribile Quarta Generazione.

Gnomen 141 – E così in ogni punto della Quarta Generazione si riscontra l'attività stellare delle tre stelle allineate e della quarta spostata, il legame tra la quarta e la prima stella e poi l'apparizione della Quinta Stella Universale senza la quale la Redenzione sarebbe incompleta e non potrebberero essere annunciate al mondo le Novità Redenzionali. Il ciclo è di 4 ma è sempre completato da un "quinto livello" per la sua universalità. Così durante la Quarta Generazione ogni ciclo di 4, in particolare ogni ciclo di 4 anni, completa aspetti importanti della Quarta Generazione. Questi aspetti sono anche cumulativi e quindi progressivi e chiudono il ciclo in modo che sia sigillato e stabilito per il resto della Quarta Generazione.

Gnomen 142 - Il 16esimo anno, in sostanza, mette fine ai Cicli Quadrupli e coincide con le chiusure necessarie che aprono al mondo la Redenzione Finale (nei modi indicati dai Segni, come il nostro sito Internet Beit-Sefer-Esther. com). Dal 17esimo al 20esimo anno siamo già al quinto livello con il Segno del Completamento di questi Anni Quadrupli che sono ormai universali e pronti ad estendere le Novità Redenzionali.

Gnomen 143 – Ci interessano anche gli sviluppi a livello di Sitra Ahra. Per questo motivo è importante comprendere questo quinto livello di diffusione del peccato dello Zohar e abbiamo spiegato come la Controparte abbia la sua corrispondenza con ciò che avviene ai veri livelli di Stelle Redenzionali. Vediamo così che esiste una corrispondenza antitetica con i veri Segni, dato che l'opuscolo di Shadmon crea uno stupefacente legame fra le quattro generazioni del peccato dello Zohar e il peccato originale del Libro dello Zohar stesso.

Gnomen 144 – Il Serpente ha astutamente sollevato il Libro dello Zohar dai suoi 400 anni di copertura per farlo conoscere al vasto pubblico. Le Sacre Guerre di Dio contro la falsa Kabalà[17] delle Dieci Sefirot Emanate stanno per cominciare. Shadmon è una marionetta di Satana che tira i fili del suo teatrino, con il dio Mamon che balla allegramente sulle note della musica di Judah e Baruch Ashlag soddisfatto per i proventi accumulati dalla vendita dei libri. Ora sono Soldi di Sangue (in ebraico 'damim' è sia il sangue che il denaro), ma non è lontano il giorno in cui gli ebrei, venuti a conoscenza delle acque sanguinolente del Nilo, durante il regno del Faraone, si ribelleranno e li vorranno bruciare nei falò di Lag ba Omer. Verranno a conoscenza anche delle unioni illecite, nascoste nelle acque di Yeor, rifugio del dio Faraone del Libro dello Zohar e dei campi fertili di Iside, su cui abbondano i commenti del Sullam e viene venerata l'immagine di Horus, il Faraone divino adorato anche dalla kvutzat Bnei Brak Ashlag[18].

Gnomen 145 - Non temete, il Nuovo Mazal dell'Uccello Risorto sta per abbattere la falsa resurrezione degli spiriti impuri e per uccidere gli uccelli geroglifici egizi dello Zohar mentre il Grande Pesce Leviathan combatte le sue battaglie dalle acque fedeli che conosce, per prosciugare le Acque di Yeor con i suoi riti di divinizzazione al Faraone. I Pesi dell'Asino scenderanno fino al Collo del Faraone come la Stella di Betlemme e l'Asino gli spezzerà il collo puzzolente che farà sprofondare negli abissi. E la Tartaruga Illuminata scenderà per insegnare a distinguere la vera luce della Redenzione Finale da tutte le false luci dei pericolosi coccodrilli del Nilo.

Gnomen 146 - Il Regno della Giraffa produce i veri frutti dalle cime degli alberi mentre le giraffe tengono saldamente i piedi a terra, come spiegato dalla Grande Aquila che durante i giorni messianici il mondo rimarrà nella sua natura e solo i "regni" o i governi cambieranno in modo che Israele possa tornare alla vera Torà. Perciò la Stella del Progetto Composito dirige il Progetto di Sefer Mishnat Haim, il Libro della Redenzione Finale autorizzato dal Goel Finale, Haim, e alla fine diventa lo strumento per distruggere tutti i libri di false dottrine e di falsa Kabalà.

Gnomen 147 - Il Nuovo Mazal del Rifugio dell'Armadillo viene per mettere in guardia a costruire le Protezioni necessarie durante la Terribile Quarta Generazione ma tutti quei gruppi e movimenti che credono nelle loro dottrine non ascolteranno gli avvertimenti e non capiranno la gravità dei tempi. E quelli che hanno il Collo maleodorante di arroganza faraonica e si credono depositari delle verità dei mondi spirituali soccomberanno nella Piaga delle Tenebre, quando le loro luci si spegneranno. Prima di quel momento, un Lago di Sale scenderà per insaporire le menti tramite le parole degli Asini che raccontano le verità della Grande Nuova Rivelazione della Redenzione Finale. Arriverà una grande profondità nella comprensione mentre la Valle di Mercurio scenderà nei cuori di coloro che amano la Tripla Meditazione Progettata da EHEYE ASHER EHEYE, Benedetto Egli sia e Benedetto è il Suo nome in eterno.

Gnomen 148 - Ogni fase della Quarta Generazione ha la sua Fine del Minuto, ma ci tempi diversi e il Nuovo Mazal scende su di noi per aiutarci a capire il Minuto a portata di mano e per prepararci alla difficile Fine dei Minuti futuri. Il Nuovo Profumo Celeste è lì dal momento della scelta di Dio del Goel Finale, Haim, e profuma la vita dei meritevoli, redenti nel merito del Goel Finale, Haim. Così anche la Nuova Legge viene per Giuda, per Efraim e per tutti i discendenti di Malchitzedek mentre questo piccolo Asino-Leone di Giuda ruggisce dalla Tana del Leone per avvisare a rispettare ed amare la Legge di Dio. La Bellezza del Paradiso nasce dalla terra ed è radicata nella bellezza del paradiso terrestre originale. Spunterà dalla terra per fiorire nei cuori virtuosi di amore.

Gnomen 149 – Il Signore, nostro Dio, desidera che santifichiamo il nostro cuore nelle virtù da Lui amate, sia quelle verso il prossimo sia quelle di elevazione personale. Dobbiamo avere un cuore generoso e aiutare i bisognosi, le vedove, gli orfani e gli ammalati. Chi vuole entrare nelle ricompense riservate ai giusti, deve contrastare coloro che ribaltano l'intera creazione e distruggono con le loro azioni ed i loro insegnamenti i veri scopi della creazione. Il loro peccato deriva dal culto di YEOR, che racchiude le 10 (YOD) Sefiroth del libro dello Zohar (e senza la VAV si legge ALEF RESH, ossia 'maledizione').

Gnomen 150 – Essi sostengono di raggiungere la YOD e la Luce (OR) mentre si immergono nelle acque del Nilo, dove Iside scende per generare Horus mentre il suo sangue mestruale viene purificato dalle acque sacre di Yeor. Dio mandò pertanto la Piaga del Sangue sulle acque egizie per mostrare loro che la loro dottrina aveva contaminato le acque potabili. Allo stesso modo, le luci del Libro dello Zohar che provengono dalle Sefirot Emanate e dai Partzufim si fondono con le divinità di Yeor (Zeir Anpin e Nukve nel Mondo di Atzilut), per dare vita a false ed incredibili luci di idolatria, che violano le proibizioni del Secondo Comandamento, creando immagini mentali e spirituali.

 

 

Capitolo 4

 

Gnomen 151 – 27.01.1999 – 10 Shvat 5759 – La Tana del Leone, 1: Ho dovuto inserire l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male corretto, per spegnere non poche false luci che provengono da Yeor. Togliete i vostri occhiali da sole e cogliete alcuni scorci della saggezza della vera e nuova Kabalà del Grande Pesce Leviathan, che smascherano le farneticazioni di Ghilad Shadmon e della Scuola di Ashlag. Voglio, infatti, aiutarvi a capire meglio come riconoscere le false luci.

Gnomen 152 - Quando il versetto dice "E tutti Mi conosceranno, dal più grande al più piccolo" significa che in quel momento e da quel momento in poi, tutti fisseranno le grandi luci spirituali tutto il giorno? No, di certo! La gente mangerà e lavorerà, guarderà la tv e dormirà come al solito, si incontrerà e si innamorerà come sempre. Tutti, però, avranno l'amore e il giusto timore di Dio nel loro cuore. Saranno onesti con se stessi e verso il prossimo e se temeranno di fare qualcosa di offensivo davanti al Creatore, lo eviteranno, cercando la conoscenza delle leggi di Dio.

Gnomen 153 – Siate saggi, cari amici, e cercate di capire le parole dell'Asino, perché non sono né uno scrittore né un oratore, ma parlo con il permesso del nascosto Tzadik, Capo dei 36 Giusti Nascosti della passata generazione, i veri Tzadikim che vivono nelle vere luci dei veri mondi spirituali superiori, le cui anime generali si assumono l'enorme responsabilità e i gravosi pesi dei mondi in cui camminano e conoscono per merito della loro ascesa. Gli Tzadikim Nistarim non sono e non possono essere emulati. Per questa ragione, sono sempre rimasti nascosti e sconosciuti agli altri ebrei, inclusi i saggi della Torà. Il loro scopo non era quello di essere emulati mentre i Saggi della Torà erano e sono obbligati a fare allievi e a dimostrare la loro conoscenza e le loro vie, in modo da essere emulati dai loro talmidim.

Gnomen 154 - Il termine Tzadik, non solo nel suo vero significato superiore, tuttora sconosciuto, di ricettore della Tradizione Segreta degli Tzadikim Nascosti, ma anche nel senso di vero Saggio della Torà che vive nella santità delle sue leggi, è stato falsato negli ultimi 4 secoli, a causa delle false luci della falsa Kabalà e dei sedicenti 'mekubalim', che si vantano di conoscere i "segreti dei mondi superiori" dello Zohar, che si fanno chiamare Tzadikim e Kedoshim[19] e, nel mondo hassidico, persino Adonim[20] nel loro uso di Admorim. (Lo Tzadik nascosto, Haim, quando sentiva pronunciare il termine Admorim[21] lo biasimava e lo annullava dalle sue fondamenta).

Gnomen 155 – Un vero Tzadik Nascosto non permette di essere chiamato con tale titolo e se qualcuno lo chiama Tzadik o Kadosh, egli lo rifiuta categoricamente. Egli non accetta l'onore per sé perché tutto l'onore va a Dio soltanto e se egli accettasse gli onori, ciò ridurrebbe il suo livello di santità. Sono stato testimone più volte di come lo Tzadik Haim, Capo dei 36 Giusti Nascosti, rifiutasse titoli od onori di qualsiasi tipo da altre persone.

Gnomen 156 - In vari punti ho spiegato che non mi è stato dato il privilegio di alzarmi con loro ma, tuttavia, sono stato il talmid dello Tzadik Haim per 13 anni quando era in questo mondo. Prima di conoscerlo, ed essere da lui mondato, salvato e redento, ero imprigionato nel carcere di Habad. In quella condizione credevo che il mio scopo fosse quello di elevarmi nei mondi superiori per deliziarmi giorno e notte nelle Luci Supreme finché l'intera esistenza fisica non fosse annullata.

Gnomen 157 - E ora che il peccato di Yeor è tornato al suo stato originale, mi viene in mente che in precedenza, nonostante fossi un Habad a tutti gli effetti, possedevo un amore particolare per il Sefer ha-Zohar, l'Etz Haim di R. Haim Vital e la Kabalà come la intendevo allora. Intendiamoci, questo forte desiderio di studiare la Kabalà direttamente dalle fonti, senza i filtri della Hassidut di Habad, non rientrava nell'ortodossia di un Habad. Sebbene non ne fossi a conoscenza, tuttavia, non ero totalmente soddisfatto del filtro Habad. Desideravo ascendere ed entrare nelle luci stesse.

Gnomen 158 - La Qarta Generazione Odiata del peccato idolatra ha poco bisogno di contemplarne le origini. Ha già ereditato il peccato dei padri, dei figli e della sua terza generazione. Fortunatamente non sono nato da genitori Habad né avrei voluto esserlo. I nativi di Habad non avevano desideri indipendenti; altri che avevano dei propri desideri erano considerati uno "yesh", ossia uno che non era ancora stato purificato da pensieri personali e ancora tormentato da tratti umani. I Lubavitch non pensavano di entrare nei mondi spirituali superiori. Il Serpente di Milano[22] una volta mi spiegò che gli Habad della precedente generazione non erano veramente parte del vero scopo del movimento. Quelli attuali, disse, sapevano di non avere pretese per poter raggiungere i livelli spirituali superiori. Essi, infatti, sono semplici soldati del Rebbe[23] punto e basta. Era arrivato ormai il tempo di far conoscere Habad, u-paratzta[24], affinché il Rebbe potesse rivelarsi come Messia.

Gnomen 159 – Ero riuscito ad entrare nei mondi superiori? No, di certo, ma mi ero inoltrato nelle false luci del Rebbe messianico di Habad. A volte, avevo la sensazione di camminare su livelli elevati perché ricordo che, a causa del contatto spirituale che credevo di avere con il Rebbe, immaginavo che, a tempo debito, sarei stato scelto come suo successore. La mia immaginazione mi portava a conclusioni del genere in quanto credevo di trovarmi su alti livelli di spirito e di anima. E ciò avveniva anche se non mi fossi dilungato più di tanto con discorsi sul Rebbe-Moshiach come erano usi fare gli altri Habad.

Gnomen 160 – In realtà, non sono mai stato coinvolto nella campagna messianica di Habad, anche perché la propaganda in tal senso ebbe inizio dopo che ebbi lasciato il movimento; posso comunque dire che un vero Habad credeva fermamente che il Rebbe fosse l'atteso Moshiah e che presto si sarebbe rivelato pubblicamente. Io, del resto, non ero particolarmente interessato al tema messianico. Mi interessava invece il sistema dei 4 mondi; il problema del Mashiah era troppo mondano e sconvolgeva l'equilibrio spirituale della mia meditazione.

Gnomen 161 - Lo Tzadik Haim dovette distruggere e ricostruire il mio mondo quando diventai il suo talmid. Avevo imparato a disdegnare il mondo, le cose del mondo, gli eventi del mondo, la storia del mondo. Il mondo, 'der welt', non aveva più alcun significato per me, volevo luci, non esistenza fisica. Ricordo bene che la mia prima domanda allo Tzadik Haim, in una delle prime volte che parlammo insieme nella sinagoga di via Cellini a Milano, era se conoscesse bene lo Zohar, l'Etz Haim e altri testi di Kabalà. Il Morè, che avevo sentito essere un kabalista yemenita, mi assicurò con estrema calma che li conosceva. Prima di rispondere, tuttavia, divenne un po' serio e guardò a destra e a sinistra per assicurarsi che nessuno ci ascoltasse. Poi sorrise mantenendo la stessa serietà e disse: "Tutti", mi assicurò, "li conosco tutti, ma la questione è nascosta; è necessario rimanere calmi".

Gnomen 162 - Lo Tzadik Haim mi aveva fatto capire che se mi fossi attenuto alle condizioni del silenzio sarei potuto diventare il suo talmid di "Kabalà segreta". Non c'era nulla al mondo che desideravo maggiormente. Nella yeshiva Habad di Brunoi, in Francia, avevo spesso pregato Dio affinché mi facesse conoscere un vero maestro che mi insegnasse i segreti più elevati del Libro dello Zohar e di Kabalà. E ora la cosa avveniva e il fatto che il maestro fosse yemenita mi entusiasmava ancor di più. Avevo la sensazione, concepita non so come, che la profondità dei misteri della tradizione si trovassero solo tra gli ebrei yemeniti.

Gnomen 163 – Fu allora che mi sentii sulla soglia di una realtà per cui avevo pregato e sperato; ero pronto a sopportare qualunque contraddizione che potesse interferire col mio essere Habad. Non ci sarebbero state contraddizioni, mi dissi, ci sarebbero stati solo gli Habad che non avrebbero capito. Del resto, fin dall'età di 13 anni, mi ero abituato a pensare che gli altri non mi capivano. Né avevo mai pensato che gli Habad fossero in grado di capirmi, fatta eccezione per il Rebbe. In realtà, in fondo, non avevo mai creduto veramente in loro pur se credevo nei 7 Rebbe di Lubavitch, che consideravo Tzadikim e grandi kabalisti che potevano elevarsi nei mondi spirituali superiori e tutto il resto, ba-avonot[25].

Gnomen 164 - Tuttavia, quando lo Tzadik Haim mi prese con sé ero impregnato da 5 anni di Hassidut Habad. Tutte le virtù e le buone qualità erano state indirizzate su falsi canali. Non avevo affatto conoscenza del derech eretz. Habad non lo insegna. Solo il Rebbe meritava rispetto. Gli Hassidim, tra loro, potevano essere sfacciati; non importava. Per la prima volta sperimentai il vero derech eretz della Torà ascoltando lo Tzadik Haim che diceva "Avraham avinu, Yitzhak avinu, Yaacov avinu, Moshe Rabbenu, alav ha-shalom". Il rispetto sincero, l'abbassamento della testa, la vicinanza dell'amore con il prescelto di Dio li faceva rivivere in me. Quando lo Tzadik Haim diceva spesso "Baruch Ha-Shem" (Benedetto è il Nome), sentivo scendere la benedizione dal Cielo.

Gnomen 165 - Quando gli Habad citavano (sia in Yiddish che in brooklynese) Avraham Avinu o Moshè Rabbenu lo facevano in modo meccanico, senza dedicarvi pensiero alcuno; i Patriarchi e gli altri personaggi biblici erano categorie spirituali, "behinot"; la loro realtà storica era secondaria e praticamente inesistente. Quando invece sentivo parlare dei Patriarchi, lo Tzadik Haim mi faceva sentire con la sua voce, la sua espressione del volto, il suo sentimento e il suo derech eretz, il personaggio storico di Abramo, con la realtà della sua esistenza e il privilegio di essere un suo discendente. Mi riportava indietro di 4000 anni nella mia storia. Era così in tutto ciò che lo Tzadik Haim insegnava; la sua mimica, il tono di voce, i sentimenti intensi che trasmetteva nell'interlocutore con il derech eretz che li accompagnava, facevano rivivere il passato in un modo praticamente indescrivibile.

Gnomen 166 – Iniziando a frequentare lo Tzadik Haim, notai subito che il suo parlare era lento e cadenzato e questa lentezza mi permetteva di sentire la profondità e la sacralità della materia che trattava. Questa fu per me una prima indicazione per discernere tra la profondità e l'intensità della vera comprensione e la superficialità del linguaggio rapido che ero abituato a sentire fra gli Habad, compreso il loro capo. Sono per natura estremamente sensibile a tali differenze. Sono stato, attraverso questo nuovo parametro, ben presto in grado di riconoscere la superficialità nel fare e nel parlare e, soprattutto, nell'intendere. Fin dall'inizio lo Tzadik Haim mi disse: "E' meglio leggere un versetto della Torà e comprenderlo bene piuttosto che leggere l'intera Torà e comprenderla superficialmente".

Gnomen 167 - Dopo solo 3 mesi che conoscevo lo Tzadik Haim, avvenne l'episodio della macelleria di Giordano Levi, che ho raccontato nel documento "Una parola dal segretario". Fu allora che capii definitivamente chi fosse Habad, dopo 5 anni di frequentazione. Ci avevo pensato anche prima, ma quell'episodio di vita mi fece capire per sempre che gli Habad erano privi di un vero cuore verso gli altri. Come quelli della generazione della Torre, mi spiegò in seguito lo Tzadik Haim, che si disperavano per i blocchi di pietra caduti durante la costruzione ma rimanevano insensibili se cadeva e si sfracellava qualche muratore. Giordano Levi, non essendo un Habad, non faceva parte della loro costruzione. Che importanza aveva se avesse perso la macelleria che gestiva? Centinaia di lezioni trassi da quell'evento. La prima era che il cuore di Habad era disumano e corrotto.

Gnomen 168 - Era un cuore glaciale per tutto ciò che non rientrava nello scopo proposto della loro costruzione. "Dove sono tutti i loro mondi spirituali, eh, Peretz ?" sorrideva lo Tzadik con ironico disprezzo "dove se n'è andata tutta la loro devozione? Dove è scritto nella Torà che c'è una distinzione tra un ebreo Habad e un qualsiasi altro ebreo? Dov'è tutta la Torà che hanno studiato se la proibizione di far perdere il lavoro ad un correligionario vale solo per uno Habad?". Ascoltavo con somma concentrazione le parole del Morè e mi rendevo conto che esse mi aprivano nuovi orizzonti di comprensione, che non avevano niente a che fare con le luci superiori.

Gnomen 169 - “Sod Adonai le-yereav, il segreto di Dio è per quelli che Lo temono" mi spiegava lo Tzadik Haim "Dio non rivela i Suoi segreti a coloro che li rivelerebbero; Egli conosce chi Lo teme veramente e non rivelerebbe mai i segreti ricevuti. Quindi il vero Tzadik non potrà mai scrivere segreti nei libri o renderli noti agli altri o persino dire agli altri di possederli". Quell'insegnamento fu per me come uno tzunami. Per anni avevo letto e ricercato testi di Kabalà e mi ero immerso nelle acque misticheggianti della Hassidut Habad per nuotare nei "segreti" della Torà e della Kabalà dei mondi spirituali superiori. Adesso ero frastornato e sbalordito. Che cosa avevo cercato per tutti quegli anni se i veri segreti non erano mai stati scritti?. Avevo sprecato il mio tempo invano!

Gnomen 170 - Nonostante la grande complessità della filosofia Habad, l'uscita dal movimento, favorita dallo Tzadik che mi aveva liberato da paure infondate, fu per me come il lasciare il provincialismo di una cittadina per andare a vivere in una grande metropoli. Semplice, quando sei dentro Habad, non hai idea di ciò che avviene nel resto del mondo ebraico. Uscendo dalla loro chiusura mentale potevo ora assaporare i vasti spazi dell'intero mondo ebraico. Era come rinascere a nuova vita e diventare un nuovo ebreo. Una grande liberazione, un grande Pesah, una grande yetziat Mitzraim[26]. Ciò che una volta credevo fosse la luce, la vedevo ora nella sua vera prospettiva, un buio fitto che ricopriva la mente e obnubilava il cuore.

Gnomen 171 - Ma la liberazione non era circoscritta al solo mondo ebraico, negli insegnamenti dello Tzadik Haim. Imparavo a diventare un cittadino del mondo. "Il bene e il male esistono dappertutto" ripeteva lo Tzadik Haim "e il Creatore, Benedetto Egli sia, ama tutte le Sue creature e tutti coloro che sono buoni e fanno il bene sono da Lui amati e ricompensati; e quelli che ne sanno di più devono essere un buon esempio per quelli che ne sanno di meno perché la vera conoscenza porta con sé la responsabilità dell'umiltà verso il prossimo, contrariamente a come è avvenuto nel mondo fino ad ora. Come ebrei, dobbiamo essere estremamente umili e buoni verso il prossimo, per testimoniare i precetti amati dal Dio di Israele che è l'unico Dio Vivente per tutti. Non c'è differenza tra ebrei e non ebrei, tranne il fatto che gli ebrei sono comandati nella Torà e i non ebrei non lo sono; a parte ciò, non esiste alcun altra differenza".

Gnomen 172 - Dopo un anno con lo Tzadik Haim, egli mi disse: "Se i segreti che riempiono il Libro dello Zohar e l'Etz Haim di R. Haim Vital e il resto sono veramente tali, come è possibile che siano scritti sulla carta e tutti li possono leggere?". Provai a fare delle domande sull'argomento, ma il Maestro evitava di inoltrarvisi. Diceva semplicemente: "E' un errore, un grave e terribile errore, ma la cosa non si sa. Hanno materializzato persino il Creatore, Dio ci perdoni, e hanno parlato di un Shiur Komà[27], parlando di membra e arti cosmici, Dio ci salvi".

Gnomen 173 - Lo Tzadik faceva trapelare la sua angoscia da questo errore estremamente grave, ma preferiva tacere. Capii in seguito che se il Capo degli Tzadikim Nascosti avesse cominciato a trattarlo per esteso, dal Tribunale Superiore si sarebbero riversati dei giudizi severi sul popolo ebraico, Dio non voglia. "Anah le-Israel she-yihiyu be-shogheg ve-lo be-mesid", mi diceva (Lascia che Israele viva inconsapevole nello sbaglio piuttosto che nell'errore intenzionale). "Quando avremo la possibilità di avere una copia di Milhamot Ha-Shem, a Dio piacendo, allora studierai in dettaglio questo sbaglio".

Gnomen 174 - Alcuni punti, tuttavia, dovevano essere menzionati e criticati dallo Tzadik. Come quello di riscattare l'onore del santo Tanà, R. Shimon bar Yohai (che viene considerato da molti religiosi l'autore del Libro dello Zohar) "che non scrisse il Libro dello Zohar né mai lo vide, né mai si sognò di scriverlo e, anzi, se gli fosse capitato fra le mani lo avrebbe distrutto”. Lo sdegno dello Tzadik era rivolto specialmente a Moshe de Leon, il vero autore del Libro dello Zohar, vissuto in Spagna nel XIII secolo, il quale lo aveva attribuito falsamente a R. Shimon bar Yohai per ricavarne profitti economici; infatti, chi acquistò i suoi manoscritti pensava di venire in possesso di preziosi e antichi testi che contenevano miracolosi segreti, scritti dalla mano santa di rabbi Shimon bar Yochai!

Gnomen 175 - Lo Tzadik Haim mi trasse, 28 anni fa, dall'odiosa città di Lubavitch e dall'odiata Torre di Habad e dalle false luci delle Emanazioni del Libro dello Zohar e di tutta la falsa Kabalà che ne derivava. Sono passati molti anni e siamo vicini alla fine del sedicesimo anno dei Segni Completi della Redenzione Finale, l'anno delle grandi Chiusure Quadruplicate della Quarta Generazione.

Gnomen 176 - Con la chiusura delle Chiusure Quadruplicate, ci avviciniamo al "nuovo inizio", alla seconda e ultima "apertura" della Terza Redenzione Finale, come verrà spiegato. I primi 16 anni rappresentano un completamento nei segni del 4. I Segni del Quadruplo, tuttavia, continuano perché la Quarta Generazione è più legata ai Segni del 4. Quindi dal 17esimo alla fine del 20esimo anno, i quadrupli sono già entrati nei segni del 5. Ciò è significativo a causa della corrispondenza con la Quinta Stella del Segno delle Stelle.

Gnomen 177 - La Quinta Stella Universale arriva solo dopo il grande Segno dalla Quarta alla Prima Stella; è il completamento della Quarta Generazione nei suoi aspetti universali. Questo sarà anche vero a livello dello Herem Mi-Deoraita contro le Quattro Generazioni del peccato idolatra dei padri. La completezza del peccato si vedrà al livello della Quinta Stella, che universalizza il peccato stesso.

Gnomen 178 – E' con il completamento del livello del peccato idolatra che la Redenzione si apre, come affermato in Genesi (15, 16) nel Patto delle Parti stabilito con Abramo "e la quarta generazione tornerà qui perché il peccato degli Emorei non sarà completo fino ad allora". E' quindi molto significativo che il quinto livello finale della falsa-Kabalà sia ora completato. Stiamo guardando le corrispondenze con la Nuova Apertura e ne ho trovata una nella profezia di Habakuk (2, 2-4) 'E Dio mi rispose e disse: "Scrivi la visione, incidila su delle tavole perché si possa leggere rapidamente. Poiché è una visione per un tempo già fissato, che s'affretta verso la fine e non mentirà; se tarda, aspettala, in quanto sicuramente verrà; essa non tarderà. Ecco, l'anima sua è indegna, ma il giusto vivrà nella sua fede"

Gnomen 179 - Che questa profezia alluda al lavoro che stiamo preparando è indubbia verità. La rivelazione del Goel Finale e della Redenzione Finale è una ed è rivelata in una direzione. Il verso è pieno di allusioni ai tempi e alle opere, alle Nuove Tavole della Legge e alle loro spiegazioni scritte nel contesto del Nuovo Linguaggio Puro della Redenzione Finale e degli insegnamenti del Maestro Haim che sono tutti nella formazione della fede del "giusto che vivrà nella sua fede". Abbiamo visto come il "tempo stabilito" dell'inizio è ciclico, in quanto ritorna ciclicamente. In questo modo, il tempo stabilito per l'apertura passa attraverso i cicli necessari per raggiungere il "nuovo tempo stabilito". Così anche tutti i segni sono ciclici e ogni volta ritornano al punto d'inizio per concludere il quarto angolo del loro ciclo; in altre parole, il segno ritorna al tempo fissato ma entro un contesto nuovo e più completo.

Gnomen 180 - Detto ciò, il versetto, è vero e allude a questi cicli, ma vi è un'enfasi su due tempi stabiliti, la prima scrittura della visione e l'avvento del secondo particolare tempo stabilito. Tutte le conclusioni raggiunte in questo testo dimostrano che siamo ora, nel Pesah 5759 (aprile 1999), in quel secondo tempo stabilito che riguarda il Segno dell'Asino che mangia il Pane e non tutti i cicli di tempo della Quarta Generazione poiché il secondo tempo stabilito relativo ai cicli temporali in generale deve coincidere con il 36esimo anno[28] dei Segni Completati.

Gnomen 181 – Ecco alcuni dei segni più recenti che indicano la Nuova Riapertura: 1) la Coda dell'Asino che tocca terra; 2) due testi stampati di Anna Gasparotti; 3) sito Web Camillo con lo Herem Mi-Deoraita a Beersheva; 4) il segno della Scuola del Secondo Comandamento; 5) il segno del quinto e decimo livello finale del male che proviene dalla Scuola di Ashlag; 6) quest'ultimo è raddoppiato con i segni del Faraone; 7) il segno del Goel Finale, Haim, che balla gioiosamente in Israele; 8) il segno dell'Arcangelo Michele che dice a Giuseppe "Ora dovrai dire parole di Dio"; 9) in un altro sogno di Giuseppe, Peretz era in una sorta di ufficio davanti al Duomo di Milano, e lavorava al computer su molti scritti in ebraico; 10) il segno di Daniele in cui il Maestro Haim è estremamente felice mentre insegna ai giovani della Scuola del Secondo Comandamento (con Peretz che diventa invisibile).

Gnomen 182 -11) il presente testo, la Guerra contro lo Zohar; 12) le importanti conclusioni del libro "Le Virtù di Ester": 45 elementi del Cuore Nuovo e 55 elementi del Nuovo Cervello Umile; 13) i segni della risata di Isacco nel segno del 100; 14) segno del completamento di 120 della Tripla Meditazione;

Tutti questi segni ci portano al "secondo tempo stabilito" del Segno dell'Asino che mangia il Pane a cui allude il profeta Habakuk.

Gnomen 183 - Tutti questi segni hanno fatto da filtro miracoloso ai problemi, alle difficoltà e agli impedimenti dell'anno passato e ci hanno aiutato a comprendere questa Quarta Chiusura d'angolo del 16esimo anno, per capire che il 17esimo anno rappresenta una nuova apertura. In generale, la Quarta Generazione è il grande quadruplo quarto angolo della storia, la chiusura finale dei 4 angoli della storia nel suo limite temporale. Questa quarta generazione finale è spostata rispetto agli altri periodi di quarta generazione del passato o del futuro; è totalmente unica.

Gnomen 184 - L'intera Quarta Generazione è una "chiusura e apertura", così che anche alla fine dei 65 anni, il sogno mostra (il Segno di) Peretz che dice: "Oh, bel lavoro, abbiamo finalmente raggiunto l'inizio"; adesso, tuttavia, le Quadruple ci aiutano a specificare meglio i livelli di chiusura e apertura.

Gnomen 185 - Con questo in mente, questi ultimi 4 periodi di 4 anni erano necessari per i preparativi, mentre dal 17esimo anno, entrando nel quinto periodo di 4 anni, ci troviamo nel "secondo tempo stabilito" del Segno e possiamo meglio decifrare il versetto di Habakuk; infatti, è dopo il "secondo tempo stabilito" che il verso continua a parlare di "va-yafeah la-ketz", l'attesa disperata e il desiderio per il Tempo Finale che anche se tarda ad arrivare va comunque aspettato con fede[29].

Gnomen 186 - Il secondo tempo stabilito riafferma e riconferma tutto il lavoro svolto in questi 16 anni. Dal nostro punto di vista, quindi, il significato è molto reale in questo momento della progressione che stiamo cercando di seguire. Anche molti decreti inizieranno a scendere dal 17esimo anno in poi; è un punto di arrivo della Quarta Generazione. Molti decreti dovevano attendere il secondo tempo stabilito e, purtroppo, stanno per arrivare.

Gnomen 187 – Ma non bisogna perdere la speranza. La Quarta Generazione ha i suoi tempi da seguire; è ancora solo il 17esimo anno dei 65 e anche se gli ultimi 5 saranno già nel segno della Nuova Costruzione, siamo ancora in vantaggio di 43 anni. Per quanto riguarda il segno, tuttavia, il primo tempo stabilito era nel 1983, mentre il secondo cade a Pesah del 1999.

Gnomen 188 – E' corretto giudicare la profezia anche sulla base del Segno della Redenzione Finale perché il Nuovo Patto Finale è nel Segno del "giusto che vivrà nella sua fede". Chi sarà in grado di apprezzare la rivelazione della Redenzione Finale avrà la fede nel cuore e vorrà comportarsi giustamente davanti a Dio e al prossimo.

Gnomen 189 - Noi, gli allievi del Goel Finale, Haim, siamo qui per aiutare ad estendere la fede esaltata e meravigliosa nel Primo Comandamento e la vera conoscenza della pura fede monoteistica del Secondo Comandamento. Dobbiamo diffondere la conoscenza della venuta del Goel Finale, Haim, e tutti gli annunci e i Nuovi Messaggi della Redenzione Finale. Dobbiamo proclamare la Nuova Legge. Dobbiamo avvertire sui pericoli della Quarta Generazione. Dobbiamo aiutare le persone a trovare l'amore per il Nuovo e Vero Regno dei Cieli. Alla fine arriverà l'armonia, alla fine della Quarta Generazione.

Gnomen 190 - Il Nuovo Regno dei Cieli sta scendendo e così continuerà a farlo fino a quando tutto ciò che deve essere compiuto sarà compiuto. Non siamo qui per insegnare alle persone ad uscire dai loro corpi e per legare la loro esistenza a mondi spirituali superiori. Questo non è uno scopo né tanto meno è voluto per il mondo. Lo Tzadik Haim, capo dei 36 Tzadikim Nascosti della sua generazione, mi ha dato il permesso di spiegare ciò che si può spiegare sugli Tzadikim Nascosti Superiori. Questa conoscenza è necessaria per completare la comprensione della storia passata e della Redenzione Finale.

Gnomen 191 - Siate di cuore semplice con il Signore, vostro Dio. Nessuno si lasci ingannare dal desiderio di essere uno Tzadik Nascosto. Questa è una scelta dall'Alto; non è nella gamma del libero arbitrio. Chi ci ha provato, ha commesso errori ed è caduto in insidie sconosciute e ha solo creato confusione per gli altri.

DIARIO: 30.01.1999, 13 Sh'vat 5759; Tana del Leone: Anna Gasparotti mi ha telefonato; ha ritirato 120 copie del suo secondo libro, in italiano, sulle radici dell'idolatria. Ho spiegato ad Anna qualcosa del segno del 120[30].

Gnomen 192 - DIARIO: Nodà ha sognato di Shabbat che le dicevo di trascrivere un sogno nonostante fosse Shabbat. Lei contestava un po' ma io insistevo e le dicevo: "Non voglio che ti abitui allo Shabbat in questo modo".

Sogno di non facile interpretazione dato che il divieto di scrivere di sabato rimane nella Nuova Legge; bisogna però considerare la regola che se qualcuno è in una posizione in cui il suo lavoro è per il bene degli altri e solo lui/lei può farlo, allora ha la precedenza sugli altri comandamenti. Questo segno è avvenuto più volte nella realtà.

Gnomen 193 – Chi lavora direttamente per la Redenzione Finale può usare questo permesso se necessario.

Gnomen 194 - DIARIO: Paolo sognò di essere in Basilicata, forse a Genzano e di dover incontrare il Cristo-Scaltro di Genzano[31]; vedendolo, gli strinse malvolentieri la mano. Dopo di ciò, andandosene, Paolo continuò a maledire questo rashà [32] con ogni tipo di maledizionee, davanti ai presenti.

Sogno molto positivo. La stretta di mano significa riappropriarsi dei Segni Universali necessari per il Segno del Cavallo Bianco. Essi ritornano ora "corretti" per la Nuova Apertura, come stiamo spiegando, perché saranno necessari per la diffusione della Scuola e del Segno.

Gnomen 195 - DIARIO: Paolo e Nodà si preparano per il loro Nuovo Matrimonio. Paolo ha sognato che Nodà era vergine. Tu bi-shvat[33] è la data della loro unione, a Dio piacendo.

Gnomen 196 - Non cerchiamo di ricevere le luci dai Mondi Spirituali Superiori. La nostra gioia consiste nel ricevere sogni e messaggi redenzionali e fare appositi segni laddove e quando è possibile, dato che ciò fu profetizzato da Gioele e rientra nella vera tradizione del profeta Elia, di benedetta menzione, e asseconda la volontà di Dio che si manifesta su noi. Ecco il Nuovo Spirito della Redenzione Finale, a cui si riferisce il profeta Gioele (3, 1) "in quei giorni, Io riverserò il Mio spirito su ogni carne".

Gnomen 197 - Lo Spirito del Cuore Nuovo e Sincero raggiunge il cuore altrui, tramite la fede e la bontà, l'amore, la misericordia e la carità. Non lo spirito dei mondi spirituali superiori della falsa Kabalà della Lampada di Lucifero! Come potremmo noi, umili Asinelli, paragonarci al Shadmon Ghiladi che ha già visto tutto, cammina contemporaneamente su due mondi, è già uscito dalla catena delle reincarnazioni e conosce i motivi dell'esistenza? Noi, rispetto a lui, siamo come formiche che aspettano i Segni Meravigliosi dal Nuovo Regno dei Cieli stabiliti da Dio Onnipotente con la venuta del Goel Finale, Haim.

Gnomen 198 - Per noi è più che sufficiente che il nascosto Tzadik Nistar, Capo dei 36 Giusti Nascosti, il Goel finale precelto, Haim, il Giudice Unto del Nuovo Regno dei Cieli della Terza Redenzione Finale di EHEYE ASHER EHEYE, abbia dichiarato e decretato in modo inequivocabile che tutte le luci e i mondi del Libro dello Zohar e tutta la susseguente Kabalà delle Emanazioni sono completamente falsi e destinati a scomparire.

Gnomen 199 – E' tutta una grande illusione, un'immensa fata morgana che scomparirà allorquando la falsa teologia kabalistica verrà smascherata dal popolo ebraico.

Gnomen 200 - "E' tutto un grande errore" diceva lo Tzadik Haim "ma tranne l'errore in sé, è tutto frutto di arroganza e ipocrisia; l'errore è nato nell'arroganza e l'arroganza interiore è stata coperta da un'umiltà falsa e ipocrita. Non si può ingannare il Signore, nostro Dio con false coperture! Questo è stato il peccato del Tempo della Fine (avon ha ketz). Nessuno può portare il Tempo della Fine prima del tempo e la Redenzione viene quando Dio Onnipotente la vuole.

 

 

Capitolo 5

 

Gnomen 201 – E' pur vero che stiamo ricevendo la Nuova, Vera Kabalà del Grande Pesce, Leviathan, con il permesso del Goel Finale, Haim. Nei Segni, ho ricevuto l'autorizzazione a formulare e ad annunciare senza clamori la Nuova e Vera Kabalà, direttamente dal Goel Finale, Haim. Vera, perché fa parte della vera Tradizione di Israele, scritta e orale, e non c'è nulla in essa che esce o devia dalla vera Tradizione.

Gnomen 202 – E Nuova perché non è mai stata rivelata prima e si rivela al mondo durante i tempi della Redenzione Finale. Il Grande Pesce Leviathan è ben noto nella Tradizione, perché le sue carni e quelle della sua sposa, Leviathanit, nascosta nel lago di sale, verranno offerte nel Grande Banchetto per i Giusti al momento della Redenzione Finale. Tuttavia, come in tutte le questioni redenzionali, i loro Segni sono menzionati in più forme nella Tradizione, senza però essere dettagliati. Non esiste nessuno più saggio del Signore, nostro Dio, che ha occultato questi "segreti" anche agli occhi dei Saggi di Israele prima della loro realizzazione.

Gnomen 203 – In generale, il Peccato profetizzato di tentare di accelerare la Fine dei Tempi ha inizio con il Libro dello Zohar e con coloro che hanno creduto (e credono tuttora) che fosse il libro precursore della Redenzione Finale, secondo quanto vi è scritto "questo libro fornirà alimentazione al tempo della Gheulà". Certo non avrebbero mai pensato che il libro di Moshe de Leon avrebbe portato Israele al suo terribile olocausto! Anche perché gli esegeti dello Zohar hanno calcolato che la Redenzione sarebbe arrivata nel 1940!!![34]

Gnomen 204 - Grandi menti, eruditi rabbini e studiosi della Torà sono caduti nella trappola delle false luci di quel testo! Una grande, falsa illuminazione nelle tenebre dell'esilio e delle sue tante tribolazioni, con il vivo desiderio di trovare la vera luce spirituale che avrebbe condotto alla grande e promessa Redenzione finale. Costoro hanno oscurato la Torà con tale desiderio! Hanno cercato di affrettare la fine dell'esilio e la comparsa della grande luce della Redenzione tramite il loro misticismo. Lo Tzadik Haim mi spiegava che a causa di quel desiderio di accelerare la Fine (ketz) erano caduti nel peccato della Fine dei Tempi e anche (e solo ora sto cominciando ad afferrarne la profondità), che quel peccato non era affatto "un'iniquità" di poco conto, dal momento che proveniva tra i detentori e i responsabili dell'insegnamento della Torà.

 Gnomen 205 – A prima vista, un tale desiderio potrebbe apparire legittimo fino a quando, però, non viene sezionato nelle sue varie componenti, prendendo in considerazione il termine stesso "AVON HA-KETZ" (Ezechiele 21, 30), il "peccato di (affrettare) il tempo della fine". C'è una differenza sostanziale tra un ebreo che desidera la luce e la redenzione e un ebreo che desidera trovare la strada per "portare" la redenzione. Il primo desiderio è comprensibile, mentre il secondo va contro la volontà di Dio. Solo Dio, il Redentore che ha rivelato il Suo Santo Nome a Mosè nel roveto ardente, può portare la Redenzione. La Santa Torà non comanda di cercare il modo di portare la Redenzione Finale. Il profeta Habakuk dice: "Poiché è una visione per un tempo già fissato, che s'affretta verso la fine e non mentirà; se tarda, aspettala, in quanto sicuramente verrà; essa non tarderà".

Gnomen 206 - Non senza ragione è noto che Satan conosce l'intera Torà e, ovviamente, per far cadere il popolo eletto nel peccato gli ha teso una trappola estremamente intelligente e apparentemente spirituale. E così ha tessuto le trame del suo piano circa 750 anni fa, tra i circoli di mistici ebrei che speculavano sui "segreti dei mondi spirituali superiori" mirati a portare Israele alla sua redenzione finale. C'erano anche altri manoscritti apocrifi attribuiti falsamente a grandi personaggi del passato. In quegli scritti "segreti" il termine "dieci Sefirot senza sostanza" venne alla ribalta nel Sefer Ha-Yetzirah[35].

Gnomen 207 – Non ho idea di come e quando abbia fatto la sua comparsa questo termine. Abbiamo spiegato nello Herem che l'espressione "Esser sefirot belì-ma" (dieci emanazioni senza sostanza) rappresenta una verità mentre l'interpretazione susseguente di "esser sefirot ne'etzalot" (dieci emanazioni divine) è alla radice della contaminazione teologica del libro dello Zohar (si veda il segno-sogno da me ricevuto a Beer Sheva dove vedevo James Baker che spiegava con diplomazia che le Dieci Sefirot esistono ma è la loro interpretazione che ha generato errori). L'espressione "belì-ma" contiene due concetti basilari tra loro correlati: 1) senza una "sostanza" che esiste in questo mondo o una sostanza che può essere definita nel linguaggio umano, per cui 2) "blom picha mi-ledaber" - "frena la tua bocca dal parlare di loro". I mistici come Moshe de Leon hanno invece fatto il contrario; hanno cominciato a definirla, trasformandola in una sostanza vera e propria.

Gnomen 208 - Questo fatto, senza alcun dubbio, rappresenta una "complicazione" nella comprensione della questione. L'inizio del "peccato idolatra dei padri" è sempre "sottile" come lo era il ragionamento nella generazione di Enosh. Bisogna rendersi conto che in teologia la differenza tra una parola o l'altra può far da spartiacque fra la verità e la falsità idolatra. E' sottile perché non è facilmente individuabile, ma una volta che viene individuata e compresa, questa differenza è enorme. La falsa-Kabalà parla alla stesso modo di BORE' (Creatore) e di MA'ATZIL (Emanatore)! Differenza di non poco conto !!!!!

Gnomen 209 - Ciò che, ai nostri tempi, rappresenta una lacuna nella comprensione di questa materia è il divario di conoscenza riguardante i "segreti nascosti" in generale. Le persone tendono a pensare che un "segreto" possa essere espresso a parole, ma non è così per ciò che riguarda i veri segreti che Dio condivide esclusivamente con i Tzadikim Nistarim prescelti. Tali segreti non sono al livello della natura di questo mondo e qualsiasi parola venga pronunciata su di loro distrugge il vero equilibrio su cui si reggono. Il "frena la tua bocca dal parlarne" non è un semplice consiglio ma è un comandamento categorico per chi viene scelto da Dio per possederli. Il termine "dieci emanazioni senza sostanza" è uscito fuori, non so come, ma le condizioni di "frenare la bocca dal parlarne" non sono state rispettate e ciò è all'origine dell'errore. Le vere condizioni riguardanti le questioni segrete, menzionate anche nella Mishnà, non sono state mantenute, e il popolo d'Israele è piombato nel caos, iniziato più di quattro secoli fa con i kabalisti di Tzfat, protrattosi col peccato idolatra della falsa Kabalà e culminato col terribile giudizio della Shoah.

