Autore:
Peretz Green
Traduzione
dall'Inglese: Davide Levi
Il Messianismo e la questione di
Avimelech
Capitolo 1
Mi riferisco al fatto che, mentre stavo
terminando "Il ritorno dell'Asino in America" in
concomitanza con il discorso di insediamento del presidente Obama, mia figlia,
Gilat Haim, ha sognato di andare in America insieme a suo fratello,
Yehoel Yehoel, e di parlare con una ragazza di fede, facendo
riferimento ad un libro che teneva in mano. Dopo il sogno, Gilat Haim ha capito
che il libro era uno dei due volumi del Tanach in ebraico e inglese che abbiamo
a casa.
La stessa notte, il 28 agosto 2009, feci un
sogno che mi indicava di continuare a lavorare sui testi in inglese e italiano,
dedicandomi anche al testo in ebraico che sto scrivendo, "Perush Beer Sheva"
(Il Commentario su Beer Sheva); altrimenti, diceva il sogno, "sarei dovuto
rimanere in Israele e non sarei riuscito a tornare in Italia". Così
ho scritto il capitolo 31 e poi, il 29 agosto, ho fatto il sogno di Obama (vedi
capitolo 32 del Ritorno dell'Asino) e il Libro si conclude con la mia lettera
al Presidente Obama, capitolo 32.
Con il "Ritorno dell'Asino"
completato, devo comunque continuare a scrivere un testo in inglese. Ho pensato
al sogno di Gilat Haim e mi è venuta l'idea, quasi da asino, di
illuminare il terreno. Qui racconterò le mie prime riflessioni sul
perché ritengo questo argomento importante. Il titolo completo è
"L'Asino che mangia il pane spiega le allusioni bibliche sulla Redenzione Finale".
In generale, tutta la teologia cristiana
è una grande spina nel fianco della storia, Hi-haw! Dal Quarto Vangelo a
Paolo, da Tommaso d'Aquino a Kierkegaard e ai tanti teologi moderni del Novecento,
il Logos, la natura divina di Cristo, la Trinità e la nascita verginale
hanno completamente confuso TUTTI i cristiani, che non si rendono conto che la
loro confusione origina dal linguaggio squilibrato e falsificato che i Padri
della Chiesa hanno adottato per giustificare i dogmi della dottrina cristiana.
Non sono un teologo. Sono un Asino. Non ho letto
i loro libri e non ho intenzione di farlo. Dovrei forse cercare la confusione?
Il mondo non è già abbastanza confuso da dover rincarare la dose?
Sono un bravo e semplice asinello di Newark, nel New Jersey, e per caso sono
anche ebreo. La teologia cristiana mi fa venire la nausea! Non la sopporto.
Parla di un Messia, di un amato servo di Dio, di una divinità scesa nel
mondo per interpretare il ruolo del Figlio di Dio! Se foste ebrei o musulmani,
vi verrebbe la nausea anche a voi, ma voi cristiani vi siete abituati a non
capire quello che dite. Ripetete a pappagallo il linguaggio squilibrato del
Cristianesimo che è diventato parte di voi. Non fraintendetemi. Non
è colpa vostra. Ci si abitua al cibo che ci viene somministrato. E anche
se il cibo è tossico e la persona non lo sa, lo mangerà con gusto
perché si è abituata al suo sapore.
Io raglio i Nuovi Sapori della Rivelazione
Finale e se mangerete il Pane dell'Asino vedrete come esso sia ben più
saporito e vi guarirà anche dal cibo tossico che vi eravate abituati a
mangiare a vostra insaputa.
Abbiamo trattato a lungo gli errori della
teologia cristiana, avendo stabilito, attraverso i Segni Redenzionali Completi,
la vera missione messianica di Gesù, figlio di Giuseppe e Maria.
C'è, tuttavia, un aspetto della teologia cristiana che non ho ancora
affrontato: la pre-esistenza di Cristo, che si si trova in Paolo e, da Paolo in
poi, è stata ripresa con varie sfumature di retorica teologica. Il
concetto principale è il seguente: Cristo esisteva prima della creazione
del mondo. Questo concetto si ramifica in uno spettro teologico della Torà,
che fu scritta o data nello Spirito di Cristo. La Torà, pertanto,
contiene lo Spirito di Cristo nella sua struttura antica, che si realizza
pienamente nella venuta di Cristo, dove non solo si trova lo Spirito di Cristo,
ma Dio stesso che si è incarnato nel suo figlio Gesù. Analizziamo
ora la fonte di tali sciocchezze.
