Autore: Peretz Green

Traduzione: Davide Levi

 

 

Messagio dell'Archangelo Gabriele

 

 

Voi non capite che cos'è la Santità

 

Voi non capite che cos'è la Santità (Kedushà)! E neppure sapete che i miei piedi, dice Peretz, sono guidati da Mosè, il nostro Maestro[1]. I miei piedi sono pesanti per la santità della Santa Torà nel Segno dei Comandamenti scritti sulle mie dita. Sono erede di una grande benedizione dello Tzadik Haim che mi ha purificato mille volte con le sue sante parole. Ho avuto il grande privilegio di assistere lo Tzadik Nascosto quando era malato nel suo ultimo sacrificio. A mia insaputa, il Morè Haim mi ha trasmesso la Santità della Mishnà di Giosuè, figlio di Nun, così da poter formulare la Nuova Legge della Gheulà Shlemà. Se le cose fossero proseguite come talmid dello Tzadik Haim, egli mi avrebbe portato nella Santità superiore dei 36 Tzadikim Nistarim, ma fu preso in quell'ultimo sacrificio anni prima del suo tempo, e io diventai Peretz che proruppe fuori dall'utero di Tamar con grande impeto per annunciare la Redenzione Finale.

In seguito, il Goel Haim, Giudice Unto eletto del Regno dei Cieli, iniziò ad insegnarci il Libro delle Stelle di Abramo, nostro padre. Dalla sua sede ci mandava una nuova luce con meravigliosi nuovi messaggi e con i Segni della Casa di Preghiera profetizzata per tutte le nazioni. E su di me discese un incredibile Asino che mangiò il Pane di Betlemme quando la Stella di Cristo venuta in virtù dell'umiltà fu annunciata e spiegata dal Goel Haim per il bene della Redenzione Finale.

Così è stato il mio destino privilegiato di essere il primo allievo dello Tzadik Haim e di essere il primo Asino che mangia il Pane del Goel Haim, che cammina e raglia nella Nuova Santità del Nuovo Patto Finale. In un sogno ricevuto, Carmine Saul, il fratello di Paolo Fierro, vide la prima pagine di un giornale su cui era scritto a titoli cubitali "Dio esiste e Peretz è il suo portavoce". Come Uomo dei Segni e Asino che mangia il pane, ho pertanto annunciato i veri Segni di Dio Onnipotente che annunciano la Nuova Santità della Redenzione finale. Hi-Haw! Scusami, Arcangelo Gabriele per aver usato lo spazio del tuo Messaggio per raccontare la mia storia molto particolare. Questa Nuova Santità deve essere sul primo Asino per realizzare i molti aspetti del Nuovo Patto Finale.

 

Parlo per necessità ma ribadisco che io non sono uno Tzadik o qualcosa di simile. Lo Tzadik mi insegnò in che modo ricevere e annullare i miei pensieri davanti alle sue sante parole. Ho visto in lui la calma che è prerogativa della Santità. Ero fuori dalle correnti frenetiche del mondo ed ero a contatto con le vie santificate dello Tzadik, nascosto servitore di Dio Onnipotente. Conosco i limiti della mia piccolezza. Ecco perché anche l'Arcangelo Gabriele è contento, credo, di essere stato scelto affinché io riporti i suoi messaggi.

Io stesso, ovviamente, cadrei ad ogni passo, ma sono sostenuto dal Goel Haim che usa l'incredibile qualità della metamorfosi dell'Asino per riportarmi indietro ogni volta. Questo è quello cerco di dire alla gente, ma rimango alquanto incompreso e faccio persino in modo che le persone siano gelose della mia pelle d'asino. La gente non capisce ancora la flessibilità della mia metamorfosi. Nella forma umana raglio e in quella d'Asino dico la verità e spesso la verità fa arrabbiare la gente. È una Nuova Santità in cui mi trovo, e, credetemi, non c'è mai stato niente di simile prima. In effetti, io stesso, a causa della rapidità dei cambiamenti, spesso non riesco a bloccare l'Asino prima che cambi di nuovo; per cui devo capovolgermi per sapere dove sono e cosa devo fare, cioè se ho tempo di conoscerlo e fare una cosa prima che arrivi un altro cambiamento.

Vi dico tutto ciò qui invece del Messaggio dell'Arcangelo Gabriele nella speranza che qualcuno comprenda le mie metamorfosi e si trasformi lui stesso in un Asino o in un'Asina, per me fa lo stesso. È molto difficile nella frenetica rapidità di questa Quarta Generazione che qualcuno si fermi e ascolti, ma a parte la mia acuta sindrome di flessibilità, sono anche talmente testardo che continuo a sperarlo e anche se lo stato attuale degli esseri umani è spesso offensivo e denigratorio, io non mi do per vinto. È allora per me questa Nuova Santità la cui piacevolezza mi uccide finché non chiamo Dio onnipotente e dico: "Io sono Abele e tu mi hai ucciso. Io sono Abele e tu mi hai ucciso"? Poi mi sento amato da Dio e ricomincio da capo. Ma come posso insegnare a qualcuno questa Nuova Santità? Non è facile. Sono l'opposto di un angelo che è costantemente conforme alla propria sostanza, senza un cambiamento di livello superiore o inferiore; d'altra parte, cambio costantemente, ogni ora, secondo il Segno che è su di me.

 Così parla l'Asino che mangia il pane della Redenzione Finale. E io, Peretz, pensavo di essere stato l'Asino stesso per dodici lunghi anni. Mi ero immedesimato in lui ma poi ho dovuto essere riportato allaa realtà. Le contraddizioni sono troppe per me. Gli alti e i bassi dell'Asino sono degni di nota. Le mie cadute sono un tormento per me. Allora invoco Dio Onnipotente affinché mi perdoni e abbia misericordia di me, mi purifichi e infonda su di me una gioiosa Nuova Santità sperando di non cadere nuovamente. Ma mi fermo qui. Solo Dio Onnipotente sa cosa c'è dentro di me. Il Goel Haim mi sostiene e mi rinnova ogni volta, e sia io l'Asino o Peretz o chiunque altro, posso ragliare con gioia Hi-haw, hi-haw, hi-haw e qualcosa della Nuova Santità scende su di me.

Vedete, cari amici e futuri Asini, la Santità deriva dal Sabato e la Santità Superiore del Sabato è stata sui 36 Tzadikim Nascosti e sofferenti di ogni generazione, da Mordechai ha-Tzadik fino allo Tzadik Haim. Ho visto un centesimo di quella Santità dello Shabbat e ho conosciuto la sua vera luce e le meraviglie in quella luce, fino a quando lo Tzadik si ammalò; da allora non potei più  riceverla, non da allora in poi e non fino ad ora.

Ma un nuovo Sabato è iniziato nella Nuova Santità del Nuovo Patto Finale. Siamo all'inizio, ma diventerà continuamente più santificato col passare del tempo, poiché il Nuovo Rito fa parte degli Altari di Giuda ed Efraim, con il passaggio della Quarta Generazione e con l'avvento delle generazioni della Redenzione Finale e con il Sabato dei 250 Tzadikim Nascosti che vivono nella loro fede. Se qualcuno mi capirà ne sarò felice, tanto felice da poter ricevere la Nuova Santità di un figlio del Sabato. Amen.

 



[1] Sogno di Daniele Manigrasso (vedi Sogno n.721).