 Gnomen 210 – E' successo, purtroppo. Si è cominciato a definire ciò che non era stato definito e a parlare di ciò di cui non si doveva parlare. Si è rotto il silenzio della saggezza con parole corrotte di falsa saggezza. E un rabbino esaltato, esperto di Tradizione, con una mente acuta e luciferina, ha aperto l'errore e lo ha diffuso tramite una grande costruzione di 4 mondi facendo piombare Israele nell'abisso del peccato idolatra. Il rabbino Moshe de Leon era anche uno scrittore e stilista esperto e sapeva come convincere i suoi ascoltatori. Amava l'aramaico e inventò uno stile mistico e misterioso che riuscì ad ingannare i rabbini e a risolvere i suoi problemi finanziari.

Gnomen 211 - Così De Leon confezionò la sua opera teologica definendo il Tetragramma come la Fonte di 4 Mondi, "aprendo" le sue Dieci Sefirot in ognuno di essi e avvolgendo la deviazione teologica nella YOD del Santo Nome di Dio, collegando il numero 10 alle Dieci Emanazioni Divine sopra il livello di creazione. Questo è il terribile errore teologico del Libro dello Zohar, che trasgredisce la vera Legge della Santa Torà ipotizzando "livelli di divinità" oltre la creazione di "bereshit barà Elohim et ha-shamaim ve-et ha-aretz"[36]. Nessuna ghematria o remez (allusione) o derush[37] o sod (segreto) può contaminare la pura Legge della Torà!!!

Gnomen 212 - Possiamo considerare questo come il significato fondamentale del peccato di Yeor, il peccato di concepire la YOD (i dieci livelli divini spirituali) come luci emanate da "OR" (luce), ossia YEOR – la YOD di OR. De Leon applicò una parola presa dalla Torà riguardante lo spirito profetico di Mosè che "emanava" da lui sui Settanta Anziani della congregazione[38] per riversarla su un mondo spirituale falsificato della YOD che definì il Mondo di Emanazione. E Israele cadde nel Nilo divinizzato del Faraone senza capire in quali acque si trovasse. Tale fu l'errata assimilazione linguistica che diede vita a falsi mondi di interpretazione, creando Dieci Emanazioni Divine dall'Ein Sof inafferrabile.

Gnomen 213 - Così facendo, il termine vero ma segreto delle "10 Sefirot belì ma" diventò una nuova e falsa entità di "10 Emanazioni Divine" che esistono al di là della creazione. La differenza è 'infinita'. Se si parla di ciò che è stato creato, si intende che c'è il Creatore che ha creato ex nihilo e ciò vale anche se si parla di livelli spirituali nascosti più elevati. Sono tutte creazioni ex nihilo che non esistevano prima! Se, d'altra parte, si parla di un livello che precede la creazione, si parla di un livello che è nel Creatore stesso. Per questa ragione ciò che è al di sopra della creazione o prima della creazione non può essere chiamato con alcun nome, eccezion fatta per il termine BORE', Creatore o nomi di Dio autorizzati dalla Torà e dalla Tradizione.

Gnomen 214 - I limiti dell'intelletto umano sono spesso ricompensati dall'immaginazione creativa. Questo a condizione che esista un sistema di termini linguistici da sviluppare e una flessibilità concettuale capace di astrarre tali termini dal loro contesto potenzialmente fuorviante che conduce all'idolatria. La teologia cristiana, ad esempio, non sarebbe nata senza la formulazione del Logos di Giovanni[39], che concettualmente associò la figura del Cristo al suo livello di Figlio Divino Emanato. Nel momento in cui Cristo divenne il Logos incarnato sopra e prima della creazione, ecco che si poteva anche giustificare la sua natura divina, il suo livello divino di Figlio Emanato dal Dio Padre, che è al di sopra di ogni altra emanazione.

Gnomen 215 - Una volta che si parla di livelli o di categorie che sono al di sopra della creazione, SI CREANO dei "livelli di divinità" nel contesto delle Emanazioni Divine. A tal punto, tuttavia, poiché l'evidenza è oscurata da altre supposizioni, non si capisce più chi ha creato il mondo. E' stato il Dio Infinito al di sopra dei livelli delle sue stesse emanazioni o è stata una divinità inferiore emanata proprio sopra il livello della creazione? In questo modo si può completare un'immagine-puzzle con Dio, il Padre Celeste da cui discende il Figlio Divino Emanato che tiene le sue 2 mani cosmiche sull'universo del mondo creato!!!

Gnomen 216 – Oppure, se si desidera aggiungere un pizzico di raffinatezza mistica all'originale Piano Cosmico, si può immaginare l'Infinito nella Sua Luce Assoluta e Illimitata sopra tutti i livelli che si è contratto in una miriade di contrazioni (tzimtzumim, nel linguaggio zoharistico) nascondendo così la sua luce infinita attraverso i mondi delle Luci Emanate, sia avvolgenti che lineari, fino a raggiungere il livello inferiore dei 5 Aspetti Emanati (o Partzufim): 1. Keter, la Corona della sua Volontà Emanata; 2. Abba (o Hochmà, la Saggezza, il Padre Divino); 3. Emma (o Binà, la Comprensione, la Madre Divina); 4. Zeir Anpin (la Piccola Faccia, il Figlio divino del Divino Padre e della Divina Madre); 5. Nukve (la Divina Moglie del Divino Figlio che quando copula col marito è così felice che dal suo Regno Divino Emanato si diffonde il suo amore nei mondi sottostanti, creati di seguito). Ecco, in breve, la dottrina dell'Emanazione del libro dello Zohar! Dio ci salvi da questo Pantheon sofisticato e puzzolente!

Gnomen 217 - I rabbini che quando parlano dello Zohar, aggiungono l'epiteto "ha kadosh" (santo), forse non sanno che noi, talmidim dello Tzadik Haim, siamo semplici Asini e crediamo con temimut che "in principio Dio creò i cieli e la terra". Siamo così semplici che non ci verrebbe mai in mente di chiederci, come fa lo Zohar 'quale era la Divina Emanazione che disse.... In principio, Dio creò i cieli e la terra "e quale Divina Emanazione disse? "Sia la luce" e quale Divina Emanazione disse "Facciamo l'uomo" ecc. Siamo a tal punto semplici che ci accontentiamo di credere nella fede semplice dei Patriarchi o nelle chiare parole del Secondo Comandamento o nel monito divino di avere un cuore semplice con il Signore, nostro Dio (tamim tihiyè im ha Shem Eloeha) e di non indagare sulle cose occulte che Gli appartengono (hanistarot le Ha Shem).

Gnomen 218 - Nella Mishnà (Avot 4;2) è scritto "un peccato è causa di un altro peccato". Una volta che la YOD venne interpretata come la rappresentante del livello dei Mondi Emanati al di sopra della creazione e, in particolare, delle 10 Emanazioni Divine, ecco che furono varcati tutti i limiti. Prendete ogni parola della Torà, portatela alla sua astrazione metafisica in modo che non sia ostacolata da alcun vincolo fisico, elevatela al livello di Emanazione e associatela ad una delle 10 Emanazioni Divine (tramite le lettere in ebraico o le ghematrie che contiene) e otterrete la Grande Orchestra delle 10 Divinità Egizie associata al Pantheon idolatra del Libro dello Zohar.

Gnomen 219 - Non meravigliatevi quindi se Moshe de Leon riuscì a riempire migliaia di pagine con quelle che sembrano essere parole di Torà che si elevano alla santità dei mondi superiori delle Emanazioni Divine. Forse avrebbe potuto fare la stessa cosa con la Divina Commedia di Dante se fosse stato pagato meglio. Considerate anche quanto più semplice sia la teologia cristiana rispetto alla Saga Divina (o al Dio cosmico-emanato-Zeir-Anpin) così complessa eppure ben strutturata a tal punto da far cadere nella trappola fior di studiosi rabbinici dediti alla Torà e alle Mitzvot nella santità delle leggi, nel timore e nell'amore di Dio, come Yitzhak Luria, Haim Vital, Moshe Cordovero, Israel Baal Shem Tov, il Gaon di Vilna e il Gaon Malbim e molti, molti altri; senza cognizione di causa e ignari del peccato, essi si gettarono a capofitto nelle illecite e occulte unioni di Iside e Horus procreatrici dell'immagine divina del Faraone immerso nelle acque del peccato dello Yeor.

Gnomen 220 - Siamo semplici Asini; noi non crediamo negli dèi egizi o nel Pantheon greco-romano o nelle Emanazioni di Buddha o nella divinità del Figlio di Dio o nelle Divine Emanazioni dell'Ein Sof. Nella nostra semplicità crediamo che il Secondo Comandamento ci abbia separato e ci abbia proibito tali credenze. L'umanità sarà redenta quando sarà investita dalla vera luce dei Dieci Comandamenti, e non dalla falsa luce delle dieci emanazioni divine. Noi, poveri Asini, siamo rimasti indietro ai medioevali 13 Attributi del Rambam e non riusciamo a capire la sofisticata mistica del Libro dello Zohar e la portentosa Scala di Judah Ashlag che assicura di farci arrivare alle folgoranti illuminazioni della verità finale. Noi siamo rimasti indietro, alla ricerca dell'umiltà, della felicità del cuore, della modestia interiore, della semplice fede nel Signore, nostro Dio, il Creatore dell'universo.

Gnomen 221 – I nostri obiettivi sono ancora ad un livello così basso che ci accontentiamo delle cose semplici, dei veri sentimenti di fratellanza tra le persone, della compassione e dell'amore per il prossimo, della forza di carattere e delle battaglie con lo Yetzer ha rà che ostacola la nosra elevazione. Siamo ancora fedeli all'antico consiglio di cercare le virtù del cuore, nonostante ci venga detto che il mondo è cambiato e basta elevarsi alle luci superiori dello Zohar per raggiungere automaticamente la verità. No, noi rimaniamo Asini testardi e sprechiamo il nostro tempo e le nostre energie alla ricerca delle Virtù amate dal Signore, nostro Dio.

Gnomen 222 - Ci preoccupiamo ancora di termini così semplici come "fede" e ogni giorno cerchiamo di pavimentare il nostro cammino nella vera e unica fede nel Signore, nostro Dio. Come se appartenessimo ancora a quella prima redenzione lontana, cerchiamo di risvegliare il nostro cuore alla benedizione dall'Alto. Come mai siamo rimasti così indietro nel tempo? Perché siamo così testardi e ci rifiutiamo di credere che Dio possa cambiare il suo aspetto con il progresso della tecnologia moderna? Forse siamo rimasti virtuosi senza renderci conto che il Signore si è stancato di cose così piccole e ora desidera che ci eleviamo al suo Cuore emanato superiore, tutto spirituale, all'Essenza della Torà di Emanazione con i suoi mondi superiori di luce rivelata nel libro dello Zohar? Eppure, noi, Asini retrogradi, continuiamo a batterci il petto, "ashamnu, bagadnu, gazalnu, dibarnu dofi" ![40]

Gnomen 223 - Non lasciatevi ingannare dalle nuove generazioni; i Gradini di Marmo Bianco del Regno dei Cieli sono i Passi delle Virtù interiori individuali, che devono essere praticate verso il prossimo, prima ancora che verso Dio. Il vero scopo del Libro dello Zohar è di distaccare le persone dalle vere virtù del cuore, ma alla fine esso cadrà in disgrazia e sarà bruciato da coloro che meriteranno un cuore virtuoso. Le amate qualità di una fede semplice, di un cuore buono e sincero e le azioni caritatevoli verso i bisognosi non scompariranno mai dalla faccia della terra. Perché Dio è Onnipotente e Immutabile e la Sua Legge è e sarà eterna.

Gnomen 224 - Nei miei 13 anni di studio, lo Tzadik Haim non ha mai smesso di dirmi: "Stai sempre attento, Peretz, ricorda l'orfano, la vedova, il povero e il bisognoso, perché il Santo, Benedetto Egli sia, è vicino a loro e ascolta la loro supplica". Lo Tzadik Haim mi insegnava: "Ricorda bene, non importa l'elevazione che raggiungi, il giudizio sarà fatto sull'umiltà in cui conduci te stesso con gli altri. Non offendere nessuno e sii estremamente attento con l'ignorante perché non puoi conoscere lo scopo per il quale Dio ha creato ogni persona, né puoi conoscere le virtù nascoste del suo cuore amato da Dio. Piuttosto fatti ignorante come lui così da non mostrargli la sua ignoranza perché ciò facendo lo metteresti a disagio".

Gnomen 225 - (vedi Osea 6, 6-8) - I Bnei Baruch di Bnei Brak e la Scuola di Kabalà di R. Ashlag a Gerusalemme rappresentano dei veri pericoli per l'ebraismo; sono assassini del vero spirito della Torà e della Tradizione e versano il sangue spirituale di anime innocenti intrappolate nella loro terribile, abominevole e idolatra prigione dello Zohar-Ashlag. Il livello idolatrico che hanno raggiunto è simile a quello dell'Antico Egitto che divinizzava il faraone nella sua unione spirituale con il Nilo contro il quale fu inviata la Piaga del Sangue.

Gnomen 226 – DIARIO DELL'ASINO: Sono nel Segno del Nuovo Tepee (tenda degli indiani americani) del Nuovo Equilibrio Profetico della seconda Visione (hazon) vista dal profeta Habakuk. Sono entrato nell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male Corretto e ho spezzato il Collo del Faraone che impediva la continuazione della Redenzione. Sono nel segno di Shushan, come la doppia SHIN udita da Davide Levi nel suo sogno (una prima SHIN corta e una susseguente SHIN lunga). Sono le due SHIN del Nuovo SHUSHAN della Redenzione Finale che rappresenta la Città in cui regnano la Giustizia del Tribunale di Mordechai ha-Tzadik e le Virtù del Palazzo della Regina Ester. La prima SHIN è una GRANDE SHIN che è impressa sulla mia fronte [41]. E' la SHIN che unisce le 13 Nuove Mazalot del Leviathan alle 13 Stelle della Costellazione della Shoshanà. La SHIN LUNGA nel mio cuore collega le Profonde Acque Nascoste alle Virtù del Cuore. Da una SHIN all'altra c'è la Nuova VAV della Redenzione Finale che connette il Nuovo Cervello Umile al Nuovo Spirito del Cuore. E quando questo legame viene completato, la VAV si estende da capo a piedi diventando la LUNGA NUN FINALE di SHUSHAN, che unisce la NUN SOFFIT del Leviatano alla NUN SOFFIT di Yehoshua Bin NUN. Ciò favorisce il completamento della Nuova, Vera Kabalà del Leviathan con il potere della vera Kabalà di Yehoshua bin Nun per la formulazione della Nuova Legge della Redenzione Finale.

Gnomen 227 - Questa è la storia del Nuovo Purim che inizia con il Completamento dei Segni di SHUSHAN, come qui spiegato. Non c'é Purim senza la disfatta di Haman Amalekita, che simboleggia la freddezza del cuore e l'odio viscerale per la Vera Tradizione del popolo ebraico. Né la Redenzione Finale arriva senza i suoi parallelismi con la prima redenzione e senza il suo Faraone che mette in risalto i portenti di HA SHEM.

Gnomen 228 – Ho ricevuto dal Goel Finale, Haim, il Segno del Rinnovato Patto della BET di BERESHIT’[42] insieme al Segno del Patto di Pace del profeta Elia, di benedetta menzione. Essi corrispondono alla continuazione profetica dell'ultima profezia di Malachia al tempo della seconda Visione del profeta Habakuk. Tutti questi, i Segni di SHUSHAN e i Segni del Patto di Rinnovamento e il Patto di Pace sono necessari per la continuazione, a Dio piacendo, degli scritti di Sefer Mishnat Haim.

Gnomen 229 - Ciò che ha impedito la Redenzione, senza che ce ne rendessimo conto, è stato il quarto elemento della Porta d'Argento, la "forza del contrasto". E' per questo motivo che è arrivata la notizia della forza di questa scuola e del sito dello Zohar-Faraone. Ignorando chi fosse il vero nemico, non abbiamo potuto affrontare la forza del contrasto. Come detto, non c'è Redenzione senza Faraone perché la forza del contrasto non può mancare. E' importante capirlo. Se sai chi è il tuo nemico, lo puoi combattere e contrastare verbalmente in ogni occasione possibile. Ho notato che in generale gli allievi trovano molto più gradevole parlare di argomenti piacevoli. Va ricordato, però, che conoscere la verità ti obbliga a portare avanti la tua "guerra" che sono poi le Guerre di Dio. E' un grande privilegio partecipare alla denuncia del male e parlare in ogni occasione contro i nemici conosciuti.

Gnomen 230 – Cari allievi, non dimenticate che le vostre parole sono potenti e vengono ascoltate dall'Alto, perché siamo in pochi e abbiamo resistito fino ad ora. Non siate pigri nel fare le vostre battaglie verbali contro i malvagi perché questo risveglia la qualità della forza del contrasto. (Vedete che questo è il quarto dei 4 Cancelli di Argento, che chiude le 4 Porte d'Oro e le 4 Porte d'Argento che proteggono il Palazzo delle Virtù di Ester, necessarie per estendere la Redenzione nella Capitale di SHUSHAN. Quindi, anche con le altre 7 porte, se la forza di contrasto non è completa, non si può ancora entrare nel Palazzo delle Virtù).

Gnomen 231 - DIARIO di Meshullam: alcune nuove benedizioni per il rinnovato Segno del Matrimonio del Cavallo Bianco con la Doppia Coda:

Benedetto è EHEYE ASHER EHEYE che ha progettato un Nuovo Matrimonio tra il Nuovo Regno dei Cieli e la terra.

Gnomen 232 - Benedetto è ADONAI TZEVAOT che unisce le 13 Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan al Nuovo Patto Finale della Terza e alla Redenzione Finale, per merito del Goel Finale, Haim.

Gnomen 233 - Benedetto è ADONAI EL OLAM che ha progettato il completamento dell'umanità nel suo spirito, nella sua mente, nelle sue azioni e nella sua anima per le generazioni della Redenzione Finale.

Gnomen 234 – Benedetto è EL HAI che rinnova i Segni di Adamo ed Eva, il nostro primo padre e la nostra prima madre, nel Nuovo Matrimonio dei cieli e della terra della Redenzione Finale.

Gnomen 235 – Benedetto è EL ELYON che benedice lo sposo e benedice la sposa nel Nuovo Matrimonio della Redenzione Finale sotto il Baldacchino delle 13 Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan.

Gnomen 236 – Benedetto è ADONAI ELOHENU che santifica il Nuovo Matrimonio secondo i Nuovi Altari della Casa di Preghiera della Redenzione Finale di 7 Piani, 13 Altari di Preghiera e il Tappeto dell'Islam.

Gnomen 237 – Benedetto è EL SHADDAI che benedice le nevi delle montagne e le sabbie delle spiagge su cui hanno camminato i piedi di coloro che diffondono le Meravigliose Notizie della Redenzione Finale, per merito del Maestro Haim.

Gnomen 238 - DIARIO: Così siamo saliti sul monte e con 10 gradi sotto zero; Paolo e Nodà hanno messo un piede nudo su quella neve ghiacciata. Poi sono entrati nel caldo della macchina e abbiamo letto le Nuove Benedizioni. Abbiamo bevuto succo di mela e succo d'arancia per la festa nuziale. Poi il Cavallo Bianco ci ha fatti scendere in fretta dalla montagna e dal mare di Marinella e qui Paolo e Noda hanno denudato il piede sinistro e l'hanno coperto nella sabbia. Ora, chi ha mai visto, ha mai visto un tale Matrimonio-Rinnovato? Ancor di più, da quando abbiamo lasciato la casa fino al nostro ritorno, non abbiamo mai, in tutta la nostra vita, visto nuvole così belle in cielo. A forma di grandi dischi volanti nevosi, rotondi e morbidi, incollati insieme in parvenze diverse, da balene ad uccelli giganteschi con enormi ali, ad altri animali e pesci, che ci hanno accompagnato in tutti i Segni del Rinnovato Matrimonio tra il Regno dei Cieli e la terra, nel Segno delle 13 Nuove Mazalot del Leviatano. Ah, sì, prima di uscire di casa la mattina, fuori, nel cielo, c'era una nuvola che aveva la forma di un occhio molto grande e positivo. Che segni!

Gnomen 239 – Si tratta di veri Segni di Dio Onnipotente, segni che cerchiamo e amiamo ricevere per testimoniare nella Redenzione Finale. Non false luci dello Zohar che accompagnano le distorsioni mentali di mondi inesistenti, distaccati dal vero mondo della redenzione di Dio! "Ogni persona può raggiungere le più alte luci spirituali dello Zohar", scrive il Ghilad "è sufficiente avere un forte desiderio di riceverle." Questa insana affermazione che origina dai cattivi odori dello sterco del Vitello d'oro sembra lo spot pubblicitario ideato dal PR del Faraone. Frase impura a mille anni luce dalla vera santità della Torà.

Gnomen 240 - Anche i seguaci della Scientologia dichiarano di sapere uscire dal corpo e fluttuare da un posto all'altro; affermano di poter sapere chi erano nelle vite passate; si vantano di risolvere ogni malattia o problema e di condurre una vita a livello superiore, grazie anche ai bei soldoni che ricevono da chi li segue. La Dianetica, d'altra parte, è una branca della satanologia scientifico-religiosa, che ha fatto di Lucifero uno scaltro imprenditore che insegna ai suoi fedeli a gonfiare il proprio conto bancario; questo movimento è comunque odiato dal Creatore dell'Universo che alla fine lo farà scomparire per sempre. Dal cielo è stato chiamato il "terribile spirito da frigorifero che rende schiava la mente della gente e le ruba i soldi". Non ce lo siamo inventato noi, lo abbiamo ricevuto dall'Alto[43] nei Segni Completi della Terza Redenzione Finale, per merito del Goel Finale, Haim.

Gnomen 241 - Non lasciatevi ingannare dalla facilità di lasciare il corpo. Guru, Shamani, mistici e maghi lo hanno fatto per millenni. Beh, non è poi così facile... Ci vuole un po' di allenamento e metodi di indottrinamento. Ci si lavora per poterlo fare. Soprattutto per distruggere la vera e normale relazione tra corpo e spirito, separando la mente dal corpo e assumendo uno spirito da automa che obbedisce alla loro mente quasi-divina-messianica-padrona come quella di Ron Hubble o del reverendo Moon. Ecco il loro segreto! Imparano a separare la mente dal corpo, contro la volontà di Dio Onnipotente. E svaniscono nel vuoto dei riflessi di specchi distorti perdendo le loro porzioni sia in questo mondo che nell'altro.

Gnomen 242 – Allo stesso modo Gilad Shadmon spiega che ora c'è un modo per porre fine a tutte le sofferenze e tutte le afflizioni. Bisogna seguire la "via della Torà" che Satana indica. Come il "modo di concedersi la possibilità di ottenere il pieno godimento della propria esistenza senza limiti". Andate allora alla Scuola Ashlag e imparate metodicamente come scalare la Scala Zoharitica dei Mondi Spirituali Superiori di Emanazione; allora imparerete a camminare in entrambi i mondi allo stesso tempo e sarete liberi da ogni sofferenza terrena e conoscerete solo i piaceri più alti ogni minuto della vostra esistenza. Non c'è bisogno di commento!

Gnomen 243 - Non lasciatevi ingannare dai mondi spirituali o da chi dichiara la verità dei livelli elevati e luminosi che ha raggiunto. Esistono miriadi di tali "regni spirituali" e non appena lo spirito della persona impara a staccarsi dal corpo, viene abbagliato dalle luci che trova. Non c'è assolutamente alcun merito davanti a Dio Onnipotente nell'elevazione a tali livelli. Chi pratica questi "esercizi spirituali" non fa altro che evitare le battaglie per le quali la sua anima è stata inviata nel mondo e che sono molto preziose e necessarie per la sua elevazione. Le battaglie, le difficoltà, le afflizioni, le sofferenze, fanno parte della nostra esistenza e sono un parametro per misurare il nostro livello di fede.

Gnomen 244 – E' interessante notare come Gilad Shadmon travisi il senso di mondo delle anime. Ciò che nella Tradizione è chiamato 'olam ha-bà (il mondo a venire, usato generalmente per designare il mondo delle anime dopo la morte), in Shadmon è associato allo stato di perfezione raggiunto partecipando ai mondi spirituali superiori del Libro dello Zohar. In tale stato di imperturbabilità, che permette di conseguire ciò che si desidera, si potrà camminare contemporaneamente nell''olam ha-bà' e nell' 'olam ha-zeh' (questo mondo). Ovviamente l'idea tradizionale dei due mondi non interessa al nostro super-mistico e si può facilmente dedurre dalle sue parole che il mondo dopo la morte terrena serva solo per far tornare le anime, nella loro prossima re-incarnazione (ghilgul), in un altro corpo finché non avranno raggiunto il loro nirvana nel Libro dello Zohar, per cui potranno, alla fine, procedere in entrambi i mondi.

Gnomen 245 - Vedete con quanta facilità tutto venga risolto nelle Acque della YOD della falsa-Kabalà. La YOD, le Dieci Emanazioni Divine, sono sopra la Creazione, sono oltre questo mondo, sono quindi l'olam ha-bà. Se fate il bagno nel Nilo e immaginate le unioni divine illecite, potrete varcare i limiti esistenti fra l'olam ha-zeh e l'olam ha-bà. OK, il resto della Tradizione che stabiliva confini e limiti era per il povero Israele ignaro delle virtù taumaturgiche delle acque del Nilo; ora, però, con la Scala Ashlag, potete scalare, amici ebrei, e arrampicarvi con estrema facilità e anche nuotare intorno ad ogni passo della Scala, perché ora è il momento delle Grandi Acque in cui tutta l'esistenza è solo un preludio al Sangue Emanato di Yeor.

Gnomen 246 - La Torà del Creatore, per questo kofer muhlat[44], riguarda solo le questioni materiali, la Torà esterna, ma la Torà stessa si nasconde dietro il Creatore solo per rivelare (o per nascondere) ciò che in realtà l'Emanatore sta facendo sopra nel Mondo di Emanazione. Se raggiungete l'Emanatore, quindi, non avrete bisogno delle creazioni inferiori e potrete immaginare tutte le unioni illecite che desiderate avere. Persino il Serpente stesso non potrebbe offrirvi un'offerta migliore di questa!

Gnomen 247 - Noi Asini ci atteniamo al vecchio adagio che conclude il Libro di Ecclesiaste (12, 15-16): "Ascoltatiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: temi Dio e osserva i Suoi comandamenti: perché questo è il tutto dell'uomo. Poiché Dio farà venire in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, sia il bene, sia il male".

Possa il Signore, nostro Dio, Creatore dell'universo e il Santo Dio di Israele, aver pietà della Sua nazione eletta e salvarla con le sue preziose anime dal cadere nella terribile trappola delle "cose occulte" il cui scopo nascosto è il male.

Amen ve-ken yehi ratzon.

Gnomen 248 - Prego il Signore, nostro Dio, affinché abbia grande misericordia delle Nuove Anime del Regno dei Cieli che sono discese nel mondo negli ultimi 16 anni e di quelle che scenderanno, per proteggerle nei corpi e per renderle del tutto immuni nel loro spirito dall'insidiosa, odiosa e idolatra trappola della falsa Kabalà.

EL SHADDAI, proteggi i bambini e tieni in considerazione la bontà del loro cuore e l'innocenza delle loro anime, e allontanali per sempre dalle insidie della falsa Kabalà. Amen ve-ken yehi ratzon.

Gnomen 249 - Il mio cuore grida al Signore, mio Dio. Rabbrividisco intimamente pensando a ciò che sta accadendo, alle vittime, alle anime innocenti che cadono, poiché non sono in grado di distinguere ciò che cova di sotto. Piangiamo con le lacrime di Rachele, nostra madre, per le anime che hanno perso la loro vera identità e anelano a ritornare entro i confini dell'ebraismo e piangeremo dalla gioia quando li vedremo tra noi, liberati dalle catene del prolungato esilio.

Gnomen 250 - Erigi un muro di fuoco attorno alle anime scelte, o Signore, e non lasciare che rimangano irretite dalle insidie di quest'ultima perfida prostituta, prima della redenzione di Israele. Sapevamo che doveva venire fuori perché tutti i livelli del male devono uscire allo scoperto per essere distrutti per sempre nella Quarta Generazione. Apri gli occhi della Tua nazione in modo che riconosca il proprio errore. Esaudisci la mia preghiera, o Signore, mio Dio, e fa' che una barriera di fuoco separi la vera fede dei discendenti di Giacobbe. Amen, ve-ken yehi ratzon.

Amen, ve-ken yehi ratzon.

 

 

Capitolo 6

 

Gnomen 251 - Ho visto molti cambiamenti nella mia vita. A 17 anni non conoscevo ancora la differenza tra ebrei ashkenaziti e sefaraditi; eppure era nel mio destino conoscere e aiutare gli altri, grazie a Dio, a distinguere tra la vera Kabalà di Israele e la falsa Kabalà originata dal Libro dello Zohar.

Gnomen 252 - Scendo a quattro zampe e raglio, felice per i Segni dell'Asino che cadono su di me.

Gnomen 253 - Credo di aver visto più contrasti nella mia vita di chiunque altro. Parlo perché fa parte del mio obbligo di parlare, dei Segni dell'Asino, dei Segni del Grande Pesce e persino dei Segni della Tartaruga Illuminata.

Gnomen 254 - Inzuppo un pezzo di pane nel latte e lo strofino sul miele che ho spalmato sulle mie ginocchia. Guardo verso l'alto finché percepisco il mio segno nel Regno dei Cieli e dico "Per la benedizione del rito del Latte e del Miele sull'Altare di Malchitzedek". Poi mangio il mio pane d'Asino con latte e miele e dico "Benedetto è ADONAI ELOHENU, che mi ha fatto Suo pane".

Gnomen 255 - Avrei dovuto forse sottacere i pericoli dell'estasi di Shadmon ?! Niente affatto, la forza del contrasto porta con sé la saggezza del contrasto e l'Asino non è uno che si lascia scappare tali occasioni.

Gnomen 256 - Il signor Remo Levi, la pace sia con lui, aveva mandato un sogno in cui giovani uomini di altri movimenti hassidici erano morti prima del tempo a causa del loro stile di vita e delle loro pratiche. Che nesso hanno costoro con le Guerre di Ha Shem?

Gnomen 257 – I fanatici chassidici generalmente non sono ben visti dal popolo d'Israele, che, del resto, non è a conoscenza che essi derivano dallo Zohar. In generale, l'ebreo comune non ha mai approfondito le false dottrine teologiche che sono alla base dei movimenti della Hassidut, nati nel XVIII secolo.

Gnomen 258 – Quando e come il popolo ebraico si troverà faccia a faccia con la teologia dello Zohar? L'opuscolo di Gilad Shadmon mi ha fornito le risposte. Alla fine, l'ebraismo tradizionale capirà il male insito in questo scritto idolatra.

Gnomen 259 – Il linguaggio semplificatorio di Shadmon chiarisce bene gli scopi dei seguaci zoharisti. Shadmon ha studiato medicina alternativa per anni ed è a conoscenza delle relazioni tra idee e sistemi; sostiene di aver scritto il libro per divulgare lo spirito dello Zohar. E come se avesse detto: "Smettiamola una volta per tutte di fare gli "ermetici". Diciamo chiaramente ciò in cui crediamo e ciò a cui miriamo, con un linguaggio chiaro che tutti possono intendere se non sono stati ancora contaminati da altre forme di ebraismo".

Gnomen 260 – E' proprio così. Questo ciarliero kofer non fa giri di parole. Gilad Shadmon dice chiaramente che non c'è assolutamente bisogno di nient'altro al mondo se non il Libro dello Zohar e la Scala Ashlag per raggiungere il vero scopo della vita e nient'altro in esistenza può dare o portare a quel vero scopo. Più chiari di così! Il libro 'Milhamot Ha Shem' (1931) del Hacham yemenita Shlomo El Kapah e lo Herem delle Cinque Tavole ci hanno avvertito che la falsa Kabalà dello Zohar porta a negare la vera Torà; purtroppo, però, il Libro dello Zohar è ancora 'coperto' dal Mantello della Halachà dell'ebraismo tradizionale e dei movimenti hassidici come Habad, che lo considerano un testo 'santo'.

Gnomen 261 - Fu qui che capii che dalla Quarta Generazione odiata di Habad a questa Kifrut-Zohar-Ashlag/Leitman-Shadmon c'era una connessione incredibile. Uno era occultato sotto secoli di raffinatezza esegetica rabbinica, mentre quest'ultima negazione è manifesta e mette in secondo piano tutta la Tradizione. Poi ho capito dai Segni delle Piaghe e dal Segno del Faraone (da me ricevuto) che quando il ciclo idolatrico scende fino al livello di Quarta Generazione Odiata (Habad) dove è così radicato in abiti tradizionali così come il suo sviluppo storico con le sue radici indiscernibili, esiste ancora un altro livello doppio della Quarta Generazione Odiata che, per così dire, riporta il trampolino di lancio al peccato originale dei padri del Libro dello Zohar stesso.

Gnomen 262 - Questo è in corrispondenza con il Segno fatto dal Goel Finale, Haim, nel Segno delle Stelle dalla Quarta Stella Spostata alla Prima Stella, riguardante il peccato idolatra nella sua quarta discendenza generazionale. E' una strategia dall'Alto perché, alla fine, è il peccato del Libro dello Zohar e la sua teologia idolatra che deve essere conosciuta. Il terribile errore del messianesimo di Habad non è stato sufficiente a risvegliare la comprensione fino alle radici della questione. La semplicistica mistica di Gilad Shadmon ha eliminato ogni sviluppo storico (eccetto Ashlag) e il nuovo stadio è stato impostato per il Grande Culto ai Dieci Schierati Emanati stessi come insegnato nello Zohar. Faraone, Piaghe, Kifrut mai visti prima; il Segno della Redenzione Finale avrebbe dovuto annunciare che era giunto il momento; ‘od hazon la-moed[45] aveva raggiunto il suo momento.

Gnomen 263 - La "hutzpà" (sfacciataggine) di Gilad Shadmon è davvero faraonica, sia perché mina la vera Tradizione sia perché cattura vittime innocenti. Il momento del giudizio severo è alle porte. Qui il male ha raggiungto l'apice e ha colmato il calice del peccato. Parliamo del quinto livello del peccato, ma bisogna ricordare che si tratta di un quinto livello della Quarta Generazione Odiata. E' il peccato che "avvolge" tutto il suo passato in un nuovo pacchetto pulito pronto ad essere inviato su un livello universale, come la Quinta Stella che è la Stella Universale. Il Segno delle Stelle, che è anche il segno dei tempi della quarta generazione, è esso stesso raddoppiato. Per esempio, il peccato idolatra nel campo ebraico e quello in campo cristiano raggiungono il livello del 10, che rappresenta il Segno del Faraone (il decimo dio d'Egitto) e il Segno delle piaghe (che erano 10).

Gnomen 264 – Se uno legge attentamente l'opuscolo di Shadmon, potrà capire che le mani dell'autore sono quelle di un impostore e la voce è quella del Faraone, re d'Egitto, il rappresentante per eccellenza dell'arroganza odiata dal Dio d'Israele. Il vero nemico del popolo ebraico (nascostosi per lunghi anni) ha finalmente deciso di mostrare il suo volto. Ecco, indossa una tunica egizia e incede superbamente con una corona di amor proprio e di sicurezza di sé demoniaca che ostenta l'assoluto Regno del Libro dello Zohar per tutti.

Gnomen 265 - Purtroppo ci sono vittime perché molti non hanno i criteri per individuarne l'arroganza e non hanno la vera Tradizione del Secondo Comandamento. D'altra parte, puoi ingannare un ebreo quando dorme, ma non quando è sveglio. Il male di questo opuscolo, l'iniquità delle sue intenzioni e l'assoluta arroganza del suo autore hanno portato il peccato dello Zohar sulla terra affinché tutti lo vedano. Vox populi è necessaria nella Redenzione Finale e vox populi arriverà e gli ebrei ovunque saranno in grado di denunciare e di maledire il terribile manicomio zoharistico di Ashlag facendolo scomparire per sempre.

Gnomen 266 - Il fatto del quinto livello è significativo come il livello finale di questo male nel vero senso della ben nota frase di Kohelet (7.14) 'zeh le-umat zeh' 'Dio fece uno contro l'altro'. Ciò significa che il Creatore, Benedetto Egli sia, creò le forze del bene in contrapposizione alle forze del male. 'Le-umat zeh' (le forze negative) sono conosciute anche come 'sitra-ahra' (la contro parte, l'altra parte). Come spiegato nelle Cinque Tavole, bisogna tenere presente che certi termini come questo 'sitra-ahra' esistono nella realtà linguistica della vera Kabalà ma sono stati falsati e corrotti dalla teologia dello Zohar (come il termine Esser Sefirot Beli-mà (10 Emanazioni senza sostanza) corrotto nello Zohar in Esser Sefirot Ne'etzalot (10 Emanazioni Divine).

Gnomen 267 – Il Rabbino yemenita El Kapah inveisce con parole di zolfo e di fuoco e con le sue 10 Sefirot di Kedushà (santità) contro lo Zohar e le sue 10 Sefirot di sitra-ahra (impurità). Come nel mio sogno in cui vedevo il diplomatico James Baker che diceva: "dobbiamo ammettere che le 10 Emanazioni esistono ma il loro significato è stato falsato". Questo è essenziale per capire che il nemico non sono le 10 Sefirot beli-mà, bensì le 10 Sefirot ne'etzalot.

Gnomen 268 - Ecco il punto. La falsa Kabalà è esattamente la 'sitra-ahra' della vera Kedushà. E' ESATTAMENTE l'opposto a 180 gradi della vera Kabalà. Se uno, per ipotesi, legge lo Zohar con lo scopo di negare ogni aspetto della sua teologia invalidando la falsa terminologia delle Emanazioni, potrà convalidare la vera teologia del Secondo Comandamento ed eliminare le manipolazioni in un contesto appropriato di vera Kabalà. LA FEDE SBAGLIATA HA PERMESSO LA CADUTA DI ISRAELE. Infatti la Sitra-ahra è in diretta contrapposizione alla Sitra d'Kedusha; l'interpretazione errata e deviante ha fatto cadere i rabbini che hanno creduto in buona fede che le parole dello Zohar fossero "sante" e "vera Kabalà".

Gnomen 269 - Possiamo ora dichiarare, con i Segni a portata di mano, che il raggiungimento del Quinto Livello del Male del terribile, profetizzato peccato menzionato nel Secondo Comandamento rappresenta anche il completamento del peccato dei Cinque Partzufim del Libro dello Zohar. E il Decimo Livello del Faraone raggiunto con il testo Shadmonico indica che le Dieci Sefirot della Sitra-Ahra del Libro dello Zohar hanno raggiunto il punto massimo del loro peccato.

Gnomen 270 - Quindi riprenderemo, a Dio piacendo, la rottura delle Prime Tavole che contenevano i 10 Comandamenti a causa della moltitudine mista (erev rav). Moshe Rabbenu le mandò in frantumi scendendo dal Sinai in quel terribile, storico Segno della Grande Correzione.

Gnomen 271 - Purtroppo, tutti quelli che credono nella falsa Kabalà sono essi stessi intrappolati nella sitra-ahra e solo un'inversione totale può salvarli. Per questo motivo vedono ogni tipo di luce che vogliono vedere. L'altra-parte esiste veramente ed è estremamente potente. Terribile è la trappola peccaminosa del Tempo della Fine.

Gnomen 272 - Il loro cuore si è indurito a tal punto nella loro falsa fede, (aiutato dalla sitra-ahra che la rafforza), che, come il Faraone, si arrenderanno solo alla fine, grazie ai miracoli del Santo Dio di Israele. Siatene certi. Con la Quarta Generazione ci sarà la fine delle dottrine di idolatria nel mondo, dalle forme più grossolane a quelle più sofisticate, filosofiche, metafisiche, cosmologiche e mistiche.

Gnomen 273 - DIARIO: Solly mi ha inviato alcuni scritti, tra cui "Pregare secondo la Kabalà" dei Rosacroce (che sostengono di conoscere la "Rosa segreta della Croce"). Osservate bene come si stia creando un aspetto 'universale'. I kabalisti rosacrociani mischiano Zohar, Buddismo, Induismo, Gnosticismo e Cristianesimo nel Grande Calderone della meditazione rosacrociana tramite un incredibile sistema 'scientifico' di pura meditazione kabalistica. I 5 Partzufim e le 10 Emanazioni Divine ballano insieme a Karma e Dharma, Gnosis, Nomos e altri spiriti.

Gnomen 274 – Tra parentesi, l'amore universale per lo Zohar si è diffuso a macchia d'olio in questi ultimi 20 anni, grazie anche ad Internet, che, tuttavia, alla fine farà capire al resto di Israele quanta impurità sia presente in esso.

Gnomen 275 – Vi chiederete perché esistano così tanti intricati sistemi di meditazione, che vantano il miglioramento e la perfezione, il potere interiore e la felicità della persona e sostengono di condurre alla realizzazione degli scopi desiderati dal Signore. Ebbene, tali sistemi sono in apparenza deliziosi e belli da meditare, ma non portano i risultati desiderati da EL SHADDAI per l'umanità. Hanno le loro luci e la loro elevazione dello spirito e grandi piaceri intellettuali e spirituali, ma sono aborriti da Dio Onnipotente, unico Creatore dell'universo, Benedetto Egli sia e Benedetto è il Suo nome in eterno, per le anime da Lui amate.

Gnomen 276 – In che cosa si caratterizza il male a cui portano questi grandi sistemi di meditazione? Come mai il peccato dell'idolatria li accompagna? E perché le persone sono attratte da un peccato che è così odiato da EL KANA' Dio Geloso, Creatore dell'universo?

Gnomen 277 – In verità, l'idolatria è più facile da vedere quando si presta culto o si adora un oggetto (una pietra, una statua e così via) oppure il sole, la luna, gli astri. Se però l'oggetto di culto non è visibile o tangibile, ecco che viene occultato da idee e immagini metafisiche, cosmologiche, mistiche, che riescono a nasconderne il contenuto idolatra.

Gnomen 278 - La Quarta Generazione Finale, con il Segno del Goel Finale, Haim, che unisce 4000 anni di storia dalla Stella di Abramo, nostro padre, rappresenta la Grande Conclusione di tutte le forme di idolatria, anche le più sofisticate. Spesso ci chiediamo come sia possibile che dopo 4000 anni di storia, il mondo sia ancora così impregnato di idolatria e persino una parte di Israele, nei suoi ultimi secoli di storia fino alla Shoà, non ne sia esente; anzi, il misticismo idolatra continua a fare proseliti. E allora chiediamoci: è peggiore l'idolatria del passato o quella presente?

Gnomen 279 – E' una domanda difficile, ma possiamo trovare una risposta semplificando il concetto stesso di storia; il Segno fatto dal Goel Finale, Haim, collega la storia alla verità della sua sostanza 'ciclica' ma 'progressiva'. Anche l'idolatria è ciclica, poiché il Secondo Comandamento insegna che il peccato di idolatria raggiunge progressivamente il suo culmine in ogni Quarta Generazione. In senso generale, possiamo dire che con la Quarta Generazione Finale hanno fine i culti idolatri. Nelle passate generazioni, abbiamo visto la fine di molte nazioni idolatre e possiamo solo augurarci che sia prossima la fine di tutte le forme di idolatria materiale e mentale.

Gnomen 280 - Lo spessore dell'idolatria visibile era maggiore nel passato e così anche la magia, le scienze e le forze occulte riguardanti l'adorazione degli idoli e degli astri. Quasi nulla di quei poteri occulti è rimasto nel mondo d'oggi e il poco che è rimasto è una reminiscenza del passato. Ciononostante, c'è una progressione, o meglio una progressiva digressione, di certi aspetti dell'idolatria, che sopravvivono da 4000 anni fino a quando verranno distrutti in questa Ultima e Terribile Quarta Generazione Odiata. Sarebbe impossibile distinguere l'idolatria sofisticata di oggi se non avessimo dei parametri per individuarla. Per questo motivo possiamo dire che il libro dello Zohar, molto sofisticato e molto idolatra, doveva per forza diffondersi, così da poter diventare il segno distintivo dell'idolatria più fine. Ecco perché la sua distruzione rappresenterà una tappa storica fondamentale dell'odio di Dio verso l'idolatria in seno al popolo ebraico e fra le nazioni del mondo.

Gnomen 281 - La distruzione di questo Grande Male Finale sarà il catalizzatore per riportare Israele alla vera Torà, nonché alla sua comprensione e accettazione della Redenzione Finale. Perché non è una nazione qualunque che è caduta, ma il popolo eletto, i discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe. Non è un libro solo che è stato profanato, ma i Cinque Libri di Moshè Rabbenu e la vera Tradizione, la vera Kabalà di tutto Israele. E' questo il motivo per il quale molti ebrei hanno perso, purtroppo, la fede nella Torà. In futuro, però, i meriti nella storia ebraica avranno il sopravvento e tutti comprenderanno la realtà profetica in cui ora ci troviamo.

Gnomen 282 - Ciò che è odiato nell'idolatria dal Signore, nostro Dio, è l'arroganza che la accompagna e quanto più sofisticate sono le dottrine tanto più detestabili sono le manifestazioni interiori di superbia intellettuale che distruggono il cuore vero, che è amato da Dio. Il vero cuore di Israele, l'umiltà interiore che ne è parte, viene rivelato quando l'arroganza idolatra viene distrutta.

Gnomen 283 - Il senso di umiltà e la comprensione dell'errore dovevano venire fuori all'interno del popolo ebraico, affinché nessuno alzasse la testa con arroganza dicendo "siamo migliori degli altri". Questa è la grande lezione della storia che Dio ci ha impartito per insegnarci l'umiltà da Lui amata e necessaria per ricevere la Terza Redenzione Finale di EHEYE ASHER EHEYE, per merito del Goel finale scelto, Haim.