La principale fonte della pre-esistenza di
Cristo si trova nel Talmud, che recita: "Sette cose esistevano prima della
creazione del mondo: la Torà, il Pentimento, l'Eden, l'Inferno, il
Tempio, il Trono della Gloria e il nome del Messia". Abbiamo spiegato che
la vera accezione non è mashiah (Messia) ma mashuah (Unto), che ha
grande significato per la Redenzione Finale. Per quanto riguarda la teologia
cristiana, tuttavia, non ci sarebbe alcuna differenza; infatti, il termine
Cristo significa "Unto" in greco. Così, una volta che i Padri
della Chiesa, basandosi evidentemente su questa affermazione (sebbene, per
quanto ne sappia, non sia mai stata riportata per iscritto da loro), trovarono
il loro sostegno all'idea che Cristo (le altre sei cose sono oscurate)
esistesse prima della Creazione del mondo.
“Il Cristianesimo non aveva forse ragione
allora?” esclamerebbe un fedele cristiano. Il Talmud non afferma forse
chiaramente che il Messia esisteva prima della creazione del mondo, insieme
alla Torà ecc.?
Innanzitutto, il Talmud parla del “nome” del
Messia, e non del Messia stesso. Altrimenti avrebbe detto “Mashiah” e non “shmò
shel mashiah” (il nome del Messia). In realtà, la differenza è
enorme e non c'è bisogno di essere un teologo per capire che una cosa
è dire che il Messia fu creato prima della creazione del mondo e
tutt'altra cosa è dire che il suo nome fu creato prima della creazione
del mondo!
In ogni caso, dobbiamo confutare la teologia
cristiana. La dichiarazione non si riferisce a Gesù il cui nome è
Yeshua, che significa "salvezza". Si riferisce all'Unto Finale del
Regno dei Cieli il cui nome è Haim. Non è interessata a un Messia
storicamente intermedio, ma al Goel Finale. Ovviamente il Cristianesimo ha
visto solo la missione di Gesù e la sua risurrezione e, come spiegato
più volte, proprio questo è stato il fondamento dello squilibrio
teologico creato dai Padri della Chiesa. Per loro la missione messianica di
Yeshua era l'unica della storia, così come per loro Gesù era
l'unico Figlio divino di Dio. Il Cristianesimo non ammetteva altro Messia
né altro Goel. La visione profetica di Gesù della venuta del Figlio
dell'uomo è stata "risolta" nella teologia cristiana con la
formulazione della dottrina della Seconda Venuta di Cristo, e ancor più
nel Protestantesimo.
Allo stesso modo, il Cristianesimo non ha mai
visto Gesù come l'Ariete sacrificato al posto di Isacco. Lo hanno visto
come l'Agnello di Dio sacrificato che toglie il peccato, ma non lo hanno
associato alla figura dell'Ariete immolato. In realtà, non potevano
farlo. Se Gesù fosse stato l'Ariete sacrificato al posto di Isacco, chi
sarebbe stato allora l'Isacco rimasto in vita? Perché, ovviamente,
l'Ariete, un animale, non era allo stesso livello di Isacco, il secondo
Patriarca. Gesù non poteva essere l'Isacco rimasto in vita,
poiché Yeshua era stato sacrificato sulla croce. L'Ariete sacrificato,
quindi, non si inseriva nello schema teologico del Figlio di Dio. Queste parole
sono abbastanza semplici, ma è necessaria una riflessione per
comprenderle più profondamente. Se il Cristianesimo avesse riconosciuto
Gesù come l'Ariete sacrificato al posto di Isacco, questa accettazione
avrebbe chiarito la vera posizione di Gesù come servo di Dio.
Gesù, in quanto Ariete di Isacco, non avrebbe mai potuto essere
considerato Dio o il Figlio di Dio!
Ma la Stella di Malchitzedek, che divenne la
Stella di Cristo e che dopo la seconda venuta della Stella di Cristo diventa al
tempo della Redenzione Finale la Stella che Stupisce, ci ha stupiti con la
comprensione che la tragica Missione Messianica di Cristo, con il suo
sacrificio sulla Croce, fu effettivamente la realizzazione storica dell'Ariete
Sacrificato. Isacco fu il popolo ebraico salvato dal massacro, Dio non voglia,
con i decreti più duri trasformati in esilio per merito del sacrificio
di Gesù. Questa è la verità e questa è pura Torà
al Nuovo Livello di interpretazione dei SEGNI a cui si allude nella Torah.