Gnomen 284 – Riassumendo, ecco i principali elementi della Convergenza che stiamo osservando in questo testo fino ad ora: 1) il quadruplo, 4 periodi di 4 anni fino alla chiusura di questo 16esimo anno; 2) il Segno del quinto livello del peccato della falsa Kabalà; 3) il Segno del Faraone e il Segno delle Piaghe nel Segno del 10; 4) la corrispondenza del 17esimo anno in arrivo con il "secondo tempo stabilito" della profezia in Habakuk; 5) il rapporto di questa profezia con l'uomo giusto che vive nella sua fede.

Gnomen 285 - La profezia di Habakuk va riferita a questa Quarta Generazione Finale, che ha il suo raddoppio e persino il suo quadruplo, così come alluso nella profezia stessa. Infatti, essa parla della visione di un primo "tempo stabilito" e della visione di un "secondo tempo stabilito" ed è quindi raddoppiata nei contenuti. Ma anche il "secondo tempo stabilito" è raddoppiato: riferito alla Redenzione Finale, allude in particolare alla "seconda e ultima apertura" dal 17esimo anno dei Segnali Completati in poi. In termini di Quarta Generazione Finale, in generale, si riferisce al 36esimo anno dei 65 anni della Quarta Generazione. Stiamo discutendo la profezia principalmente in termini di apertura nuova e definitiva della Scuola e Segno della Terza Redenzione Finale.

Gnomen 286 - Per quanto riguarda la Quarta Generazione di 65 anni, il "secondo tempo stabilito" può riferirsi solo al 36esimo anno perché la sua spartizione, come indicatoci, è di 35 e 30 anni; pertanto il 36esimo anno è il primo anno della seconda metà della Quarta Generazione. Ciò corrisponde perfettamente al fatto che il periodo della seconda metà della Quarta Generazione è di gran lunga più difficile e "terribile" da superare. Così vediamo che la profezia, dopo il "secondo tempo stabilito", prosegue e avverte che seguirà un'attesa spasmodica per il tempo della fine, ossia il tempo della Fine del Grande e Terribile Giorno del Signore della seconda metà della Quarta Generazione; e poiché è protratta nel tempo con la pesantezza della distruzione e delle calamità, è necessario l'avvertimento "anche se tarda, aspettalo, perché verrà sicuramente e non tarderà".

Gnomen 287 - Non tarderà perché i suoi tempi sono quelli della Quarta Generazione Finale come ci sono stati insegnati dal Goel Finale, Haim, per mezzo del Segno delle Stelle e dei Segni Completi della Redenzione Finale. Per quanto riguarda il Segno dell'Asino che mangia il Pane, tuttavia, i principali periodi di interesse riguardanti la ricezione e la diffusione delle testimonianze scritte e delle spiegazioni sono, invece, suddivisi in: 1) il periodo principale di preparazione di testi e documenti; 2) l'apertura finale autorizzata di tale diffusione. Dalla convergenza attuale abbiamo concluso che i primi 16 anni sono chiamati anni di preparazione, dopodiché inizia il secondo tempo fissato per gli annunci e, a Dio piacendo, per la diffusione stessa [46].

Gnomen 288 - La profezia stessa è nella forma di raddoppiamento e ri-raddoppiamento: 1) la prima visione di un tempo stabilito con 2) la formulazione di quella visione su Tavole comprensibili a tutti; 3) la seconda visione di un secondo tempo stabilito e 4) l'attesa affannosa del tempo della fine che arriverà sicuramente a tempo debito. Va notato che la profezia non parla di scrivere la seconda visione su Tavole. Questo perché la maggior parte delle Tavole sono già state scritte nei primi 16 anni nei documenti e nei testi di Sefer Mishnat Haim.

Gnomen 289 - Probabilmente il senso di attesa affannosa (anche se ritarda, ecc.) in riferimento al Segno della Redenzione Finale, va riferito all'immensa pazienza necessaria (in campo ebraico e non ebraico) per la sua comprensione. Alla fine, tuttavia, la comprensione arriverà, secondo i tempi della Quarta Generazione, ma chi avrà il merito di riceverla? La profezia lo indica: non la persona indegna che non raddrizza la sua anima (o non si corregge) bensì l'uomo giusto che vivrà nella sua fede (Habakuk, 2, 4).

Gnomen 290 – Questo lo possiamo chiamare il quinto elemento della profezia che è in corrispondenza con la Quinta Stella Universale del Segno delle Stelle [47]. E' anche universale nello scopo riferendosi a tutte le persone, uomini e donne, in tutto il mondo. In effetti, la Nuova Legge della Redenzione Finale si basa sul concetto di questo verso ed è chiamata la Nuova Legge del Giusto che vive nella sua Fede. La profezia di Habakuk è la più importante che tratta la Fine del Tempo o meglio i tempi finali della Quarta Generazione. Indica che i tempi sono 'notificati', ossia hanno un inizio, una continuazione, una prima scadenza definita, un'attesa spasmodica fino al Tempo Finale che è esso stesso l'inizio dei periodi di pace delle generazioni della Terza Redenzione Finale. La profezia ci dimostra che la storia è ciclica e progressiva.

Gnomen 291 - La profezia incarna gli elementi temporali della Quarta Generazione Finale e non considera direttamente gli elementi del peccato della Quarta Generazione anche se in seguito ci sono delle allusioni. La Quarta Generazione Finale rappresenta la Grande Convergenza di tutta la storia passata, la cui sintesi profetica può essere ottenuta studiando le 4 generazioni del peccato idolatra dei padri menzionati nel Secondo Comandamento. Il nostro testo "Le cinque Tavole del Patto" spiega più in dettaglio come queste 4 generazioni idolatre debbano essere studiate dalla Torà, a partire dal Peccato Originale, per continuare con la Generazione di Enosh[48], con la Torre di Babele e, per finire, con il Vitello d'Oro. Cercheremo di completare questo studio in questo libro e di concluderlo con il nostro studio sulla BET di Bereshit per distinguere la vera Kabalà da quella falsa.

Gnomen 292 - I primi due Comandamenti rappresentano la Redenzione, il peccato idolatra e la Redenzione Finale. Il peccato idolatra nelle sue 4 generazioni è la base di tutti i peccati, nello stesso modo in cui, come è noto, il Secondo Comandamento racchiude tutti i 365 precetti negativi della Torà mentre il Primo Comandamento contiene tutti i 245 precetti positivi. In sostanza, tutti i peccati derivano da un distacco dalla vera fede nell'Unico Dio Vivente.

Gnomen 293 - Parimenti, i nostri principali obiettivi in Sefer Mishnat Haim sono: chiarire bene la fede del Primo Comandamento, spiegare l'essenza delle 4 generazioni del peccato idolatra menzionato nel Secondo Comandamento e definire gli elementi della Redenzione Finale.

La nostra dissertazione sulle 4 generazioni della Quarta Generazione Odiata non si limita al peccato di idolatria. Anche qui i principali peccati possono essere classificati in 4 categorie: 1) idolatria 2) perversioni sessuali 3) culto al dio Denaro 4) peccati che riguardano il mondo della scienza (con l'ingegneria genetica, in primis) e la speculazione mistica.

Gnomen 294 - Queste sono, ovviamente, categorie generali e ognuna può essere suddivisa in 4 sotto-categorie (come spiegato nel Libro "l'Altare del Profeta").

Le 4 generazioni del Secondo Comandamento, tuttavia, sono, prima di tutto, quelle scritte nella Torà e spiegate nella Tradizione, dal peccato originale al vitello d'oro, come accennato in precedenza. Essi sono inclusi nelle Cinque Tavole ma c'è una fase conclusiva di quelle spiegazioni da completare qui, a Dio piacendo. Tutto è spiegato in Sefer Milhamot Ha-Shem del Hacham Yihye ibn Shlomoh El Kapah e nello Herem delle Cinque Tavole del Patto, ma l'attuale Convergenza fa emergere una pienezza riguardo al peccato della Dottrina dell'Emazione.

Gnomen 295 – Abbiamo già spiegato l'essenza del peccato della Dottrina di Emazione, tuttavia bisogna chiedersi come sia possibile parlare di "progressione" dell'idolatria in termini storici. Con tutti gli aspetti multiformi, complessi e occulti dell'idolatria del passato, esiste forse un aspetto sconosciuto e inspiegato che possa essere considerato "peggiore" rispetto al passato?

Gnomen 296 - Non è facile rispondere. Bisogna tenere a mente i vari aspetti dei termini usati per descrivere l'idolatria, la sua storia nelle sue diverse componenti e manifestazioni, i vari aspetti del peccato originale, il peccato della generazione di Enosh, la torre di Babele, il vitello d'oro e la rottura delle Tavole e infine la convergenza temporale della Quarta Generazione Finale e della Terza e Ultima Redenzione. Molte delle profezie degli ultimi 4000 anni vengono comprese ora alla luce della Quarta Generazione Finale tramite il Grande Segno del Goel Finale, Haim e tramite la rivelazione delle dottrine idolatre del Libro dello Zohar e di tutta la falsa Kabalà.

Gnomen 297 - La risposta alla precedente domanda risiede nella dottrina (o concetto) di Emanazione. Non si tratta, tuttavia, di una novità. Esistevano anche prima ma la comprensione della loro natura idolatra arriva con la "Fine dei Tempi". In passato, prima che il peccato della falsa Kabalà venisse smascherato dal Hacham El Kapah nel suo Milhamot Ha-Shem, nessuno aveva un'idea di cosa fosse "il peccato della dottrina di Emanazione". Il termine Emanazione non era filtrato sotto il vaglio della Torà e il libro dello Zohar era una sorta di veleno soporifero che aveva anestetizzato le menti rabbiniche, convinte che si trattasse di un testo antico che nascondeva i "segreti" della Torà.

Gnomen 298 – Il fatto è che l'Emanazione è la radice delle radici dell'idolatria, l'aspetto più nascosto dell'idolatria. E' presente in ogni categoria di idolatria, senza essere manifesta. Esiste già, tuttavia, un aspetto del concetto di emanazione divina nel peccato originale, nell'errore della Generazione di Enosh, nella Torre di Babele e nel Vitello d'oro. E la rottura delle Tavole è il grande e terribile segno storico che alla fine abbatte e distrugge il Peccato della dottrina di Emanazione. In allusione possiamo trovarlo nel Secondo Comandamento, ma solo tramite lo studio. "Poiché Io sono il Signore, il tuo Dio, EL KANA, che punisce il peccato dei padri" ecc. EL KANA, generalmente tradotto 'Dio geloso', è, per così dire, Geloso contro tutte le dottrine, idee e culti che non rendono onore all'unicità assoluta del Creatore, Benedetto Egli sia.

Gnomen 299 - Nella Tradizione abbiamo termini come "shituf" (fede associata), "ribui reshuyot" (molteplicità di regni), "elohim aherim" (altri dèi) e "avodà zarà" (idolatria o servizio estraneo, perché non rivolto a Dio). Nella Tradizione viene discusso il concetto di 'nessiyà mi-kedem' (l'allontanamento dalla Prima Causa). La terminologia del peccato idolatra di Emanazione non è conosciuta nella Tradizione. Se lo fosse stata, il Libro dello Zohar sarebbe stato respinto fin dall'inizio.

Gnomen 300 - Stiamo qui parlando di pura e vera Torà. Il lessico dell'Emanazione era nascosto agli occhi della Tradizione fino alla sua rivelazione, nell'attuale periodo della Quarta Generazione Finale a causa del peccato del Libro dello Zohar. Ma proprio il concetto di Divina Emanazione è la radice delle radici del peccato idolatra dei padri e quindi la sua comprensione e la sua estirpazione rappresenta la rottura di tutte le forme di idolatria e di falsa teologia nel mondo intero. Perché non c'è nessun popolo come quello d'Israele che ritorna alla vera fede della Santa Torà. Il mondo rimarrà sbalordito dal riconoscimento da parte di Israele del suo errore e dalla susseguente correzione e purificazione. La Santa Torà diventerà grande per il mondo e la conoscenza di Dio riempirà il mondo come le acque ricoprono i mari. Amen e così sia presto ai giorni nostri.

 

 

Capitolo 7

 

Gnomen 301 - La falsa teologia del Libro dello Zohar rappresenta quindi il peggior peccato storico di Israele di tutti i tempi, a cui è collegata anche la terribile punizione della Shoà. Non c'è stata maggiore calamità per il popolo ebraico della Shoà in tutta la sua storia. Per cui corrisponde al livello di peccato del vitello d'oro. Il peccato della falsa Kabalà è la realizzazione profetica del vitello d'oro. Racchiude infatti il peccato originale, il peccato della generazione di Enosh e il peccato della Torre, ma il Vitello d'Oro è stato costruito sul Sinai proprio nel bel mezzo della rivelazione di Dio a Mosè e ad Israele. E' indubbio che si è trattato del peggior momento della storia ebraica.

Gnomen 302 - La rottura delle prime Tavole ha rappresentato il momento più triste della storia di Israele. Quello che sarebbe stato il momento di più grande e più felice realizzazione di elevazione spirituale del popolo ebraico si trasformò invece nell'atto più vergognoso davanti a Dio. Nello stesso tempo in cui prendiamo coscienza di quell'immensa tragedia, non dobbiamo perdere di vista che ciò rientrava nella realizzazione del Piano Divino nella storia. Ciò non intende affatto giustificare quel tragico peccato, ma, tuttavia, ripristina un certo equilibrio nel giudizio, nel senso che quell'atto inconsulto di idolatria doveva venire fuori proprio in quel momento.

Gnomen 303 - Quando avvenne, però, c'era ancora la possibilità di correzione, almeno nella misura in cui poteva essere corretta allora. Se Israele, ad esempio, avesse ricevuto quelle prime Tavole e subito dopo avesse peccato, non ci sarebbe stata alcun modo di correggersi. I peccati nel corso della storia devono manifestarsi pienamente e la loro successiva correzione ha il valore di impartire delle lezioni che servono per capire le cause e le dinamiche che sfociano nella Redenzione Finale. Anche per questo motivo la maggior parte della storia ebraica è una testimonianza ricca e dolorosa delle trappole che hanno fatto cadere nel peccato il popolo eletto in ogni epoca della sua esistenza. Tuttavia, l'elezione ha dato ad Israele la forza di sopportare le conseguenze dei propri peccati nel corso della storia; unico esempio di popolo nella storia.

Gnomen 304 - Ciò che accadde ad Israele prima della chiusura dei Cinque Libri di Mosè fu suggellato nella Torà come lo furono i grandi eventi, per lo più peccaminosi, dell'umanità che esisteva prima di Abramo, nostro padre. Tutto ciò che viene suggellato nella Torà è eterno e possiede degli scopi che servono per tutti i tempi e che potremmo definire di 'realizzazione profetica'; dal momento che non esistono scritti profetici più grandi di quelli dei Cinque Libri di Mosè né vi fu mai un profeta maggiore di Mosè, il capo di tutti i profeti, come confermava lo Tzadik Haim quando diceva che "Moshè hayà Rosh col ha-neviim".

Gnomen 305 - Tuttavia, quando usiamo il termine "realizzazione profetica" in riferimento alla Torà, ci troviamo all'interno di una struttura totalmente nuova del termine stesso a causa dell'incredibile elemento temporale di questa Quarta Generazione Finale e del simultaneo avvento della Terza Redenzione Finale. La Quarta Generazione non è solo la "generazione profetizzata", ma è pure chiamata la "generazione profetica". Ciò significa che esiste una particolare generazione in cui la grande maggioranza della "sostanza profetica" sia della Torà che dei Profeti di Israele arriva nel momento della sua definitiva attuazione profetica.

Gnomen 306 - Lo stesso termine "Finale", sia per la Terza e ultima redenzione che per la Quarta Generazione, si riferisce al fatto che la "sostanza profetica" di tutta la storia passata, suggellata nella Torà e nei Profeti, arriva alla sua definitiva Grande Realizzazione Profetica in questa Doppia-Quarta Generazione, spostata da tutte le altre generazioni di storia passata o futura. La Santa Torà è grande e contiene tutto, ma possiamo dividere la 'sostanza profetica' della Torà come la divisione dei primi due comandamenti, ascoltati direttamente da tutto Israele. C'è la "sostanza profetica della Redenzione" e c'è la "sostanza profetica delle quattro generazioni e dell'odiata quarta generazione del secondo comandamento".

Gnomen 307 - Le Cinque Tavole del Patto, incluso il testo di Yihye El Kapah 'Milhamot Ha-Shem', vengono per spiegare la sostanza profetica delle quattro generazioni e dell'odiata quarta generazione del secondo comandamento e per spiegare lo Herem Mi-Deoraita contro l'Emanazione falsa e idolatra della Kabalà del Libro dello Zohar, che è quindi il "terribile terminale" del peccato idolatra profetizzato nel secondo comandamento, e poiché è intrappolato in quella trappola negativa della storia di Israele, racchiude e rappresenta l'intero "peccato idolatra della storia" profetizzato nelle quattro generazioni menzionate nel secondo comandamento che verrà distrutto alla fine da EL KANA.

Gnomen 308 - Questo argomento è profondo ma non a tal punto da non poterlo capire. Il materiale di ogni argomento può essere compreso con la normale comprensione della Torà. La grande difficoltà consiste nel percepire l'elemento temporale e la prospettiva profetica di cui stiamo parlando, quella della Quarta Generazione Profetica Finale in cui i mali di tutta la storia passata vengono completamente distrutti e la sostanza profetica sia della redenzione che della punizione, sia della Torah sia dei Profeti viene a trovarsi nel periodo della sua grande realizzazione profetica finale.

Gnomen 309 – E' solo in questa prospettiva che i vari elementi dell'idolatria che devono ancora essere purificati dal popolo di Giacobbe possono essere veramente percepiti. Il libro dello Zohar è il terminale storico del peccato idolatra della storia. C'è il peccato originale causato dal Serpente. Non in senso figurato. Quei primi rabbini che caddero nel peccato dello Zohar credevano che i loro occhi sarebbero stati aperti come "dèi" (ricevitori di Emanazioni Divine) che conoscevano il bene e il male ma caddero a capofitto nella trappola dell'Emanazione. Senza capire cosa stesse accadendo furono cacciati dal vero Giardino della Santa Torà e falsarono la Vera Kabalà della Tradizione. Videro che il frutto era bello da guardare e stimolante per l'intelletto e lo mangiarono e in questo modo il Serpente aveva vinto di nuovo come con Eva.

Gnomen 310 - Questo non è drush. E' la realizzazione profetica storica di ciò che doveva accadere. Profonda è la sostanza profetica della Torà, le parole di Dio Onnipotente, stupefacente e terribile nella sua portata storica, ma redenzionale alla fine quando tutto è chiarito. E solo i Segni Completi della Redenzione Finale portata dal Goel Finale, Haim, ci permettono di immaginare globalmente il ciclo di 4000 anni dalla Stella di Abramo e il ciclo di 6000 anni dei nostri progenitori Adamo ed Eva. Solo i Segni Completi ci danno il nuovo linguaggio profetizzato per leggere e decifrare i Segni della storia suggellati nella Santa Torà in modo che la loro comprensione venga alla ribalta con l'avvento del Goel Finale e l'ingresso della Quarta Generazione Finale.

Gnomen 311 - Il peccato della generazione di Enosh è ritornato per la sua posizione finale nell'infido terminale del Libro dello Zohar. Chi ci crede ha spostato il servizio a Dio, la Causa Prima, per servire le "cause" più basse, più vicine al loro livello. Lo Zohar sposta il servizio da Ein Sof, la Causa Prima, alle Emanazioni Divine inferiori del Mondo di Atzilut. Questo è spiegato in grande dettaglio e profondità da Yihye ibn Shlomo El Kapah in Sefer Milhamot Ha-Shem. Quel peccato originò dall'errore di dare la precedenza ad una percezione umana di Dio piuttosto che aderire alla fede ricevuta che è superiore all'intelletto umano. Essa è la radice del peccato idolatra dei padri che è un errore sottile, in quanto ha una sua giustificazione intellettuale che sembra umanamente plausibile e "limita" la verità di Dio riducendo i pensieri dei fedeli ad un falso servizio.

Gnomen 312 - Naturalmente il peccato della Generazione di Enosh ha visto ogni tipo di manifestazione nel contesto dell'idolatria mondiale e persino nella sofisticazione filosofica e metafisica di Aristotele. Di sicuro anche Aristotele fu una "realizzazione profetica" del peccato della Generazione di Enosh, adottata da un mondo pregno di idolatria dottrinale e materiale fino ai giorni nostri. Il grande Rambam lo dovette spiegarle ai suoi tempi affinché Israele venisse salvato e riuscì nel suo intento, ma la generazione dei primi zoharisti lo riprese e associò i santi nomi di Dio alle Divine Emanazioni come la generazione di Enosh aveva fatto con gli astri. Essi abbandonarono, senza rendersene conto, l'Ein Sof, la Causa Prima, che veniva considerata troppo al di sopra di ogni livello per poter essere contemplata. Essi furono ingannati dalla "realtà" dei nomi di Dio e, senza permesso, associarono quei nomi ad altre entità, ignorando la Causa Prima, Benedetto Egli sia e Benedetto è il Suo nome in eterno.

 Gnomen 313 - Alla fine, tuttavia, quando il malvagio terminale del pantheon dello Zohar verrà compreso, i veri ebrei che amano la Torà diranno: "Adesso, finalmente, abbiamo capito il peccato della generazione di Enosh". La chiarezza di questa comprensione non abbandonerà mai più la mente ebraica e il mondo intero vedrà e saprà che la vera fede è stata chiarita dopo millenni di grande confusione. La Torà si diffonderà a livello universale e Israele sarà la calamita per il cambiamento storico. Il popolo d'Israele non affibbierà più l'aggettivo "santo" al libro dello Zohar bensì lo chiamerà "impuro" (tamé) e idolatra e questa sarà una svolta epocale che cambierà radicalmente la mente degli ebrei e dell'umanità riguardo alla vera fede in Dio Onnipotente. Tutti i livelli delle "divinità associate" saranno invalidati e annullati e la vera conoscenza di Dio risiederà nel mondo, come profetizzato.

Gnomen 314 – Il terribile peccato della Torre di Babele ritorna, con le scimmie e tutto il resto, nella Quarta Generazione Finale, tramite il Grande Mondo Scientifico della sua Torre Spaziale e la terribile e odiata Torre Genetica di arroganza scientifica. Terribile è il "secondo tempo stabilito" che inizia con il 36esimo anno [49] (2018) dei Segni Completi che scuoterà la terra dalle fondamenta, Dio ci salvi, fino a quando il Giorno Grande e Terribile del Signore avrà compiuto il suo corso.

Gnomen 315 - La Torre di Babele, tuttavia, rappresenta la "costruzione linguistica indesiderata" della falsa Kabalà, alla cui cima si trova il Mondo di Emanazione del Libro dello Zohar che pretende di raggiungere i cieli. La Torre è una costruzione che origina dall'egoismo detestato da Dio ed è opera di quelli che (Genesi 11, 2) "partirono e si allontanarono dalla Prima Causa (Kedem)", il Creatore delle lingue e il Datore della limpidezza della lingua sacra (lashon ha kodesh). Questa non è filosofia ma Torà. La Torre della Confusione (Bavel, in ebraico), odiata e alla fine distrutta da Dio, è il risultato della corruzione linguistica della lingua sacra della Torà e della Tradizione, che si è manifestata nella odiata costruzione dei Quattro Mondi e del Quarto Mondo di Emanazione del Libro dello Zohar.

Gnomen 316 – Ma perché il peccato non fu punito prima e si dovette aspettare la conseguente Shoà e la caduta nella trappola di così tanti rabbini e studiosi? In futuro, tuttavia, il popolo d'Israele capirà che il decreto era già presente nella Torà (Genesi 11, 6) "niente impedirà loro di fare tutto ciò che si proporranno". Solo alla fine, quando la costruzione è terminata e ci sono quelli che salgono in cima e si vantano di aver raggiunto i cieli e di essere protetti dai mali servendo Nimrod che è in vetta alla gerarchia e governa la città e la torre; ma EL KANA scende per giudicare la falsa costruzione del Mondo di Emanazione e l'odiosa Torre dei Quattro Mondi del Libro dello Zohar e di tutta la falsa Kabalà.

Gnomen 317 - Eppure la distruzione è arrivata! E allora perché il peccato è continuato fino ad ora ed è persino aumentato? Pensate forse che un terzo di coloro che fecero la Torre e furono puniti con la dispersione nel mondo, parlando altre lingue, capisse cosa era successo o il motivo della loro punizione? Forse col tempo una parte di loro capì qualcosa ma solo dopo molti anni. La Shoà o qualcosa di simile ad essa non si ripeterà più. La punizione inflitta ad Israele è stata ampiamente scontata e dopo Auschwitz è iniziato un nuovo corso nella storia della redenzione del popolo ebraico. Ma ci vuole del tempo perché tutto Israele capisca che la ragione dell'Olocausto è racchiusa nella trappola delle Emanazioni del Libro dello Zohar. C'è chi si meraviglia oggi che esistano così tanti movimenti ebraici diversi, dentro e fuori Israele, che sono in grande difficoltà perché non si capiscono fra loro, dato che ognuno ha un suo linguaggio particolare!

Gnomen 318 – In futuro, gli ebrei diranno: "Ora capiamo il motivo della "lingua unica e delle stesse parole" connesso con il peccato della Torre della Confusione. Il vero ed eterno linguaggio della Santa Torà fu cambiato, corrotto e distorto tramite la teologia idolatra dell'Emazione del Libro dello Zohar, che sosteneva di rivelare una costruzione linguistica nascosta nella Torà stessa. Nessun peccato è più odioso di questo al cospetto del Santo Dio di Israele, che diede la Santa Torà. La molteplicità e la dispersione delle lingue che ne seguì è dovuta al falso lessico di Emanazione che ha minato il linguaggio unitario della Torà e ha distorto la vera fede. Allora tutti gli ebrei saranno stupiti dalla verità della Torà e nel mondo sarà raggiunta una grande comprensione nella fede dell'uomo giusto che vive nella propria fede.

Gnomen 319 – Ecco, il popolo capirà il peccato del vitello d'oro, capirà l'errore del sommo sacerdote Aharon, capirà perché Moshe Rabbenu frantumò le Prime Tavole! Il Secondo Comandamento "riassume" le quattro generazioni dell'idolatria storica: 1) il peccato originale di mangiare il frutto proibito dell'albero della conoscenza del bene e del male; 2) il peccato della generazione di Enosh; 3) il peccato della Torre di Babele; 4) il peccato del Vitello d'Oro. Pertanto, la Quarta Generazione Odiata va riferita a quest'ultimo peccato. I peccati che sono alla radice dell'idolatria ritornano per la loro realizzazione storica tramite il vitello d'oro. Il frutto mangiato nell'Eden, l'errore del tempo di Enosh e la Torre appartengono al mondo intero. Ma il Vitello d'Oro, come la Quarta Generazione, è spostato nel tempo e nel suo contenuto dai primi tre che lo hanno preceduto. Tale fu il peccato del popolo d'Israele comandato che aveva già ascoltato direttamente da Dio il primo e il secondo comandamento e gli altri otto attraverso la bocca di Mosè.

Gnomen 320 – Il quarto livello di peccato tocca direttamente la Santa Torà. Ricorda il peccato della moltitudine mista la cui correzione riguarda Israele e le Nazioni. Il mondo intero, alla fine, capirà perché Moshè Rabbenu dovette rompere le prime Tavole scritte da Dio Onnipotente, nel momento più solenne e tragico della Rivelazione di Dio. La Quarta Generazione Finale rappresenta la realizzazione profetica del vitello d'oro della storia, ossia il Libro dello Zohar e la sua dottrina di Emanazione.

Gnomen 321 - In verità, solo attraverso la distruzione finale dell'ultimo vitello d'oro della storia, l'episodio raccontato dalla Santa Torà sarà compreso, sia da Israele che dal mondo intero. L'inizio di questa comprensione è il rendersi conto che il livello massimo del peccato di idolatria fu raggiunto col peccato del vitello d'oro e la contrapposizione della rottura delle prime Tavole lo testimonia. Gli estremi assoluti tra quell'idolatria e quella correzione furono raggiunti ai loro livelli massimi in tutti i sensi. Così anche la realizzazione profetica di quel peccato idolatra finale e della sua definitiva distruzione attraverso la rottura delle Tavole della falsa Kabalà dello Zohar ne rappresenta il livello massimo, contrapposto al livello massimo della Vera Kabalà della Santa Torà necessaria per distruggerlo per sempre. Ciò può avvenire solo quando il Goel finale è stato scelto da Dio e quando viene rivelato ad almeno una parte di Israele.

 Gnomen 322 - Tale è la pura logica della Torà che dobbiamo seguire: niente di meno che la rottura a pezzi di quelle prime Tavole da parte di Mosè avrebbe potuto rappresentare la Correzione del peccato del Vitello d'Oro; perché se ci fosse stato un altro modo per effettuare quella correzione senza rompere le Tavole di Dio, non c'è dubbio che Mosè le avrebbe lasciate intatte. Israele, nel suo peccato, anche se promosso dall'errore della moltitudine mista, non poteva più meritare quelle prime Tavole. La Torà, tuttavia, si limita con brevi accenni a raccontare l'episodio del vitello d'oro, l'errore di Aharon, la rottura delle Tavole da parte di Mosè e l'uccisione dei responsabili con la preghiera finale in cui Mosè chiede perdono a Dio e invoca la pietà sui discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe.

 Gnomen 323 – La Torà racconta l'episodio, possiamo dire, in modo "velato". Dato che, però, siamo giunti al momento della realizzazione profetica dell'inizio della distruzione della falsa Kabalà, gli elementi celati dell'evento idolatra vengono finalmente chiariti, quando mettiamo l'indice sulla piaga della dottrina delle 10 Emanazioni Divine di Atzilut dello Zohar. Quanto avvenne nella prima redenzione non poteva essere chiarito dalla Torà fino al momento in cui la storia arriva nel periodo di questa Quarta Generazione in modo che la vera luce della Torà brilla per Israele e per il mondo nel tempo della Terza Redenzione Finale.

Gnomen 324 - Cominciamo a vedere alcune delle corrispondenze tra il peccato del vitello d'oro e la sua realizzazione profetica nel peccato idolatra dello Zohar. Prima di tutto, abbiamo spiegato che il peccato della falsa Kabalà è accennato nel peccato profetizzato della Fine del Tempo[50]. Ciò significa che nella storia (che inizia ai nostri tempi) si vive una fase in cui si manifesta un peccato che viene chiamato Avon Ketz. Questo peccato è correlato al Tempo della Fine, ossia il credere in qualcosa che porta al Tempo della Fine (ketz, in ebraico). Non mi dilungo più di tanto, ma preciso che abbiamo visto nella profezia di Habakuk che il Tempo della Fine porta con sé diverse "volte", dall'inizio della Fine del Tempo atteso del grande e terribile Giorno del Signore che sfocia nel Tempo di una pace redenzionale, mentre tra queste due scadenze sussistono altri Tempi Finali da attendere con pazienza, fede e speranza.

Gnomen 325 - Tuttavia, possiamo dire che il concetto principale dell'Avon Ketz è il tentativo di portare la Gheulà prima del suo tempo stabilito, come spiegato con la credenza che il Libro dello Zohar fosse destinato ad essere uno strumento indispensabile per portare la redenzione finale. In termini di tempo, ci troviamo ora al culmine di tale falsa credenza. Tutti i movimenti storici e messianici derivati dalle dottrine zoharistiche, (come la Kabalà lurianica a Tzfat, i movimenti hassidici, il falso messianesimo di Shabatai Tzvi, l'attuale falso messianesimo di Habad) hanno succhiato la linfa dal misticismo dello Zohar-Key con l'intento di accelerare la Fine del Tempo e la Redenzione Finale.

Gnomen 326 - La profezia di Habakuk aveva avvisato di aspettarlo, senza perdere la speranza e anche se avesse tardato, sicuramente sarebbe arrivato; costoro però non lo aspettarono, persero la pazienza e credettero erroneamente di aver trovato nello Zohar la chiave per aprire i tempi redenzionali. Anche il peccato della moltitudine mista originò dall'impazienza, causata da uno scarto di 6 ore tra la presunta e l'effettiva discesa di Mosè dal monte Sinai. Dalla dichiarazione di Aharon "domani è festa in onore del Signore" alla fusione dell'idolo d'oro trascorsero infatti 6 ore (in realtà, dopo altre 6 ore, al mattino, Mosè comparve nell'accampamento). La realizzazione profetica è avvenuta dopo circa 6 secoli, originata dalla stessa impazienza. Hanno commesso un errore di calcolo e non hanno considerato l'avvento del Goel finale della Redenzione Finale promessa.

Gnomen 327 – I promotori del Vitello d'Oro, credevano che Mosè non sarebbe più tornato, per cui cercarono nell'idolo un nuovo condottiero che li avrebbe guidati. Analogamente, lo Zohar divenne per i suoi fedeli il Sostituto del Redentore, per cui si lasciarono guidare come se fosse la nuova Torà di Mosè. L'impazienza della moltitudine mista fu la causa immediata e il catalizzatore dell'intero peccato che seguì anche se, stimolati e irretiti dal Satan, erano pronti a cadere nelle insidiose trappole idolatre a cui erano abituati. Il peccato di impazienza di quel momento fu quindi indipendente dal peccato di idolatria connesso al vitello d'oro. Allo stesso modo il peccato di Avon Ketz è indipendente dal peccato dell'idolatria. Se non fosse per quell'impazienza, non sarebbero caduti nel peccato. Quindi il termine profetico Avon Ketz si regge da solo nelle profezie del grande profeta Ezechiele.

Gnomen 328 - La relazione tra Aharon e la moltitudine mista non è di facile lettura. Sappiamo dalla Tradizione che gli autori del peccato, quelli che insistettero affinché Aharon facesse loro un dio che li avrebbe guidati non erano i discendenti dei Patriarchi ma appartenevano alla "erev-rav", la moltitudine mista uscita dall'Egitto che aveva assistito ai portenti di Dio e aveva chiesto il permesso a Mosè di aggregarsi al popolo di Israele. Dio, parlando con Mosè, la chiama "il tuo popolo" perché era Mosè che aveva loro concesso di unirsi ai figli di Israele. "Va', discendi poiché si è corrotto il tuo popolo... e si è costruito un vitello di metallo fuso" (Esodo 32, 7). Dio non dice "il Mio popolo" bensì "il tuo popolo", la gente che è venuta dall'Egitto a cui hai permesso di aggregarsi. La Tradizione ci racconta anche che fu la moltitudine mista, nella sua furia, ad uccidere Hur, il cognato di Mosè (e marito di Miriam), che aveva esortato i più facinorosi ad attendere l'arrivo di Mosè. Fu così che la erev-rav si accalcò per intimare ad Aharon "orsù, facci un dio (elohim) che marci (col verbo al plurale) alla nostra testa, perché di questo Mosè, non sappiamo che cosa ne sia avvenuto"' (ibid. 1).

Gnomen 329 - Tuttavia, se avesse peccato soltanto la moltitudine mista, non credo che Mosè avrebbe rotto le Tavole perché in tal caso sarebbe stato sufficiente eliminare chi aveva organizzato la sommossa mentre i figli di Israele sarebbero stati risparmiati. Ma non fu così. La moltitudine mista coinvolse alcuni dei figli di Israele a peccare e la Torà ci racconta che furono circa 3000 le persone che vennero uccise in seguito per essersi macchiate dell'atto idolatra, la maggior parte delle quali non appartenenti al popolo ebraico. Questo fatto, tuttavia, non è rilevante dato che, anche se avesse peccato uno solo dei figli di Israele, ciò sarebbe stato alquanto grave e sarebbe stato a discapito del popolo intero, come avvenne in altri episodi raccontati dal Pentateuco e dal Libro di Giosuè. La Torà in effetti parla del peccato del Vitello d'Oro senza fare distinzione fra figli d'Israele ed erev-rav. La gravità dell'episodio, tuttavia, verte sul fatto che chi fu co-responsabile del peccato fu Aharon stesso, che era il Sommo Sacerdote di Israele.

Gnomen 330 - La questione dell'errore e della colpa di Aharon che assecondò di fatto le richieste della moltitudine mista è forse la più "ambigua" dell'intera Torà. La Torà ci racconta l'episodio, tuttavia, non siamo in grado di capire cosa sia successo esattamente. Siamo completamente stupiti dalla reazione di Aharon. Con l'idolo già fuso e un altare costruito prima di esso, Aharon, ovviamente nella sua innocenza, disse che si sarebbe fatta festa a Dio l'indomani. Incomprensibile e, diciamolo pure, insensata. Stiamo parlando del peggior peccato della storia di Israele e fino alla fine Aharon non aveva capito cosa stava succedendo ? Né i Saggi del Talmud né i successivi commentatori ci aiutano molto a dirimere questa faccenda. Sembra esserci un accordo generale sul fatto che Aharon abbia agito per paura, spaventato dalla furia della erev-rav che non aveva esitato a far fuori Hur; Aharon temeva che se avessero ucciso anche lui, il Sommo Sacerdote e il responsabile del popolo in assenza di Mosè, non ci sarebbe stata poi la possibilità di correzione.

Gnomen 331 – Abbiamo la sensazione che la Torà ci abbia nascosto qualcosa, per necessità, certo, ma tuttavia anche la spiegazione dei Saggi sembra essere più una giustificazione non del tutto convincente. Come da me spiegato nel Libro delle Cinque Tavole, la risposta dei Saggi non solo non soddisfa nella sua semplificazione, ma complica ulteriormente la questione. E' possibile che Aharon, comprendendo il grave atto di idolatria abbia agito per paura? E come è possibile che abbia permesso di costruire un altare per l'idolo appena fuso? E abbia anche detto "domani è festa in onore del Signore" se sapeva che il vitello era un idolo? Se Aharon si fosse reso conto di tutto questo, avrebbe potuto poi fungere ancora da Sommo Sacerdote per Israele? Penso che tutti siano d'accordo sul fatto che si tratta di domande di non poco conto.

Gnomen 332 - I Saggi, di benedetta memoria, usano spesso l'espressione "'taù ba-eghel" (commisero un errore con il vitello). Il peccato cominciò con uno sbaglio e si concluse con un atto di idolatria, che fu riconosciuto alla fine quando si era ormai scatenato uno sfrenato culto orgiastico intorno al vitello d'oro, con tanto di balli, canti e atti illeciti. Davvero strano. Tutto ciò che avvenne prima, l'uccisione di Hur, l'esortazione minacciosa ad Aharon di volere un dio che avrebbe marciato davanti a loro, la rapidità con la quale offrirono i loro gioielli per darli ad Aharon e fonderli in un idolo d'oro, il miracoloso modo "magico" con il quale il vitello fu modellato e fu in grado di alzarsi e di camminare (come rivelato nella Tradizione); tutto ciò non era forse un chiaro atto di idolatria? Eppure Aharon lo promosse e ne fu partecipe e, oltre a costruire un altare per l'idolo d'oro, proclamò che l'indomani si sarebbe fatta festa in onore del Signore.

Gnomen 333 - L'Asino non intende ingannare nessuno. Crediamo che la Torà, nell'episodio del vitello d'oro, occulti molto più di quanto riveli. La Torà fa di queste cose. Una sua parola può diventare un libro se ci è "permesso" aprirla per esaminarla a fondo. L'intero peccato della generazione di Enosh deriva da un unico verso e non è nemmeno riconoscibile se non fosse stato rivelato dalla Tradizione orale dei Saggi, di benedetta memoria. Molto più nascosta che rivelata è la vita di Isacco, nostro padre. L'enigma di Malchitzedek, re di Salem, Sacerdote a Dio in Alto, è un incredibile lampo di illuminazione storica che si chiude quando si apre e ci lascia a bocca aperta nell'oscurità perché qualcuno ci spieghi di cosa si tratta. Anche l'Asino è nascosto nella Torà, nell'Eden, sotto Abramo, nell'attesa del ritorno di Isacco dall'altare, nel racconto di Giacobbe, nostro padre, quando rende gravida Lea di Yissachar, nel racconto di Balaam. Analogamente, la storia del vitello d'oro fa parte di quelle parti della Torà che hanno dovuto attendere la Redenzione Finale per essere spiegate nella loro chiarezza finale.

Gnomen 334 - Nessuno nega né può negare l'innocenza di Aharon nella sua colpa. Non c'è dubbio né deve esserci alcun dubbio sul fatto che il Sommo Sacerdote, egli stesso un Profeta di Dio e molto amato dal Santo, Benedetto Egli sia, abbia avuto una pur minima intenzione di sfiorare il regno dell'idolatria. Il senso di colpa di Aharon originò dalla sua posizione più che da qualsiasi altra ragione. Il peccato era sotto la sua responsabilità anche se non aveva capito cosa fosse successo fino alla fine. "Poi Mosè disse ad Aharon "che cosa ti ha fatto questo popolo che tu lo hai indotto ad una così grave colpa (hataà)?" (Ibid., 32, 21). Innocenza e colpa allo stesso tempo. Confusione confidenziale indiscernibile al giudizio comune. Ovviamente il peccato è venuto dal popolo e non da te, ma il popolo ha fatto qualcosa che ti ha fatto cadere in errore e ha causato una grave colpa su tutta la comunità. Terribile, vergognoso e imbarazzante fu quel momento in cui Aharon dovette rispondere a suo fratello Mosè.

Gnomen 335 - La risposta di Aharon a Mosè allude a qualcosa di molto importante, spiegato a lungo nel Libro delle Cinque Tavole. E Aharon disse: "Non si accenda la collera del mio signore (adonì); tu stesso conosci come questo popolo sia incline al male" (ibid, 22). Aharon chiama Mosè "adonì" solo in questo verso, dato che egli era il fratello maggiore ed era Mosè che mostrava maggiore onore e rispetto verso il fratello maggiore. Aharon sta dicendo: Ciò che è successo deriva da un male in questo popolo che tu, Mosè, conosci e comprendi, non io. Come spiegato dallo Tzadik Haim, fu Mosè che crebbe nella reggia del faraone e nella scuola dei Hartumei Mitzraim che conoscevano i culti e le pratiche di magia, i segreti dei geroglifici e le scienze occulte e le forme di idolatria. Aharon, della tribù di Levi, unica a non conoscere la schiavitù in Egitto, era rimasto per tutta la sua vita con la famiglia a Goshen. Era totalmente digiuno di arti egizie.

Gnomen 336 - Questo fatto spiega in una certa misura perché non si parla più del vitello d'oro nella Torà. Lo stesso Aharon non capiva come fosse stato coinvolto. C'è bisogno della conoscenza di Mosè per capire le radici del peccato del vitello d'oro. Tuttavia, tale conoscenza è nascosta nella Torà con allusioni che verranno spiegate quando arriverà il momento. Per cogliere le radici dell'atto idolatra, bisogna conoscere a fondo la concezione idolatra della moltitudine mista che aveva vissuto in Egitto. Non dimentichiamo che l'idolatria egizia fu scelta per essere distrutta da Dio Onnipotente, dal momento che nessun altro popolo in nessun altro momento della storia fu così compenetrato ed esperto in idolatria come l'antico Egitto.

Gnomen 337 – E' noto che le Dieci Piaghe rappresentarono la guerra di Dio contro "i potenti dèi egizi" e i culti idolatri a loro dedicati in quell'epoca. E' meno noto che il numero 10 abbia una corrispondenza con questo fatto. I Maghi d'Egitto avevano stabilito l'Enneade, i Nove Grandi Dèi dell'Egitto. Il Faraone era considerato il decimo dio d'Egitto, mediatore tra gli dèi superiori e la terra (Vedasi: "Il messaggio dell'Arcangelo Gabriele" (40-49) sulle 10 Piaghe con riferimento al pantheon egizio). Si tratta di uno studio interessante in sé, ma qui a noi interessa spiegare la radice del peccato idolatra, ossia le Sefirot, o Emanazioni Divine che, come detto, non esistevano nella Tradizione scritta o orale. Si è dovuta attendere la distruzione delle 10 Sefirot del Libro dello Zohar per capire l'origine del peccato idolatra e ottenerne la Chiave, che permette all'umanità di estirpare per sempre ogni radice idolatra.

Gnomen 338 – E, grazie a Dio, abbiamo la Chiave. Chiediamoci ora: come mai il termine Emanazione Divina non è mai stato inteso come la radice del peccato idolatra? Posso rispondere nella mia veste di portatore di Segni e fedele segretario dello Tzadik Haim. Ebbene, il concetto di Sefirà, l'origine primordiale del peccato idolatra, può essere compreso quando arriva il tempo della distruzione definitiva di ogni forma d'idolatria, in questa Quarta Generazione Finale della storia.

Gnomen 339 – Solo allora il grande peccato sfocia in un "terminale" che completa i suoi cicli storici. Il Libro dello Zohar, il terminale del peccato idolatra, è un testo apocrifo che molti studiosi di Torà considerano erroneamente sacro, quando in verità è l'acme dell'idolatria che mistifica la Torà senza che nessuno se ne renda conto. Solo l'errore di Aharon e la conoscenza del peccato idolatra che coinvolse il popolo sul Sinai, può farci capire che la stessa cosa si è ripetuta secoli dopo, quando il fior fiore di Rabbini e Hachamim, vissuti nel timore di Dio e nello studio della Torà, sono caduti nell'errore e hanno creduto, inconsapevolmente, che le Divine Emanazioni fossero l'intima essenza della Torà. Grande, terribile e, alla fine, meraviglioso è il Disegno di Dio nella storia per portare Israele e l'umanità alla Grande Terza Redenzione Finale.

Gnomen 340 - La concezione idolatra della moltitudine mista aveva come perno centrale l'idea di emanazione divina; chi promosse e intraprese la costruzione dell'idolo considerava il vitello d'oro una sorta di "ricettacolo", una manifestazione di emanazione divina del Dio Superiore, quello stesso Dio che aveva scelto Mosè come suo ricettacolo. Yehuda Ha-Levi nel suo "Kuzari" parla di "ricettacolo" e sostiene che agli occhi della erev rav il vitello rappresentava una sede o un tempio a Dio, secondo i concetti di quel tempo. Ciò, tuttavia, può essere proposto per giustificare parzialmente l'errore di giudizio di Aharon, ma non per giustificare l'ideologia idolatra della moltitudine mista. Bisogna considerare che chi viveva in Egitto era addestrato mentalmente a credere nell'Enneade e nella divinità suprema del Faraone.

Gnomen 341 - Atum, tuttavia, non era conteggiato. Egli era al di sopra degli altri dèi, era un'entità suprema e trascendentale e anche separata. Non veniva contata, né invocata o servita. Era oltre la portata del mondo. Gli altri dèi, emanazioni di Atum, erano i veri oggetti di culto e di venerazione, vicini e simili ai loro fedeli. Per questo dissero ad Aharon "orsù, facci un dio (elohim) che marci (col verbo al plurale) alla nostra testa, perché di questo Mosè, non sappiamo che cosa ne sia avvenuto". In altre parole: il Grande Emanatore ha richiamato Mosè per lasciarlo di sopra. Egli non sarebbe più tornato. I Saggi commentano che nel lasso di tempo dell'attesa Satana mostrò loro alcune visioni con il sepolcro di Mosè che passava tra le nuvole. Una volta pervasi dall'impazienza, Satana ebbe il permesso di farsi gioco di loro e di farli cadere ancor più giù. Da qui, la loro paura mista ad una furiosa ansia: Atum aveva sottratto loro il loro "ricettacolo" divino per cui avevano un urgente bisogno di un nuovo dio, un 'elohim' emanato che li guidasse, come aveva fatto Mosè.

Gnomen 342 - L'espressione "perché di questo Mosè, non sappiamo che cosa ne sia avvenuto" ci disturba non poco; prima di tutto, per il modo freddo e distaccato che riflette il loro rapporto verso Mosè. Ma come? E' così che parlate dell'uomo che si è dimostrato fedele servitore di Dio Onnipotente in Egitto durante le 10 portentose Piaghe mai viste prima? E che con grande amore vi ha tratto dall'Egitto? E vi ha guidato come un pastore amorevole eseguendo fedelmente la volontà di Dio? E ha operato i grandi miracoli di Dio dell'apertura del Mar Rosso e vi ha condotti sul Sinai preparandovi a ricevere i Dieci Comandamenti? "Di questo Mosè" era tutto ciò che avevano da dire su di lui?!

Gnomen 343 - Ma "questo Mosè" era per loro, in fin dei conti, un semplice ricettacolo di emanazione divina. Come avrebbero potuto godere di ulteriori benefici dall'Emanatore in alto, se adesso veniva a mancare? Avevano ora bisogno di un nuovo ricettacolo che li guidasse oltre. Ecco, Mosè non era per loro una creazione di Dio, come tutte le creazioni, che aveva meritato davanti a Dio Onnipotente nella sua umiltà e in tutte le sue amate virtù e che era quindi stato scelto per essere il Goel di Israele. Mosè era per loro non una creazione bensì un'emanazione di Dio!

Gnomen 344 - Come vedremo in seguito, quando tratteremo la Vera Kabalà della BET del Bereshit, la creazione è originata dalla non esistenza, cioè "creatio ex nihilo" o in ebraico "yesh me-ain". Questo fatto, tuttavia, viene sottilmente occultato nella mistica ebraica in cui nessuno può negare la creazione ex nihilo, ma in effetti la dottrina dell'Emazione supera il livello della creazione rendendola "una piccola cosa" rispetto ai livelli emanati dell'Emanatore. Alla radice di ogni idolatria c'è il Dio Superiore che "emana" se stesso tramite "dèi inferiori".

Gnomen 345 - Anche se la terminologia dell'antica idolatria non parlava di "emanazione" (termine inesistente prima del Libro dello Zohar), possiamo però dire che gli egizi usavano termini corrispondenti, del tipo, Atum "fece" gli altri nove dèi. Il verbo è "fare" oppure "creare", ma il concetto implicito è quello di "emanazione da se stesso". Essi credevano, in ogni caso, che un'entità superiore, un Dio Infinito, avesse dato vita alle dieci divinità che governavano il mondo. Erano comunque delle Emanazioni Divine. Questa è la chiave da seguire per comprendere l'argomento dato che il termine di "emanazione" è postumo rispetto all'antichità.

Gnomen 346 – Possiamo allora concludere che per la moltitudine mista, il vitello d'oro non fu una creazione ma un recipiente speciale che assorbì l'emanazione divina come nel caso di Mosè. Nel loro dire "di questo Mosè" c'era un'allusione al fatto che non volevano più un 'uomo' come un ricettacolo perché un 'uomo' anche se di natura divina (come il Faraone) alla fine sarebbe stato portato sopra e non sarebbe rimasto stabilmente nel mondo. Volevano qualcosa di eterno. Per cui il vitello d'oro non era un semplice oggetto di culto, ma una divinità eterna vera e propria. E quando, a causa delle intenzioni idolatre e della magia (kishuf) impiegata nella formazione dello stampo dell'idolo e con l'aiuto dello stesso Satana, il vitello d'oro fuso si alzò e cominciò a muovere alcuni passi, la folla estasiata rimase folgorata e convinta di aver ottenuto un nuovo e imperituro ricettacolo divino al posto di Mosè, oramai scomparso.

Gnomen 347 - Aharon, d'altra parte, pensava che le loro intenzioni e poi il vitello stesso fossero, come dice Yehuda Ha-Levi, simili all'idea di un Tempio o di un Santuario in onore di Dio. Con questo pensiero ordinò di costruire anche un altare e annunciò "domani sarà festa in onore di Dio". Egli considerava il vitello e l'altare (o almeno tentava di considerarli tali) degni di venerazione giustificando implicitamente le loro richieste senza lasciarli cadere in qualcosa di peggio, dabndo vita così ad un santuario sacro in onore di Dio. Tuttavia, non si rendeva conto che nella loro mente idolatra un tale santuario non era semplicemente un oggetto di culto creato e desiderato da Dio, ma rappresentava un "ricettacolo scelto", una divinità che riceveva la volontà divina dell'Emanatore di sopra. Perciò aveva il potere di guidarli ed essere per loro un dio (elohim).

Gnomen 348 - Tutto questo, e chissà quanto ancora, vide e comprese Mosè, il nostro umile maestro, quando scese dalla montagna con le Tavole di Dio nelle sue mani. Vide che l'idea delle Divinità Emanate era tornata ad impadronirsi delle menti idolatre in Egitto che avevano già abbandonato la vera fede nell'unico Creatore Vivente e avevano dimenticato le lezioni sulla vera fede che egli aveva impartito loro. Se di un vitello d'oro avevano fatto una divinità, che avrebbero fatto delle Tavole con i Dieci Comandamenti scritte dalla mano di Dio ?!

Gnomen 349 – Fu in quel frangente che Mosè, il nostro maestro, il capo dei profeti, comprese che quelle menti tendenzialmente idolatre avrebbero trasformato le Tavole con il Decalogo in un oggetto di venerazione idolatra. Poiché gli stessi comandamenti, se non accompagnati dalla vera fede ricevuta dai Patriarchi e da Mosè e rivelati ad Israele, sarebbero stati invisi al Dio di Israele dato che il loro culto sarebbe stato rivolto ad altre Emanazioni Divine e non al Dio Unico che li aveva dati. Mosè scagliò a terra le Tavole che si frantumarono ai piedi della montagna. O i comandamenti venivano ricevuti secondo la vera fede in Dio, Creatore dell'Universo, oppure era meglio annullarli se venivano recepiti e impiegati come un sistema di emanazioni divine.

Gnomen 350 - Ciò che Mosè vide nella sua visione profetica fu la mistificazione originata dall'errore di emanazione della Torà che era stata accennata nella Rivelazione e sarebbe stata da lui ricevuta per essere data al popolo nel deserto. Non si sarebbe potuto capire perché solo Moshè Rabbenu era al livello di capirlo. Ma tutto ciò che stava accadendo a Mosè e in Israele in quel periodo unico e sorprendente della prima redenzione, sia positiva che negativa, era destinato a diventare "storia profetica" nel grande disegno della storia di Israele fino alla Redenzione Finale e alla Quarta Generazione Finale quando tutti i precedenti cicli stellari e profetici sarebbero stati risolti e compresi storicamente. In sostanza, era impossibile annullare l'errore e il peccato che era stato commesso perché ciò che era successo si sarebbe realizzato nel futuro. Mosè, capo di tutti i Profeti, vedendo il vitello d'oro capì che era il risultato delle dottrine idolatre che sarebbero tornate nella storia futura del popolo con la mistica zoharistica e la mistificazione dell'intera Torà; per questo distrusse le Tavole nell'ira per salvare tutto Israele alla fine dal vitello d'oro di Israele che sarebbe nato nella realizzazione profetica di quel peccato, negli ultimi secoli della sua storia prima della sua redenzione finale.

 

 

Capitolo 8

 

Gnomen 351 - Con la Chiave dell'Emanazione quale radice primaria del peccato idolatra, esaminiamo alcuni punti riguardanti le 4 generazioni: il peccato originale, la generazione di Enosh e la Torre di Babele e il vitello d'oro, per individuare in essi la radice dell'Emanazione. L'idea concettuale di Emanazione divina è dietro ogni forma di fede idolatra. Il concetto principale ruota sempre intorno alla credenza che esista un Dio Infinito Superiore che dalla sua assoluta e infinita esistenza si emana tramite divinità inferiori per i mortali nel mondo.

Gnomen 352 - Bisogna tuttavia ricordare che l'idolatria comporta una digressione generazionale: i figli non comprendono più l'idea alla base della formulazione delle credenze dei padri, che sapevano dell'esistenza di un Dio Superiore, che aveva creato il tutto; essi però prestano culto a dèi o entità inferiori convinti che provengano da emanazioni del Dio Superiore. I nipoti non hanno più alcun pensiero per il Dio Infinito Superiore e riconoscono solo le divinità emanate. I pronipoti, la quarta generazione, ignorano il Dio Superiore e credono in forme di grossolana idolatria.

Gnomen 353 - Lo studio delle radici dell'idolatria non è semplice. Il sottile ma essenziale errore alla radice del peccato dei padri è coperto dal peccato idolatra dei figli, che viene ulteriormente nascosto dall'incrostazione della terza generazione; al tempo della quarta generazione, poi, il culto agli altri dèi è così spostato, anche rispetto ai precedenti livelli, che le radici sono del tutto nascoste e irriconoscibili. L'idolatria non deriva pertanto dai livelli inferiori della religione popolare; quei livelli inferiori sono il risultato di migliaia di forme spuntate dalle radici che devono essere studiate per essere comprese.

Gnomen 354 – Per studiare le radici dell'idolatria dobbiamo immergerci nelle prime generazioni menzionate nella Torà, dal peccato originale al vitello d'oro, poiché in tali generazioni le cognizioni erano trasmesse oralmente e chi era alla testa dei "regni" (tranne forse i re stessi) erano quei pochissimi "saggi", "astrologi", "indovini" e "sacerdoti" di quella "casta superiore" di "hachamim" o "magusim" o "hartumei Mitzraim". Generalmente i segreti del linguaggio e dei codici e dei simboli linguistici erano esclusivamente nelle loro mani, ben custoditi in segreto e trasmessi per via iniziatica, all'interno della casta.

Gnomen 355 - Si può più facilmente percepire in quelle società la dicotomia tra la "religione dottrinale formale" e i più bassi livelli popolari di culti e pratiche ricevute con la miriade di manifestazioni e riti religiosi. Il mondo in generale era un coacervo di credenze popolari in cui erano nascoste le radici idolatre che, fin dalle proprie origini, avevano deviato dall'amore, dal timore e dal vero servizio a Dio, la Causa Prima e il Creatore dell'universo. L'unica vera luce era la Torà rivelata da Dio a Mosè e ad Israele. Dio redense i discendenti scelti dei Patriarchi, come aveva promesso, dall'idolatria egizia e trasmise loro la dottrina della vera fede per sempre.

Gnomen 356 - La vera luce, tuttavia, proviene da Dio Onnipotente, Benedetto Egli sia, che conosce tutte le cose fino ai più profondi pensieri di ogni singolo. La vera fede in quella vera luce deve essere davanti al vero Dio che ama l'umiltà e il bene, la carità e le buone maniere, il rispetto e la compassione, la giustizia e la rettitudine, l'intelligenza e la saggezza. La vera luce di Dio non può essere percepita se non vengono rispettate le condizioni di giustizia e di bontàverso il prossimo. Il Primo Fattore ha creato il tutto e ha creato l'uomo nel mondo per poterlo far partecipe dei beni della creazione alla luce della verità nella sua fede in Dio. Di per sé, l'uomo è una nullità e non possiede nient'altro se non ciò che gli è stato dato. Egli è il destinatario dei veri doni dal Dio della verità. L'uomo deve solo riconoscere che la sua esistenza dipende dalla grazia di Dio e vivere umilmente davanti a Dio e alle persone.

Gnomen 357 - Anche questa verità può essere ottenuta dalla rottura delle Tavole: non è sufficiente "possedere" la verità; bisogna procedere lungo le vie della verità amate da Dio. Non è sufficiente avere la Torà; bisogna camminare nelle vie dell'umiltà, della giustizia e della misericordia insegnate dalla Torà. Non è sufficiente possedere il Tempio desiderato da Dio se il Tempio non serve per soddisfare la bontà, la compassione e la giustizia amate da Dio. Moshe Rabbenu ruppe le Tavole per insegnare a tutto Israele che la verità può essere ricevuta solo tramite la verità, non tramite la menzogna o l'egoismo o l'interesse personale o le dottrine che deviano dalla vera fede.

Gnomen 358 – Evidentemente il mondo non ha meritato la vera fede e quindi solo modi subdoli ed errati sono stati lasciati come porzioni. Sin dai primordi gli individui hanno deviato dalle vie amate da Dio, seguendo i propri desideri e i propri interessi personali, cedendo ad ogni inclinazione e preferendo i falsi valori a quelli veri. Per questo non hanno meritato la vera fede. Perché non c'è merito maggiore della conoscenza della vera fede. Non fai un "favore" a Dio se hai la fede. Avere la fede è un grande privilegio e le condizioni per mantenerla gratifica la propria anima in questo mondo e nell'aldilà. Bisogna condurre molte guerre interiori e risolvere molti conflitti personali e superare molti ostacoli e dimostrare grande amore e costante umiltà per mantenere tale privilegio.

Gnomen 359 – Mancavano forse le delizie nel Giardino dell'Eden per cui Eva dovette cercarne delle altre? Cosa mancava alla perfetta salute, alle centinaia di anni di vita e alla purezza della natura nelle ere primordiali, che la generazione di Enosh preferì ricercare altre cause da servire? Cosa mancava all'unità linguistica e al benessere della generazione di Nimrod che si optò per la costruzione di una torre che arrivasse al cielo per ricevere i benefici del linguaggio di Dio e sostituirsi a Lui? Cosa mancava ai grandi miracoli della prima redenzione dall'Egitto e sul Mar Rosso e alla rivelazione sul Sinai che la moltitudine mista preferì ribellarsi e non aspettare la parola di Dio?

Gnomen 360 - L'idolatria origina dal fatto che la gente non merita la vera fede, a causa dell'arroganza intellettuale e dell'egoismo materiale. La vera fede, lo ribadiamo, è un grande privilegio che va apprezzato e mantenuto. Invece di accontentarsi degli enormi benefici che ci dà la vita, chi si ribella a Dio richiede e vuole sempre di più. Così al presente e così in passato. Nelle epoche prima del diluvio, ci insegnava lo Tzadik Haim, gli uomini avevano più mogli; per mantenere la bellezza di quelle più belle, davano loro da bere delle pozioni antifecondative mentre le mogli meno belle portavano al mondo tanti figli; quindi costruirono grandi harem per soddisfare i loro piaceri sessuali. In seguito, se vedevano donne altrui, appetibili sessualmente, facevano in modo di rapirle per i loro harem. Non paghi delle proprie femmine, per saziare le loro voglie, iniziarono ad avere rapporti omosessuali e dopo di ciò, anche rapporti con gli animali domestici. Infatti, spiegava lo Tzadik Haim, perché anche sugli animali fu decretata la morte durante il Diluvio? Che peccato avevano commesso? Ecco, la loro natura era stata contaminata dagli uomini che avevano abusato di loro per appagare i loro appetiti sessuali, a tal punto che gli animali stessi non desideravano più copulare con la loro specie e cercavano altre specie per soddisfare i loro istinti ormai innaturali.

Gnomen 361 - Ciò spiega perché il mondo, in generale, non meritò la vera fede nelle generazioni che precedettero la rivelazione della Torà. Non apprezzavano ciò che avevano e cercavano piaceri non voluti da Dio. La vera fede era nel mondo, a portata di mano. Non erano necessari i libri per ottenerla. Fino alla generazione della Torre, c'era una sola lingua (l'antico ebraico o un'antica lingua semitica, che è chiamata "lashon ha kodesh", lingua di santità, nella tradizione), usata per la comunicazione verbale tra il Creatore e Adamo ed Eva fin dal principio e che fu trasmessa a tutti i discendenti. La vera fede nell'Unico Dio Vivente era all'interno di quella lingua. Le parole stesse erano "santificate" nella verità del Creatore. Chi usava quelle parole con rispetto e umiltà verso Dio veniva contraccambiato in modo così diretto nel cuore che la vera fede si rivelava in lui come la verità del mondo in cui si trovava.

Gnomen 362 – E' chiaro che quella lingua si sviluppò in concomitanza con gli sviluppi delle società di quelle epoche. Ciò perché il linguaggio da sempre riflette e si adatta ai cambiamenti sociali. La flessibilità e l'adattabilità linguistica, tuttavia, non ebbero effetti negativi sul legame fra Dio e l'uomo, in quanto fin dai primordi il Creatore aveva acuito l'intelligenza di Adamo insegnandogli a conoscere il mondo circostante, come è scritto in Genesi (2, 19-20): "E il Signore Dio, che aveva formato dalla terra tutte le bestie dei campi e tutti i volatili dei cieli, li portò ad Adamo per mostrargli come li avrebbe chiamati; qualunque nome Adamo avesse dato agli esseri viventi sarebbe stato il loro nome; Adamo pose allora i nomi a tutti gli animali domestici, agli uccelli del cielo e a tutte le bestie dei campi. Ma per Adamo non trovò un aiuto che gli si confacesse".

Gnomen 363 - Tale sviluppo, però, era relativo e riguardava principalmente le nuove scoperte o i nuovi oggetti inventati. Mosè, il nostro maestro, ricevette la conoscenza da Dio Onnipotente e ci informò nella Torà che fino al tempo della Torre, costruita a Shin'ar in Babilonia, tutte le persone nel mondo usavano quella lingua unificata. Essa era sufficientemente "santificata" e "perfetta" da riflettere la verità di ciò che veniva detto e avrebbe garantito la vera fede in Dio se l'umanità avesse meritato di apprezzare la bontà e i doni ricevuti. Quella lingua, scelta da Dio, era la più vicina al Creatore di tutte le lingue che seguirono.

Gnomen 364 – Nonostante ciò, è noto nella Tradizione che la "scuola nascosta di Shem ed Ever" mantenne la continuità della lingua che aveva raggiunto la Torre. Ed i discendenti di Shem ed Ever continuarono ad usare forme delle lingue semitiche che contenevano gli elementi della lingua originale. Abramo, nostro padre, a parte i dialetti semitici che si parlavano ad Ur e Haran, studiò per anni nella "scuola segreta di Shem ed Ever" ed imparò la versione più precisa della lingua originale. Quella era la lingua che parlava e tramandava ai suoi discendenti: l'ivrit (ebraico) così come Abramo era chiamato "ha-'ivrì" (che proviene dall'al di là del fiume) e contiene la radice di ivrit-ebraico. La lingua che Mosè ricevette da Dio era basata su quella tramandata dai Patriarchi, ma la sua ricezione fu diretta e ogni parola ricevuta e scritta nella Santa Torà era estremamente "santificata" e "precisa". Studiare la Torà significa comprendere e approfondire la precisione e la verità contenute nel suo linguaggio unificato e nelle espressioni unificate.

Gnomen 365 - Prima del Diluvio, le persone vivevano fino a mille anni, quasi nove volte di più dei 120 anni decretati da Dio come il massimo dell'età, dopo il Diluvio. Quel primo decreto di longevità non riguardava solo l'età anagrafica della persona, ma intrinsecamente coinvolgeva le formazioni stellari e le influenze che governavano la terra e le persone, per cui la natura stessa del mondo era nove volte più potente, vivida, piacevole e gustosa rispetto al dopo Diluvio. Parimenti, il divario fra il prima e il dopo Diluvio riguarda anche il linguaggio originale unificato dato dal Creatore all'umanità che era di per sé collegato alle forze degli elementi dell'universo creato. Ciò lo si deduce dal verso "Facciamo l'uomo a nostra immagine" (ibid. 1, 26). Possiamo interpretare che Dio abbia detto a tutte le creazioni dell'universo che aveva formato: Facciamo insieme l'umanità con tutti i suoi elementi in modo che possieda la flessibilità e l'adattabilità. Come la natura dell'uomo e del creato, così anche il linguaggio originale era nove volte più elevato in tutti i sensi prima del Diluvio.

Gnomen 366 - Non ci si deve quindi stupire se esistevano a quei tempi persone di grande studio e saggezza, che godevano di buona salute. L'aria di allora non era inquinata e favoriva la salute del cervello. I prodotti della natura avevano gusti meravigliosi ed effetti benefici che favorivano la comprensione e ampliavano la profondità di pensiero di chi li assaporava ed esprimeva la propria gratitudine al Creatore. Il linguaggio era elevato e ricco di profondi significati se lo si usava con rispetto, precisione, amore e timore per Chi lo aveva dato in dono all'uomo.

Gnomen 367 – Ma le cose non andarono per il verso giusto, come sappiamo dalla Torà. Tutto era stato dato ed era a portata di mano, ma nessuno lo apprezzava, eccezion fatta per pochi individui che mantennero la vera Tradizione ricevuta da Shet, figlio di Adamo ed Eva, fino a Matusalemme e Noè. E, dopo il Diluvio, la Tradizione fu preservata e tramandata nella Scuola di Shem, figlio di Noè, ed Ever e durò almeno fino al tempo dei Patriarchi. Eppure in tutte quelle generazioni, prima dei Patriarchi, vissero anche uomini di grande curiosità intellettuale e di grande erudizione. Tranne pochi veri Saggi, simili ai personaggi che compaiono nel Libro di Giobbe (scritto da Mosè stesso, come ho ricevuto dallo Tzadik Haim), chi deteneva le cognizioni delle arti e delle scienze di allora (come, ad esempio, gli astrologi assiri e babilonesi o gli architetti e i maghi d'Egitto) era idolatra e molto lontano dalla vera fede monoteistica.

Gnomen 368 - Dall'errore della generazione di Enosh, figlio di Shet e nipote di Adamo, quasi tutta l'umanità (ma non Enosh) andò fuori rotta e deviò dalla vera fede. L'idolatria cominciò in quella storia incontaminata delle prime generazioni, in cui vivevano grandi esperti di astronomia, astrologia, erboristeria, medicina, divinazione e così via. Furono i saggi della generazione di Enosh che aprirono la strada all'idolatria. Lo sappiamo dalla Tradizione e dal commento chiaro e approfondito del Rambam, la pace sia con lui, relativo al verso (ibid. 4, 26) "az uhal likrò be-shem-Adonai" (allora il nome di Dio cominciò ad essere profanato).

Gnomen 369 – All'epoca c'erano grandi astrologi con un'immensa conoscenza degli astri. Sapevano con precisione quali fossero i loro cicli e le loro influenze sulla terra e credevano che fosse possibile servire ogni singola stella per ottenere da essa quanto da loro richiesto. Quando si parla della profanazione di Dio nella generazione di Enosh, si intende il credere che il Dio infinito e supremo avesse delegato il suo potere agli astri e alle stelle, che diventavano così delle divinità minori che governavano il mondo, Dio, ritenevano, era totalmente separato nella sua essenza da tutto ciò che aveva creato. Le persone sono materiali nei loro corpi limitati e quindi hanno bisogno di un mediatore che abbia ricevuto i poteri divini dal Dio Superiore e che sia allo stesso tempo in una forma con la quale potersi relazionare.

Gnomen 370 – Queste idee non erano prerogativa della gente comune ma degli "uomini di saggezza" di quei tempi. Le nuove formazioni linguistiche che avevano sviluppato nel corso della loro vita di studio e di meditazione li avevano portati a credere di poter acquisire dei poteri di dominio sulla materia. E così i saggi della generazione della Torre proclamarono (Genesi, 11, 4): "Costruiamoci una torre la cui cima arrivi fino al cielo". Erano pochissimi i saggi del re Nimrod che erano in grado di fare dei calcoli astronomici precisi e determinare correttamente le coordinate adatte sulle quali costruire le basi della Torre assicurandone il successo dell'impresa. E tutti dominavano la lingua che possedevano.

Gnomen 371 - Al tempo di Enosh, a causa del ragionamento sbagliato di quei saggi, si manifestò la prima grande corruzione linguistica del "nome di Dio che cominciò ad essere profanato". Il verbo "uhal" racchiude sia il significato di "iniziare" che quello di "essere profanato". Il significato è quindi "nascosto" e nelle traduzioni di solito si ignora il senso ambiguo del verbo. E pertanto viene adottato il primo senso di "inizio", per cui il verso viene tradotto con "e allora si iniziò ad invocare il nome di Dio", a discapito del secondo, che è di natura contraria: "allora il nome di Dio cominciò ad essere profanato". E' normale che i commentatori propongano una semplificazione che tralascia una profonda complicazione che potrebbe essere capita solo studiando la Tradizione. E, di solito, uno ha bisogno di Rashi, la pace sia con lui, per sapere dove inizia la complicazione linguistica. Dove c'è un doppio senso, alla fine bisogna capire entrambi i significati, altrimenti il commento rimane incompleto.

Gnomen 372 - Che quei saggi ai tempi di Enosh associassero il loro ragionamento alle "buone intenzioni" verso la gente comune può essere percepito dall'espressione "errore della generazione di Enosh". Non lo sentiamo come un "peccato" o un atto di "iniquità" a differenza del "frutto proibito" mangiato da Eva o delle "intenzioni malvagie" dei promotori della Torre considerati entrambi "peccati". Con il vitello d'oro sono presenti entrambi; iniziò con un errore e finì nel peccato (nei nostri scritti ci riferiamo spesso al "peccato" della generazione di Enosh, perché siamo nella spiegazione del "peccato idolatra" in generale, ma nella Tradizione si parla solo di "errore").

Gnomen 373 – Essi pensavano che la ragione fosse chiara: Dio è troppo in alto, infinito e invisibile per essere sentito dalle persone e solo chi medita direttamente sulla Sua esistenza per molti anni può trovare il modo di servirLo, ma non certo le persone comuni, che hanno bisogno di entità visibili con cui relazionarsi direttamente. Presumevano che fosse così perché non c'erano persone che Lo pregavano. Conclusero pertanto che bisognava servire Dio attraverso le stelle, che sono visibili; infatti, fu allora che la gente cominciò ad invocare Dio tramite gli astri. Il rito della preghiera e il culto alle stelle nacquero in quel momento e pertanto il verso biblico può essere interpretato secondo le sue due accezioni: da una parte, si iniziò a pregare Dio e dall'altra il nome di Dio iniziò ad essere profanato. In che modo? Il nome EL (DIO) veniva unito al nome della stella, in forma di suffisso. Fu così che iniziarono ad invocare Dio, il cui nome veniva profanato perché associato ad un'entità del firmamento.

Gnomen 374 - Il peccato idolatra iniziò con intenzioni plausibili, mirate a soddisfare i desideri dei credenti, non certo quelli del Creatore. Dalla motivazione logica alle false conclusioni raggiunte, i teologi della generazione di Enosh produssero una "corruzione linguistica" che divenne in seguito il pane idolatra delle masse. La prima corruzione linguistica coincideva con una profanazione idolatra del nome di Dio, EL, che cessava di essere considerato la Causa Prima e il Creatore dei cieli e della terra. Si passò quindi ad associare il nome di Dio, EL, ai "ministri divini" degli astri che avevano ricevuto l'influsso dalla Volontà di Dio".

Gnomen 375 – Un concetto analogo è presente in ogni dottrina idolatra e si manifesta con l'errore di Emanazione. I "ministri divini" non sono forse oggetti di creazione? Ebbene sì, ma una volta che ricevono l'influenza dall'Emanatore diventano essi stessi delle divinità emanate. Ma noi obiettiamo: ciò che crea il Creatore è soltanto un oggetto di creazione e non una "divinità". Le parole del Secondo Comndamento in Esodo (20, 2) sono esplicite: "Non avere altri dèi al Mio cospetto". Perché sono chiamati altri dèi quando in verità non lo sono? E perché "al Mio cospetto"? Perché non si dica che io sono il Dio Superiore e che ho "emanato" altri dèi davanti a Me per essere serviti!

Gnomen 376 - Il processo di "creare altre divinità" quando l'esistenza della Causa Prima è nota e riconosciuta, potrebbe avvenire solo attraverso una presunta Azione Divina che sostituisce la creazione e si trova più in alto di essa. Come spiegato, il concetto di Emanatore in riferimento alle "Azioni Divine" a livello di "sopra" e di "prima" della creazione, non trova un corrispondente termine linguistico, come "Ma'atzil" - Emanatore – se non nel libro dello Zohar e nella susseguente falsa Kabalà. Il concetto, tuttavia, anche se indefinito nella storia precedente, è la Radice delle radici del peccato idolatra.

Gnomen 377 - La Radice delle radici dell'idolatria si rivela solo alla fine della Quarta Generazione Finale. Questo perché la sua estirpazione comporta la distruzione di tutti i livelli di idolatria. Il libro dello Zohar rappresenta la più alta forma di idolatria mai raggiunta, la realizzazione profetica del peccato storico del vitello d'oro. La terminologia dello Zohar (emanazione, dottrina di emanazione, i quattro mondi di emanazione, il mondo di Atzilut, l'Emanatore, la saggezza dell'emanazione, le dieci emanazioni divine o sefiroth, le facce o partzufim di emanazione, e così via) viene qui smascherata nella sua natura idolatra. Il Libro dello Zohar rappresenta il terminale del peggiore peccato d'idolatria e quando il popolo ebraico lo capirà lo vorrà distruggere e la sua distruzione rappresenterà il catalizzatore spirituale della fine di ogni forma di idolatria nel mondo come è profetizzato per la Quarta Generazione Finale.

Gnomen 378 – Il fatto che il libro dello Zohar rappresenti la Radice delle radici dell'idolatria suscita due semplici interrogativi: come mai lo Zohar e la falsa Kabalà hanno avuto una forza di attrazione così potente? Perché il peccato idolatra in essi presente è stato occultato alla vista di così tanti rabbini e studiosi di Torà ? Possiamo rispondere dicendo che le radici dell'idolatria nello Zohar erano nascoste nella dottrina delle Sefiroth, che era sconosciuta. E nel momento in cui è stata accettata come verità "segreta", le radici dell'idolatria sono diventate indiscernibili sotto la coltre delle false luci superiori dell'Emanazione che hanno avuto il potere di cambiare o annullare o interpretare falsamente ogni altro termine che si riferiva ai livelli "inferiori" di Emanazione.

Gnomen 379 – Se uno ha la pura fede in Dio, può discernere facilmente le radici di idolatria presenti nel Libro dello Zohar: la distanza incolmabile fra l'individuo e il Dio Infinito; lo shituf; la molteplicità dei regni; la corruzione linguistica che deriva da ognuno di essi. Il rapporto fra i Mondi di Emanazione e l'Ein Sof è idolatra e sposta la vera fede dalla Causa Prima alle Sefiroth. L'associare i nomi di Dio alle Sefiroth emanate è un atto di idolatria (shituf). Le divisioni dei "livelli emanati" che hanno un proprio livello di "autonomia divina" è pura idolatria (nello Zohar, la divina emanazione di Abba (Padre, Saggezza) disse "Sia la luce" - la divina emanazione di Emma (Madre, Comprensione) disse: "Facciamo un uomo " e via di seguito) e nella Tradizione viene chiamata "una molteplicità di regni" (ribui reshuiot) .

Gnomen 380 - Queste radici dell'idolatria, spiegate in dettaglio nel libro "Milhamot Ha-Shem" dal rabbino yemenita Yihye Shlomoh El Kapah (1931) sono note a tutti coloro che studiano la Torà che, tuttavia, riguardo allo Zohar, le hanno ignorate. La ragione è che una volta accettata la corruzione concettuale e linguistica della terminologia di Emanazione, essa è stata esentata da ogni controllo. Non si può parlare di "associazione" perché al livello di Atzilut c'è solo "divinità unificata" e per la stessa ragione, non si può parlare di una molteplicità di regni e per la stessa ragione non si può parlare di prendere le distanze dall'Ein Sof. Le radici dell'idolatria come "associazione" e "molteplicità di regni" e "presa di distanza dalla Causa Prima" possono essere discusse solo su altri livelli, inferiori a quello del Mondo di Emanazione. Le miriadi di Emanazioni provengono dall'Emanatore, e quindi da Dio e sono divine. Nessuna idolatria può esistere a un tale livello. Tutto è "unificato" nel mondo divino dell'Emanazione. Corruzione linguistica assoluta!

Gnomen 381 - La corruzione linguistica riguardante le questioni essenziali della teologia sono circoli viziosi (idolatri) che fanno esattamente l'opposto di ciò che fa la vera terminologia contro l'idolatria. Invece di definire l'idolatria, indebolisce Dio e non lascia spazio a distinzioni. Il Cristianesimo riconosce il secondo comandamento? Ufficialmente sì, ma una volta che il Dio Trino è il Dio del secondo comandamento, ecco che il cristiano nega l'idolatria connessa alla Trinità. Se tu parli con un prete cattolico e gli spieghi in che cosa consiste l'idolatria, egli acconsentirà solo per ciò che riguarda il paganesimo, ma la Trinità per lui è un concetto superiore che prescinde l'idolatria. Analogamente, uno che crede nello Zohar ti risponderà che la trascendenza mistica non va intesa nel suo senso letterale. E poiché l'intera tradizione biblica evangelica è totalmente corrotta dalla sua reinterpretazione sulla base della Trinità, così l'intera Tradizione della Torà è completamente corrotta dalla sua reinterpretazione sulla base del concetto di Emanazione.

Gnomen 382 - Le radici delle dottrine idolatre originano, come detto, dall'errore della generazione di Enosh. Le radici della costruzione idolatra, anch'esse connesse alla corruzione linguistica e ad una nuova costruzione linguistica, si trovano nella storia della Torre. Le radici dell'azione idolatra originano, ovviamente da una concezione idolatra che le fa cadere nella trappola idolatra, come avvenne con il peccato del vitello d'oro. In questi tre peccati si possono studiare le radici dell'idolatria. La rottura delle prime Tavole, tuttavia, contiene gli elementi e il potere di distruggere la Dottrina dell'Emazione ed è direttamente correlata alla realizzazione profetica della distruzione delle false Tavole della falsa Kabalà. Il peccato commesso da Adamo ed Eva di mangiare il frutto proibito è la radice delle radici del peccato in generale e del peccato idolatra, in particolare.

Gnomen 383 - Quindi la Radice delle radici dell'idolatria, l'Emanazione, che arriva alla sua stazione terminale del peccato nel Libro dello Zohar, è accennata nel peccato del frutto proibito e nella distruzione finale della dottrina dell'emanazione del falso. La Kabalà allude alla rottura delle prime Tavole di Moshè Rabbenu. Era "scritto" nell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male che la ragione principale della grande caduta dell'umanità consisteva nel peccato di voler essere come gli dèi che conoscono il bene e il male. Fin dai primordi, come mostratoci nel racconto dell'Eden, la grande tentazione dell'umanità fu quella di raggiungere una tale conoscenza per poter diventare "Piccoli Dèi".

Gnomen 384 - Questa è la Radice del Male che deriva dall'intelligenza e dal libero arbitrio che il Creatore ha accordato all'umanità, che è in grado di scegliere la propria strada. Tuttavia l'umanità, quando pecca di superbia ed è in balìa dei propri istinti e desideri egoistici, usa il proprio intelletto e il proprio discernimento per essere un piccolo dio, potente e sicuro di sé. Ed è allora che concepisce costruzioni intellettuali, filosofiche, metafisiche e mistiche che permea con una "struttura linguistica unificata", credendo di aver "creato" e costruito una Città e una Torre la cui vetta raggiunge i livelli al di sopra dei cieli creati.

Gnomen 385 - Grande è l'intelletto dell'uomo e altrettanto grande è la sua fantasia; tuttavia le acute e scaltre strategie di Satan riescono quasi sempre ad ingannarlo e a condurlo su sentieri sbagliati. Tale è la storia da 6000 anni fino a quando il Grande Angelo sarà un Angelo di Necessità piuttosto che un Serpente-tentatore che aiuta l'umanità a soddisfare i suoi appetiti sessuali per la sua procreazione.

Gnomen 386 – Abbiamo detto che nel peccato originale ci sono già le radici del desiderio di essere Piccoli-Dèi. Questo peccato esiste in tutte le false teologie. Dimostreremo che non si arriva alla "realizzazione" di essere "piccoli dèi" senza l'idea di Emanazione. Non vediamo l'intelletto umano usato di proposito per uno schema malvagio fino alla Generazione della Torre. Nella generazione di Enosh commisero sì un errore con il loro senno, ma non intendevano andare contro il Creatore. L'errore verteva su come servirLo. La Torre, invece, fu una ribellione programmaata. Erano invidiosi. Perché Dio avrebbe dovuto avere tutto il potere ed essere eterno e loro no? Questo era il sentimento fondamentalmente stupido che li dominava.

Gnomen 387 - I sapienti e i maghi di Nimrod sostenevano inoltre che la ragione per la quale, fino a quel momento, tutto apparteneva al Creatore mentre relativamente poco apparteneva loro, era dovuta al fatto che la "struttura unificata" del linguaggio di Dio era basata sull'unicità assoluta della Causa Prima. Se, al contrario, avessero potuto "catturare" quella lingua, in modo che fosse la loro anziché quella di Dio, allora anche loro sarebbero potuti essere eterni e il loro nome sarebbe stato oggetto di lode perenne. Per poterlo fare, innanzi tutto, presero le distanze dalla Causa Prima. Decretarono così che il nome di Dio fosse associato a Re Nimrod. Non un'ambigua ribellione come nella generazione di Enosh, ma una conclamata rivoluzione di pensiero tramite la costruzione di un Edificio Eterno e la nomina di un Dio in terra.

Gnomen 388 – Così invece di dire "i cieli creati da Dio" decretarono "i cieli creati da Nimrod". In questo modo, credevano che le Divine Potenze in alto, dominate dalla Causa Prima, avrebbero abdicato a Nimrod, il nuovo Dio Re dell'universo e grazie a lui anche i suoi fedeli sudditi sarebbero diventati eterni. Credevano in sostanza che le parole stesse di quel primo linguaggio unico fossero i "ricettacoli" delle Emanazioni Divine, delle Potenze Divine emanate dalla Causa Prima. Le parole stesse erano gli elementi costitutivi della costruzione di Dio, ma se potevano avvicinarsi a quei Poteri Emanati, anche loro sarebbero diventati "Piccoli Dèi", Emanazioni Divine.

Gnomen 389 - Per favorire la loro causa, avevano bisogno di servire quei ricettacoli in modo concreto, in modo che le parole usate nel loro nuovo senso potessero avere una corrispondente forza materiale che collegava i livelli terreni a quelli superiori; una sorta di costruzione mistica che univa terra e cieli. E non c'è dubbio che fossero affascinati dal successo della loro elevazione e delle luci che vedevano nella loro immginazione. Non si chiesero, però, se, a priori, il Creatore avesse accettato tale costruzione metafisica e la struttura linguistica che accompagnava la loro meditazione. L'intenzione di impossessarsi di ciò che non gli apparteneva, aprì loro, senza saperlo, mondi impuri e idolatri.

Gnomen 390 - Ogni falsa teologia contiene un legame tra l'individuo e le emanazioni divine o un'emanazione divina come il "Figlio di Dio" nel Cristianesimo o il Buddha nel Buddismo o lo Zeir Anpin dello Zohar (a tale proposito raccomandiamo ai nostri lettori di leggere con attenzione il carteggio che introduce il libro Milhamot Ha-Shem fra il suo autore, il Hacham Yihie Shlomo El Kapah e dei kabalisti zoharistici di Gerusalemme). Nella generazione di Enosh abbiamo individuato l'errore originale dell'idolatria col fatto che si allontanò dalla Causa Prima (Kedem) e associò il nome di Dio ad "altre cause" che vennero poi divinizzate. La deificazione avviene sempre tramite lo "shituf", l'associare Dio alle sue Emanazioni. Non può esistere una divinizzazione senza il Potere di Dio che si emana o come dicono i kabalisti "si contrae" (la dottrina del tzimtzum o contrazione) in emanazioni divine inferiori a cui spetta il culto da parte dei fedeli. Nel caso delle stelle, il "corpo della stella", pur essendo considerato un oggetto di creazione, diventava "divino" perché veniva investito dallo Spirito Divino, per cui l'Anima della Stella diventava divina.

Gnomen 391 – Gli artefici della Torre erano convinti, quando intrapresero la loro costruzione idolatra, di poter accedere al Regno Eterno prendendo da Dio i suoi Mattoni di Emazione! Anche nel peccato del Vitello d'oro, la moltitudine mista concepiva Mosè come un'incarnazione divina e, non vedendolo più tornare, decise di sostituirlo con l'idolo d'oro. Dalla Rottura delle Tavole, possiamo dedurre che Mosè, consapevole dell'idolatria di pensiero che il popolo aveva assorbito durante i 400 anni di vita in Egitto, capì che le Tavole sarebbero diventate un oggetto di culto idolatra. Purtroppo, la realizzazione storica profetica di quel peccato si materializzò qualche secolo più tardi con le Dieci Sefiroth del Libro dello Zohar.

Gnomen 392 - Lo stesso Mosè, l'amato servitore di Dio, non è inferiore alle Tavole della Legge e sia Mosè che il popolo ebraico non furono dati alle Tavole; le Tavole furono date a Mosè e al popolo ebraico. Anche questo è un insegnamento essenziale nelle lezioni di quella Rottura. Se pensate che le Tavole siano Divinamente Eterne come Dio è eterno, arriverete a deificare le Tavole stesse, e se lo farete, falserete tutte le relazioni tra le Tavole e le persone; le persone saranno date alle Tavole di Dio e non viceversa.

Gnomen 393 - Anche quella era un'allusione alle generazioni che sarebbero arrivate: non pensate che quando arriverà il momento di stabilire la Casa di Dio in un luogo eletto, la Casa sia di per sé eterna e indistruttibile. La Casa in cui "risiede" Dio è stata data per il bene del popolo ma se il popolo non osserva e non apprezza le Leggi che Dio gli ha dato, Dio non vorrà risiedervi e la distruggerà. Perché, per così dire, la dimora di Dio è in Alto e la terra ne è il poggia-piedi, per cui perché mai vorrebbe Dio abitare, per così dire, in una casa se non per il suo grande amore nel vedere le persone beneficiarne?

Gnomen 394 - Tale allusione sembrerebbe più appropriata perché le Tavole erano sacre e il Tempio era santificato; ma come possiamo dire che i 10 Comandamenti scritti nelle prime Tavole siano in contrasto con la dottrina impura e idolatra creata da Mosè de Leon nella Spagna del XIII secolo? Prima di tutto, un'allusione non ha nulla a che fare con un'altra ed è possibile che un segno della Torà alluda a 70 eventi storici diversi. Ma la domanda non è questa. Fu contro il faraone che Moshe Rabbenu dovette fare i conti in Egitto ed era contro il pensiero idolatra egizio delle divine emanazioni della moltitudine mista che Mosè dovette combattere. Sappiamo, perché lo abbiamo ricevuto, che il Libro dello Zohar e tutta la falsa Kabalà rappresenta l'ultimo vitello della storia che deve essere fatto a pezzi e distrutto.

Gnomen 395 - Dobbiamo cercare di capire qualcosa di più. In che modo la rottura delle Tavole si riferisce alle 10 Sefiroth del Libro dello Zohar in modo tale che questo Segno di Moshe Rabbenu ci aiuti effettivamente a demolire quella falsa dottrina? Diciamo che da quelle Tavole emanava una luce vera che risplendeva ed elevava chi le guardava ad una nuova dimensione dello spirito. Era un vero "splendore" (zohar, in ebraico) pari alla luminosità dei cieli. Le prime Tavole dei 10 Comandamenti, più di ogni altra cosa esistente, rappresentavano l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male e l'Albero della Vita per coloro che vi si tengono aggrappati.

Gnomen 396 - Questo perché la Rottura dovrebbe abbattere le fondamenta della falsa Kabalà del Libro dello Zohar, le "Shnei Luhot Ha-Brit" (Le Due Tavole del Patto, di Mosè Cordevero) e l' "Etz Haim" (l'Albero della Vita di Rav Haim Vital, che commenta la kabalà lurianica). Questi testi hanno avuto una grande influenza nella diffusione della falsa Kabalà in questi ultimi quattro secoli. La fusione del linguaggio esclusivamente mistico del Libro dello Zohar e le rivelazioni dei Codici di Emanazione di Shnei Luhot Ha-Brit e le "definizioni razionalistiche" della terminologia di emanazione dall'Ein Sof fino al Malchut d'Atzilut (Regno di Emanazione) dell'Etz Haim hanno alimentato molti movimenti misticheggianti, come il Hassidismo, che è la terza e più lunga corrente temporale della storia dello Zohar.

Gnomen 397 – Il messianesimo di Habad rappresenta la quarta generazione odiata della storia dello Zohar con tutti i corrispondenti peccati idolatri nascosti in essa. Anche il peccato di Habad ha il suo Nimrod messianico seduto sulla cima della propria falsa struttura linguistica con la testa nel Mondo di Emanazione in modo da eternare il nome di Habad. Né sarà dimenticato per la farsa messianica che ha creato e per le migliaia e migliaia di anime innocenti che sono cadute nella sua trappola e per i miliardi di dollari spesi per propagandare il loro falso messia invece di fare mitzvot. Ancor più sarà ricordato per il tipo di terribile adorazione del vitello d'oro del suo Messia. L'incendio del vitello d'oro e la purificazione della gente che distingue coloro che erano veramente caduti e quelli che potevano essere salvati corrisponde alla necessaria purificazione di Habad [51], come spiegato nello Herem Mi-Deoraita.