Questo è il Nuovo Livello di interpretazione dato dai Segni Completi.
Pertanto, la modalità di interpretazione è nuova; questi SEGNI a
cui si allude o nascosti nella Torah non avrebbero potuto essere compresi fino
alla Nuova Rivelazione dei Segni Redenzionali Completi.
Pertanto, il Cristianesimo non avrebbe potuto
interpretare il sacrificio di Gesù come quello dell'Ariete sacrificato.
Bisogna comprendere che TUTTA la teologia cristiana è falsa, dall'inizio
alla fine, poiché, essendo la sua base falsa, tutto ciò che ne
deriva è falso, anche se queste falsità vengono diffuse in
migliaia di libri. Che il sacrificio di Yeshua sia stato quello dell'Ariete
è vero; ma il Cristianesimo non è riuscito a giungere a questa
conclusione. La falsa teologia non glielo ha permesso. Quando, tuttavia, il
Goel sarà scelto e i Segni Redenzionali Finali saranno rivelati, verrà
il tempo della vera fede monoteista e della rivelazione dei Segni della Torà.
E poiché il Cristianesimo non poté
vedere l'Ariete, non fu in grado di distinguere tra le sette cose menzionate
nel Talmud che furono create prima del mondo e tra le dieci (o tredici) cose di
cui la Mishnah (Avot, 5:6) spiega che furono create alla fine del sesto giorno,
proprio al crepuscolo prima dell'inizio di quel primo Sabato della Creazione.
Una di queste tredici era l'Ariete di Isacco (aiyalò shel Yitzhak).
C'è ovviamente una grande differenza tra ciò che fu creato prima
del mondo e ciò che fu creato alla fine del Sesto Giorno della Creazione,
appena prima dell'arrivo dello Shabat. In sostanza, quelle cose create prima di
questo mondo rappresentano i 7 Grandi Scopi della Creazione stessa, le 7 Grandi
Ragioni per le quali l'Onnipotente creò questo mondo.
Quelle cose create prima del sabato, alla fine
della Creazione, rappresentano una categoria ben diversa. È come dire:
mentre l'Onnipotente completava il sesto giorno della Creazione, Egli, per
così dire, guardò alla storia del mondo che stava per iniziare e
vide che mancavano ancora 13 cose alla fine della storia. Senza di esse, la
storia dell'umanità non sarebbe giunta alla redenzione.
È chiaro dunque che l'Ariete di Isacco[1] fu un elemento di
fondamentale importanza per la continuazione della storia di Israele e, di
conseguenza, per la redenzione dell'umanità. Incredibile ma vero, l'Ariete
di Isacco dovette essere creato poco prima del Sabato della Creazione. Non era
un ariete qualsiasi, ma era molto speciale, creato per un ruolo storico e redenzionale
cruciale nella storia della redenzione di Israele. Perché senza Isacco,
Giacobbe, nostro padre, non sarebbe nato. Il montone fu immolato e Isacco poté
continuare a vivere in questo mondo, e Rebecca, nostra madre, diede alla luce
Esaù e Giacobbe, che in seguito fu benedetto con il nome di Israele.
È vero che l'Onnipotente non aveva intenzione, fin dall'inizio, di
accettare il sacrificio di Isacco, ma questo fu nascosto agli occhi di Abramo,
nostro padre, fino agli ultimissimi istanti e all'intervento dell'angelo divino.
Lo Tzadik Haim mi disse che si trattò di
un intervento miracoloso dell'angelo di Ha Shem che bloccò il coltello
che nostro padre Abramo aveva già abbassato. Tuttavia, mi spiegò
il Morè Haim, secondo la vera Tradizione, che il coltello toccò
il collo di Isacco, facendo sgorgare alcune gocce di sangue. Questa è la
vera e "necessaria" Kabalà perché dimostra la
validità del sacrificio di Isacco in quanto tale [2].
Le azioni dei Patriarchi sono segni per i loro
figli. L'ariete sacrificato fu un segno storico-redenzionale. La rappresentazione
profetica dell'ariete sacrificato si realizzò attraverso la missione e
il sacrificio del giovane Yeshua, le cui corna erano destinate a rimanere
impigliate nel terribile cespuglio della teologia cristiana. Ma i segni di
Isacco sotto il nome di ASHER si realizzano pienamente nella Redenzione Finale
sotto il nome definitivo di EHEYE.