Gnomen 398 - La Scuola kabalistica dello Zohar-Ashlag rappresenta il raddoppio della Quarta Generazione Odiata, quella parte che risale al Peccato dei Padri e collega il peccato idolatra di Emanazione alla sua nuova semplificazione linguistica unificata su un quinto livello 'universale' che risveglia le guerre di Dio contro la falsa e idolatra dottrina di Emanazione. Con il quinto livello del peccato idolatra raggiunto, il raddoppio di questi Segni completa allo stesso tempo il decimo livello, il che significa che tutti i livelli del peccato idolatra sono stati raggiunti ed è quindi il momento per la realizzazione storica della Rottura delle false Tavole. I Dieci Comandamenti così come furono scritti sulle prime Tavole tornano per distruggere e seppellire definitivamente le Dieci Sefiroth del Libro dello Zohar e di tutta la falsa Kabalà.

Gnomen 399 – I Dieci Comandamenti scritti nelle Seconde Tavole racchiudevano un livello di "completezza" rispetto ai primi Dieci Comandamenti. Il segno di questo è la lettera TETH (la nona dell'alfabeto ebraico) nell'espressione "le-ma'an yitav lach" (affinché tu ne tragga giovamento, del Quinto Comandamento "onora tuo padre e tua madre") in Deuteronomio; questa lettera non appare invece nel Decalogo come viene riportato in Esodo. La TETH è nel segno della Verità, poiché 9, per vari motivi, è chiamato il numero della Verità (EMET in ebraico è 441, 4+4+1= 9; anche la somma dei numeri di ogni multiplo di 9 è sempre 9: 18, 27, 36, 45 ecc. Questo però non significa che i comandamenti delle seconde Tavole fossero "più veri" di quelli delle prime!

Gnomen 400 – L'indicazione di un livello di verità o completezza delle Seconde Tavole si riferisce alla verità di distaccarsi dalla prima rivelazione. Questo distacco potrebbe essere stato realizzato solo da una "seconda ricezione" dei comandamenti. E' il completamento che ha permesso in seguito che la Torà fosse portata all'estensione della sua pienezza con il Quinto Libro di Mosè, il Deuteronomio, completando così i 613 comandamenti. Fu quindi un fattore in grado di diffondere il Patto doppiamente verificato tra Dio e il Suo popolo scelto perché la seconda consegna dei comandamenti, dopo il terribile peccato del vitello d'oro, ebbe un enorme significato che confermava l'amore eterno di Dio verso Israele nonostante i peccati e gli errori commessi nel corso della sua storia.

 

 

Capitolo 9

 

Gnomen 401 - DIARIO: 5 febbraio 1999; 19 Shvat 5759; Tana del Leone 10: Davide Levi mi ha chiamato oggi raccontando il suo sogno straordinario. Ha visto il Morè Haim, in Israele, che ballava con enorme gioia davanti alla gente. Il Goel Haim indossava una divisa di un ufficiale di sicurezza della protezione civile. Lo Tzadik Haim ballava su e giù con immensa felicità; Peretz era al suo fianco. Nel posto in cui si trovavano, c'era una ragazza molto triste che sedeva da sola in un angolo. Il Maestro, vedendola, si avvicinò e la invitò a ballare, ma lei rimase apatica. Il Morè insistette e le prese il braccio per farla ballare, anche se non era facile per lei. Il Morè le toccò il seno con il gomito per trascinarla a ballare. Lo Tzadik continuava a danzare con immenso entusiasmo e Davide era stupito perché non aveva mai visto il Maestro così felice come in questa meravigliosa visione. Lo Tzadik Haim uscì in mezzo alla strada e fermò il traffico, invitando la gente ad unirsi a lui. Nel sogno, il Morè parlava quattro lingue: italiano, francese (con Peretz), tedesco (con una ragazza scandinava) ed ebraico. -

Gnomen 402 - Ringraziamo EL SHADDAI per aver ascoltato questa grande notizia e aver visto il Goel Finale, Haim, pervaso di vera felicità. Possiamo supporre che la gioia sia legata al vero Nuovo Purim della Terza e Finale Redenzione. Questi sono segni del "secondo tempo stabilito" della profezia di Habakuk.

Gnomen 403 – Si tratta di un segno estremamente positivo per il popolo di Israele, per molti giovani che hanno perso la strada e hanno perso ogni percezione di dove e di cosa sono. Hanno bisogno del Segno della Vita Nuova, dato dallo scelto Goel Haim, un segno che si estende ai quattro angoli della terra.

Gnomen 404 – Il Segno del Goel Finale, Haim, che balla con tanto entusiasmo e trascina anche una ragazza triste e le tocca anche il seno come a volerla risvegliare, ci indica che lo Tzadik offre ai giovani nuove possibilità per rinnovare il loro spirito angosciato e abbandonato. Il Goel Haim mostra grande amore e vicinanza verso chi ha bisogno di aiuto e di conforto spirituale.

Gnomen 405 - Davide Levi, che vive a Holon, in Israele, mi ha domandato innocentemente come mai lo Tzadik mostrasse tanta libertà (come quella di toccare il seno della ragazza). Gli ho risposto che lo Tzadik 'scende' per risvegliare lo spirito della gente e specialmente nell'Israele di oggi dove la cosa è particolarmente difficile. Il tocco del seno della ragazza è un "segno" per riportare il vero desiderio della vita che è stato represso per così tanto tempo. Il Goel finale non scende solo nella sinagoga, ma anche nelle discoteche e nelle strade, tra la gente comune.

Gnomen 406 – Egli viene per indicare uno spirito nuovo che aiuti molti giovani a dare un senso alla loro vita. Non guarda tanto gli ebrei tradizionalisti e ancor meno gli ultraortodossi che si credono in pace con se stessi ed evitano di entrare in contatto con i non religiosi e con chi si è perso nei meandri di questa Quarta Generazione. Il Goel Haim mostra e invita ad abbracciare una nuova speranza, uno spirito nuovo che scende dalla luce della Redenzione Finale di Dio.

Gnomen 407 – Il sogno di Davide arriva in tempo per la guerra contro lo Zohar. Sono necessari un nuovo spirito e una nuova speranza. Troppi ebrei e soprattutto israeliani si sono allontanati dalla Tradizione e hanno perso la speranza, cadendo nella trappola dell'agnosticismo e persino dell'ateismo, Dio ci salvi. Purtroppo l'infondata mistica ebraica con il falso culto agli Admorim hanno contribuito ad allontanare non pochi ebrei dalla vera e semplice fede in Dio Onnipotente. E' nostro compito, tuttavia, in questo primo stadio della Redenzione Finale, spiegare a saper distinguere fra la falsa Kabalà e la vera Tradizione, per rendere chiaro il percorso ad un Israele redento a tutti i livelli.

Gnomen 408 – Per poterlo fare annunciamo le meravigliose notizie dell'arrivo del Goel Finale e dei Segni Storici Completati della Redenzione Finale. Alla fine, la distinzione fra falsa e vera Kabalà aprirà la mente della gente, che leggendo e studiando i testi di Sefer Mishnat Haim, capirà anche perché il Goel Finale, Haim, si rivolge agli israeliani di ogni livello e intende, col suo invito a ballare gioiosamente, renderli partecipi delle entusiasmanti novità della Redenzione Finale che è a portata di mano.

Gnomen 409 - Il ballo è anche un Segno di Completezza della statura dell'uomo. Non si può ballare a meno che la statura non sia completa. Ciò conferma i Segni del Nuovo Cuore e del Nuovo Cervello Umile, nel Segno di 100, la Risata di Isacco, nostro padre e il Segno del 120 (il Nuovo Cuore ha 45 elementi e il Nuovo Cervello Umile 55 elementi – 100). Insieme alle 10 dita delle mani e alle 10 dei piedi, si raggiunge la statura di 120. Questo rappresenta anche un livello importante di Completamento nella Tripla Meditazione formata sulle Ascensioni di Mosè, nostro maestro, ciascuno di 40 giorni e notti). Il Segno del 120 dei Segni Completi della Redenzione Finale completa la statura del Giusto che vive nella sua fede.

Gnomen 410 - Anche cose positive stanno arrivando per Israele e per il popolo ebraico in generale. Perché se il male è nascosto, il bene è ancora più nascosto e quando il male esce fuori il bene rimane intatto fino a quando viene rivelato. Il mondo in generale è già entrato nella Quarta Generazione Finale di 65 anni e chi ha commesso del male contro il popolo ebraico sarà sanzionato sia a livello nascosto che a livello manifesto. Anche Israele e il mondo ebraico sottostanno ai decreti della Quarta Generazione, ma c'è una grande differenza di giudizio tra i figli di Israele e le nazioni. Il Santo Benedetto ha già condotto i figli di Israele al loro Olocausto, il massimo della punizione in terra, per cui essi sono risparmiati dai decreti della Quarta Generazione Finale.

Gnomen 411 - Lo Stato di Israele esiste, grazie a Dio, e la sua esistenza sarà eterna come profetizzato. Il mondo è nella sua Quarta Generazione e il popolo ebraico è nel momento della sua rifinitura, che richiede prima di tutto la sua purificazione da tutte le "divinità estranee" prima che possa salire a Beth El. Qui è bene specificare che le questioni di merito personale o di peccato personale sono sempre sotto giudizio, mentre per ciò che riguarda le punizioni della Quarta Generazione, Israele non subisce lo stesso metro di giudizio delle altre nazioni del mondo. Il sacrificio di Israele è stato accettato da Dio ed il giudizio di Israele non avrà lo stesso impatto in rapporto a ciò che avverrà nel mondo. Parlo perché sono un Asino che mangia il Pane della Redenzione Finale, ma è la storia, la storia di questa terribile e ultima Quarta Generazione che parlerà ai cuori di tutti coloro che sono stati scelti per portare la vera fede nelle generazioni future.

 Gnomen 412 - In verità, il prescelto Final Goel, Haim, nato a Sana, nello Yemen nel giugno del 1914 e morto a Milano nel giugno 1982, era il Goel nascosto di Israele quando era nel mondo e in modi nascosti e a livelli nascosti, ha preparato la via della Redenzione Finale. Ci vorrà del tempo per capirlo. La Redenzione Finale è grande, immensamente grande. Non riguarda solo gli ebrei. E' universale, è per gli ebrei, per i cristiani, per i mussulmani e per tutti coloro che sono favorevoli ad Israele e agli ebrei. Non certo la maggioranza dell'umanità, ma così è decretato e nulla lo cambierà. Come Abramo, Isacco e Giacobbe devono essere riconosciuti come i tre Patriarchi scelti da Dio, e come Mosè, Gesù e Haim, devono essere riconosciuti come i tre uomini della Redenzione, scelti da Dio, così anche le nazioni del mondo dovranno riconoscere Israele e il popolo ebraico. Perché Dio Onnipotente ha scelto tale popolo come Suo eletto (am nivhar).

Gnomen 413 – Il bene nascosto nel cuore della gente è maggiore di quanto si possa vedere. Ci sono milioni di cristiani, specialmente evangelisti, che amano Israele e lo percepiscono alla luce delle profezie. E siamo certi che anche milioni di musulmani, una volta che i loro leader cominceranno a parlare favorevolmente di Israele e del popolo ebraico, cambieranno il loro atteggiamento e diventeranno amichevoli.

Israele, d'altro canto, dovrà passare attraverso fasi di auto-maturità e i suoi percorsi saranno guidati dall'Alto per poter assimilare una nuova attitudine di umiltà e di santità per essere additata dai popoli come "luce per le Nazioni".

Gnomen 414 - La Redenzione per Israele è profonda e, quando emerge, si estende nel mondo e il nuovo linguaggio chiaro (safà b'rurà) dei Segni Completi è quello profetizzato e rimane nel solco della Torà e della Tradizione. Ci sarà un risveglio generale in Israele, il desiderio di un nuovo spirito, una comprensione profonda della storia del popolo eletto. Israele mediterà sul suo presente e sul suo passato e troverà nuovi significati mai prima considerati. Una profonda fede nel Dio di Israele si rivelerà dall'interno. Non attraverso la mistica, la filosofia o la letteratura troverà la propria fede, ma attraverso lo scrutinio dei nuovi significati fino ad allora nascosti.

Gnomen 415 - La Promessa Redenzione Finale verrà. La scelta di Dio del Goel finale è stata realizzata. Come il ritorno del popolo ebraico alla sua terra si è realizzato, così si sono realizzati anche tutti i meravigliosi Segni Completi e i meravigliosi nuovi messaggi per Israele e per le nazioni si adempiranno per mezzo della Volontà di EHEYE ASHER EHEYE secondo le parole della Torà, della Tradizione e dei Profeti di Israele. Perciò, caro lettore, esulta con noi Asini perché il Goel Finale, Haim, ha ballato gioiosamente per le strade di Israele.

Gnomen 416 – Ascolta, o Israele, la Quarta Generazione Finale è grande e terribile. Non sarà luce per tutte le nazioni, e Israele sarà salvato e redento dalle situazioni che richiedono salvezza e redenzione per continuare la sua esistenza. Grande è la Redenzione Finale che viene nel mondo tramite le Tenebre, il Caos e le False Illuminazioni, ma anche tramite una Vera Illuminazione. Terribili saranno le condizioni di degrado materiale e spirituale, le guerre e le epidemie, i cataclismi e le malattie che affliggeranno l'umanità nella seconda metà della Quarta Generazione.

Gnomen 417 - Israele sarà separato perché è separato dal Signore, suo Dio, i cui occhi non abbandonano la sua terra dall'inizio alla fine dell'anno. Tuttavia, anche Israele è una parte del mondo e, a livello materiale, ciò che accade nel mondo avrà ripercussioni anche in Israele. Anche lo Stato di Israele dovrà sopportare parte del peso della Quarta Generazione. La grande gioia è per le vittorie dello spirito di Israele e per la nuova comprensione che risveglia la giusta e la vera fede interiore.

Gnomen 418 - All'inizio arriva solo a poche persone e dalle Scuole del Goel i Nuovi Messaggi vengono preparati per la futura diffusione. In Israele la Scuola si chiama Bet Sefer Ester e, tramite il suo sito Internet, la gente potrà conoscere le Novità per merito del Goel finale, Haim. Sarà una grande vittoria quando la regina Ester potrà finalmente uscire dal suo palazzo per poter insegnare le sue virtù al popolo, e quando il Tribunale di Mordechai ha-Tzadik aprirà pubblicamente le sue Nuove Tavole della Nuova Legge della Redenzione Finale. Tutto richiederà tempo, è vero, e possiamo ben immaginare le reazioni di molti senza bisogno di precisarlo. Non possiamo sapere, naturalmente, in che modo le cose faranno il loro corso ma tutte le profezie della Redenzione Finale si realizzeranno. Notizie meravigliose arriveranno in Israele per mezzo di Bet Sefer Ester e il Goel finale, il Maestro Haim, risorto nel Segno finale della Resurrezione dei morti e scelto da Dio Onnipotente come Giudice Unto del Regno dei Cieli, scende per ballare nelle strade di Israele per la gioia della gente comune, non per i fanatici o i mistici irrecuperabili!

Gnomen 419 – La comprensione, tuttavia, avverrà a fasi progressive. Nel mondo di oggi la comprensione della Redenzione Finale è ancora lontana, ma gli eventi futuri affretteranno i tempi. Il conflitto tra "religiosi" e "laici" si acuirà anche perché si farà più netta la distinzione fra i religiosi che praticano un falso misticismo zoharistico in opposizione a chi è poco (o per niente) osservante ma ha fede in Dio. In seguito, questo diventerà un catalizzatore nella ricerca del vero ebraismo.

Gnomen 420 – Ci saranno hilonim[52] contro la Kabalà dello Zohar, dato che capiranno che questa forma di misticismo è contraria al monoteismo. Quando parleranno dell'argomento, senza saperlo, saranno come dei grandi talmidei hachamim[53] al cospetto dell'Eterno perché dicono la verità. Chi professa l'ebraismo, d'altra parte, e continua a credere nella falsa Kabalà del Libro dello Zohar rimarrà nell'errore davanti al Cielo. La sua Torà mancherà del consenso dall'Alto che, invece, non mancherà ai hilonim che pronunciano la verità della Torà. Un vero e proprio "ve-nahafoch hu"[54] di Purim!

Gnomen 421 - Non pensiate che questo non faccia parte della Redenzione Finale. Se non fosse per il Santo, Benedetto Egli sia, i religiosi, così come sono, anche se avessero la verità da impartire, se la terrebbero per sé. Ma Israele è prossimo al vero "ve-nahafoch hu". Se, per esempio, un ebreo ortodosso volesse capire qualcosa dell'ebraismo mistificato che pratica, potrebbe riceverlo da un ebreo non praticante che ha letto questo libro. Hi-haw.

Gnomen 422 – E' un tempo di Segni e i Segni dell'Asino hanno molti livelli che devono scendere per sostenere quante più persone possibili. Sono un Asino profetico, ma non posso sapere in che modo i Segni profetici si manifesteranno (dove, come, per chi).

Gnomen 423 - L'opuscolo mistificatore di Gilad Shadmon, a parte il Segno di Completamento del Peccato del Libro dello Zohar, ha risposto ad un interrogativo che mi ha sempre accompagnato fin dal mio Bar Mitzvah. Infatti, non ho mai capito perché, per la mia maggiorità religiosa, mi toccò in sorte leggere in sinagoga la haftarà di "Va-Yiftah ha-giladi hayà gibor hail ve-hu ben ishà zonà (Giudici, 11, 1)" (letteralmente: e Yiftah di Gilad era un soldato valoroso ed egli è figlio di una zonà). Zonà ha 2 significati: 1) prostituta; 2) ristoratrice. Ora, a distanza di anni, dopo aver letto le eresie di Gilad ho capito che costui, figlio delle dottrine prostitutrici dello Zohar, ha aperto (yiftah) il profetizzato "secondo tempo stabilito" creando le premesse di "et la-assot l'Hashem, heferu toratecha" (Salmi, 119: 126) (è il momento di agire, poiché hanno negato la Tua Torà).

Gnomen 424 - Nella generazione di Enosh, anche alla luce di una logica molto sofisticata e "filosofica", permutarono la vera e semplice fede in una complessa cosmogonia teologica di divinità stellari. Nella generazione della Torre, si ribellarono invece alla Causa Prima, al Benedetto e Santo Creatore dell'universo e credettero di rubare le potenze divine nascoste nelle parole del "linguaggio unificato" che l'Onnipotente aveva dato riformulando i significati delle parole con l'intento di costruire una Torre che legasse il mondo inferiore ai cieli. Invece della semplicità della fede in un Unico Dio Vivente, optarono per una costruzione complessa e intricata dominata da Nimrod, un'emanazione divina diretta.

Gnomen 425 - La vera saggezza deve essere amata per la verità stessa che insegna, una verità che esalta e accresce l'amore per Chi l'ha concessa. Avviene spesso però che chi crede di aver già acquisito quella saggezza e di poterla dominare, sottilmente e senza rendersene conto, sminuisce Chi gliela ha elargita e si insuperbisce, diventando facile preda dei capricci del Satan. Perciò è scritto nei Salmi (111, 10): "il principio della saggezza è il timore di Dio". Poiché la saggezza stessa è chiamata 'principio' (reshit) come detto "In principio", ne deduciamo allora che la saggezza rimarrà tale solo se porta con sé sempre il timore di Dio.

Gnomen 426 - E da dove si deduce che il timore di Dio va di pari passo con la vera saggezza? Perché è scritto: "In principio, Dio creò i cieli e la terra", cioè quando una persona nel suo timore di Dio non eccede né supera né va oltre il primo "detto" di Bereshit della saggezza di Dio da cui l'umanità può trarre beneficio. E non certo provando ad elevarsi ad una Emanazione (Sefirà) di Saggezza costruita SOPRA il livello della creazione! Come si può acquisire la Saggezza Divina se si va contro ciò che è stato decretato dalla vera saggezza del Creatore?!

Gnomen 427 - La saggezza che potremmo meritare di acquisire sottostà al timore di Dio che "in principio creò i cieli e la terra". E' decretato nella vera Tradizione della Mishnà che "è vietato speculare su ciò che è al di sopra, al di sotto, dentro o fuori" di quel "Principio" creato. La saggezza, quindi, non viene da una ricerca illimitata, ma dai limiti e dalle condizioni in cui tale saggezza è stata concessa. Quante migliaia di volumi di teologia e mistica sono stati scritti sulla "saggezza teologica della Trinità"! Il Cristianesimo, infatti, ha formulato la propria teologia su un Cristo divino che, tramite Giovanni e Paolo, è diventato "l'unico strumento di Dio nella sua creazione". Kifrut! La vera fede è semplice. Hi-Haw.

Gnomen 428 - Tutta l'idolatria si complica mentre prosegue nel suo corso di 4 generazioni dato che si è distaccata dalla vera fede nell'unico Dio vivente e illimitato, la Causa Prima, il Creatore di tutto il creato e il Dio amorevole che ha pietà e compassione delle Sue creature, il Dio onnipotente che salva e riscatta con incredibili miracoli chi procede con umiltà lungo le strade da Lui indicate e Lo serve con un cuore semplice. I veri insegnamenti non complicano la pura fede con emanazioni mistiche, ma ribadiscono la fede semplice dei Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe e l'umiltà di Mosè, il nostro maestro. Considerate come Gilad, il Faraone dello Zohar, abbia raggiunto l'esatto opposto e come la freddezza della moltitudine mista di "quest'uomo, Mosè" sia analoga all'affermazione "un kabalista, di nome Mosè percepì ciò che potè, per cui scrisse il suo Libro di Kabalà, chiamato i cinque libri di Mosè". Tanto sofisticate sono le dottrine idolatriche che sfociano sempre e comunque nella pura arroganza e concludono invalidando l'atto di fede che "In principio Dio creò i cieli e la terra".

Gnomen 429 - La vera fede è semplice mentre la saggezza scorre in profondità pervadendo tutto. Non c'è ricompensa maggiore in questo mondo e nel prossimo dell' acquisire la vera saggezza nel vero timore di Dio. I Saggi di Israele non hanno detto "Vieni e studia la Torà ed entro 3 o 5 anni di studio intensivo, acquisirai la saggezza e avrai risolto tutti i tuoi problemi". Al contrario, hanno detto che la saggezza della Torà si consegue dopo anni di faticoso studio nell'auto-disciplina, nella santificazione, nel giusto derech eretz, nell'umiltà, nella pazienza, nelle opere di carità, nella compassione per le creature di Dio, facendo diventare il nostro essere una dimora fedele di ricezione, contenimento e mantenimento della Parola di Dio scritta nella Santa Torà.

Gnomen 430 – L'audace semplificazione di Gilad Shadmon è il frutto del lavoro del Serpente dell'Eden che alletta e cattura le menti tramite la bellezza dell'involucro kabalistico e le delizie del supposto Paradiso abbagliano gli sprovveduti prospettando loro mondi di emanazioni divine, rivelazione di segreti occulti, dove le 10 Sefiroth del Mondo di Atzilut comunicano fra loro, si influenzano a vicenda, si contraddicono, si uniscono tra loro sessualmente durante il sabato, associano tra loro i versi della Torà e dei Profeti alle divinità del loro abominevole Pantheon, in questa Quarta Generazione Finale.

Gnomen 431 - Tutto questo è accaduto perché sin dall'inizio, senza rendersene conto, hanno trasformato la Benedizione della BET di BERESHIT nella maledizione di YEOR, dove i cieli, la YOD e la terra (OR 'la luce' senza la VAV diventa AR la radice di ARUR, maledetto) si fondono in un'unione illecita nelle acque occulte del dio Nilo, dove le 9 Divinità Emanate dell'Egitto si uniscono al Decimo Regno – il Dio Faraone. Perciò i Saggi di benedetta memoria ci hanno insegnato che la Torà non inizia con la ALEF per evitare una possibile associazione alla parola ARUR.

Gnomen 432 - Tale è la dottrina idolatra del Libro dello Zohar in cui la Divinità dell'Eden, Zeir Anpin, si unisce alla Nukva emanata, sua moglie, per dare vita ai MONDI EMANATI INFERIORI. E i zoharisti chiamano Zeir Anpin "i cieli" mentre Nukva è "la terra". Questa è l'Unione Illecita che "teologicamente" dissolve la vera separazione tra i cieli e la terra, trasformandoli in una sola essenza "emanata" (di cui il mondo creato è solo un ricettacolo). Così, invece di mantenere la "separazione" dei cieli e della terra della BET (che ha il valore di 2) di Bereshit, l'unione idolatra di Zeir Anpin e Nukva unifica i cieli e la terra in una ALEF, l'emanazione di Zeir Anpin e Nukva.

Gnomen 433 – Per questo la Torà inizia con la BET affinché i cieli e la terra rimangano sempre separati in due distinte entità e non si fondino in una categoria unificata che teorizza un livello di Emanazione al di sopra della creazione. E' bene notare che soltanto la dottrina di Emanazione sia in grado di attuare una tale unione "teologica" illecita che possa far credere che esista un Ente Emanato SOPRA LA CREAZIONE. Tale falsa unione trasforma la BET in ALEF e demolisce i veri fondamenti del mondo, Dio ci salvi, facendoli affogare nelle acque occulte dello YEOR, la maledizione che sostituisce la vera luce della Benedizione di Dio.

Gnomen 434 - Perciò la Santa Torà inizia con la BET in modo che l'umanità venga a ricevere la Berahà (benedizione) del Creatore che nella Sua saggezza ha creato i cieli e nella Sua saggezza ha creato la terra, in due categorie separate, come afferma "i cieli sono i cieli che appartengono a Dio e la terra ha dato ai figli dell'uomo". E i Saggi, di benedetta memoria, spiegano, 'et ha-shamaim' tutto ciò che è incluso nei cieli e 've-et ha-aretz' tutto ciò che è incluso nella terra. Sono necessari due "et" per rafforzare la separazione, affinché non si pensi che ciò che è incluso nella creazione dei cieli sia incluso nella creazione della terra e viceversa. Si tratta di 2 categorie distinte e separate nella creazione di Dio e il loro unico punto in comune è che sono entrambe creazioni dell'Unico Dio, Creatore di tutto.

Gnomen 435 – DIARIO dell'Asino: 04.02.1999, 28 Shvat 28 5759, Tana del Leone 19: E' stato a questo punto che ho compreso il grave errore da me commesso (già corretto) in uno dei primi capitoli di questo testo, falsamente prevedendo che il quinto quadruplo di anni, in Israele, riguarda solo Milhamot Ha-Shem e non gli annunci della Redenzione Finale. Non avevo il diritto di dirlo e supplico il Signore, mio Dio, di perdonarmi. Con l'arrivo dei segni del Faraone, al contrario, è il momento di annunciare la Redenzione Finale. A volte sono un Asino che sbaglia perché io stesso ho spiegato l'arrivo del "secondo tempo stabilito". Il segno della grande felicità del Goel finale, Haim e la sua danza nelle strade di Israele, è un'apertura, non una restrizione. Stavo strangolando l'"apertura" che Dio non voleva, necessaria per combattere contro il faraone.

 Gnomen 436 - L'Asino, ovviamente, cade nelle trappole per asini innescate a tale scopo. Ogni volta che non capisce o non vuole capire quello che deve capire o commette un errore nello scrivere qualcosa, ecco che scatta la Trappola e oops, l'Asino ci casca dentro. Finché non capisce l'errore e lo corregge. Questa è la vita di un Asino. Capite ora perché avevo il "cattivo odore" al collo? Stavo trattenendo la redenzione in Israele a causa dei miei calcoli che non era di mia competenza fare! Ho avuto il collo del faraone e ho peccato separando la testa dal cuore. E' per questo che mio padre e mia madre mi si sono mostrati "separati" con mio padre angosciato. Avevo separato la vera saggezza di ciò che stavo spiegando dalla comprensione delle azioni da intraprendere.

Gnomen 437 - Ancora peggio, con quella previsione che i prossimi 4 anni in Israele sarebbero stati esclusivamente per Milhamot Ha-Shem senza annunciare la Redenzione Finale significava impedire il vero rapporto matrimoniale, in linguaggio figurativo, tra i cieli e la terra che al tempo della Redenzione Finale è chiamato (nei Segni Completi) il Matrimonio tra il Regno dei Cieli e la Terra, un'unione di profondo amore fra marito e moglie. Nel matrimonio tra i cieli e la terra spesso l'uomo viene paragonato al cielo e la donna alla terra, in una relazione di reciproco dare e ricevere.

Gnomen 438 - Nel sogno dei miei genitori, mia madre era nel segno del Regno dei Cieli, nella sua nuova Triplice Meditazione, ovviamente, e si rifiutava di rinunciare a se stessa e alla sua meditazione sulla terra, che, in questo caso, era mio ​​padre.

Lasciamo che i lettori non si confondano qui perché non solo ho ricevuto due sogni, uno con i miei genitori e subito dopo con lo Tzadik Haim, ma questi due sogni sono entrambi sogni da BET che contengono due livelli di interpretazione. Un livello è quello che ho spiegato riguardo al peccato di Yeor e al peccato di Faraone che è stato ora rivelato completo. L'altro era profetico dell'errore che l'Asino stava facendo nel separare in modo falso il Regno dei Cieli dalla terra come spiegato. Questi due livelli di interpretazione sono venuti qui per far sì che l'Asino spieghi cosa si intende per vera Tradizione della BET Bereshit poiché la BET risponde sia al rapporto matrimoniale tra i cieli e la terra che alla vera separazione tra i cieli e la terra.

Gnomen 439 - La dottrina di Emanazione realizza l'opposto della BET di Bereshit; crea un'unificazione falsa e illecita dei cieli e della terra che, a sua volta, genera una falsa relazione "platonica" tra i cieli e la terra che non permette il connubio fra vera Kabalà e Torà, tra la saggezza della Torà e la comprensione della Tradizione e tra la legge scritta e orale e la vera unione spirituale tra il Santo Benedetto e la Santa Congregazione dei figli di Israele. Alla fine quindi è la BET di Bereshit che reclama la Vera Tradizione e 'ritorna' per distruggere tutta la falsa Kabalà basata sull'Emanazione.

Gnomen 440 - Il misticismo della falsa Kabalà mistifica il vero senso di "cieli" e "terra" portandoli fuori dal loro contesto di entità create ed elevandoli a livelli spirituali superiori. Come già detto, chi parla di "livelli superiori alla creazione" parla di Emanazione, indipendentemente dal fatto che venga usato il termine emanazione. Il Libro dello Zohar, tuttavia, è la quintessenza della DOTTRINA DI EMANAZIONE. Una volta che i cieli e la terra sono stati estromessi dal loro contesto creato per salire a livelli di Emanazione, ecco che si può iniziare a parlare di "unioni spirituali a livello di Emanazione" tra i cieli e la terra. E poiché chiamano quelle "unioni spirituali", l'essere "divino" al livello di Emanazione, sono in realtà "unioni idolatri illecite" che danno vita a concetti falsi a ogni livello di cieli e terra e distorcono totalmente il vero equilibrio della BET di Bereshit.

Gnomen 441 – Essi hanno permutato la BET di Benedetto nella ALEF di Maledetto al livello di Atzilut e tutto ciò che segue il Corso di Emanazione scende in una distorta e falsa comprensione, in una relazione tra i cieli e la terra che non è limitata o definita da vere barriere di separazione. Il matrimonio di luci emanate o divinità che rappresentano per loro la "via dell'unione" dei cieli e della terra annullano il vero equilibrio della BET di Bereshit. Tutte le mitologie antiche hanno questo elemento di matrimonio idolatra tra cielo e terra.

Gnomen 442 – Ogni culto idolatra fin dal principio si allontana dalla Causa Prima. I 'kabalisti' della generazione di Enosh o della Torre di Babele o della mitologia greca o del Libro dello Zohar, all'interno delle dottrine, delle cosmogonie, dei pantheon, dei mondi spirituali in cui credono, attribuiscono delle "unioni divine" che annullano la separazione tra i cieli e la terra e ne falsano la loro vera unione, il loro vero equilibrio come suggellato nella BET di Bereshit.

Gnomen 443 - Ovviamente i peccatori peggiori non erano quelli della generazione di Enosh o della Torre o della mitologia greca, bensì coloro che fecero il Vitello d'oro nel quadro dell'idolatria egiziana. Costoro avevano assistito alla redenzione di Dio, a portenti meravigliosi e alla rivelazione sul Sinai. E nella storia successiva i peggiori trasgressori non furono i cristiani o i buddisti ma quelli che caddero nell'errore idolatra dell'emanazione della Kabalà zoharistica. Erano ebrei comandati nella purezza della Santa Torà e nella vera Tradizione della BET di Bereshit!

Gnomen 444 – Va qui sottolineato che gli Tzadikim Nascosti conoscono i segreti della vera e segreta Ascesa. Il vero Tzadik Nistar mantiene il giusto equilibrio tra i cieli e la terra come creato e mantenuto dalla BET di Bereshit. Così facendo, è vincolato all'immane ed incredibile responsabilità connessa ad ogni livello della sua Ascesa. Questo è ciò che si intende quando si dice che i 36 Tzadikim Nascosti sono le Colonne del mondo dato che mantengono l'equilibrio della BET di Bereshit.

Gnomen 445 - La vera luce nascosta porta con sé un peso enorme. Chiunque provi invidia di loro a motivo della luce che conoscono, non ha una minima idea della sofferenza che essa comporti, altrimenti non proverebbe invidia. Abbiamo già fatto notare come l'Ascesa prospettata da Gilad Shadmon sia totalmente vuota, esente perfino dal normale peso della Torà e dalle virtù richieste da essa, per cui il paragone con i pesi della vera Kabalà è ridicolo, per usare un eufemismo. "Basta ricevere ed entro 3-5 anni di studio, il sesto senso verrà rivelato e diventerai un kabalista". Nessun peso, nessuna responsabilità, nessun problema, nessun equilibrio! Aria con filtri colorati luminosi e immagini mentali prodotte dal falso linguaggio di quella dottrina.

Gnomen 446 - La Chiave del peccato idolatra: 1) il desiderio "originale" di diventare piccoli dèi e di conoscere tutto (Emanazione); 2) la formazione di divinità emanate immaginate che rappresentano le Cause Inferiori del Dio Infinito Superiore (il peccato sottile dei padri allontanatisi dalla Causa Prima); 3) la costruzione di una Sede Linguistica Corrotta per accogliere le Potenze Divine Emanate; 4) la discesa nella concreta idolatria dell'odiata quarta generazione, sia a livello di idoli pagani sia di divinità astratte di livelli superiori permeati dal sofisticato linguaggio dell'Emanazione. Ecco la vera idolatria, che corrompe, altera, distorce ed esce dalla vera BET di Bereshit.

 Gnomen 447 - Le Divinità Emanate o Sefiroth, una volta allontanate dalla Causa Prima, sono chiamate con nomi che beneficiano chi le nomina. Il vantaggio di tali "Nomi Divini" diventa maggiore quando si congiungono tra loro o vengono pronunciati con intenzione (kavanà) dai loro servitori. Tale congiungimento assume poi attributi umani, come il baciare, l'abbracciare, il mangiare, il dormire, ecc. Tale terminologia umana aiuta il fedele a sentirsi più vicino alle loro Divinità, dalle forme più materiali a quelle più spirituali.

Gnomen 448 - Tali unioni divine illecite e idolatre intendono sempre legare e sposare i cieli e la terra in modo che dal cielo la persona possa trarre beneficio sulla terra. Quindi almeno due divinità emanate dal Pantheon degli Dei Inferiori arriveranno sempre a rappresentare un'unione coniugale spirituale tra i cieli e la terra. I kabalisti zoharisti diranno però che Zeir Anpin e Nukva o le Dieci Sefiroth sono Emanazioni di un'unica e pura divinità e non esistono entità separate ma soltanto "fonti" di creazioni separate.

Gnomen 449 – Essi non riescono a capire che la Catena dei Mondi derivante dal Mondo di Emanazione la cui fonte è di per sé idolatra, falserà tutti gli altri concetti e "teologie" dei "livelli inferiori creati" fino a raggiungere la sua massima espressione con la Quarta Generazione Odiata e con la dottrina offerta da Gilad Shadmon. In ogni caso, a tutti i livelli, è la BET di Bereshit col suo equilibrio che determinerà qual è la vera Kabalà della Torà.

Gnomen 450 - L'estrema gravità della questione trova conferma nella storia, specialmente per i figli di Israele che ricevettero la Torà e hanno ereditato la vera Tradizione della BET di Bereshit. La dottrina idolatra dei Cieli Emanati e della Terra Emanata al livello del Mondo di Atzilut del Libro dello Zohar, dopo la sua 4 discendenza generazionale, agisce in antitesi alla Torà, dato che i cieli creati per mezzo del Patto della Torà e per mezzo della BET di Bereshit sono uniti fra loro tramite il popolo del Patto. La BET di Bereshit, tramite lo Zohar, è diventata una ALEF di maledizione, in quanto ha unito Zeir Anpin e Nukva di Atzilut e dopo 400 anni di diffusione, i cieli e la terra per il popolo ebraico sono diventati "odiosi" nella loro relazione platonica con l'amorevole Dio d'Israele che lo aveva scelto in virtù dei Patriarchi tramite un vero legame di matrimonio spirituale.

 

 

Capitolo 10

 

Gnomen 451 - La rottura delle prime Tavole da parte di Moshe Rabbenu ebbe lo scopo di correggere la BET di Bereshit che era stata corrotta dalla concezione idolatra in Egitto. Ci si potrebbe chiedere perché la BET della Benedizione della Torà non potè essere sostituita dalla ALEF della Fede (Emunà). La risposta è che l'umanità, tendenzialmente idolatra, avrebbe comunque adottato la ALEF di Arur. La BET ha in sé l'equilibrio necessario per cui l'umanità, inizialmente tramite i figli di Israele, può ricevere e, a lungo andare, capire e assimilare il Secondo Comandamento. La storia mostra che Israele dovette cadere in molti peccati ed essere poi purificato per poter ricevere la vera benedizione.

Gnomen 452 – In altre parole, non è a causa della ALEF che non poteva iniziare la Torà ma tale sarebbe stata simile all'elevazione del Primo Comandamento se, per ipotesi, non fosse stato dato il Secondo Comandamento. In breve, solo Mosè avrebbe potuto vivere alla luce del Primo Comandamento senza bisogno degli altri comandamenti. Per Mosè tutto sarebbe stato adempiuto correttamente davanti a Dio nella vera e sola fede del Primo Comandamento. Così anche la ALEF di Emunà sarebbe stata ascritta a grande merito ad Israele se non avesse peccato con il Vitello d'oro e avesse ricevuto le Prime Tavole. Era virtualmente possibile, ma il livello del popolo richiese il Secondo comandamento, e Israele potè raggiungere la sua benedizione solo dopo aver ricevuto le Seconde Tavole.

Gnomen 453 - Senza il Secondo Comandamento, la Emunà del Primo Comandamento sarebbe stato falsata dall'idolatria, Dio ci salvi, diventando la ALEF di ARUR. Così anche la grande fede e la luce contenute nelle Prime Tavole sarebbero sfociate in un peccato irrimediabile che avrebbe causato maledizione invece di benedizione. Allo stesso modo, se la Torà fosse iniziata con la ALEF di Emunà, invece della vera fede da essa voluta, la dottrina di Emazione l'avrebbe trasformato in una falsa fede di maledizione.

Gnomen 454 - Le Prime Tavole hanno il loro corrispettivo nella fede del Primo Comandamento che inizia con la ALEF di Emunà. Al Primo Comandamento, pertanto, doveva seguire il Secondo Comandamento per Israele che ricevette le Tavole una seconda volta per uscire vittorioso nel lungo periodo della sua storia. Così anche la Torà dovette iniziare con la BET per assicurare la Benedizione promessa ad Israele nel suo lungo e interminabile percorso storico.

Gnomen 455 - Cosa più delle prime Tavole rappresentava la vera fede nell'Unico Dio Vivente? Tuttavia, se le Tavole non fossero state rotte, esse e i 10 Comandamenti scritti sarebbero diventati una maledizione senza fine, mai sia! Quella mancanza di merito da parte di Israele arrivò a un punto finale nel terribile peccato storico del Vitello d'oro. Mosè capì la concezione di emanazione della moltitudine mista che aveva fatto cadere in errore il popolo, per cui ruppe le prime Tavole ai piedi della montagna.

Gnomen 456 - Perciò possiamo dire che la Rottura delle Prime Tavole rappresentò la Grande Correzione Storica di tutti i tempi contro le dottrine teologiche di emanazione che uscirono nella loro forma di vitello d'oro e più avanti nella storia con il Libro dello Zohar. Con ciò possiamo anche dire che, come il vitello d'oro, anche il libro dello Zohar è venuto al mondo come manifestazione finale della concezione di Emanazione, con le False Tavole che dovranno essere distrutte alla fine per la Correzione della fede di tutto Israele e per il chiarimento definitivo della vera tradizione.

Gnomen 457 - Fino ad ora, storicamente parlando, il termine Emanazione (Atzilut) e la differenza tra la vera terminologia della creazione e la falsa terminologia dell'emanazione non sono state comprese e mancano definizioni vere nell'ebraismo, tranne che nel libro sacro di Yihye Ibn Shlomo El Kapah. Ho persino visto sul CD ROM dell'Università Bar Ilan il Talmud e i Midrashim e il Massehet (trattato) Atzilut, Dio ci salvi, nella forma di Midrash, incluso fra gli altri Midrashim.

Io, Paul (Peretz) Green, sotto l'autorità del Goel Finale, Haim, pongo qui sotto lo Herem Mi-Deoraita questo falso testo midrashico chiamato Massehet Atzilut per cui esso diventa Muhram, Muhram, Muhram nello Herem Mi-Deoraita del Sefer Hamisha Luhot Ha-Brit di Sefer Mishnat Haim. Lo rinnovo qui, 28 marzo 1999; 11 Nissan 5759; L'Uccello Risorto 5 a Castelnuovo Magra, Liguria, Italia.

Gnomen 458 – La Rottura delle Tavole che contenevano la vera luce del Dio di Israele, Dio dei cieli e della terra, Creatore di tutte le cose, Benedetto Egli sia e Benedetto il Suo nome in eterno, fu l'azione più elevata e santa di Mosè, nostro Maestro. La dottrina di Emanazione che in principio si manifestò sotto forma di idolo fuso fu visibile perché materiale. Quella che seguì, nella storia, si manifestò sotto la forma di Tavole dottrinali con divinità emanate e mistificò la vera Torà con le sue divine luci spirituali del mondo di Atzilut prima della creazione. Purtroppo quel testo ritenuto fino ad ora sacro usa il linguaggio della Torà e ha fatto cadere inconsapevolmente nella trappola dell'idolatria fior fiore di rabbini e di religiosi.

Gnomen 459 - Perciò Moshe Rabbenu scagliò giù le due Tavole che andarono in pezzi. In tal modo, quando quel male si sarà completato nella storia, noi, allievi di Mosè, avremo la Chiave per poter sconfiggere il grande nemico, le Tavole delle 10 Emanazioni Divine del Libro dello Zohar, per merito del Goel finale, Haim. Ho ricevuto il Sogno-Segno in cui lo Tzadik Haim discende dalla montagna dove io lo sto aspettando e con grande angoscia dice: "La nostra piccola sorella (la Torà) è stata ferita" e si affretta nello scendere dalla montagna. (oggi è il 16 febbraio 1999, 30 Shvat 5759, Tana del Leone 21).

Gnomen 460 - La vera Kabalà significa innanzitutto la ricezione della Torà scritta e della Torà orale di Mosè, nostro Maestro. Tutte le parole ricevute dai profeti di Israele sono vera Kabalà. La Mishnà, il Talmud e i Midrashim sono la continuazione della Tradizione orale o della Kabalà orale ricevuta sul Sinai. Tale è la Kabalà dei Saggi d'Israele, di benedetta memoria, che ricevettero la santità (kedushà) e la saggezza (hochmà). La kedushà, o potere santificato, non può essere ricevuto da ciò che è scritto solo nei libri. Da ciò che è scritto, si acquisisce conoscenza e comprensione. Tuttavia anche la conoscenza è chiamata 'saggezza ricevuta' perché la persona la riceve da chi la possiede già; la conoscenza non è raggiunta con la sola comprensione.

Gnomen 461 - Il Santo Potere della Saggezza (Hochmà) dei Saggi, di benedetta memoria, può essere ricevuto esclusivamente da un altro Saggio (per via verbale) e, ovviamente, solo dopo molti anni di studio, santificati dall'osservanza dei precetti della Torà e dalle virtù e dal derech eretz amati da Dio Onnipotente. Nel contesto della conoscenza ricevuta, esistono livelli di "ragionamento e giudizio autonomi, studio e ulteriori conclusioni, riguardanti ciò che è lecito e ciò che è proibito" Questa autonomia è necessaria per la continuazione della Legge orale e della Halachà applicata nel corso dei secoli.

Gnomen 462 - Tutti i Saggi di Israele menzionati nella Mishnà e nel Talmud avevano un livello di Kedushà ed erano veri Hachamim nella santa potenza della Saggezza della Torà. Parliamo in termini generali, dato che il livello di Saggezza non è uniforme ed ogni Saggio possiede un suo proprio livello, contraddistinto dal "derech" (modo, via) o dal "panim" (volto, aspetto) che ha ricevuto dal proprio Maestro e ha sviluppato nel corso dei suoi studi, come riportato nella Tradizione: 'la Torà ha 70 volti' (shiv'im panim la Torà). Ossia, ci sono 70 modi diversi di spiegare la Torà pur restando nel contesto della vera Kabalà.

Gnomen 463 - Non bisogna cadere in errore ragionando su questi "70 volti", pensando di legittimare ogni tipo di interpretazione. Come esistono 70 volti di vera interpretazione, così esistono 7 volte 70 possibili volti di falsa interpretazione che deviano dalla vera Kabalà della Torà. A causa della grande confusione dei secoli passati creata dalla falsa Kabalà, il presente testo ha lo scopo di guida per poter distinguere la vera Kabalà da quella falsa, per merito del Goel Finale, Haim.

Gnomen 464 – A questo punto, poniamoci la domanda: le parole della tradizione mishnaica e talmudica sono forse infallibili? In verità, è una domanda che ha poco senso. La Tradizione è un mare immenso che racchiude miriadi di argomenti e di opinioni che non possono essere misurati con un metro di giudizio. Dipende da cosa viene detto, in quale contesto e per quale scopo viene detto, da chi viene detto e persino in quale epoca storica è stato detto. Non tutta la saggezza si manifesta nella realtà della storia del mondo, anche se potrebbe essere una verità virtuale per un dato contesto che non è mai arrivato a toccare la realtà del mondo. Se ci sono 70 opinioni potenziali sull'applicazione di una specifica halachà, solo una può essere applicata se si basa su uno di quei 70 pareri o su una sintesi di alcuni di essi.

Gnomen 465 - Esistono anche molte opinioni nel Talmud che non appartengono alla Halachà ma alla storia, alla scienza dell'epoca, alle cognizioni mediche del tempo, ai calcoli di astrologia, alla magia, alla demonologia, alla speculazione messianica e redenzionale. Per ciò che riguarda la storia, ci sono molte informazioni e questioni importanti, specialmente nell'interpretazione delle profezie. C'è, però, anche una povertà di informazioni riguardo a certe epoche, come quella di Hannukà o quella della distruzione del Secondo Tempio. Sussistono poi informazioni storiche o geografiche, talvolta errate e imprecise, ma la storia è sempre in evoluzione e così il progresso delle scienze. Tutto ciò che manca però non diminuisce affatto il potere della saggezza degli antichi Saggi o della Santità generale della Legge Orale.

Gnomen 466 - Nella storia degli ultimi due millenni, è indubbio che il termine di Kabalà abbia causato non poca confusione. Segreti, Spiriti, Nomi, Kabalà Ma'assit, Kabalà Iyunit (meditativa); i 4 livelli di intepretazione della Torà, menzionati nel Talmud: pshat (significato semplice), remez (allusione) drush (esegesi) e sod (segreto); la Kabala mistica, filosofica, metafisica ecc. Diciamo, pertanto, che oggi il termine Kabalà che è diventato di moda anche fra le star di Hollywood è un termine abusato e inflazionato, che ha perso il suo vero significato originale.

Gnomen 467 – Per questo la discesa dalla montagna del Goel Finale, Haim, e l'urgenza del suo messaggio "la nostra piccola sorella è stata ferita" viene ad indicarci il ritorno della Torà con Mosè che scende dalla montagna e rompe la Prime Tavole. Peretz in questo segno è nel segno di Yehoshua Bin Nun[55] per amore del Potere della Mishnà [56] di Yehoshua bin Nun nel formulare questi testi che devono accompagnare il Nuovo Segno di Distruzione della False Tavole della Kabalà delle Sefiroth aiutando così a chiarire e distinguere tra vera e falsa Kabalà della Torà e della Tradizione.

Gnomen 468 – La BET di Bereshit rappresenta il perfetto equilibrio tra i cieli e la terra, sia in termini di separazione che in termini di unificazione, come spiegato sopra. Abbiamo anche ricevuto che la BET di Bereshit è la BET della Redenzione. Un significato fondamentale di ciò è che qualunque cosa si riferisca alla Redenzione richiede il "2 e non "1" come potrebbe essere rappresentato da un'ipotetica ALEF all'inizio della Torà che potrebbe significare "questo è il Libro della creazione di Dio" oppure "il Libro della Creazione da parte dell'Unico Dio Vivente".

Gnomen 469 - La Santa Torà, tuttavia, non solo ci insegna la creazione da parte di Dio, ma anche due grandi scopi che ne rappresentano il Completamento e cioè 1) l'atto di Dio che crea i cieli e la terra (Bereshit) e 2) il miracolo della Redenzione di Dio (Primo Comandamento). C'è un'allusione in questo nel nome di ELOHIM mentre nella creazione di Adamo, il nome di Dio della Misericordia e del Perdono, il Tetragramma[57] viene aggiunto. Se fosse stato solo col nome di ELOHIM[58] l'umanità sarebbe stata distrutta al primo peccato, al contrario delle altre creazioni che non avevano alcuna libera scelta con cui peccare. Il nome della Misericordia completa quindi il nome di ELOHIM in modo che il mondo possa essere benedetto all'atto della creazione. In questo modo può esserci pentimento e correzione. [59]

Gnomen 470 - Il nome di Dio Onnipotente quale Redentore è EHEYE ASHER EHEYE (SARO' QUEL CHE SARO'). Anche questo nome è completato dal Nome della Misericordia. [60] Il motivo è analogo al fatto che il nome di ELOHIM è completato dal Nome della Misericordia. Il nome EHEYE ASHER EHEYE rappresenta la redenzione come è stata concessa da Dio nella sua perfezione totale. L'umanità, tuttavia, non è in grado di reggere quella perfezione data da Dio, e nonostante i tanti miracoli visti, ha dei dubbi e cade nel peccato. Pertanto, anche in questo caso, senza il Nome della Misericordia, il nome EHEYE ASHER EHEYE non sarebbe bastato per Israele e per il mondo.

Gnomen 471 – La BET di Bereshit è quindi doppia, Creazione e Redenzione, e sia la Creazione che la Redenzione hanno la loro BET, nel completamento del loro scopo per l'umanità, tramite il Nome della Misericordia. La completezza dei due aspetti della Redenzione è attuata attraverso la scelta di Dio del Goel. Moshe Rabbenu fu il Goel prescelto della prima redenzione. Lo Tzadik Nistar, Haim, capo dei 36 Giusti Nascosti della sua generazione, figlio di Moshe, nato a Sana, Yemen, è il prescelto Goel finale della Terza Redenzione Finale.

Gnomen 472 - Perché la BET dovrebbe riferirsi alla prima e alla terza redenzione finale e non alla seconda redenzione di Purim? Ciò è perché Purim è chiamato la Redenzione Nascosta del Nome Nascosto ASHER, il nome che ha condotto Israele lungo un'immane serie di salvezze, dalla spartizione di Israele e Giuda all'esilio babilonese, dall'epoca del Secondo Tempio fino ai giorni nostri della Terza Finale Redenzione. La redenzione di Purim è nel nome nascosto ASHER in cui non vediamo un nome di Dio, esattamente come nella Meghilat Ester (anch'essa nei Segni del nome ASHER) dove il nome di Dio non viene mai menzionato.

Gnomen 473 – A ciò allude il verso "Io sono il Primo e io sono l'Ultimo e, tranne Me, non esiste altro Dio" - Io sono il Primo - nella prima redenzione del primo EHEYE; e io sono l'Ultimo - nella terza e ultima redenzione del secondo EHEYE; e tranne Me non esiste altro Dio - nella redenzione di Purim, come scritto nella Meghilat Ester dove il Mio nome non appare in modo manifesto, ma solo in modo nascosto. Quindi la BET of Bereshit della Redenzione allude alla prima e alla definitiva redenzione di EHEYE ASHER EHEYE.

Gnomen 474 - Per questo motivo, al momento della Redenzione Finale, con la scelta del Goel Finale, la BET di Bereshit entra nel Segno del suo completamento storico, che riguarda sia l'aspetto della creazione che quello della redenzione. La redenzione finale completa i cicli di tutti i cicli redenzionali della storia passata di Israele. Ma come possiamo parlare di un "completamento storico" della creazione quando la creazione del mondo non deve certamente essere ripetuta? In quanto Dio rinnova ogni giorno l'atto della creazione, non in un dato momento della storia.

Gnomen 475 – La BET della Creazione, tuttavia, allude al Rinnovamento dei Cieli e della Terra profetizzato a più riprese per la Redenzione Finale. La BET di Bereshit racchiude quel particolare rinnovamento storico dei cieli e della terra con la scelta di Dio del Goel finale e la discesa dei Segni Completi Redenzionali della Terza e Ultima Redenzione nel mondo. I Segni Completi rappresentano quindi il completamento della BET di Bereshit, il completamento dell'atto della creazione nel suo grande rinnovamento redenzionale e il completamento di tutti i segni redenzionali della storia profetizzata di Israele.[61]

Gnomen 476 - La vera Tradizione di Israele, la sua vera Kabalà, è quindi direttamente vincolata alla "benedizione" della BET di Bereshit, sia in termini di creazione che in termini di redenzione. Se la Torah fosse iniziata con la ALEF, che rappresenta anche l'Unicità del Creatore (EHAD) o la perfezione della vera fede (EMUNA'), ne sarebbe risultata, Dio non voglia, una 'maledizione' (ARUR) da cui non ci sarebbe stata possibilità di sopravvivenza e di salvezza, redenzione e benedizione per l'umanità. Potremmo anche chiederci: perché la Torà non inizia con la GHIMEL (la terza lettera dell'alfabeto ebraico) in virtù dei 3 Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe e in corrispondenza con il triplice nome EHEYE ASHER EHEYE ?

Gnomen 477 - Il motivo principale è che gli aspetti nascosti del nome ASHER dovevano rimanere nascosti, come il nome di Dio nella Meghilat Ester, i Segni Nascosti di Isacco, nostro padre, nascosti nel nome ASHER, la seconda Ascesa Nascosta di Mosè, occultata nella Torà, i Segni del profeta Elia, di benedetta memoria, i Segni Nascosti degli Tzadikim Nistarim, la Storia Nascosta del Maestro di Giustizia e i Segni Iniziali Redenzionali e Messianici nella Scuola degli Esseni, i Segni della Missione Messianica di Yeshua nella sua fallita missione, profetizzata da Malachia, i Segni della Missione dell'Ariete sacrificato e così via. Tutti dovevano restare nascosti (oltre che confusi e conflittuali) nel corso della storia fino alla loro rivelazione e spiegazione nella Terza Redenzione Finale.

 Gnomen 478 - In verità, la BET di Bereshit contiene la GHIMEL che vi sta nascosta, come il nome ASHER. Se fosse stato rivelata come la GHIMEL di G'MILUT HASSADIM (atti di carità e bontà) in virtù dei Patriarchi, anch'essa, però, sarebbe diventata una maledizione a causa della GA'AVA'(superbia, arroganza) che ne sarebbe derivata, Dio ci salvi. Perciò doveva rimanere nascosta, in mezzo, per così dire, alla BET che impartisce la benedizione alla fine con la venuta del Goel finale e la Terza Redenzione Finale.

Gnomen 479 - Osservate come tutto il genere umano in generale riesca sempre a cadere nelle trappole dell'arroganza di ogni tipo, dalla più spudorata alla più sottile e sofisticata, a causa delle conoscenze che si acquisiscono. Se gli aspetti occultati dei veri Tzadikim e della loro Tradizione Nascosta e dei "Segreti" contenuti nel nome ASHER fossero stati rivelati al mondo, sarebbe aumentata l'odiosa insidia della superbia, e l'umanità, Dio non voglia, sarebbe stata giudicata con estrema severità.

Gnomen 480 - La Kabalà della BET di Bereshit vieta nel modo più assoluto le dottrine che pretendono di conoscere ciò che fu prima della creazione. "In principio Dio creò i cieli e la terra" è un dato di fatto incontrovertibile e non necessita di commenti e speculazioni.

Gnomen 481 – La BET di Bereshit proibisce qualsiasi parola o pensiero o immaginazione di livelli (madregot), categorie (behinot), aspetti (partzufim) emanazioni (sefiroth) al di sopra della creazione.

Gnomen 482 - Ciò che è SOPRA la creazione è Dio e se si divide ciò che è al di sopra della creazione in una qualsiasi forma, con costruzioni metafisiche, cosmologiche o emanatistiche, in Dio è stata creata una pluralità che è proibita dalla legge del "ribui reshuyot" una molteplicità di poteri. Tutte queste costruzioni verranno distrutte alla fine dalla BET di Bereshit! AMEN.

Gnomen 483 – Moshè Rabbenu ci avvertì che la Torà "non è nei cieli, sì che tu debba dire 'chi salirà per noi fino al cielo per prendercela?'" (Deut. 30, 12). Mosè portò la Torà dall'Alto e la rivelò ad Israele. Una volta che si è nel mondo non c'è alcun bisogno di salire per portarla giù. Sopra, ci sono 7 cieli. Mosè, il nostro Maestro, nella sua ascesa, era ad un livello tale che poteva ricevere da Dio i precetti e le leggi per il popolo. Egli salì in Alto e a volte parlò anche agli angeli, come noto nella Tradizione, ma non certo nei "Mondi Spirituali Superiori prima della creazione"! Nella mente idolatra della moltitudine mista, però, Mosè era considerato come un piccolo dio che riceveva lo spirito dell'Emanatore. Fu questa la ragione per la quale Mosè ruppe le prime Tavole.

Gnomen 484 - Se uno esce dalla "creazione", esce anche dal vero equilibrio che esiste tra i cieli e la terra stabiliti per sempre dalla BET di Bereshit, che alla fine distruggerà tutte le dottrine che escono da quell'equilibrio, nel momento del rinnovamento dei cieli e della terra della Redenzione Finale, per merito del Goel Finale. La BET di Bereshit nelle mani del Goel Finale e Giudice Unto del Regno dei Cieli, Haim ben Moshe da San'a, Yemen, distruggerà le false Tavole delle Emanazioni Divine del Libro dello Zohar e le 4 lunghe generazioni di falsa Kabalà derivate.

Gnomen 485 - Esistono 10 categorie di angeli, come spiegato dal Rambam, la pace sia su lui, nel suo Mishnè Torà. Gli Tzadikim Nascosti nella loro ascesa sono in contatto con gli angeli, creazioni di Dio. Gli angeli non sono emanazioni. Anche i mondi spirituali superiori a cui ascendono i Giusti Nascosti sono mondi creati ex nihilo, non mondi emanati. I veri Tzadikim Nistarim, anche se possiedono il Segreto dell'Ascesa e sono quindi in grado di lasciare i loro corpi fisici, mantengono sempre il perfetto equilibrio della BET di Bereshit tra i cieli e la terra.

Gnomen 486 - Pertanto non rimangono sopra ma riscendono sempre nel mondo. Grande è la responsabilità dei Segreti che possiedono e tale responsabilità richiede il mantenimento del vero equilibrio tra i cieli e la terra della BET di Bereshit.

Gnomen 488 - Tutto ciò che spiego sui veri Tzadikim Nistarim, l'ho ricevuto direttamente dallo Tzadik Haim quando era nel mondo. E' vera Kabalà della Tradizione Nascosta del Profeta Elia, di benedetta menzione. Dopo la scelta dello Tzadik Haim, le circostanze redenzionali hanno permesso di rivelare per la prima volta tale verità. Lo Tzadik non poteva farlo. L'Asino del Goel è stato obbligato tramite tale straordinario privilegio a spiegare quello che può.

Gnomen 489 – Ciò per comprendere anche che chi è stato chiamato Tzadik negli ultimi 400 anni per essere asceso nei Mondi Superiori del Libro dello Zohar non era un vero Tzadik dato che la sua Kabalà non ha mantenuto il vero equilibrio della BET di Bereshit.

Gnomen 490 – La BET di Bereshit distrugge la falsa unione proclamata da quei religiosi nella loro aberrante formula "leshem yihud Kudshe Brich Hu u-Shehintei" (in onore dell'unione del Santo Benedetto Egli sia con la Sua Divina Presenza) che allude all'unione illecita di Zeir Anpin e Nukvei nel Mondo di Emanazione del Libro dello Zohar.

Gnomen 491 – La BET di Bereshit obbliga al silenzio più assoluto i veri Tzadikim nascosti che entrano nella saggezza dei cieli e non possono rivelare ciò che vedono e i "segreti" che conoscono. Questo rientra nella vera tradizione della BET. La saggezza dei cieli è diversa da quella della terra. Ciò significa che la Saggezza di Dio Onnipotente nella creazione dei cieli è una categoria e quella nel creare la terra è un'altra. Che senso hanno le migliaia di libri scritti dai falsi kabalisti con i 'segreti' che racchiudono? Si tratta di segreti vacui che non portano alcuna vera responsabilità!

Gnomen 492 - La vera Kabalà della BET di Bereshit non consente che i nomi di Dio vengano associate a qualcosa che non sia la Causa Prima del tutto. Questa è la vera fede che deve essere creduta in buona fede, tramite la "fede semplice nel cuore". Le miriadi di "complicazioni nella fede" create dalla falsa Kabalà verranno distrutte alla fine dalla BET di Bereshit.

Gnomen 493 – La BET di Bereshit riporta il popolo ebraico al "tamim ti'hiyé im ha-Shem Eloheha"[62]. L'individuo deve perfezionare se stesso nella semplicità della fede mantenuta dalla BET di Bereshit che detesta la mistificazione del termine "nistarot" le "cose nascoste" che i falsi kabalisti riferiscono ai loro "Segreti di Emanazione" e simili. La BET di Bereshit distruggerà le false 'nistarot' e manterrà il vero equilibrio di ciò che è scritto nella Torah (Deut. 29, 28): "ha-nistarot la-Shem Eloheinu ve-ha-niglot lanu u-le-baneinu ad olam" (le cose nascoste appartengono al Signore, nostro Dio e le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre).

 Gnomen 494 - Non abbiate paura. Il Goel Finale, Haim, è già stato scelto da Dio Onnipotente e la rinnovata Tradizione della BET di Bereshit scende nel mondo durante questa finale Quarta Generazione. Non abbiate paura. La Volontà di Dio avrà successo nelle sue mani. Fa parte della prima fase della Redenzione del popolo ebraico che il Goel Finale riscatti Israele dai suoi 400 anni di schiavitù della dottrina idolatra di Emanazione. Israele sarà purificato da tutti gli "elohei nehar", le divinità estranee, prima di poter arrivare a Beth El. Amen.

Gnomen 495 - La BET di Bereshit farà a pezzi le False Tavole delle 10 Sefiroth: 1. La Corona (Keter) di Atzilut, 2. La Saggezza (Hochmah) di Atzilut. 3. L'Intelligenza (Binà) di Atzilut. 4. La Benevolenza (Hessed) di Atzilut. 5. La Forza (Ghevurà) di Atzilut. 6. Lo Splendore (Tifferet) di Atzilut. 7. L'Eternità (Netzah) di Atzilut. 8. La Magnificenza (Hod) di Atzilut. 9. Il Fondamento (Yesod) di Atzilut. 10. Il Regno (Malchut) di Atzilut. La BET di Bereshit collegherà la Rottura delle Prime Tavole di Mosè alla Rottura delle False Tavole delle 10 Emanazioni Divine dello Zohar tramite il merito del Goel Finale, Haim.

Gnomen 496 – Sono queste le due grandi Rotture delle Tavole della storia. Insieme frantumano tutta l'idolatria per il resto della storia, grazie alla BET di Bereshit. La prima Rottura avvenne sul Sinai, mentre la seconda avviene al "tempo della fine" in questa Quarta Generazione Finale prima dei periodi di pace nel mondo. E così abbiamo completato qui questo Segno della BET di Bereshit della Vera Tradizione.

Gnomen 497 - Tutto ciò che appartiene alla Nuova, Vera Kabalà della Redenzione Finale (spesso indicata come la Nuova Vera Kabalà del Grande Leviatano) che è parte integrale della vera Tradizione della BET di Bereshit. La Nuova Vera Kabalà rivela la Nuova Tradizione della Redenzione Finale e i suoi "tesori" (come i "tesori" storici della Scuola degli Esseni nella sua relazione con i Segni Iniziali) o "cose nascoste" (come i 6 punti (nekudot) sopra la parola "vayishakeihu" 'in Genesi (33, 4) o le 13 Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan), che prima erano "sconosciuti" e "non rivelati" nel mondo. Le cose nascoste, tuttavia, non sono chiamate 'nistarot', né sono chiamate sodot (segreti).

Gnomen 498 – "Nistarot" (le cose occulte) non rappresenta una categoria destinata ad essere rivelata all'umanità ma appartiene ai soli Tzadikim nascosti. "Sodot" sono "segreti" e il loro livello è nascosto agli occhi del mondo. "Sod Ha Shem le yereav" (il segreto di Dio appartiene a coloro che Lo temono). Coloro che Lo temono sono coloro che non rivelano quei "segreti" per iscritto o per via verbale (Psalmi, 25, 14). In generale, le nuove categorie di cose rivelate nella Redenzione Finale, fino ad ora sconosciute, appartengono ai Tesori del Nuovo Regno dei Cieli della Redenzione Finale. In passato, Dio Onnipotente stabilì che queste Nuove Cose sarebbero state rivelate dopo l'avvento del Goel Finale prescelto.

Gnomen 499 - Questo è anche uno dei motivi per cui il Goel Finale, sebbene sia stato il Goel Nascosto prima del suo Sacrificio Finale, non è denominato Goel Finale fino a quando non ha finito il suo santo lavoro in questo mondo ed è giunto nel Nuovo Regno dei Cieli dove gli è stato conferito il titolo di Giudice Unto del Regno dei Cieli, poiché abbiamo ricevuto la spiegazione del versetto 'D'un tratto verrà nella sua sede (hechalò) il maestro onorato [63] (adon) che cercate" (Malachia, 3: 1). In verità, il segno del Goel Finale doveva essere del Regno dei Cieli. I Tesori del Regno dei Cieli, tutti legati alla rivelazione finale della Redenzione Finale, discendono dal Regno dei Cieli secondo le direttive del Giudice Unto del Regno dei Cieli. E' solo da quella posizione elevata che possono essere rivelati nel mondo.

Gnomen 500 - Tutti questi termini e concetti fanno parte del Nuovo Linguaggio Chiaro profetizzato per la Redenzione Finale. Sia i termini che i concetti sono nuovi e totalmente sconosciuti alla Tradizione. Basta rendersi conto che nella Tradizione persino la conoscenza basilare dell'immensa differenza di livello e di posizione tra i termini Goel e Mashiah è del tutto ignota. E il Rambam, la pace sia con lui, spiegò: Persino i profeti di Israele non avevano questa Kabalà, né i Saggi d'Israele lo ricevettero perché non viene rivelata fino al momento della Redenzione Finale.

 

 

Capitolo 11

 

Gnomen 501 – I Segni Completati della Terza Redenzione Finale sono i grandi Tesori del Nuovo Regno dei Cieli. I profeti parlarono del Rinnovamento dei cieli e della terra al momento della redenzione finale. Cosa si intendesse per "nuovi cieli" (shamaim hadashim) non era chiaro nella Tradizione tranne un'interpretazione generale di "ordini stellari" (ma'arachot ha-cochavim) che cambiano in concomitanza con i cambiamenti storici. In termini di Segni Completi, un significato più preciso è il Nuovo Regno dei Cieli stabilito con la scelta di Dio del Goel finale. Questo è un Nuovo Regno che prima non esisteva.

Gnomen 502 - Tutto è arrivato, grazie a Dio. Abbiamo ricevuto per il mondo la meravigliosa notizia della Terza Redenzione Finale grazie al merito del Goel finale e Maestro scelto, Haim ben Moshe, di Saana, Yemen. Queste sono le notizie meravigliose che saranno amate da tutti, da studiosi rabbinici della Torà e da gente semplice e di buon cuore in tutto il mondo. Alla fine, il Terzo Tempio Finale di Gerusalemme dei Segni Completi sarà costruito e amato da tutti coloro che avranno merito nella vera fede.

Gnomen 503 - Allora la casa di Giacobbe ritornerà alla pura e semplice fede dei Patriarchi e alla vera Tradizione della Torà indicata dalla BET di Bereshit. Questo è il Segno che ritorna storicamente nelle mani del Goel Finale, Haim, allo scopo eliminare tutte le mistificazioni che sono state entrate nell'ebraismo negli ultimi 4 secoli. Amen.

Gnomen 504 – Una rapida spiegazione dei Segni di Shushan - La Nuova, Vera Kabalà del Grande Pesce Leviathan contiene la Nuova, Vera Kabalà di Shushan che è legata ai Segni Nascosti di Purim. I Nuovi Segni di Shushan sono quindi la Colonna Mediana della Tripla Meditazione legata al nome ASHER e ai Segni Nascosti di Isacco, nostro padre, e alla nascosta seconda Ascesa di Mosè sul Sinai.

Gnomen 505 – I Segni della Nuova SHIN, della Nuova VAV, della Nuova SHIN e della Nuova NUN FINALE vennero ricevuti da Paolo, Nodà, Solly e me, in Israele (alcuni giorni prima del Purim 5750, marzo 1990).

Gnomen 506 – I Segni erano estremamente chiari sulle nuvole. Nel cielo apparve una SHIN molto particolare, che rimase miracolosamente in cielo durante tutto il nostro viaggio da Beer Sheva a Gerusalemme, fino al nostro arrivo al piazzale del Kotel. (Muro del Pianto).

Gnomen 507 - Era diversa da una normale SHIN. La sua durata e il fatto che unisse Beer Sheva a Gerusalemme fu sufficiente per chiamarla due volte SHIN. Recentemente, in un suo sogno, Davide Levi, rispondendo al telefono, sentì una voce che gli diceva: "Shin, Shiiin, è l'Asino morto che ti parla". Da qui abbiamo dedotto che la seconda SHIN fosse più lunga della prima.

Gnomen 508 – Arrivati al Kotel, non vedemmo più la SHIN, e appena sopra il piazzale apparve una VAV luminosa, che rifletteva i raggi di luce pomeridiana. Dopo un po' la VAV si allungò, si ispessì e divenne più luminosa, abbastanza da essere chiamata una Grande NUN FINALE. Questi sono stati i Segni Nascosti di Shushan che abbiamo ricevuto in Israele, da Beer Sheva a Gerusalemme.

Gnomen 509 - Le Nuove Lettere di Shushan, derivanti dalla Colonna di Mezzo del Cuore della Rosa, rivelano il Nuovo Purim della Quarta Generazione della Redenzione Finale. Mentre scriviamo la Nuova Meghilà di Ester della Redenzione Finale, il Nuovo Purim è in corso e continuerà fino a quando sarà rivelato da Beit Sefer Ester a Beer Sheva a Beit Sefer Ester a Gerusalemme. Allora saranno rivelati i Tesori del Nuovo Regno dei Cieli della Terza Redenzione Finale al popolo di Israele e al mondo ebraico in generale.

Gnomen 510 - Questo è lo scopo dei Libri di Sefer Mishnat Haim che rappresenta la Nuova Meghilà di Ester della Redenzione Finale. I Segni scendono in modi nascosti, portando i Tesori del Regno dei Cieli sulla terra nel Palazzo della Scuola di Ester fino a che, con le strategie della Bella e Intelligente Regina Ester, saranno rivelati a tutto Israele.

Gnomen 511 - DIARIO dell'Asino che mangia il Pane (04.03.1999, Shushan Purim) Ultimamente, sogno di frequente l'insidiosa e falsa saggezza che divora e distrugge la persona. Nel sogno, questa falsa saggezza non specifica che si tratti di Kabalà (quantunque sia allusa). Ogni volta che la vedo, mi viene dato di capire che il rimedio per contrastarla è Tzemach (segno messianico di fioritura, ramificazione). Il rimedio alla falsa saggezza nel mondo è il fiorire e ramificarsi della vera saggezza contenuta nel Sefer Mishnat Haim.

Gnomen 512 - Ho aperto "La Ruota di Ahashverosh sta girando" dopo aver chiuso la prima bozza scritta a mano di questo libro, ma nella ricopiatura mancavano circa 150 gnomen per chiuderlo, corrispondente alla chiusura dei 16 anni di preparazione. Perciò tengo aperto il Libro "La ruota di Ahashverosh", ma ho bisogno di alcuni gnomen per chiudere questo libro. Ho percepito, nell'apertura del Libro, che il 4° Libro di Ester deve girare la Ruota Stellare di Ahashverosh. Di sicuro, la storia sta cambiando negli ultimi 13 giorni (scrivo qui nel sesto giorno di Pesah 5759) con la guerra della NATO contro il faraone jugoslavo Milosevic.

Gnomen 513 - Giuseppe ha ricevuto un sogno importante: ha visto scendere due angeli; uno era l'arcangelo Michele che disse a Giuseppe: "Ora dovrai dire parole di Dio". Tutti i sogni che arrivano ora sono nel Segno del secondo tempo designato e nella nuova e definitiva apertura del Segno dell'Asino che mangia pane.

In un secondo sogno, Giuseppe ha visto Peretz in Piazza Duomo a Milano, in una sorta di ufficio aperto e qui lavorava su testi con diversi computer intorno a lui, dove comparivano scritte in ebraico.

Ciò significa che Peretz ha il permesso di diffondere i testi di Sefer Mishnat Haim all'esterno ("Duomo") tramite Internet.

Gnomen 514 – Anche Daniele ha ricevuto due sogni (un paio di giorni prima di Purim). Nel primo sogno, ha visto il Maestro Haim, che era felice e ben disposto e rispondeva alle domande delle persone che lo circondavano. Peretz gli stava vicino. Daniele era stupito dalla calorosa disponibilità dello Tzadik Haim.

In un altro sogno (due giorni dopo - forse lo stesso Purim) Daniele ha visto la Scuola del Secondo Comandamento con circa 20 alunni e una donna che stava insegnando. Il Maestro Haim era presente e mostrava la stessa gioia del sogno precedente. Nel sogno, Daniele raccontava quel primo sogno a Peretz, che diventò invisibile.

Si tratta di Segni di successo in questo momento cruciale della nuova apertura. La felicità dello Tzadik Haim è sicuramente collegata al fatto che gli allievi sono preparati per i tempi futuri. 

Gnomen 515 - Paolo ha sognato che eravamo in un grande e splendido palazzo insieme alla Regina Elisabetta. Peretz decise di farsi una doccia e, con un costume da bagno, si lavò. La Regina Elisabetta ne fu molto contenta e così anche lei, in un castigato costume da bagno, fece una doccia insieme a Peretz e ci fu molta gioia.

Questo è un segno che la lingua e il rispetto, il derech eretz e la modestia insegnati dal Maestro Haim sono totalmente in sintonia con la Regina britannica e le sue buone maniere, e anche se l'Asino fa il bagno con la Regina, tutto è pulito e nello spirito giusto.

La Stella della Ruota della regina Ester sta girando in modi nascosti per portare la Nuova Meghilà della Redenzione Finale al mondo.

Gnomen 516 - Anna Gasparotti ha sognato di essere con la sua famiglia, la madre, la sorella ed altri. Erano intorno ad una tavola imbandita, pronti a mangiare. Anna strappò grandi pezzi di carne gettandone via alcuni. Peretz, in una stanza vicina con la porta aperta, era in intimità con una ragazza. I presenti erano a disagio, ma Anna li rassicurò, dicendo che Peretz sapeva perfettamente quello che stava facendo. Doveva quindi capire che Peretz aveva particolari "intenzioni" con quell'atto e, certamente, era un "segno". In seguito, Anna si ritrovò in cima ad una montagna e con una spada combatteva contro un'entità che rappresentava il male.

Gnomen 517 - Il sogno ha una sua spiegazione; la sera prima del sogno, avevo spiegato ad Anna al telefono che non era corretto cambiare il termine "l'Uccello risorto" (il primo delle 13 Nuove Mazalot) solo perché, nell'italiano volgare, l'uccello indica il membro maschile. "Non è giusto per gli uccelli" dissi. "Tu togli loro questo termine perfettamente legittimo, solo per via dell'accezione volgare. In tal modo, "uccello" non può più essere usato in senso normale". L'ultima cosa che Anna voleva fare, ovviamente, era offendere gli uccelli, dato il grande amore che lei e suo marito hanno per gli animali, ma era un po' perplessa, dato che nelle sue lezioni alla scuola pubblica deve fare attenzione ai doppi sensi.

Gnomen 518 - Le ho detto: "Ascolta, Anna, credo che tra 200 anni, l'Italia sarà ad un livello più alto e ci sarà un'elevazione generale". Anna era estremamente compiaciuta di questa predizione che, storicamente parlando, è ancora lontana. Ho aggiunto: "Usa il termine e non pensare alla volgarità della strada e anche se desta qualche sorrisino, ignoralo. Anche la vita sessuale di una persona è una questione di fortuna che deriva dalle stelle ".

Gnomen 519 - Anna si è allietata sentendo che, fra 200 anni, le cose andranno meglio. Nel suo sogno, poi, aveva ricevuto le Chiavi di questa battaglia, che inizia a tavola; infatti, quando a tavola si parla in modo sboccato la volgarità entra nel corpo e nel sangue. Anna strappa grandi pezzi di carne cruda che viene preparata per la cottura. Questo è un segno per cui bisogna "affinare" la tavola dalla crudezza a cui si è abituato. L'elevazione da una tavola volgare ad una 'corretta', non è, tuttavia, una cosa facile da realizzare.

Gnomen 520 – E tutte le strategie che riguardano l'elevazione dello spirito hanno bisogno di un mezzo di elevazione linguistica. Imitate l'Asino il cui linguaggio viene usato per abolire le abitudini linguistiche inutili, imprecise e stupide convertendole in una lingua di Segni utile, precisa e intelligente della Redenzione Finale. L'Asino, nelle sembianze di Peretz, consuma gioiosamente un rapporto sessuale completo (con qualche adorabile Asina, suppongo) senza chiudere la porta! Anna, però, capisce che è un segno e non è ingannata dall'apparenza e spiega ai presenti che Peretz sa bene cosa sia un atto sessuale e cosa significhi farlo con la porta aperta.

Gnomen 521 - Uno degli scopi principali dell'Asino che mangia il Pane è quello di aiutare ad elevare le masse e spesso lo fa scavando in profondità nella loro mentalità. E' necessario alzare i termini che sono di per sé neutri e legittimi, ma alle volte sono associati alla volgarità delle masse. Dopo aver scartato i pezzi di carne cruda, il resto è commestibile e può essere cucinato. Ma è necessaria un'elevazione al livello del pensiero per non cadere nel "peccato della carne". Un atto sessuale di per sé non ha niente di volgare, perché è naturale. Fare l'amore con la porta aperta a tutti, è certamente volgare (e proibito), ma se tutto è fatto (nel Segno) per un insegnamento necessario che aiuta a educare le masse e quindi ha uno scopo desiderato dall'Alto, è permesso e perfino encomiabile.

Gnomen 522 – "Mi vedi fare qualcosa di totalmente volgare" dice l'Asino. "Non ti rendi conto, tuttavia, che la volgarità proferita a tavola mentre si mangia, è come avere un rapporto sessuale aperto sotto lo sguardo della gente?", aggiunge. Come l'atto sessuale di per sé non è volgare, perché naturale, così il mangiare a tavola non è volgare e fa parte della nostra vita quotidiana. Se l'atto sessuale, però, viene ostentato in pubblico, diventa volgare e detestato dall'Alto e dalle persone timorose di Dio. Analogamente, chi dice volgarità a tavola, la rende spregevole davanti al Cielo e fisicamente e spiritualmente malsana a chi vi siede attorno.

Gnomen 523 - Pertanto, Anna riceve le Chiavi della Correzione della Tavola: scartando ciò che non può essere corretto ed elevando la parte restante con le proprie pure intenzioni, giustifica l'azione di Peretz per il Segno di istruzione che contiene, affinché la gente cessi sia di ostentare pubblicamente la propria sessualità che di parlare in modo sboccato quando mangia. Con queste Chiavi, Anna è in grado di combattere, sulla cima della montagna, contro l'odiosa volgarità della tavola.

Gnomen 524 – 08.03.1999; 20 Adar 5759, 13 Bellezza del Paradiso: Giuseppe ha sognato che le nazioni venivano per adorare l'Unico Dio Vivente e c'era armonia e pace nel mondo...

Già nelle ultime settimane ci sono Segni, che indicano il rinnovamento dei Segni Completi della Redenzione Finale della seconda visione di Habakuk, che entra ufficialmente nel Pesah 1999-5759.

Ci stiamo avvicinando ma la nostra situazione e la mia, in particolare, è piuttosto difficile e non mi è facile scrivere. In queste due ultime settimane, ho avuto una brutta influenza e mi è sembrato di essere alla fine.

Gnomen 525 - Ringrazio il Signore, mio Dio, per tutto ciò che mi ha dato. Ringrazio il Signore, mio Dio, per sempre, in quanto mi ha messo nelle mani dello Tzadik Haim, che mi ha riscattato da ogni male e ha salvato la mia anima dagli abissi dell'errore. Ha lavorato con me con immenso amore e mi ha insegnato la Legge di Dio. Mi ha risollevato dalle mie cadute e ha sanato le mie ferite. Mi ha insegnato la luce della verità ad ogni respiro. Mi ha insegnato le vie della fede interiore nascosta all'interno del cuore. Mi ha insegnato l'amore di Dio per la gente semplice del mondo, specialmente quando l'intelletto dell'umanità si è incattivito con l'arroganza e l'egoismo.

Gnomen 526 – A me fu dato il meraviglioso privilegio di assistere al sacrificio finale, così incredibilmente doloroso, così al di là delle parole e dei pensieri, così al di là delle misure umane, del santo, scelto Capo dei 36 Tzadikim Nascosti, provato fisicamente nell'immenso amore di Dio per la salvezza dell'umanità. Quindi dalla morte alla risurrezione, alla rinascita dell'umanità nel Nuovo Patto Completo di Dio della Gheulà Shlemà. Dio aveva scelto il Goel Finale, l'amato Maestro, Haim, per portare il mondo alla sua Redenzione Finale. E a me, un bambino appena nato, Peretz, fu concesso il grande privilegio di annunciare la verità della scelta di Dio, mentre i Segni Completati della Redenzione Finale scendevano, rinnovando i cieli e la terra per le generazioni future.

Gnomen 527 - Ringrazio il Signore, mio Dio, per la verità e per la santificazione che ho ricevuto dagli insegnamenti e dalle benedizioni dello Tzadik Haim. Ringrazio il Signore, mio Dio, per le numerose testimonianze della Redenzione Finale che ho potuto scrivere per i posteri in questi 16 anni. Grazie al merito del Goel finale, Haim, nessuno ha visto ciò di cui siamo stati testimoni in questi ultimi 16 anni di storia. Questi fatti finiranno per diventare conosciuti e compresi, come eravamo in così pochi e con così pochi mezzi, noi, piccoli asini, con i gravosi pesi della Redenzione Finale e i molti ostacoli da superare. Tutto questo è per onorare il Signore, nostro Dio, che ha agito meravigliosamente con noi e ci salva e redime di ora in ora.

 Gnomen 528 - Ci sono quasi 3000 sogni redenzionali, profetici e messianici scritti da me o dagli alunni, negli elenchi o nei diari o nei testi di Sefer Mishnat Haim. Questi devono essere rivisti e ristudiati sempre, con amore e con timore: Grande è la Redenzione Finale e Terribile è la Quarta Generazione. Studiateli sempre, perché molto deve ancora essere scoperto in loro. I sogni continueranno a venire e un'ulteriore comprensione avverrà in futuro. I sogni e le visioni rappresentano un mezzo importante della rivelazione dello spirito di Dio al tempo della Redenzione Finale.

DIARIO: 11.03.1999, 23 Adar 5759, 16 Bellezza del Paradiso: Paolo è andato alla periferia di Milano per vedere una casa a Capriate perché, dopo il fallito tentativo di trovare una casa a Savona, abbiamo seguito un'indicazione dall'Alto che ci diceva di cercare nell'hinterland milanese. Ricordo che circa una settimana fa, ho visto in sogno mio nonno, Harry Becker, la pace sia su lui. Era in una stanza simile ad una sala di ricevimento per chi era diretto all'aldilà. Vedendoci, ci siamo abbracciati e lui mi ha detto "hai ancora una voce e un posto", indicandomi così che il mio tempo per l'altro mondo non era ancora arrivato e che c'era ancora del lavoro da completare qui.

Gnomen 529 - Venerdì 12 marzo 1999; 24 Adar 5759; 17 Bellezza del Paradiso: Nodà ha chiesto e ricevuto in un sogno riguardante la nostra ricerca di una casa: un mediatore mostrava a Nodà un triangolo tra Francia, Milano e Toscana. Le diceva che avrebbe potuto darci una casa, a condizione che Paolo avesse lavorato. In Toscana sarebbe stato possibile lavorare con l'AMC, ma non a Milano. Abbiamo così cambiato direzione per cercare una casa in Toscana.

Gnomen 530 - Lunedì 15 marzo 1999; 27 Adar, 5759; 20 Bellezza del Paradiso: Paolo e Nodà sono andati a parlare con il sig. Fubbiani dell'AMC, sotto le cui dipendenze lavora Paolo; Fubbiani ha detto che non ci sarebbe stato problema lavorare in Toscana. Abbiamo preso questo come un buon segno.

La stessa mattina, Gilat Haim ha visto in un sogno che Solly era qui e in televisione parlavano di ebrei che vendevano acqua avvelenata. Dopo di ciò, Gilat Haim ha avvertiva suo nonno a non bere l'acqua tossica in bagno.

L'acqua avvelenata ha a che fare con la falsa Kabalà dei cosiddetti kabalisti e con la falsa propaganda che diffondono.

Gnomen 531 – 16.03.1999; 28 Adar 5759, 20 Bellezza del Paradiso: Giuseppe sognò di trovarsi nella prigione di San Vittore, molestato da alcuni carcerati; a un certo punto, invocò EL SHADDAI per polverizzare un rashà (malvagio) che lo trattava male. Costui fu polverizzato e la stessa sorte toccò ad altri reshaim arroganti, che scomparivano per incanto, se toccati da Giuseppe. Si alzarono voci contro Giuseppe, accusato di averli uccisi. Giuseppe rispose: "Non ho ucciso nessuno; questa è la collera di Dio che scende contro i malfattori. Ho solo fatto dei segni...

Giuseppe, la sera prima, aveva sognato di vedere Anna Gasparott, alla quale disse: "E' ora che tutti nel mondo vengano a sapere che Dio è Uno". C'era un sul tavolo una penna che si trasformò in un pezzo di torta alla crema di cioccolato...

Sono segni del nuovo permesso di diffondere le novità della Redenzione Finale.

Gnomen 532 - Con il passaggio dalla ricerca di una casa da Savona a Milano, e poi da Milano in Toscana, noi, soprattutto io, abbiamo sentito che il decreto è passato ed è diventato invece una benedizione di Dio Onnipotente che ci guida anche in modi nascosti, alla luce nascosta del Nuovo Purim della Redenzione Finale.

La Tripla Meditazione della Redenzione Finale contiene 3 distinte Meditazioni: Cuore del Profeta, Cuore della Rosa e Cuore del Grande Pesce Leviatano. La Meditazione del Cuore del Profeta è quella contenuta nelle Cinque Tavole del Patto, riguardanti le radici dell'idolatria, che spiegano la grande realizzazione storica profetica del peccato del Frutto, l'errore della generazione di Enosh, il peccato della Torre di Babele, il peccato del Vitello d'oro e la rottura delle prime Tavole, associate alla comprensione completa del Secondo Comandamento e ai Segni Completi della Redenzione Finale.

Gnomen 533: Questo testo ha dimostrato di essere la quinta e ultima fase della Meditazione del Cuore del Profeta in cui: (1) vengono completate le distinzioni tra la falsa e la vera Kabalà; (2) viene rivelato e spiegato il peccato della dottrina idolatra di emanazione come radice delle radici dell'idolatria; (3) viene definita la netta distinzione fra la falsa e la vera Tradizione per mezzo della BET di Bereshit; (4) viene stabilito il legame fra la BET di Bereshit e la Rottura delle prime Tavole; (5) viene realizzata la definitiva Rottura delle Tavole della falsa Kabalà dello Zohar tramite la BET di Bereshit guidata dal Goel Finale, Haim.

Nota: "La guerra contro lo Zohar" fa parte del Primo Petalo. E' stato indicato come il Decimo Libro Conclusivo e, dal momento che il Decimo Petalo di Sefer Mishnat Haim deve contenere anche note autobiografiche come l'inizio di questo Libro, ecco che l'inizio del libro ha un posto anche nel Decimo Petalo. Pertanto è la conclusione delle Cinque Tavole del Petalo 1 ed è anche un testo autobiografico relativo al Decimo Petalo.[64] Inoltre, durante la stesura di questo libro, Giuseppe ha ricevuto un sogno che mi ha dato il permesso di scrivere i 2 Volumi sulla Sapienza, Antica e Nuova, sulla Saggezza della Via di mezzo (anche i testi di Saggezza appartengono al Decimo Petalo). In precedenza, durante la stesura dei primi capitoli di questo libro, a Giuseppe era stato indicato che dovevo scrivere 4 Volumi sul Grande Pesce Leviathan, nella Chiave della Riconciliazione portata dal profeta Elia, di benedetta menzione. I testi del Leviatano appartengono al Tredicesimo Grande Petalo Universale. Questo libro copre il Primo e il Decimo Petalo di Sefer Mishnat Haim. E tutti questi non potevano essere conclusi e chiusi fino al completamento del Segno della BET di Bereshit.

Gnomen 534 – Nella tripla meditazione il Cuore del Profeta è considerato il Pilastro Sinistro, il Cuore della Rosa è il Pilastro Medio e il Cuore del Profeta è il Pilastro Destro. La sinistra qui si riferisce alla severità e alla precisione della Giustizia di Dio. La Meditazione del Grande Pesce è sulla Destra Universale, secondo quanto è scritto: "La mano destra di Dio è esaltata" ecc. e la Meditazione riguarda il Grande Pesce, la Balena Galattica della Via Lattea e tutti gli studi che derivano dalla Nuova Vera Kabalà della Redenzione Finale e include tutti i versi della Torà e dei Profeti.

Gnomen 535 - La Meditazione del Cuore della Rosa è una Rosa di 13 Petali, una Meditazione di 13 Petali o 13 Meditazioni dato che, pur collegati fra loro, ognuno può essere considerato una Meditazione a sé stante. Essi possono essere così suddivisi (sebbene sia possibile uno schema diverso): (1) Meditazione sul Maestro di Giustizia e la Scuola degli Esseni; (2) Meditazione sui Segni Iniziali; (3) Meditazione sulla missione di Yeshua tramite la Chiave della fallita missione profetica di Malachia; (4) Meditazione sulla missione di Yeshua tramite la Chiave dell'Ariete sacrificato al posto di Isacco; (5) Meditazione sul Segno del Primo Asino e sul Segno del Secondo Asino che mangia il Pane;

Gnomen 536 - (6) Meditazione sui Vangeli Corretti, Paulus Corretto e Yeshuat Yeshu; (7) Meditazione sui Segni del Profeta Elia, di benedetta menzione; (8) Meditazione sullo storico ruolo redenzionale nascosto degli Tzadikim Nascosti, (9) Meditazione sul ruolo salvifico nascosto del Goel Nascosto, Haim; (10) Meditazione sui Segni nascosti di Isacco, nostro padre; (11) Meditazione sui Segni del nuovo Purim della Redenzione Finale; (12) Meditazione sulle Virtù del Nuovo Cuore; (13) Meditazione sulle Virtù Nascoste di Ester. Tutte queste sono Meditazioni del Cuore della Rosa.