Cosa accadrà dunque quando la
verità relativa al ruolo messianico storico-redentivo di Gesù, in
adempimento del sacrificio dell'Ariete in sostituzione di Isacco, verrà
rivelata e compresa? La vera posizione dell'Ariete stupirà tutti.
L'interpretazione definitiva del Segno nascosto nella Torà
lascerà tutti a bocca aperta. Non so esattamente cosa intendesse
Gesù quando diceva che Mosè aveva scritto di lui nella Torà,
ma in ogni caso il Segno di Gesù come Ariete sacrificato conferma la sua
affermazione.
Il Cristianesimo potrebbe sostenere che
Gesù fosse un Profeta simile a Mosè (Deuteronomio 18:18). Questa
interpretazione potrebbe avere un fondamento, ma solo indirettamente. Tra i
Saggi prevale l'opinione che si riferisca al Profeta Geremia. Lo Tzadik Haim, che
confermava questa opinione, me ne spiegò il motivo. Geremia fu il
Profeta che soffrì più di altri a causa della pervicacia dei
figli d'Israele, analogamente a Mosè.
Pertanto fu propriamente il Profeta Geremia che
ricevette il Patto Nuovo profetato (Geremia 31, 30). Il Patto Nuovo del Cristianesimo
si fonda su questa profezia, per cui il Profeta simile a Mosè è
il Profeta che porta la Brit Hadashà (Nuova Alleanza) e, in questo
senso, Gesù avrebbe potuto pensare di essere il Profeta simile a
Mosè menzionato nella Torà.
Gesù potrebbe averlo pensato perché
la sua missione era quella di stabilire il Nuovo Patto di Geremia. Sarebbe
stato "forse" vero se non fosse per il fatto che il Cristianesimo susseguente
avrebbe distrutto tale eventualità a causa della sua deificazione idolatra.
Anche se Gesù avesse avuto la giusta idea che Mosè si riferiva a
Geremia e al Patto Nuovo, e quindi a lui, quel Nuovo Patto Cristiano non poteva
riferirsi a una "verità" della Torà, poiché non
poteva sussistere se non nell'ambito della vera fede abramitica in un Unico
Dio.
Si ritorna quindi alla formula di base: molte
delle profezie messianiche e redenzionali sono "passate attraverso"
il Cristianesimo in una certa forma, ma molto meno del loro vero compimento
storico, che si realizzerà solo con il Goel Finale e con i Segni Completi
di tutta la Storia della Redenzione. Pertanto, l'unica allusione pienamente
valida su Gesù nella Torà di Mosè è celata nell'ariete
sacrificato al posto di Isacco. E questa autentica allusione, confermata dai
Segni Redenzionali, cambia tutto, per i cristiani, per gli ebrei e poi per
tutti gli altri. Anche l'Islam, infine, chiarirà la sua confusione nel
credere che Ismaele fu portato da Abramo per il sacrificio sul monte Moriyà.
Noi, grazie a Dio, abbiamo ricevuto le Chiavi dai Segni Compiuti per questa
Correzione.
Tornando al Talmud: il termine "il nome del
Messia" (ùîå ùì îùéç), che gli ebrei tradizionalisti ritengono riferito al Messia
figlio di Davide, storicamente, ha un significato incompleto. Con l'avvento
dell'Ultimo Giudice Unto del Regno dei Cieli, tuttavia, si ristabiliscono per
Israele e per il mondo le sei categorie esistenti prima della Creazione: Torà,
Pentimento, Eden, Gehenom, Tempio e Trono della Gloria.
Ma il Cristianesimo giunse purtroppo nel momento
dell'imminente distruzione del Secondo Tempio, be-avonot ha-rabim! E la
teologia cristiana sminuì e falsificò la vera Torà, anche
se, tuttavia, diffuse la conoscenza della Bibbia nel mondo. Insegnò
anche il pentimento, la ricompensa e il castigo. Vorrei però
sottolineare che il termine stesso di Messia (o Mashiah) si addice meglio a
Gesù di chiunque altro, cioè più degli ebrei della
Tradizione che lo credono riferito al Messia figlio di Davide.
Gesù, conosciuto come il Messia e il
Cristo delle nazioni, ha veramente presieduto il Pre-Regno dei Cieli negli
ultimi 2000 anni. Egli era, in effetti, il Messia figlio di Giuseppe,
colui che nella Tradizione ebraica viene indicato come il Messia figlio di
Giuseppe che viene prima del Messia figlio di Davide. Il Messia figlio di
Giuseppe non porta a termine la sua missione e viene ucciso; in seguito viene
il Messia figlio di Davide che completa la redenzione, la Gheulà Shlemà.