Gnomen 537 – E' bene qui sottolineare che il termine "meditazione" non ha niente a che fare con la meditazione di tipo orientale o mistica o di qualsiasi altra pratica associata all'addestramento dell'anima a lasciare il corpo. La nostra meditazione traduce l'ebraico "hitbonenut", una riflessione approfondita su un dato argomento, per reperire significati sempre più profondi e una comprensione più chiara. Nel Sefer Mishnat Haim possiamo distinguere tra un testo che fornisce informazioni, come la Nuova Legge, e uno che offre le Chiavi per meditare. Ovviamente, anche la Nuova Legge può essere meditata giorno e notte, come la Torà. Parliamo, ad esempio, delle Cinque Tavole del Patto, che rappresentano la Meditazione del Cuore del Profeta, delle Chiavi alla Meditazione della Torà sulle radici dell'idolatria, legate al Secondo Comandamento. Qui non ci sono solo insegnamenti, ma anche Chiavi per approfondire la meditazione sulle profezie presenti nella Torà. Anche l'argomento in sé è una meditazione che racchide più livelli di profondità tramite una continua riflessione.

Gnomen 538 - La Meditazione del Grande Pesce è così vasta che ha senso suddividerla in 13 Meditazioni, a meno che non la si divida nelle 13 Nuove Mazalot, ma penso che dobbiamo chiamare, qualunque cosa entri nel campo di Leviathan, una Grande Meditazione del nostro Grande Pesce, perché abbiamo il suo nome e questo è sufficiente. Allo stesso modo, le Cinque Tavole potrebbero essere suddivise in Cinque Meditazioni, ma il Cuore del Profeta non vuole essere limitato da un numero. Il Cuore della Rosa, tuttavia, deve essere limitato a 13 Petali, altrimenti non sarebbe possibile chiudere il Sefer Mishnat Haim e le spine si insinuerebbero se volessimo esporre la Rosa e cercare di estenderla oltre i limiti stabiliti in ogni Meditazione.

Gnomen 539 - C'è nel Cuore della Rosa, al suo inizio, un'informazione che ho ricevuto dallo Tzadik Haim e in seguito dagli stessi Segni Completi. Non siamo né studiosi né esperti di documenti sugli Esseni o sui reperti di Qumran. Abbiamo ricevuto, per esempio, che Gesù fu per circa 3 anni nella Scuola degli Esseni, mentre Yohanan la frequentò per almeno 8 anni. Il Goel Finale ci trasmise questo fatto storico che cambia la comprensione della storia passata ma non può essere corroborata da studi testuali dei documenti di Qumran. Allo stesso modo, non possiamo provare le nostre conclusioni, derivanti dalle informazioni ricevute sul Maestro di Giustizia, al di fuori del contesto in cui le abbiamo ricevute dal Maestro Haim. Se ampliassimo le questioni ad ulteriori speculazioni, entreremmo in un campo minato. Se, tuttavia, l'informazione data viene accettata, non c'è fine alla profondità della comprensione che potrebbe derivare da ogni singola meditazione.

Gnomen 540 - Il Cuore del Profeta ha la sua terminologia basata sulla Torà e la Tradizione. Tuttavia, dove ci sono le rose ci sono anche le spine, necessarie per proteggere il fiore dai fattori esterni. La Chiave del 13 ha lo scopo di limitare ogni Meditazione affinché le spine siano da monito per proteggere la Rosa dalle influenze esterne.

Il Leviatano è vera Kabalà e riguarda le cose di Torà e anche le Nuove Mazalot. Ciò rappresenta una nuova rivelazione al momento della Redenzione Finale. La nuova terminologia, tuttavia, è fissata in modo tale che non è possibile associarla ad altri tipi di speculazione o ad altri campi di informazione, ma deve essere presa come è data, non di più e non di meno. Il Leviathan è il pesce della nostra galassia. A Rosh ha-Shanà i suoi occhi guardano verso l'alto, mentre a Pesah i suoi occhi guardano verso il basso.

Gnomen 541 - DIARIO: Due settimane fa, Sara Tampieri ha sognato di trovarsi a Gerusalemme. Ad un certo punto, ci fu grande panico e si diceva che c'era la minaccia di una bomba atomica. Alla fine, comunque, non avvenne nulla...

Giuseppe, ieri sera (27.03.1999), ha sognato che la Nuova Protezione derivante dai Segni Completi aveva raggiunto un nuovo livello di Completezza.

Gnomen 542 – (28.03.1999; 5 Nissan 5759, 5 Uccello Risorto): Ho sognato stamattina di vedere lo Tzadik Haim seduto ad un tavolo. Su una sedia, alla sinistra dello Tzadik, c'era il suo santo padre, lo Tzadik Moshe, Capo dei 36 Tzadikim nascosti della sua generazione. Nel sogno, era "morto" ma era vivo. Ero seduto al tavolo davanti allo Tzadik Haim. Il Goel Finale mi ha mostrato che il suo santo padre era "morto" ma "vivo" e seduto alla sua sinistra...

Gnomen 543 - 29 marzo 1999; 6 Nissan 5759, 6 Uccello Risorto: Non sono sicuro, ma potrebbe essere un segno che il mio tempo è arrivato. Mi auguro che non sia così. Ero, tuttavia, insieme con lo Tzadik Nistar Moshe, il Capo dei 36 Tzadikim nascosti della sua generazione e con il Goel Finale Haim, il Capo dei 36 Tzadikim nascosti della sua generazione. Forse deve essere così e se è così, lo accetto davanti a Dio Onnipotente con grande felicità. Sono benedetto dallo Tzadik Haim e ciò che è decretato dall'Alto è la cosa migliore e nessun pensiero umano può conoscere le ragioni implicate.

Gnomen 544 - C'è ancora speranza nel mio cuore che non sia così (la fine). Forse il sogno ha un'altra interpretazione. Non lo so. Come il Signore, mio Dio, desidera, così sarà. Non posso dire nulla. Forse c'è ancora tempo. L'Asino ha attraversato 3 grandi prove con decreti difficili e la terza è stata la più difficile e all'Asino è stato concesso vivere, ma Beniamino è stato preso in quel segno decisivo di Isacco, nostro padre, per salvare l'Asino e il Segno dell'Asino che mangia il Pane.

Gnomen 545 - O allievi e bambini, non desidero lasciare il lavoro perché non desidero lasciarvi e desidero tanto non causarvi alcun dolore. Non ne sono sicuro, perché ho visto tanti cambiamenti e tanti decreti, Dio ci salvi, da cui siamo stati salvati. Non dipende, tuttavia, dal mio desiderio ma da ciò che è desiderato per me dall'Alto. Ho avuto il grande privilegio davanti a Dio Onnipotente di studiare con lo Tzadik Haim per 13 anni nella sua vita e di annunciare la Terza e Ultima Redenzione e di scrivere spiegazioni su quegli annunci per 16 anni interi. Il Signore, mio Dio, ha riempito la mia anima migliaia e migliaia di volte in questi ultimi 29 anni.

Gnomen 546 - Né posso negare di aver visto ciò che nessun altro ha visto, le migliaia di meravigliosi cambiamenti a più livelli che si svolgono alla luce della scelta di Dio del Goel Finale, Haim. Sono stato benedetto in tutti i sensi e la benedizione non mi ha mai abbandonato. Così ho avuto l'enorme privilegio di annunciare in nome del vero annunciatore scelto, il profeta Elia, di benedetta menzione, gli annunci redenzionali e profetici della Quarta Generazione.

Gnomen 547 - Siate coraggiosi, Paolo e Nodà, e andate avanti nell'amata opera del Segno, per il Segno dell'Asino e per i bambini del Segno dell'Asino. Non abbiate paura e non perdete la ragione e sarete ancor più elevati nella vostra fede. Siate felici, perché avete fatto molto e per merito vostro l'Asino è stato in grado di lavorare, scrivere e fare i Segni in tutti questi anni. Non siate tristi se è giunto il mio momento, perché tutti dobbiamo continuare a lavorare per la Redenzione Finale quanto più possibile ovunque ci troviamo.

Gnomen 548 - Ricordate che le persone hanno bisogno delle Notizie della Quarta Generazione e della Redenzione Finale tramite il Sefer Mishnat Haim. Le persone hanno bisogno degli avvertimenti e della Nuova Protezione. Non dimenticatelo e, a Dio piacendo, lavoreremo ancora insieme anche se io mi troverò altrove. Questo è ciò per cui siamo qui. Siamo Asini e dobbiamo ragliare ovunque siamo.

Gnomen 549 - Sono le 7:00 del mattino. Paolo mi ha appena raccontato il suo sogno: ho affittato una casa per lui, Nodà e i bambini. In quella casa, Paolo faceva i lavori necessari per abitarci. Ero molto contento e gli dicevo: "Molto bene, questo allevia il mio pensiero"...

Gnomen 550 – Vi voglio molto bene ed è tutt'altro che facile per me scrivere queste cose. Dio Onnipotente avrà pietà di voi e vi aiuterà e vi manterrà e vi darà forza e comprensione. Possa EL SHADDAI benedirvi con una fede elevata e concedervi lunga vita in buona salute.

 

 

Capitolo 12

 

Gnomen 551 – Sto ora scrivendo, è mercoledì mattina e stasera inizia Pesah 5759. Pensando alla mia situazione, mi sono preparato in questi ultimi 3 giorni prima di Pesah. Tra domenica sera e lunedì, mentre scrivevo i pochi gnomen sopra, ho pianto tutto il giorno, chiedendo a Dio benedizioni per tutti gli allievi e per tutti i bambini.

Gnomen 552 - Non avevo dubbi a causa del particolare livello del sogno con lo Tzadik e il suo santo padre. Nel sogno però non c'erano parole. Questo mi ha fatto riflettere.

Gnomen 553 - Sia Paolo che Nodà non sapevano del decreto su di me ed io, non potevo farne accenno. Avevano passato troppe difficoltà per essere appesantiti da un tale pensiero. Ho continuato a scrivere e ho finito la bozza scritta a mano di questo libro mentre Paolo e Nodà si sono dati da fare per trovare una casa come detto sopra, prima a Savona, poi nel milanese e poi in Toscana. Il tempo corrispondeva alla mia conclusione del Segno della Rottura delle Tavole in concomitanza con la vera tradizione della BET di Bereshit tramite il Goel Finale Haim.

Gnomen 554 - Ho commesso due gravi errori nella stesura del testo: 1) vedi capitolo 9 sulla mia previsione riguardante l'apertura di Milhamot Ha-Shem soltanto in Israele nei prossimi 4 anni; 2) invece di completare il testo sulla Rottura delle Tavole nel segno della BET di Bereshit, l'avevo lasciato incompiuto, per leggere il libro 'Hamorò shel mashiah' (L'asino del Messia) di Sefi Rachlevsky. Di sicuro, sono io il vero Asino che può commettere un errore così grave e mettersi a leggere un libro prima di finire ciò che avevo iniziato. Ciononostante, con i segni di Paolo e Nodà e con il completamento del libro scritto a mano, ho sentito che il decreto era stato revocato. Ho lavorato per riscrivere il testo sul computer in preparazione del nuovo sito proposto di Beit Sefer Ester per la diffusione di apertura delle Notizie della Redenzione Finale.

 Gnomen 555 – Quando avevo iniziato per la seconda volta a scrivere la Rottura delle Tavole nel Segno della BET di Bereshit, vidi ritornare il decreto. In un sogno, mi mostravano che il "peccato" era tornato. In un altro, c'era un'indicazione che stavo cercando di prevenire il mio funerale, ma invano. Poi ho ricevuto il sogno dello Tzadik Haim con suo padre, lo Tzadik Moshe, e non ho avuto dubbi sul suo significato. Era il "quinto" ed ultimo decreto e francamente sentivo che non sarei arrivato nemmeno a Pesah, perché ogni volta che mi mettevo a dormire la mia circolazione si arrestava e i miei arti erano doloranti e appesantiti. Tuttavia, sono andato avanti con questo libro poiché stavo per finire la BET of Bereshit.

Gnomen 556 - Lunedì sera in tv era in programma per la prima volta il film "Ester". Ottimo film e la regina Ester era bella e recitava bene. Il film era fedele al racconto della Meghilat Ester. Avevo pianto tutto il giorno, chiedendo a Dio Onnipotente benedizioni per tutti i talmidim, ed ero commosso anche durante il film e non potevo impedirmi di pensare che forse ci sarebbe stato un segno di ve-nahafoch hu. Dopo il film, ho finito il testo della Rottura delle Tavole nel Segno della BET di Bereshit. A quel punto ho aperto la Bibbia tradotta in inglese e ho letto: "Non vantarti di quello che ti accadrà domani, dato che non sai cosa accadrà oggi" (Proverbi, 27: 1). Mi sono poi addormentato.

Gnomen 557 - Al mattino (martedì), Nodà mi ha raccontato di aver sognato che si trovava con me in un negozio di erboristeria per comprare un'erba da mettere nell'acqua del bagno, per favorire la mia circolazione sanguigna. Il commesso rispose che non ce l'avevano pur dicendo che esisteva. Poi mi trovavo ad una fermata in attesa dell'autobus...

Ho interpretato il sogno in modo positivo, anche se l'attesa dell'autobus era ambigua. Ma poi Giuseppe, che era con noi per una settimana fino al secondo Seder, si è svegliato e ha raccontato il suo sogno. Era davvero una buona notizia e certamente si era verificato un "ve nahafoch hu" (ribaltamento della situazione).

Gnomen 558 – Ecco il sogno di Giuseppe Manigrasso (30.03.1999): Ha visto Peretz che era stato convocato in Tribunale in veste di giudice. Giuseppe, con un'uniforme da poliziotto, era incaricato a scortarlo. Arrivarono in un tribunale di un'imprecisata città del nord Italia e fu data loro una stanza dove poter dormire. L'indomani, Peretz fu chiamato dal giudice superiore e Giuseppe lo accompagnò. Alcuni poliziotti chiesero a Giuseppe chi fosse Peretz e lui spiegò che era un giudice che doveva svolgere una particolare indagine. Peretz andò dal suo superiore per ricevere il lavoro; si trattava di un caso riguardante una famiglia di 6-7 persone che avevano commesso reati di tipo mafioso molti anni prima. Peretz disse al suo superiore che era inutile condannare all'ergastolo una persona in età avanzata e che era il momento giusto per prescrivere il reato.

 Gnomen 559 - (cont.) Era sabato. Il superiore di Peretz gli disse che avrebbe dovuto lavorare anche il sabato seguente. Nel frattempo, Giuseppe andò ad indossare la sua nuova uniforme di poliziotto. Gli venne consegnata e gli fu detto di pagare 2000 lire ma Giuseppe, imbarazzato, aveva solo 1000 lire. Armando era presente e, su richiesta di Giuseppe, gli prestò le altre 1000 lire. Poi, davanti al guardaroba, dal retro, si vedevano degli ebrei ortodossi che pregavano in modo strano rivolti alla porta...

Gnomen 560 - Credo con tutta semplicità che il decreto di morte sia stato revocato per amore della Nuova Legge della Redenzione Finale. Ringrazio Dio Onnipotente per questo incredibile miracolo. Sono stato nuovamente riscattato sull'altare di Isacco, nostro padre. Il film su Ester era un segno di 've-nahafoch hu' come avevo sperato interiormente. Ho dovuto completare le Tavole di Giustizia di Mordechai ha-Tzadik in questo libro per avere sufficiente merito ed entrare nel Segno del Giudice del Tribunale di Mordechai ha-Tzadik, il cui segno rappresentava la mia salvezza. Il quinto decreto di morte dell'Asino che mangia il Pane è stato trasformato in vita dai Segni Completi della Redenzione Finale grazie al merito del Goel Finale, Haim. Amen ve-ken yehi ratzon.

Gnomen 561 - Abbiamo visto Armando in altri sogni, sempre nel segno di Shor Bar; la Nuova Kabalà di Shor ha-Bar fa parte dell'accettazione della Nuova Legge nel segno delle decisioni di precisione e delle fini distinzioni riguardanti la Nuova Legge.

Gli ebrei ortodossi che pregano rivolti alla porta indicano sia la necessità della Nuova Legge e del Nuovo Rito per ampi settori del popolo ebraico.

Il segno di un Sabato all'altro, credo alluda al completamento del Segno della BET di Bereshit poiché Shabbat rappresenta il Completamento di Bereshit.

Gnomen 562 - Questa mattina, mercoledì, verso le 4:30 Giuseppe e io abbiamo rinnovato la benedizione dei 4 Fondamenti (vento, acqua, fuoco e terra) "come Dio li creò". Una grande benedizione è scesa giù ed entrambi l'abbiamo sentita fortemente. Ho detto: "Questa è la seconda volta che diciamo questa benedizione ed è la seconda volta che viene stabilita per il futuro. Questo è sicuramente il completamento del segno della BET di Bereshit collegato ai 4 Elementi nella loro perfetta armonia tra il cielo e la terra.

Gnomen 563 - Verso le 8:00 Yehoel Yehoel è entrato nella Tenda. "Abba, ho fatto un doppio sogno; sai cos'è un doppio sogno?". "No" ho risposto. "Ho fatto lo stesso sogno che avevo fatto un paio di settimane fa. Solo che la prima parte è nuova. Ero in una foresta insieme a Haim Shimshon e c'era un grande e bellissimo dinosauro che ci passava vicino. Il resto era esattamente come l'avevo sognato l'altra volta: io e Haim Shimshon eravamo in una spiaggia e Haim Shimshon camminava nell'acqua bassa. Poi ho visto uno squalo ed ero un po' preoccupato per lui, ma non è successo niente. Poi ho visto aprirsi in cielo qualcosa di simile ad un gigantesco schermo televisivo e ho visto delle scene di film western. Avevo un telecomando in mano e provavo a cambiare canale ma ero costretto a vedere quello che volevano loro...

Un doppio sogno! La benedizione era stata ricevuta con successo e Yehoel Yehoel sentiva la responsabilità per il suo fratello minore (fratello gemello nei segni di Peretz e Zerah) Haim Shimshon.

 Gnomen 564 - Mercoledì mattina prima di Pesah, Iliade ha chiamato per raccontarmi il sogno fatto. Era con sua mamma Nelda, suo fratello Giordano e suo padre, Remo Levi, la pace sia con lui, su una specie di carretto simile a quello con cui i kosovari stanno fuggendo dalla Jugoslavia. Quando il trattore trainante ha cominciato a muoversi, Remo è caduto dal carretto e dal suo volto sanguinante era impressa una smorfia di dolore...

Ho detto a Iliade che il sig. Levi mostra un segno di sangue e di sofferenza dei profughi che cercano di mettersi in salvo, per cui dobbiamo fare una preghiera a Pesah per chiedere a Dio di avere pietà di loro.

Gnomen 565 - Pesah è iniziato con un segno di separazione dalla mafia Habad. Per errore, Paolo non aveva visto che il vino di Pitigliano, che negli anni precedenti era sotto la supervisione della comunità ebraica italiana, era ora sotto la supervisione di un habad, rav Yitzhak Belinov di Milano. Purtroppo, non me ne sono accorto fino al primo sorso del primo bicchiere di vino. Quando l'ho notato, ho detto "Non si può bere! Questo vino è idolatra e non si può usare. E' un prodotto che è stato contaminato dalla mafia habad e Habad è stato scomunicato dallo Herem Mi-Deoraita". Abbiamo smesso di bere e abbiamo versato tutto il vino nel lavandino. Non avevamo altro vino per fare il Seder.

Gnomen 566 - Ho detto a Paolo: "Esci e vedi se riesci a trovare del vino". Era tardi, quasi le 22:00. Paolo, totalmente turbato dall'errore commesso, è uscito subito in macchina per cercare del vino. Dopo qualche minuto, è tornato con alcune bottiglie di Chianti. Ho detto che la prima benedizione non era valida e abbiamo ricominciato il Seder dal principio. "Guardate" ho commentato " Belinov è proprio quello stesso habad su cui ho fatto anni fa il segno dello Herem Mi-Deoraita. Perché hanno avuto il sopravvento sulla comunità italiana? Perché la loro è una mafia che fa propaganda e pensa solo a fare soldi".

Gnomen 567 – Abbiamo allora capito che l'errore era stato fatto per rinnovare lo Herem Mi-Deoraita contro Habad e contro tutta la falsa Kabalà in questo momento iniziale dell'apertura finale e per il Segno del Giudice come visto nel sogno di Giuseppe. Il resto del Seder è andato bene. Abbiamo letto la Nuova Hagadà della Redenzione Finale e abbiamo fatto una preghiera, grazie al merito del segno mandato da Remo Levi, affinché Dio abbia compassione di chi soffre.

Gnomen 568 - Giovedì mattina, Giuseppe si è risvegliato con un sogno estremamente importante: il sig. Domenico Manigrasso, la pace su di lui, era seduto a tavola con sua moglie Cosima, Giuseppe ed io. La stanza era particolare, non proprio di questo mondo. Si stava celebrando Pesah con molta gioia ed entusiasmo e venivano letti vari testi della Redenzione Finale. Ad un certo punto, il sig. Manigrasso si è alzato dal suo posto e ha fatto segno a Peretz di mettersi accanto a lui. Poi ha detto: "Ti accompagnerò a casa, 30 giorni". Peretz ne era contento e ha seguito il sig. Manigrasso. Giuseppe, molto felice di sentire suo padre così vicino, avrebbe desiderato che rimanesse. La scena è poi cambiata e Giuseppe ha visto molti bambini all'aperto che stavano davanti a lunghe strade bianche e con immensa felicità cantavano "daienu". Giuseppe ha ascoltato il ritornello 'daieinu' 4 volte e ogni volta faceva il segno del 4 e ogni 'daienu' era pieno di significati positivi per il Segno della Redenzione Finale. Giuseppe, nel sogno, percepiva questi 4 significati 1) 'questo è il Pesah della quarta generazione' (questo è stato chiaramente udito da Giuseppe), 2) 'la Nuova Protezione è pronta per la sua diffusione nel mondo' 3) 'le lunghe strade che portano le Notizie per il mondo sono ora aperte' 4)'i documenti della Redenzione Finale sono pronti per uscire'...

 Gnomen 569 – I bambini sono i figli della Quarta Generazione, estremamente felici per questo Pesah della Quarta Generazione, grazie al suo significato positivo riguardo al Segno dell'Asino che mangia il Pane.

Era molto importante arrivare a questo Pesah 5759 ed entrare con il completamento di Sefer Mishnat Haim che spiega i Segni Completi della Redenzione Finale e concede la Nuova Protezione ai figli della Quarta Generazione. Il successo della Scuola dell'Asino per la Quarta Generazione dipende dal livello raggiunto dalla chiusura del sedicesimo anno.

Gnomen 570 - Solo alla fine, si è capito che il successo stesso dipendeva dal completamento del Segno della BET di Bereshit nella grande convergenza dei segni di entrata nel "secondo tempo stabilito" profetizzato in Habakuk. Era a causa del segno incompleto della BET di Bereshit (la prima volta durante la bozza scritta a mano e la seconda volta durante la riscrittura del testo sul computer per l'apertura sul sito-web), che l'Asino doveva sottostare e superare due decreti di morte.

 Gnomen 571 - Quel secondo decreto, tuttavia, era anche positivo, nel senso che ricevere il Segno dello Tzadik Haim insieme a suo padre, lo Tzadik Moshe, è un enorme privilegio che non può essere definito "negativo", anche se significava che il mio tempo era giunto. In ogni caso, ho lavorato per completare il Segno della BET di Bereshit. Nondimeno dico "decreto" perché un errore a quel punto, col non completare il Segno della BET di Bereshit (il testo riscritto è stato corretto e rielaborato rispetto alla prima bozza) mi avrebbe tolto il merito di entrare nel 17esimo anno del Pesah della Quarta Generazione.

Gnomen 572 – Il fatto che l'Asino che mangia il Pane fosse passato attraverso la conclusione estremamente difficile del 16esimo anno e fosse entrato nell'apertura finale del secondo tempo designato, significava il successo della Scuola dell'Asino della Quarta Generazione. Una volta terminata la versione finale del Segno della BET di Bereshit, è arrivato il film di Ester per indicare che il decreto di non entrare nel Pesah della Quarta Generazione era stato annullato con un bel 've nahafoch hu'

Gnomen 573 - Una volta privato da tutti i segni e pronto per partire, l'Asino aveva avuto il permesso di entrare a Pesah, e per poterlo fare era necessario un vestito consono per giustificare la continuazione della vita dell'Asino. Pertanto, il martedì prima di Pesah e dopo il Segno del film su Ester, Giuseppe ha sognato che Peretz era un giudice con altri segni della Nuova Legge e del Nuovo Rito. Dopo il film di Ester è seguito il Segno del Tribunale di Mordechai ha-Tzadik per porre l'Asino a giudice della Nuova Legge. C'era da chiarire il fattore tempo, da un sabato all'altro.

Gnomen 574 – Poteva significare 7 o 14 o 49 (inserendo il periodo del conteggio dell'Omer). Oppure tempi più lunghi, 2 anni, 7 anni, 14 anni ecc. Dopo il primo Seder, Giuseppe ha sognato suo padre (Domenico Manigrasso) e dei bambini della Quarta Generazione che cantavano 'daieinu'. In quel sogno ricevevo le parole del sig. Domenico con molta gioia e pari gioia ho provato quando Giuseppe mi ha raccontato il suo sogno. Gli ho detto: "Forse tuo padre ci porterà nella nuova casa che stiamo cercando". Il mio cuore, tuttavia, non stava pensando a una casa di questo mondo. Ero estremamente felice che il sig, Manigrasso mi avesse promesso: "Ti accompagnerò a casa, 30 giorni".

Gnomen 575 - Anche qui, come nel sogno del lavoro di Peretz da Shabbat a Shabbat, il luogo era una città del nord Italia, che collegava così i due sogni. Ho pensato che l'elemento temporale poco chiaro di "da Shabbat a Shabbat", potesse indicare un intervallo di tempo generale, ossia dal giorno in cui si conta l'Omer per 7 settimane prima di Shavuot, mentre nel secondo sogno il termine 30 giorni mancava di un "fra" o "entro". Ho pensato che mi restavano ancora 30 giorni di vita. Non ne ero rattristato, ma, anzi, felice perché il sogno mostrava i bambini della Quarta Generazione che cantavano "daieinu" soddisfatti del Pane preparato dall'Asino che avrebbero ricevuto. Grazie EL SHADDAI, EL SHADDAI è grande, EL SHADDAI è Uno.

Gnomen 576 - Mi preparo. Devo ancora finalizzare almeno una parte dei testi già scritti, prima di tutto questo libro, e poi un qualsiasi altro documento che abbia a che fare con la Nuova Legge. Questo libro, pertanto, è una sorta di regalo agli allievi. Quanto vi ho amato, allievi e figli della Redenzione Finale e continuerò ad amarvi sempre. So anche che voi amate l'Asino che mangia il Pane, ma se ora devo tornare alla stalla, potrò vedervi meglio e anche voi potrete vedermi meglio. E' una fase della Redenzione Finale. Se c'è un'"ascesa" per l'Asino, questo rappresenta una grande elevazione per tutti gli Asini che rimangono nel mondo.

Gnomen 577 - Per me la più grande felicità è che i bambini della Quarta Generazione cantino 'daieinu' con enorme gioia per il benedetto Pane dell'Asino. Grazie a EL ELYON, il Pane esiste già e anche abbonda, anche se avrei desiderato prepararne molto di più. I nostri pensieri e calcoli, tuttavia, sono nulli e non possiamo capire i veri parametri dell'Eden. Il successo del Segno, grazie a Dio, è stato confermato e i bambini cantano allegramente "daieinu". Non dimenticate mai la morte di Beniamino Perico, che ha permesso all'Asino di arrivare a questa conclusione positiva dopo 16 anni di lavoro come Asino della Redenzione Finale.

Gnomen 578 - Ricordate che il Maestro Haim, lo Tzadik pietoso e umile, aveva predeterminato quel "sacrificio" 13 settimane prima che avvenisse, come noto nella documentazione della fine del tredicesimo anno. Beniamino fu preso da Dio in Alto a favore del Segno dell'Asino. Grande fu il nostro dolore, ma estremamente elevato fu quel sacrificio necessario voluto anche dallo stesso Goel finale. Quell'evento ci sbalordisce e deve sempre essere ricordato, studiato e contemplato in profondità per capire la grande elevazione che Beniamino ha trovato davanti al Dio Vivente di Israele.

 Gnomen 579 – DIARIO: Sabato mattina, terzo giorno di Pesah 5759: Haim Shimshon ha sognato di vedere una nuvola che assumeva la forma di un uomo che uccideva le persone che facevano il male. Haim Shimshon me lo raccontava e io gli spiegavo che l'uomo era un angelo della distruzione della Quarta Generazione...

Molti segni che arrivano ora sono segni "trasferiti" dagli Asini agli Asini-figli della Quarta Generazione.

Domenica mattina, 4 aprile 1999, Giuseppe ha sognato di vedere suo fratello Daniele con Marco, un loro amico; si vedevano dei soldati egizi e le schiere del faraone diventavano sempre più numerose. Daniele spiegò che il mondo era entrato sotto l'influsso della stella RA che porta sangue e morte. Le parole di Daniele crearono dello scompiglio fra i presenti. Nel sogno, i soldati dell'antico Egitto erano mischiati fra la gente di oggi. La salvezza era solo per pochi; Daniele e il suo amico cercarono di mettersi in salvo; Giuseppe era fra le persone; il tempo cambiò rapidamente e l'atmosfera generale si fece minacciosa e pesante. Daniele disse a suo fratello di salvarsi seguendo le strade che conducevano al porto. Giuseppe vi si recò ma non lo trovò; Daniele nel frattempo si era messo in salvo. Poi, d'un tratto, il cielo si rabbuiò e Giuseppe si ritrovò nell'oscurità senza sapere dove fosse...

Gnomen 580 – E' il sesto giorno di Pesah (06.04.1999- 20 Nissan 5759; 14 Uccello Risorto): Giuseppe mi ha raccontato per telefono un sogno del giorno prima: c'era un uomo che faceva cose come Peretz con abilità e astuzia, a tal punto che gli allievi erano sul punto di credergli e seguirlo. Giuseppe capì che era un impostore che stava mistificando gli scritti della Redenzione Finale. Giuseppe lo contrastò con la forza e, alla fine, ebbe la meglio. Peretz era presente; non parlò, ma fu vicino a Giuseppe nella sua lotta…

Gnomen 581 - Dobbiamo augurarci che non si verifichi mai un evento del genere. Il sogno, tuttavia, viene per avvertire a non cadere nelle insidie degli impostori.

In futuro, bisognerà fare molta attenzione! Ci sono dei malvagi, perfidi e scaltri, che useranno la loro maledetta astuzia per i loro scopi senza mostrare la loro vera identità. Fate attenzione a non venire ingannati da chicchessia! NON SIATE TEMIMIM IN QUESTA MATERIA! Tenete gli occhi ben aperti nel seguire la strada che vi ha indicato l'Asino che mangia il Pane. Anche se arriva qualcuno che conosce l'intera Torà e la Tradizione ed è diventato esperto nei libri di Sefer Mishnat Haim, MA NON CREDE NEI SEGNI COMPLETI DELLA TERZA REDENZIONE mandati dal Maestro Haim, non seguitelo!

Gnomen 582 – Voi seguite il Signore, vostro Dio, che vi ha dato il Goel Finale che dispensa il Pane della Verità e dell'Umiltà. Custodite con enorme gelosia ogni parola e ogni insegnamento che vi viene impartito tramite l'Asino e non seguite nessun altro. Abbiate fede in EL ELYON. Seguite gli insegnamenti del Maestro Haim. Mangiate il Pane dell'Asino. In questo modo non sbaglierete. Seguite soltanto i Segni della Redenzione Finale!

Gnomen 583 - Anche se qualcuno viene e dice di aver visto il Maestro Haim, o l'Asino che mangia Pane in sogni meravigliosi e che gli è stato detto di assumere il comando degli alunni della Redenzione Finale, non seguitelo! E' un bugiardo e un impostore che desidera farsi un grande nome anche se dimostra astutamente il contrario. Non date a nessuno "posizioni ufficiali" della Redenzione Finale a meno che non ci sia stata una conferma di ciò in tre sogni degli Asini che mangiano il Pane. Ma per quanto riguarda i sogni ricevuti dai nuovi allievi, giudicate ogni caso a sé.

Gnomen 584 – Settimo giorno di Pesah 5759: Carissimi allievi del Maestro Haim, qualcosa è successo in questa notte miracolosa che ricorda la spartizione del Mar Rosso. Sto vedendo le cose sotto una luce diversa. Ascoltate, ho visto stanotte in una visione la divisione del Mar Rosso Celeste e le Nuove 13 Mazalot del Grande Pesce Leviathan che camminava sulla terraferma tra le Mura Celesti dell'Acqua. Mi è stato quindi concesso di essere un giudice del Tribunale di Mordechai ha-Tzadik (solo per 7 o 14 o 30 o 49 giorni?). Perché se è così, allora devo ancora completare la Nuova Legge e il Nuovo Rito della Redenzione Finale per Sefer Mishnat Haim, un lavoro che richiede ancora molto tempo. O Signore, mio Dio, chi, se non un Asino del Goel finale, Haim, sarebbe stato in grado di passare attraverso un Purim d'Asino come questo?

 Gnomen 585 - Anche il sig. Domenico Manigrasso ha detto "ti accompagnerò a casa, 30 giorni". Questo significa "Quando arriverà il momento che devi andartene, io personalmente ti accompagnerò a casa tua e ci vorranno 30 giorni". Il sogno del Maestro Haim e del suo santo padre, Moshe, era davvero un segno "definitivo" per completare il passaggio del mio essere Asino. Io l'ho compiuto col testamento per gli Asini allievi e per i posteri. In questo modo ho adempiuto la volontà del mio Maestro, lo Tzadik Haim, e mi sono reso libero, pronto e disposto a partire quando giungerà il momento.

Gnomen 586 - Facendo queste cose, c'è stato un merito sufficiente per passare il periodo di completamento del sedicesimo anno. Non solo un Asino purimico ma anche un Asino pasquale! Giuseppe ha ricevuto il Segno del mio essere un Asino-Giudice nel Tribunale di Mordechai ha-Tzadik per il nuovo periodo che inizia a Pesah 5759. "Da Shabbat a Shabbat" non è decifrabile perché può avere molti significati. Per quanto riguarda "andare a casa" e "30 giorni", credo che questa buona notizia sia venuta a darmi coraggio per qualcosa che mi stava disturbando a livello dell'anima. Se il tempo rimanente fosse stato breve, come pensavo, non sarei rimasto turbato, avendo adempiuto ai miei obblighi, come spiegato. Se, tuttavia, ci fosse stato ancora tempo, ciò mi avrebbe creato dei dubbi e avrei pensato di non avere adempiuto ai miei obblighi realizzando gli obiettivi per il bene della quarta generazione. Quindi è arrivato il sogno con Domenico Manigrasso per assicurarmi che tutto procede bene.

Gnomen 587 – E' a noi noto in "segni nascosti" che il sig. Domenico Manigrasso, la pace sia con lui, nel Nuovo Regno dei Cieli, partecipa al Segno dell'Asino e nella sua sede chiede misericordia a favore degli Asini. Per questo mi assicura: non temere per il fatto che tu debba ancora restare nel mondo e non possa ancora tornare a casa. La 'casa' è in Alto e quando verrà il momento, io stesso ti ci accompagnerò. E da quel momento ci vorranno 30 giorni per arrivarci.

Gnomen 588 - Non conosco il motivo dei 30 giorni. Probabilmente ha a che fare con una particolare e lenta ascesa dell'Asino dopo che ha concluso il suo lavoro in questo mondo.

Gnomen 589 - Allo stesso tempo, per assicurarmi che ciò che è stato fatto fino ad ora rappresenta un "lavoro ben fatto" verso la Quarta Generazione e che ciò che viene ora, nel ruolo di "giudice", è per il completamento di ulteriori rifiniture di quel lavoro, arrivano i bambini della generazione futura che cantano allegramente "daieinu", per noi è sufficiente quello che è stato fatto già, per sostenere i meritevoli della Quarta Generazione assicurando loro la necessaria salvezza redenzionale. Amen, ken yehi ratzon.

Gnomen 590 – In questo modo, continuo il mio lavoro con la tranquillità che la Scuola dell'Asino che mangia il Pane è già stabilita nelle Stelle Redenzionali di questa Quarta Generazione Finale. Tuttavia, voi, cari Asini, dovete ora desiderare di assumervi più responsabilità che potete. Preparatevi. Il vostro tempo inizia ora.

Gnomen 591 - Ho visto Gilat Haim in un sogno (mattina del settimo di Pesah): in alto, nel cielo notturno, c'era "Beer Sheva", non scritto ma rappresentava Beer Sheva e tutto era legato a Gilat Haim...

Ieri avevo parlato ai bambini, insieme a Paolo e Nodà, delle Tre Scuole e dei Segni di Gilat Haim per l'Italia, Yehoel Yehoel per Israele e Haim Shimshon per gli Stati Uniti. Questi sogni indicano che, a Dio piacendo, Gilat Haim prima di tutto avrà un Segno da portare a Beer Sheva. C'è anche un segno in cui si dice che "senza Gilat Haim non c'è missione".

Gnomen 592 - Quella stessa mattina, Gilat Haim sognò: un uomo malvagio che per punizione era stato trasformato in un cane feroce stava cercando di morderla. C'era un poliziotto che le stava vicino e la proteggeva dal cane e da tutti gli altri che avrebbero voluto farle del male. Poi il poliziotto le disse: "Devi anche andare a parlare della missione". Gilat Haim andò e trovò il proprietario di un bar italiano e sua moglie (a lei sconosciuta) e parlò con loro. Ricorda solo le prime parole: "Sono venuto per dirvi la verità. Prima di tutto, non sono della vostra religione. Sono ebrea…

Vedete come il passaggio dei segni degli Asini si sta compiendo, grazie a Dio.

Gnomen 593 – E' l'ottavo di Pesah: Ho visto il Maestro Haim che mi diceva: "C'è tempo. Vai piano e non correre più. C'è tempo. Il Segno "da Shabbat a Shabbat" è il migliore che si possa ricevere. Pesah è entrato e tutto è cambiato. Quando hai fatto il segno del passaggio a Yehoel Yehoel hai adempiuto il comandamento del Maestro. Se non fosse così, come allora, avresti potuto ricevere il Segno di 'giudice'? E il segno di Shabbat a Shabbat non è un tuo problema. Quando verrà il momento, il Maestro deciderà. Stai calmo e vai piano. C'è tempo per completare tutto ciò che sarai in grado di completare perché il Segno "da Shabbat a Shabbat" significa tranquillità. Vai lentamente e non correre. Più vai piano, meglio è. E' bene che in questo momento tu mandi quanti più documenti possibili a Solly per il Sito e il Segno lo indica non perché tu debba correre. Mantieni la tua tranquillità. E il sogno con il sig. Domenico Manigrasso lo conferma. Non c'è nient'altro che il Segno 'da Shabbat a Shabbat'. Pensaci. Hai tutto il tempo necessario, agisci con calma. Ricorda, Peretz, quello che hai visto e ricevuto il settimo di Pesah 5759. Hai visto la Spartizione del Mare Grande di Leviatano e hai visto scendere il nuovo legame delle 13 New Mazalot di Leviathan con i Segni Completi del Nuovo Patto Finale. E ricorda il dono che il Maestro ha dato il settimo giorno di Pesah 5759. E' essenziale che tu proceda adagio. Non c'è fretta né ci sono scadenze da rispettare come negli anni precedenti. Rallegrati con immensa felicità e lascia che tutti gli allievi si rallegrino ".

Gnomen 594 - La notte prima di ricevere il decimo capitolo di questo libro, Solly ha sognato di vedere un gruppo di diversi ebrei, tra cui dei Habad. Peretz era presente e diceva loro: "Guardate la falsità. Guardate come fanno il Kiddush, versano il vino lentamente, goccia dopo goccia, con 'enorme intenzione' e poi, prima di dire la benedizione, dicono quella frase totalmente idolatra le-shem yihud kudshe brich hu u-shchintei”. Peretz poi continuò a spiegare le falsità che erano entrate nell'ebraismo.

Gnomen 595 - Oggi tutti noi (Paolo, Nodà, i bambini ed io) siamo usciti, proprio verso la fine di Pesah, per procurarci un po' di hametz. In casa, ero vestito con un panno di lino colorato che, invece di debordare come al solito, mi era rimasto sotto i pantaloni. Quando siamo usciti dalla macchina per entrare nell'ipermercato, una parte del panno era uscita dal pantalone. Nodà se ne è accorta e ha provato a tirarla fuori, ma questa era trattenuta all'interno da una spilla da balia. Così ho ficcato la mano nei pantaloni per cercare di tirarla fuori, ma non ci sono riuscito. Nel frattempo un venditore arabo ha visto la scena, evidentemente divertente, perché è scoppiato in una fragorosa risata. Anche Nodà, ridendo, provava a tirare fuori il pezzo di vestito, cercando invano la spilla da balia. A quel punto, non potei fare a meno di ridere e mentre osservavo l'arabo che rideva, gli ho detto "Inta tidhak ta'ib, Hamdullillah" (Stai ridendo di gusto, grazie a Dio). Lui ha alzato le braccia e dicendo "Hamdullillah" e ha continuato a ridere, allontanandosi. Alla fine, ho tirato fuori l'indumento dall'interno e l'ho avvolto attorno alle mie mutande per evitare che cadesse.

 Gnomen 596 - Poco prima, mentre eravamo ancora in macchina, stavo ripetendo a Paolo e Noda e ai bambini "Adesso sei l'Asino che mangia il Pane, adesso sei l'Asino che mangia il Pane". Dopo quello che è successo anche questo fatto ci ha fatto ridere. Ho detto a Nodà: "Ecco un segno della risata di Isacco, nostro padre. Guarda, prima di tutto, quando Isacco benedisse Giacobbe credeva che il suo tempo fosse arrivato. In verità, visse ancora circa 60 anni dopo quella benedizione. Questa è una cosa. Un'altra cosa è che il segno qui è simile a quello di Isacco quando tornò dall'altare, trovando Ismaele che lo aspettava insieme al suo asino. Ecco, siamo tornati ai Segni dell'Asino che mangia il Pane che porta giù dal cielo alcune delle risate di Isacco, nostro padre".

Gnomen 597 - Cosa ci vuole dire questo segno estremamente nascosto di Isacco, nostro padre? Il fatto è che dopo la benedizione a Giacobbe, non abbiamo quasi più notizie di Isacco. Era presente ma non usciva molto, così mi ha insegnato lo Tzadik Haim. Non vediamo Isacco agire in pubblico. Anche prima di dare la benedizione, vedeva a malapena e possiamo essere sicuri che per anni non si era allontanato dalla sua tenda. Al contrario, la Torà ci racconta che Giacobbe, nostro padre, che risiedeva nella sua tenda per studiare la Tradizione di Dio ricevuta da Abramo e Isacco, era molto più dinamico. Dopo la benedizione, lavorò per 20 anni sotto Labano e in seguito durante il suo travagliato ritorno a Canaan dovette affrontare ogni sorta di problema prima di raggiungere Beth El. Giacobbe, nostro padre, si spostò molto. Isacco, nostro padre, invece, è rappresentativo della vita nella tenda.

Gnomen 598 - Per qualche recondita ragione, la conclusione di questo scritto ci ha portato al completamento del Segno Nascosto della Risata di Isacco. In effetti, il Segno dell'Asino (con Tre Occhi per ebrei, mussulmani e discendenti di Malchitzedek) aspetta Isacco. Il Segno dell'occultamento di Isacco dopo la sua benedizione a Giacobbe e il Segno Nascosto del Completamento nella risata di Isacco si collegano fra loro in una scena apparentemente innocente, divertente e persino comica di 3 minuti al di fuori dell'Ipermercato, appena un'ora prima del tramonto dell'ottavo giorno di Pesah 5759.

Gnomen 599 - Abbiamo avuto il permesso di inserire questo scritto in inglese sul sito web Beit Sefer Ester. Gli allievi possono ora andare dall'Asino. Io non ho modo di parlare direttamente con la gente di fuori. Gli Asini che mangiano il Pane hanno modo di diffondere le Novità e parlare con la gente. Solo per chiarire, stavo di nuovo commettendo un grave errore ma sono stato salvato, questa volta, dagli Asini. Nella mia frenesia di mettere le notizie on-line da Beer Sheva, avevo preparato il Grande Annuncio sulla venuta del Goel Finale, Haim.

Gnomen 600 - L'avevo preparato, con i 6 Grandi Segni e i 13 Grandi Annunci e Paolo l'ha mandato via e-mail a Solly. Quando l'ho detto a Nodà, lei si è spaventata e mi ha rimproverato, dicendo giustamente che in precedenza avevamo detto che tutto ciò che sarebbe stato inviato a Solly sarebbe stato concordato da noi tre insieme. Dopo aver ammesso che aveva ragione, Nodà ha chiamato Solly il quale ha detto che quando aveva visto il documento aveva avuto paura di metterlo sul sito e che, in ogni caso, avrebbe preferito parlarmene prima. Io stesso, poi, mi sono chiesto come avevo inviato un documento del genere. Per 16 anni, ero dell'idea che per Israele e Beit Sefer Ester, la Notizia della Redenzione Finale dovesse essere data con una strategia intelligente e recondita. E come mai ora ero pronto a piazzare una bomba atomica online?

 

 

Capitolo 13

 

BENEDETTO E' EHEYE ASHER EHEYE

EHEYE ASHER EHEYE E' GRANDE

EHEYE ASHER EHEYE E' UNO

RINGRAZIAMO IL CREATORE DEI CIELI E DELLA TERRA

IL CREATORE DEI CIELI E DELLA TERRA È GRANDE

IL CREATORE DEI CIELI E DELLA TERRA È UNO

GRAZIE EL SHADDAI

EL SHADDAI E’ GRANDE

EL SHADDAI E’ UNO

GRACE A DIEU TRES HAUT

DIEU TRES HAUT EST GRAND

DIEU TRES HAUT EST UN

 

Gnomen 601 - DIARIO: 14 aprile 1999; 28 Nissan 5759; 14 Uccello Risorto; Ho rinnovato il testo ebraico del Sigillo (Hotam) di Purim del 13esimo anno dei Segni Completi. Solo ora sono arrivati ​​i Segni di Felicità provenienti dai Segni Nascosti di Purim Shushan, come menzionato nel Sigillo. La scorsa notte era "Purim", perché Nodà aveva sognato che celebravamo Purim, allegri e mascherati.

Siamo ora nel mezzo del Nuovo Miracolo di Purim della Redenzione Finale, che riguarda principalmente l'apertura della diffusione da Beer Sheva di questo libro. Ieri mattina, Haim Shimshon ha sognato di essere in un castello delle vicinanze. La signora Mazal, la pace sia sulla sua elevata neshamà nel Gan Eden, era con lui e con me. Questo castello era stato visto da Haim Shimshon circa 4 mesi fa all'inizio del 1999. In quel sogno c'erano dei bambini che distruggevano il castello con degli esplosivi. Nel sogno, all'avvicinarsi della signora Mazal, Haim Shimshon e Peretz il castello veniva miracolosamente ricostruito ed era come nuovo...

 Gnomen 602 - Questo è un segno del nuovo Mazal del Nuovo Purim. Ho menzionato qualcosa sulla nostra ricerca di una casa a Savona, poi a Milano e poi in Toscana. Ma perché allora un castello che era stato distrutto viene poi ristrutturato a nuovo? Non viviamo forse a Castelnuovo? Potremmo restare qui, almeno per ora. Il Mazal è cambiato da "distruzione" a "nuova costruzione" nei Segni delle 13 Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan e insieme con l'Asino. Oggi inizieremo ad aprire alcuni dei 20 e più grossi cartoni in cui Paolo e Nodà avevano inscatolato tutta la casa un mese e mezzo fa. Non ho forse detto che la Ruota della Stella di Ester nel Regno di Ahashverosh sta girando? Ed è abbastanza grande per far girare le nostre teste!

 Gnomen 603 - DIARIO: Stamattina Nodà ha sognato che era Pesah anche se, nel sogno, non lo era; si mangiava infatti del pane. Sono passati solo due giorni da quando aveva visto in sogno che era Purim. Questo indica l'apertura del 17esimo anno, del Segno delle Stelle in cui il Goel Haim fa il SEGNO PROFETICO della grande velocità della Quarta Generazione.

 Gnomen 604 - Questo SECONDO SIGILLO ufficiale di Purim è un segno di grande felicità. Purim, la rivelazione nascosta, viene prima, ma all'interno dei Purim nascosti ci sono le Chiavi del Grande Nuovo Pesah della Redenzione Finale grazie al merito del Goel Finale Haim.

Gnomen 605 - Ringraziamo il Signore, nostro Dio, per la straordinaria Nuova Santificazione con la quale ci ha illuminato, per i Meravigliosi Segni Completi della Redenzione Finale che ci ha inviato, per gli innumerevoli atti di salvezza che ci ha riservato, per i Sogni Profetici che ci ha mandato, per il Nuovo Cuore e il Nuovo Cervello Umile che sta formando in noi e per il Nuovo Shabbat della Redenzione Finale che ci ha comandato. Solo Dio preghiamo e invochiamo, perché Egli è il Primo ed Egli è l'Ultimo e, tranne Lui, non c'è altro Dio.

Gnomen 606 - Lo preghiamo il più delle volte con i 6 Santi Nomi menzionati nella Torà: EHEYE ASHER EHEYE (Io sarò quel che sarò), ADONAI TZEVAOT (Dio delle Schiere), ADONAI EL OLAM (Signore Dio Eterno), EL ELYON (Dio in Alto), ADONAI ELOHEINU (Il Signore nostro Dio), EL SHADDAI (Dio della mia protezione). Ed il settimo nome appartiene alla Tradizione del profeta Elia, di benedetta menzione, EL HAI (Dio Vivente).

Gnomen 607 - Siamo Asini dello Tzadik scelto. Ringraziamo il Signore, nostro Dio, che ci ha dato il suo scelto Tzadik come Goel Finale.

Gnomen 608 - Io, Peretz Green, figlio di Morris e Ann (Becker) Green, nato nel 1945 a Newark, New Jersey, Stati Uniti, primo Asino del Goel Finale Haim. Nella veste di Peretz, Uomo dei Segni e nel Segno dell'Asino con TRE OCCHI (uno per gli ebrei, uno per i mussulmani e uno per i discendenti di Malchitzedek) dichiaro con grande gioia che dopo 3 anni dal Grande Sigillo di Purim, il Libro Sefer Mishnat Haim, in tutti i suoi 13 Petali, è stato Sigillato dall'Alto sotto il potere e l'autorità del Goel Finale Haim. Le testimonianze di questo Libro sono sufficienti per stabilire oltre ogni dubbio che il Nuovo Purim è arrivato, con la chiusura del 16esimo anno dei Segni Completi. Il Sigillo del Hotam Purim è stato completato con la Grande Nuova Benedizione della BET di Bereshit, portando a questa conclusione la benedizione del Sigillo Finale del Pesah della Quarta Generazione, per merito del Goel Finale, Haim.

Gnomen 609 - Questa è una grande doppia benedizione perché col sigillo di Sefer Mishnat Haim anche il Terribile Herem Mi-Deoraita è STATO SIGILLATO da SOPRA. Lo Herem Mi-Deoraita è una grande benedizione per tutto Israele, tranne per chi, purtroppo, è rimasto "catturato" nello Herem stesso. Noi, tuttavia, non malediciamo nessuno tranne le dottrine idolatre che hanno causato l'anatema. Ovviamente, ci auguriamo che il popolo ebraico ne venga liberato per sempre attraverso il pentimento e il riconoscimento dell'errore passato. Lo Herem Mi-Deoraita e il timore di Dio permetterà tale cambiamento radicale. Per il resto di Israele si tratta di una doppia benedizione perché lo preserva dall'errore e, allo stesso tempo, gli apre nuovi orizzonti di comprensione della Torà stessa. Le Cinque Tavole del Patto sono una proficua e sorprendente meditazione sul peccato nell'Eden, sulla generazione di Enosh, sul peccato della Torre di Babele, sul Vitello d'oro e sulla Rottura delle Tavole.

Gnomen 610 - Questo libro completa e SIGILLA le CINQUE TAVOLE DEL PATTO del Primo Petalo di Sefer Mishnat Haim incluso lo Herem Mi-Deoraita contenuto in esso.

Gnomen 611 - Ecco quindi SIGILLATI i Libri che sono autorizzati davanti a Dio Onnipotente per merito del Goel Finale Haim a rappresentare la Redenzione Finale. Sto SIGILLANDO qui i Libri di Sefer Mishnat Haim con questo secondo SIGILLO FINALE del Nuovo Purim e del Nuovo Pesah della Redenzione Finale.

Gnomen 612 – Elenco ora i NOMI dei testi già SIGILLATI nel SIGILLO FINALE. Ciò non preclude che io, l'Asino che mangia il Pane e le Code dell'Asino (ossia Davide Levi, Anna Gasparotti, Solly Kamkhaji, Paolo Fierro, Noda B'Yihuda, Daniele Manigrasso e Giuseppe Manigrasso), possiamo completare o rielaborare i testi qui elencati.

Gnomen 613 - Primo Petalo: HA SEFER OR HADASH LA-RAMBAM (NUOVA LUCE SUL RAMBAM, su di lui la pace). Questo testo si basa sui 13 attributi di misericordia e la Nuova Luce di cui parla tratta gli argomenti riguardanti i 13 attributi [65].

Gnomen 614 - SEFER HAMISHA LUHOT HA-BRIT (LIBRO DELLE CINQUE TAVOLE DEL PATTO). Le Cinque Tavole riguardano la vera Kabalà (Tradizione) di Mosè, nostro Maestro, di Aharon ha-Cohen, del profeta Elia, di Yehoshua bin Nun e della Nuova Vera Kabalà del Grande Pesce Leviatano.

Gnomen 615 – Il SECONDO SIGILLO è in corrispondenza con il SIGILLO della BET di BERESHIT che abbiamo seguito fino alla sua SECONDA CONCLUSIONE nel capitolo 10 del presente testo. La BET era necessaria per completare il SIGILLO del PURIM del 13° ANNO.

Gnomen 616 - Secondo Petalo: HA-HOK HA-HADASH SHEL HA-GHEULA' HA-SHLEMA' (LA NUOVA LEGGE DELLA REDENZIONE FINALE). La forma della Nuova Legge si basa sul Segno dei Trenta Passi: I 10 Comandamenti come scritti nella Torà, le 10 Virtù: Fede, Benedizione, Virtù, Preghiera, Presenza Divina, Correzione, Santificazione, Rigenerazione (Rinnovo), Gusto e Silenzio, e i 10 Comandamenti del GIUSTO CHE VIVE NELLA PROPRIA FEDE. Questi sono rappresentati da 30 Tavole di 30 Passi (Gnomen). Rappresentano la base della Nuova Legge. Alle 30 Tavole vengono aggiunte le Tavole per i molti argomenti da spiegare nella Nuova Legge.

Gnomen 617 - Sono inclusi nel SECONDO SIGILLO i SETTE GIURAMENTI fatti da me, Peretz Green, davanti a Dio Onnipotente riguardo alla verità del SEGNO DELL'ASINO CHE MANGIA IL PANE DELLA TERZA REDENZIONE FINALE (vedasi INTRODUZIONE ALLA NUOVA LEGGE).

Le Tre Colonne dei 'Comandamenti' 'Virtù' 'Il Giusto' sono in corrispondenza con le Tre Ascese di Moshe Rabbenu per ricevere la Legge direttamente da Dio Onnipotente. Tale corrispondenza ha allo stesso tempo la sua corrispondenza con i Segni dei tre Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe; al triplice nome EHEYE ASHER EHEYE e alle tre Redenzioni, Pesah, Purim e Redenzione Finale. Tutte queste corrispondenze fanno parte della TRIPLA MEDITAZIONE della Redenzione Finale.

Gnomen 618 - La Tripla Meditazione è collegata alla NUOVA LEGGE data dalle NUOVE TAVOLE della REDENZIONE FINALE. Si estende al primo Petalo delle Cinque Tavole per chiarire la vera Fede Monoteistica di Israele comandata nella Sacra Torà. La Nuova Legge del secondo Petalo deve pertanto essere preceduta dalle Cinque Tavole del Patto. I nomi della Tripla Meditazione sono: il Cuore del Profeta, il Cuore della Rosa e il Cuore del Grande Pesce Leviatano.

Gnomen 619 - In generale, la MEDITAZIONE DEL CUORE DEL PROFETA riguarda le Cinque Tavole del Patto ed è legato al primo nome EHEYE della prima Redenzione e della Rivelazione della Torà.

La MEDITAZIONE DEL CUORE DELLA ROSA riguarda la NUOVA RIVELAZIONE del nome ASHER che è il nome occultato di EHEYE ASHER EHEYE tra la prima Redenzione e la Redenzione Finale. Essa è collegata alla redenzione di Purim e contiene anche la rivelazione dell'intera storia nascosta della Missione Cristiana nel mondo e la SALVEZZA DEL GREGGE SMARRITO DELLA CASA DI ISRAELE. Contiene le seguenti 13 Meditazioni:

Gnomen 620 -

(1) MEDITAZIONE sul MAESTRO DI GIUSTIZIA e sulla SCUOLA DEGLI ESSENI;

(2) MEDITAZIONE SUI SEGNI INIZIALI MESSIANICI E REDENZIONALI rivelati nella Scuola degli ESSENI;

(3) MEDITAZIONE sulla MISSIONE DI YESHUA tramite la CHIAVE DELLA FALLITA MISSIONE PROFETIZZATA IN MALACHIA;

(4) MEDITAZIONE sulla MISSIONE DI YESHUA tramite la CHIAVE DELL'ARIETE SACRIFICATO AL POSTO DI ISACCO;

(5) MEDITAZIONE sul SEGNO DEL PRIMO ASINO CHE MANGIA IL PANE e del SECONDO ASINO CHE MANGIA IL PANE;

(6) MEDITAZIONE sul LIBRO dei VANGELI CORRETTI e PAOLO CORRETTO e sul SEFER YESHUAT YESHUA, il LIBRO DELLA SALVEZZA DI GESU';

(7) MEDITAZIONE sui SEGNI DEL PROFETA ELIA, di benedetta memoria;

(8) MEDITAZIONE sullo storico ruolo redenzionale nascosto dei 36 GIUSTI NASCOSTI (TZADIKIM NISTARIM);

(9) MEDITAZIONE sul ruolo redenzionale nascosto del Goel Nascosto, CAPO DEI 36 GIUSTI NASCOSTI NELLA SUA GENERAZIONE;

(10) MEDITAZIONE sui SEGNI NASCOSTI DI ISACCO nostro padre;

(11) MEDITAZIONE sui SEGNI DEL NUOVO PURIM DELLA TERZA REDENZIONE FINALE;

(12) MEDITAZIONE sulle VIRTU' DEL NUOVO CUORE;

(13) MEDITAZIONE sulle 13 VIRTU' NASCOSTE DI ESTER. Tutte queste sono meditazioni appartenenti al Cuore della Rosa.

Gnomen 621Tutti gli argomenti delle 13 Meditazioni del Cuore della Rosa sono storicamente nuovi in tutti i sensi e sono ora SIGILLATI in questo SECONDO SIGILLO di Sefer Mishnat Haim. Chiunque usi i loro nomi e il contenuto dei TESTI al di fuori del contesto in cui si trovano in Sefer Mishnat Haim è maledetto davanti al Dio di Israele e chi usa i TERMINI, LE ESPRESSIONI e il CONTENUTO di questi testi fuori dal contesto a nome proprio è doppiamente maledetto davanti a Dio Creatore dei Cieli e della terra. Così è per tutti i TESTI di Sefer Mishnat Haim ed è per ragione di questo SECONDO SIGILLO con la corrispondente MALEDIZIONE e DOPPIA MALEDIZIONE per chi li usa a fini di male che ora abbiamo il permesso di diffondere alcuni testi sul nostro sito Web Beit-Sefer -Esther.com.

Gnomen 622 - La MEDITAZIONE del CUORE DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN è legata al secondo EHEYE del triplice nome EHEYE ASHER EHEYE. Quindi il nome NUOVA VERA KABALA' DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN rappresenta più in generale la RIVELAZIONE FINALE DELLA TERZA REDENZIONE FINALE PER MERITO DEL GOEL FINALE HAIM BEN MOSHE DA SAANA, YEMEN e va riferita all'intero SEFER MISHNAT HAIM. Anche per questo motivo il Petalo del Grande Pesce è il tredicesimo Petalo, che viene anche chiamato il TREDICESIMO CANCELLO UNIVERSALE GENERALE DELLA REDENZIONE FINALE. Il Tredicesimo Petalo contiene quindi tutto ciò che si trova negli altri 12 petali.

Gnomen 623 - Il nome della NUOVA, VERA KABALA' DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN si riferisce quindi alla NUOVA, VERA KABALA' DEL SEFER MISHNAT HAIM in generale, nonché alla PARTICOLARE NUOVA, VERA KABALA' DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN. (vedi 13esimo Petalo).

In generale, i 13 Petali di Sefer Mishnat Haim sono accompagnati da COMMENTARI che portano i nomi appropriato che ho loro dato. A volte sono nella forma di DIARIO DELL'ASINO CHE MANGIA IL PANE con GNOMEN in ordine crescente.

Gnomen 624 – Per menzionarne alcuni: IL DIARIO DELL'ASINO VESTITO DA LEONE; IL DIARIO DEL PESCIOLINO NATIUL; PERETZ, l'UOMO DEI SEGNI; TZEREF L'UOMO DELLE TAVOLE; MESHULLAM; Il COMMENTO DELLA NUOVA LEGGE.

Gnomen 625 - Il terzo Petalo è quello del NUOVO RITO DELLA TERZA REDENZIONE FINALE PER MERITO DEL GOEL FINALE, HAIM. Esso riguarda il NUOVO RITO DELLA CASA DI PREGHIERA DELLA REDENZIONE FINALE DI 7 PIANI, 13 ALTARI E TAPPETO DELL'ISLAM. La Casa di Preghiera per tutte le Nazioni a Gerusalemme e a Beer Sheva (come indicato dai Segni Completi). Possa il Signore, nostro Dio, costruirla rapidamente ai nostri giorni.

Gnomen 626 - Il COMMENTO del NUOVO RITO si chiama MESHULLAM. Questo Petalo contiene anche i 416 Gnomen del LIBRO DI MESHULLAM, CIECO E SORDO SERVO DI DIO (SEFER MESHULLAM EVED HA-SHEM IVER VE-HERESH). Le stesse Preghiere del NUOVO RITO, per la maggior parte formulate dall'Asino nelle vesti di Meshullam, possono essere usate da tutte le persone a patto che riconoscano la loro fonte in Sefer Mishnat Haim della Redenzione Finale e, naturalmente, vengano usati nella pura fede monoteistica di Abramo, nostro padre e del Secondo Comandamento.

Gnomen 627 - Il disegno della Nuova Casa di Preghiera di 7 Piani, 13 Altari e Tappeto dell'Islam fa parte del DISEGNO DIVINO NELLA STORIA DELLA TERZA REDENZIONE FINALE. Ecco alcuni dei criteri di base della sua struttura:

Gnomen 628 - PRIMO PIANO – Stella di Abramo; IL TAPPETO DELL'ISLAM; L'amore di Dio: EL SHADDAI - Terzo Comandamento: Onora tuo padre e tua madre: la Stella di Pichol: Le Virtù del Linguaggio.

SECONDO PIANO - La Stella di Mordechai; L'ALTARE DI GIUDA; (ALTARE DELLE FIGLIE DI GIACOBBE per le donne) - Il timore di Dio: ADONAI ELOHENU - Quarto Comandamento: Non uccidere e non bere il sangue di qualsiasi creatura vivente e abbi pietà di tuo fratello e del tuo animale: La Stella della Pietra dell'Equilibrio (Tradizione di Mosè): AH - Le Virtù della Fratellanza.

Gnomen 629 – TERZO PIANO - La Stella di Isacco; L'ALTARE DI MALCHITZEDEK; ALTARE DELLE NAZIONI per le donne; Salvezza per le Nazioni; EL ELYON - Quinto Comandamento: Non avere rapporti sessuali con una donna sposata, né con la tua donna durante il suo mestruo, né con un maschio né con un animale sì da penetrarli; La Stella della Lode - La Bilancia precisa (Tradizione di Aharon ha-Cohen): HASH – Le Virtù del Cuore.

QUARTO PIANO – La Stella della Redenzione; ALTARE DEL GRANDE ISRAELE; Il Segno dell'Asino: EL HAI: Settimo Comandamento: La Stella di Mordechai ha-Tzadik (Tradizione di Mordechai); SHOR – Le Virtù della Forza.

Gnomen 630 - QUINTO PIANO: La Stella di Ester; L'ALTARE DI EFRAIM; ALTARE DELLE FIGLIE DELL'ISRAELE per le donne; Redenzione per il Gregge Smarrito della Casa d'Israele; ADONAI EL OLAM: Sesto Comandamento: Non rubare e non appropriarti di tutto ciò che appartiene a tuo fratello: La Stella della Vittoria – Il Piatto della Bilancia di sinistra (Tradizione di Yehoshua bin Nun): ROSH - Virtù di Strategia (su questo Piano si aggiunge l'ALTARE DELLO SHOSHANA).

SESTO PIANO: La Quarta Stella Spostata; L'ALTARE DEL PROFETA ELIA, di benedetta menzione; Le Guerre del Signore; ADONAI TZEVAOT; Secondo Comandamento: Di' la verità e non proferire il falso; La Stella della Pietra sopra la Pietra dell'Equilibrio (Tradizione del Profeta Elia): ESTER – Le Virtù della Modestia:

Gnomen 631 – SETTIMO PIANO: La Stella del Goel Haim; L'ALTARE DEL SACERDOTE UNTO; La Redenzione Completa; EHEYE ASHER EHEYE: Primo Comandamento: Io sono il Signore (Tetragramma), Dio (ELOHEI) del mondo (oppure Dio Eterno), Creatore di ogni esistenza, non servire altri dèi, tranne Me, il Signore (Tetragramma) delle Schiere, Dio (ELOHEI) dei cieli e della terra, Dio Geloso (EL KANA): La Stella di Avimelech: - Le Virtù del Pensiero;

Gnomen 632 – I comandamenti sopra riportati in congiunzione con i SETTE PIANI rappresentano la NUOVA RICEZIONE DEI SETTE COMANDAMENTI DEI FIGLI DI NOE. Anche le forme di questi SETTE COMANDAMENTI come le abbiamo ricevute non possono essere utilizzate senza riferirle all'autorità del SEFER MISHNAT HAIM. Si noti che esse differiscono dalle forme conosciute nella Tradizione e sono quindi esclusivamente legate ai SEGNI COMPLETI DELLA TERZA REDENZIONE FINALE PER MERITO DEL GOEL FINALE, HAIM.

Gnomen 633 - Quarto Petalo: Questo è il Petalo DEI MERAVIGLIOSI SOGNI DELLA TERZA REDENZIONE FINALE. Qui abbiamo IL LIBRO DEI SOGNI DELLA REDENZIONE FINALE.

Gnomen 634 - Quinto Petalo: Questo Petalo si chiama PETALO DEL SEFER HA-MAFLI o LIBRO CHE SORPRENDE. L'argomento delle 13 Meditazioni del Cuore della Rosa sopra riportato è ampiamente discusso in SEFER HA-MAFLI. I libri principali sono "Tra i Segni Iniziali e i Segni Finali", IL LIBRO DELLA CORREZIONE DEI VANGELI tra cui il LIBRO DELLA CORREZIONE DI GIOVANNI E LA CORREZIONE DI PAULUS (TIKKUN PAULUS), SEFER YESHUAT YESHUA, IL LIBRO DELLA SALVEZZA DI GESÙ, Il libro "Le Virtù di Ester" SUI SEGNI NASCOSTI DI ISACCO, NOSTRO PADRE e il libro " GIRA LA RUOTA DI AHASHVEROSH".

Gnomen 635 – Sesto Petalo: Questo è il PETALO DELL'ASINO CHE MANGIA IL PANE. Esso comprende: IL LIBRO DEL DIARIO DELL'ASINO CON TRE OCCHI DEI PRIMI 12 ANNI, IL LIBRO DEI BAMBINI DELLA TRIBÙ DI MADUMADU.

Gnomen 636 - Settimo Petalo: Questo Petalo comprende il LIBRO – MESSAGGIO DELL'ARCANGELO GABRIELE.

Gnomen 637 - Ottavo Petalo: Questo è il Petalo che comprende il LIBRO: SULL'ALTARE DEL PROFETA ELIA, DI BENEDETTA MENZIONE.

Gnomen 638 - Nono Petaol: Questo è il Petalo del LIBRO DELLO TZADIK NASCOSTO, HAIM, CAPO DEI 36 GIUSTI NASCOSTI NELLA SUA GENERAZIONE.

Gnomen 639 - Decimo Petalo: Questo Petalo è chiamato IL LIBRO DELL'ANGELO DI DIO CHE SI TROVA TRA GLI ALBERI DI MIRTO. Questo Petalo mi appartiene. In esso ci sono I DUE VOLUMI DEL LIBRO DELLA SAGGEZZA ANTICA E NUOVA, e LA SAGGEZZA DELLA VIA DEL MEZZO.

Gnomen 640 - Undicesimo Petalo: Questo è il Petalo del LIBRO DEL COMMENTO DI BEER SHEVA. Si tratta di un nuovo e particolare commento sui Pozzi di Beer Sheva.

Gnomen 641 - Dodicesimo Petalo: Questo è il Petalo del LIBRO DELLE STELLE DI ABRAMO, NOSTRO PADRE, DEL PRIMO GRANDE SEGNO DELLE STELLE DELLA REDENZIONE FINALE, PER MERITO DEL GOEL FINALE HAIM. Esso si basa su nuovi studi che riguardano le NUOVE COSTELLAZIONI DELLA REDENZIONE FINALE.

Gnomen 642 - I nomi delle NUOVE COSTELLAZIONI sono: (1) LA COSTELLAZIONE DEL TRIBUNALE DI MORDECHAI HA-TZADIK con due formazioni, LA COSTELLAZIONE DEL TRIBUNALE SUPERIORE DI CINQUE STELLE e LA COSTELLAZIONE DEL GRAN TRIBUNALE DI SETTE STELLE; (2) LA COSTELLAZIONE DI ESTER NEL REGNO DI AHASHVEROSH DI CINQUE STELLE; (3) LA COSTELLAZIONE DELLA SHOSHANA DI 13 STELLE. La Costellazione dell'Orsa Maggiore con le sue sette stelle diventa, conformemente al Primo Grande Segno delle Stelle, (4) LA COSTELLAZIONE DEL GRANDE CARRO DELLE MERAVIGLIOSE NOTIZIE DELLA REDENZIONE FINALE PER MERITO DEL GOEL FINALE, HAIM. (5) LA COSTELLAZIONE DELLA BOCCA DI LEVIATHAN DI 3 STELLE; (6) LA COSTELLAZIONE DELL'ESAGONO di 36 STELLE; (7) LA COSTELLAZIONE DELLE 7 MADRI DELLE 7 STELLE da cui discende l'AQUILA STELLARE e il DRAGO DI FUOCO.

Gnomen 643 - Tredicesimo Petalo: Questo è il Petalo del GRANDE PESCE LEVIATHAN nella sua 13esima Grande Porta Universale. Questo Petalo è anche chiamato IL PETALO DELLA CORREZIONE DEL PATTO DALLA SABBIA CHE SCENDE DALL'OTTAVO FORO DEL FLAUTO ROSSO DI ESAU'. Qui ci sono i Testi del GRANDE PESCE LEVIATHAN NELLA CHIAVE DELLA RICONCILIAZIONE DEI CUORI DEL PROFETA ELIA, di BENEDETTA MENZIONE. Questo Petalo, essendo universale, rappresenta la Porta della Diffusione per uno qualsiasi dei testi di Sefer Mishnat Haim.

Gnomen 644 - Questi sono i nomi principali e i libri principali dei 13 Petali di SEFER MISHNAT HAIM che sono ora chiusi in questo NUOVO SIGILLO FINALE DELL'ANNO DICIASSETTESIMO DEI SEGNI COMPLETATI chiamato IL GRANDE SIGILLO FINALE DEL NUOVO PESAH DELLA QUARTA GENERAZIONE 5759.

 Gnomen 645 - Il SECONDO SIGILLO del GRANDE SIGILLO DI PURIM del 13esimo ANNO è chiamato IL GRANDE SIGILLO DEL PESAH DELLA QUARTA GENERAZIONE DEL 17esimo ANNO DEI SEGNI COMPLETI DELLA REDENZIONE FINALE PER MERITO DEL GOEL FINALE HAIM.

 Gnomen 646 - Questo è pertanto il SIGILLO FINALE di SEFER MISHNAT HAIM con le condizioni menzionate, tramite i libri, i contenuti, i nuovi termini ed espressioni che fanno parte del NUOVO LINGUAGGIO PROFETIZZATO DELLA REDENZIONE.

Gnomen 647 – I DUE GRANDI SIGILLI, IL GRANDE SIGILLO DI PURIM 5756 e IL GRANDE SIGILLO DI PESAH 5759 sono ora CHIUSI e SIGILLATI, grazie a Dio Onnipotente, grazie al merito del Suo amato Tzadik, il Goel Finale, Haim, NELLA VERA TRADIZIONE DELLA BET DI BERESHIT, come spiegato in questo testo, ai capitoli 11 e 12.

Gnomen 648 - Ciò significa che i loro contenuti sono nel giusto equilibrio tra i cieli e la terra come stabilito dal Creatore, Benedetto Egli sia e Benedetto è il Suo nome in eterno, nell'atto della CREAZIONE voluta da Dio Onnipotente, EHEYE ASHER EHEYE, per la Terza Redenzione Finale.

Gnomen 649 – Inoltre, chiunque usa questi testi e le informazioni ivi contenute a proprio fine o per scopi diversi da quelli autorizzati dai Segni Completi della Redenzione Finale, costui sarà maledetto dal Creatore di Bereshit, il Santo Redentore di Israele, Dio delle Schiere dei cieli e della terra. IL SECONDO E FINALE HEREM MI-DEORAITA, IL FINALE HEREM DELLA BET DI BERESHIT DEL SEFER MISHNAT HAIM E' CONTRO CHIUNQUE UTILIZZA LE INFORMAZIONI PER SCOPI NON AUTORIZZATI. Così ora è CHIUSO E SIGILLATO IL SECONDO E FINALE HEREM MI-DEORAITA, IL FINALE HEREM DELLA VERA TRADIZIONE DELLA BET DI BERESHIT DEL SEFER MISHNAT HAIM.

Gnomen 650 – Il 13esimo Petalo contiene le 13 Nuove Mazalot del Grande Pesce Leviathan che sono anche i 13 NUOVI NOMI del NUOVO CALENDARIO STELLARE DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN. Essi sono, nell'ordine:

L'UCCELLO RISORTO, LA BATTAGLIA DEL PESCE, I PESI DELL'ASINO, LA TARTARUGA ILLUMINATA, IL REGNO DELLA GIRAFFA, LA STELLA DEL PROGETTO, IL RIFUGIO DELL'ARMADILLO, IL LAGO DI SALE, LA VALLE DI MERCURIO, LA FINE DEL MINUTO, IL PROFUMO CELESTE, LA TANA DEL LEONE, LA BELLEZZA DEL PARADISO. Questi nomi sono tutti CHIUSI E SIGILLATI nel SIGILLO FINALE DEL PESAH DELLA QUARTA GENERAZIONE.

Gnomen 651 - Con i PESI DELL'ASINO su di me sono diventato un UCCELLO veramente RISORTO. Grazie a Dio Onnipotente, l'ho provato sulla mia pelle d'Asino e ho attraversato la BATTAGLIA DEL PESCE contro le dottrine della falsa Kabalà.

Gnomen 652 - Io lodo il Signore, mio Dio, per la TARTARUGA ILLUMINATA che ha favorito la lentezza della mia meditazione sulle CHIAVI del terribile peccato di Emanazione. Mi sono trovato molte volte nel REGNO DELLA GIRAFFA, tenendo la testa sopra la miriade di nuvole che cercavano di nascondermi la vista dal seguire la via delle strategie sagge della bella regina Ester nel suo palazzo.

Gnomen 653 - La STELLA DEL PROGETTO COMPOSITO mi ha mantenuto nello spirito di Sefer Mishnat Haim, forse ancora più delle altre. Infatti, più volte il mio equilibrio ha vacillato di fronte a problemi di salute, di soldi e di casa, e altre cose che è bene non ricordare. Possa EL SHADDAI benedire Paolo e Nodà che si sono presi cura di tutto e mi hanno sempre permesso di andare avanti con il mio lavoro. Sono quindi grato a tutti i talmidim che mi hanno aiutato in qualche modo in questi ultimi 4 mesi in particolare. Tuttavia, la pesantezza della nostra situazione ha gravato sempre di più. La Stella del Progetto Composito ha continuato ad assistermi perché in ogni pagina di questo testo, ho visto i Petali della Rosa ricevere COMPLETEZZE e NUOVI LEGAMI FINALI che mi hanno stimolato a scavare nei TESORI DELLA REDENZIONE FINALE NASCOSTA NELLA SACRA TORA'.

Gnomen 654 - Ho cercato di non parlare molto in questo ultimo periodo circondando la mia bocca nel RIFUGIO DELL'ARMADILLO e ciò mi ha aiutato a trovare un LAGO DI SALE che favorisse il giusto ragionamento per ogni domanda. Così ho visto la profondità della VALLE DI MERCURIO così da sentire la profondità del LIBRO VIVENTE sotto la mia mano. E con la FINE DEL MINUTO, quanti sono stati salvati in tempo grazie alla misericordia di Dio su di me per guidarmi nella Saggezza dei Suoi decreti.

Gnomen 655 - Chi vorrà comprendere gli studi ed i Segni di questo Libro percepirà il PROFUMO CELESTE che emana dalle sue pagine grazie alla nuova chiarezza che è scesa. Di giorno e di notte, quando non dormo, mi siedo nella TANA DEL LEONE e così raramente metto un piede fuori e, quando lo faccio, il mondo esterno sembra un altro. E non appena esco dalla porta, mi sento richiamato alla mia tenda e comincio a ruggire e quando ruggisco devo tornare nella mia tana per non spaventare i bambini.

Gnomen 656 - Non nego però che ho sentito in alcuni momenti la BELLEZZA DEL PARADISO nel mio cuore di Asino. Buone Notizie sono arrivate e Giuseppe è stato arpionato dal Grande Pesce e ha ricevuto per noi tanti preziosi gnomen della RICONCILIAZIONE DEL CUORE E DELLA MENTE per il LIBRO DEL GRANDE PESCE LEVIATHAN. Così anche Davide Levi ha visto il Maestro Haim pervaso da immensa felicità mai vista prima, mentre balla per le strade di Israele, risveglia lo spirito di una ragazza triste, ferma il traffico e invita tutti a ballare nella gioia del successo redenzionale che viene dal palazzo di Ester.

Gnomen 657 – Anche Daniele ha visto la grande felicità del Maestro Haim, sognando la Scuola del Secondo Comandamento in Italia; e così Giuseppe in un suo sogno diceva ad Anna Gasparotti che era arrivato il momento per il mondo intero di sapere che Dio è Uno, mentre vedeva una penna sul tavolo, con la quale Anna Gasparotti aveva scritto, che si trasformava in una deliziosa torta di crema e cioccolato. Anch'io ho avuto un immenso piacere, questa volta non nei sogni, ma nel prezioso lavoro di Solly a Beer Sheva per stabilire il nostro sito Web di Beit-Sefer-Esther.com. Grandi sono i meriti che sta guadagnando per il bene di tutto Israele e per il mondo.

Gnomen 658 - Ho visto due volte e poi tre volte la mia dipartita da questa terra e anche la mia risurrezione. Tutto questo per merito del paziente e umile Tzadik, il mio insegnante, ha-Moreh Haim. Il suo nome è vita e nuova vita è tornata in me per diventare nuova vita per gli altri. Non sono degno di tutto questo, ma solo per la mia fortuna, con la grazia di Dio su di me, ho conosciuto lo spirito e ho visto la mia resurrezione ancora e ancora e ancora per 29 anni nella luce, saggezza e potere santo dello Tzadik Haim.

Gnomen 659 – Chiunque leggerà questo Libro nella vera fede della Torà e ne apprezzerà l'importanza del suo messaggio, riceverà la benedizione del Goel Haim e potrà partecipare ai grandi nuovi meriti connessi alle opere per la Redenzione Finale. E nella verità e sincerità del suo cuore e nelle sue buone azioni, sarà benedetto dal Signore, nostro Dio, per sempre, in questo mondo e nel prossimo. Amen, ken yehì ratzon.

Gnomen 660 - EL SHADDAI, ora lascia che gli allievi si rallegrino, perché ciò che viene mostrato a noi, così pochi di numero, è meraviglioso, profondo e pieno delle virtù della fede da Te amata. EL SHADDAI, continua ad aiutarci a lavorare con enorme gioia e con il cuore che pulsa ai meravigliosi nuovi ritmi della Terza Redenzione Finale ovunque siamo e qualunque cosa facciamo. Amen, ve-ken yehi ratzon.

Gnomen 661 - Siamo arrivati ​​a questo ultimo GNOMEN e non so proprio cosa dire. E' bene che abbia aperto "Gira la Ruota di Ahashverosh".



[1] Il primo capitolo è di carattere autobiografico e fa parte del Petalo 10 del Sefer Mishnat Haim.

[2] Negazione di Dio o della vera Tradizione di Israele.

[3]Il padre raggiunge entrambi e da lui ascolti e comprendi la Tradizione mentre la madre si aggrappa alla saggezza della Torà nella comprensione extra che possiede, anche senza le spiegazioni dettagliate della tradizione orale.

[4] Le Emanazioni divine di Abba-Padre ed Emma-Madre.

[5] Le lettere ebraiche di FARAOH possono essere lette anche come HAOREF – il Collo.

[6] Per diventare la Stella Redenzionale della NUN che unisce le altre Stelle Redenzionali.

[7] La Sitra Ahra è la contrapposizione alla Santità.

[8] Yeor – in Esodo – è il fiume Nilo. Vedasi il nostro libro ‘Messaggio dell'Arcangelo Gabriele, pagine 41-50 sulle Dieci Piaghe.

[9] I Saggi d'Egitto esperti in magia e astronomia (Esodo)

[10] Partzufim significa ‘facce’, ‘aspetti’ e nello Zohar sono i Cinque Partzufim Emanati.

[11] Il mondo della Divina Emanazione PRIMA della Creazione!!!

[12] Mi scuso con i lettori se scrivo spesso il "Libro dello Zohar"; questo perché la parola "zohar" in ebraico significa "luce splendente" e questi scritti di Sefer Mishnat Haim sono vera Kabalà e ogni frase ed espressione ha un suo peso. Cercherò comunque di evitarlo dove posso.

[13] Individui segnalati per le loro virtù.

[14] Lunghe speciali "cinture" avvolte intorno alla vita per la preghiera, usate da molti Hassidim.

[15] Al momento, sto revisionando il testo nel 27esimo anno dei Segni Completi.

[16] Il Segno fatto dalla Quarta Stella (della Quarta Generazione) alla Prima Stella (Stella di Abramo) che collega 4000 anni di storia redenzionale alla Redenzione Finale.

[17] Sefer Milhamot Ha-Shem di Rav Yihye ibn Shlomo El Kapah è un'incredibile e documentata accusa contro la dottrina dell'Emanazione presente nel Libro dello Zohar e adottata da tutti i kabalisti. Nel 1982-3 l'ho tradotto in inglese e Davide Levi ha curato la traduzione in italiano. Lo abbiamo pubblicato nel 1983 in versione italiana, presso la Giuntina di Firenze. Nell'introduzione ho rivelato, per la prima volta, la vera identità dello Tzadik Nistar Haim e dei meriti della tradizione yemenita.

[18] Trattasi di una comunità che segue la dottrina di Ashlag e vive a Bnei Brak in Israele. -

[19] Uomini santi.

[20] ‘ADON’ non è di facile traduzione, a volte lo si traduce Maestro o Padrone o Signore. Nel verso di Malachia, "All'improvviso verrà nella sua sede l'ADON che cercate", lo traduciamo "Maestro Onorato" in riferimento al Goel Haim dopo la sua morte, resurrezione e ascesa nella sua sede nel Regno dei Cieli. E il Goel Haim ci ha vietato di riferirci a lui come ADON, (spiegato a lungo nei nostri testi di Sefer Mishnat Haim).

[21] Adonenu, Morenu ve-Rabbenu (nostro Signore, nostro Maestro e nostro Rabbino)

[22] Il rabbino Garelick, capo del movimento Habad ashkenazita di Milano.

[23] Menachem Mendel Shneerson, l'ultimo Rebbe della dinastia Lubavitch, considerato il Moshiah di Habad che è diventato dopo la sua morte (1994) oggetto di vera e propria idolatria da parte dei suoi seguaci. Vedasi il libro di Berger: "The Rebbe, the Messia and the Scandal of Orthodox Judaism".

[24] Ufaratzta yama ve-kedma, tzafona va-negba, il versetto riguardante la benedizione di Giacobbe, "e ti estenderai verso il mare (ovest) e verso est, verso nord e verso sud", è stato adottato da Habad come slogan dei loro scopi missionari.

[25] Letteralmente ‘per i peccati’, si dice quando vogliamo sottolineare una disgrazia che è avvenuta a causa dei peccati che l'hanno causata.

[26] Uscita dall'Egitto

[27] Le dimensioni del corpo divino emanato.

[28] La Quarta Generazione di 65 anni è divisa in 35 e 30 anni, ma l'attuale Quarta Terribile Generazioneriguarda il secondo periodo di 30 anni; così il primo anno della cosiddetta Quarta Generazione è il 36esimo anno dei 65.

[29] In effetti, sto revisionando questo testo nell'aprile 2015 e solo ora Solly ha riaperto il sito Web Beit-Sefer-Esther.com con la rinnovata speranza che raggiunga il pubblico, anche se limitato.

[30] Segno della Tripla-Meditazione della Redenzione Finale, che allude ai 120 anni di vita di Moshe Rabbenu.

[31] Mi rifiuto di scrivere il suo nome per non contaminare il nostro lavoro. Vedasi il libro (in italiano): "La Ruota di Ahashverosh che gira" sullo Scisma creato da costui che si è autoproclamato "il Messia figlio di Davide, l' Eterno Cristo sceso a Genzano di Lucania" (nel sud Italia).

[32] Malvagio, perfido.

[33] Il 15 del mese ebraico di Shvat, che è la Festa degli Alberi e, come insegnatoci dallo Tzadik Haim, è il giorno del Matrimonio di alberi e piante.

[34] L'ho letto nel libro di Sefi Rachlevsky ‘Hamorò shel Mashiah’ – L'Asino del Messia (pag. 282) (Ed. Yediot Aharonot).

[35] Un libro scritto prima dello Zohar. Lo Tzadik Haim mi avvertì che l'attribuzione di questo libro al Sefer Yetzirah menzionato dai Saggi, di benedetta memoria, nel Talmud, come il Libro della Creazione (o Formazione) ricevuto da Abramo, nostro padre, è totalmente falsa.

[36] Genesi 1, 1: ‘In principio, Dio creò i cieli e la terra.

[37] L'esegesi della Torà dei Saggi nel Talmud e dopo di esso.

[38] Parashat be-ha'alotehà – Numeri, 11, 25.

[39] Che era di per sé un'estensione teologica, adottata nel contesto cristiano, della precedente speculazione filosofica sul termine "logos", esistente nella filosofia ebraica di Filone d'Alessandria e proveniente da precedenti filosofi greci; in quelle opere, però, il "logos" non aveva niente a che fare con la Forza Deificante del Logos di Giovanni.

[40] Preghiera in cui si confessano i propri peccati "abbiamo peccato, abbiamo tradito, abbiamo rubato, abbiamo fatto maldicenza" ecc.

[41] Questa è nel contesto della Tripla Meditazione della Redenzione Finale.

[42] La prima parola della Torà è BERESHIT ( in principio) e comincia con la BET, la seconda lettera dell'alfabeto ebraico.

[43] In un sogno di Solly Kamkhaji che a quel tempo non sapeva niente sulla Dianetica.

[44] Chi nega l'esistenza di Dio in modo assoluto.

[45] La seconda visione al suo tempo.

[46] Rivedo ora il testo nel 27esimo anno (dicembre 2009) e fino ad ora non c'è stata alcuna diffusione.

Rivedo una seconda volta il testo nel 33esimo anno dei Segni - Aprile 2015, Beer Sheva – e la diffusione è solo potenziale perché gli scritti sono sul nostro sito Internet.

[47] La Stella di Cristo.

[48] exposed in Tradition, not in the Torah, and to more length by the Rambam -

[49] Successivamente ci è arrivata una precisazione che indica che il vero inizio dell'inclemenza della Quarta Generazione sarà da Pesah 2019, cioè il secondo anno del secondo periodo. Questo perché il primo anno è ancora "coperto" dal Segno dell'Anno del 36esimo anno, ovvero il Segno dello Tzadik Haim resuscitato sotto il Segno di sei anni della Resurrezione dello Tzadik Haim.

[50] AVON KETZ (Ezechiele 21,30).

[51] Nel maggio 2000, a Milano, Giordano Levi ricevette in sogno: nella comunità ebraica di Milano un certo Habad (di origine sefaradita) venne da Giordano e gli chiese cosa fare per la sua correzione. Giordano gli disse che, prima di tutto, doveva tagliare la barba e cambiare i suoi abiti da Habad. Questi andò, si tagliò la barba, si cambiò i vestiti e tornò da Giordano, vestito di bianco, dicendo: "Baruch ha-Shem, ora mi sento molto meglio" e Giordano rispose compiaciuto: "Bene, ora possiamo iniziare a parlare". Questo è stato un segno estremamente importante e positivo nella progressione dello Herem Mi-Deoraita.

 

[52] Ebrei non praticanti

[53] Esperti di Torà

[54] Un capovolgimento totale, come lo fu il miracolo di Purim raccontato nella Meghilat di Ester.

[55] Yehoshua Bin Nun attese il ritorno di Mosè ai piedi della montagna. Così con la discesa di Mosè dalla montagna che trasportava le Prime Tavole, solo Yehoshua, il suo fedele assistente, potè vederle da vicino prima che fossero scaraventate a terra e frantumate.

[56] La Ricezione (Kabalà) e Trasmissione della Torà Orale.

[57] Il Nome di 4 Lettere YOD HEI VAV HEI

[58] Che rappresenta la Giustizia Assoluta nell'Assoluta Severità della Verità di Dio.

[59] Questo è ciò che si intende quando si dice che Dio è Longanime; nella Sua misericordia non punisce immediatamente ma, per così dire, aspetta pazientemente, dando il tempo per pentirsi e correggersi.

[60] Quando Dio parla e comanda a Mosè, la Torà usa il Tetragramma.

[61] Così benediciamo nel Nuovo Rito "Benedetto è il Signore, Dio Eterno, che rinnova la Luce della Creazione nei Segni Completi della Terza Redenzione Finale".-

[62] "Sii di pura e semplice fede (tamim) con il Signore tuo Dio" (Deut. 18, 13).

[63] Noi traduciamo Adon "maestro onorato".

[64] Alla fine abbiamo separato i primi 87 gnomen autobiografici inserendoli nel Decimo Petalo mentre il resto del testo è nel Primo Petalo.

[65]In seguito non si sviluppò nel modo programmato, ma venne una spiegazione lunga e dettagliata degli ultimi due capitoli di "Hilchot Melachim" sulla questione del Mashiah Ben David, poiché la "Grande Aquila" scrisse che tali argomenti non ci sono noti ma saranno rivelati al loro tempo. Diventò così nostro obbligo annunciare e spiegare le questioni essenziali della Redenzione Finale. Questa è l'essenza del libro "Nuova Luce sul Rambam", che stabilisce il legame necessario tra la tradizione di Israele e la nuova ricezione della Redenzione Finale, perl merito del Goel Haim.