Pertanto, in ogni caso, l'espressione Messia
figlio di Giuseppe in riferimento a Gesù rimane storicamente valida e
gli ebrei ne riconosceranno la logica: diciamo di attendere il Mashiah ben David,
ma il Mashiah ben Yosef deve venire prima. Stiamo forse aspettando un Mashiah
ben Yosef che verrà e verrà ucciso?! Non molto logico! Una volta
che il Nuovo Messaggio Completo sarà conosciuto e sarà
riconosciuta la vera posizione messianica di Yeshua, si capirà chi era
il Messia figlio di Giuseppe profetato. Pertanto il termine Messia rimane
associato a Gesù.
D'altra parte, il termine Mashiah ben David
non si riferisce in verità a questa Mishnah e il termine corretto
è "Mashuah", l'Unto, riferito al Giudice Unto del Regno dei
Cieli, il Goel Haim eletto. Il Goel non è il Messia e il Messia non
è il Goel. Questa mancanza di conoscenza ha confuso tutto l'ebraismo
tradizionale per ciò che riguardo il Mashiah ben David.
Ma più si raglia, più si comprende
che l'Asino che mangia il pane lava e pulisce il termine Messia, lo riduce alla
sua giusta prospettiva e alla fine lo immerge nuovamente nelle acque del grande
abisso, hi-haw, hi-haw, hi-haw!
In qualsiasi modo gli ebrei credano e immaginino
il Messia figlio di Davide, la realtà è ben diversa da come la
immaginano. Credono che egli sia una figura di spicco e un servo di Dio che
conduce Israele alla sua redenzione finale. In verità, ciò che
attendono non si è ancora avverato, mentre ciò che realmente
attendono, pur non essendone ancora consapevoli, è già giunto.
L'Unto viene senza che si sappia (ba ha-mashiah be-hesech ha-daat), affermano i
Saggi d'Israele.
Non so esattamente come il Messia figlio di
Davide possa venire all'insaputa di Israele. Forse si nascondeva e
improvvisamente, a un certo punto, si è rivelato? In ogni caso, i Saggi,
di benedetta memoria, ignoravano come sarebbe stato. Hanno tramandato una certa
tradizione che sarà compresa solo quando si avvererà. E fino a
quel momento, nemmeno i Saggi d'Israele conoscevano l'enorme distinzione tra il
Goel Risorto che funge da Giudice Unto del Regno dei Cieli e il Messia figlio
di David che ha una posizione o missione "messianica" nel mondo, nel
contesto della Casa di Preghiera della Redenzione Finale. Né avrebbero
potuto comprenderla perché il Segno del Regno dei Cieli e il Segno della
Risurrezione sono giunti al Cristianesimo e non all'Ebraismo. Noi ora, grazie a
Dio, abbiamo i Segni Redenzionali Completi; il Cristianesimo, e non l'Ebraismo,
aveva i Segni Redenzionali Iniziali.
L'Ebraismo possedeva un altro gruppo di segni,
quelli di Purim, che è la seconda ma incompleta Redenzione di Israele,
nella Meghilat Ester, nella Tradizione di Mordechai ha-Tzadik e della Regina
Ester. Anche questi segni, tuttavia, vengono "rivelati" solo nella
Redenzione Finale, come il Morè Haim ci rivela attraverso il Tribunale
Stellare di Mordechai ha-Tzadik e il Segreto Stellare della Costellazione della
Regina Ester nel Regno di Ahashverosh. La Tradizione dei Saggi di Israele riguardante
Purim è anch'essa una grande, vasta e profonda Tradizione, ma non ha
nulla a che fare con la Nuova Rivelazione delle Stelle della Redenzione che ci
viene insegnata dal Goel Haim.
Purim, tuttavia, non è considerata una
Redenzione Completa perché, sebbene abbia comportato il ritorno in
Israele e la ricostruzione del Secondo Tempio a Gerusalemme, non ha realizzato
la redenzione delle Dieci Tribù Perdute d'Israele, senza cui non
c'è redenzione completa. L'essenza di Purim è piuttosto nascosta,
per cui la definiamo una Redenzione Nascosta. Per questo è chiamata anche
Hag la-yehudim, festa degli ebrei, ed è praticamente sconosciuta tra le
nazioni. Pertanto, sebbene Mordechai ha-Yehudi sia considerato il secondo
Goel d'Israele, i tre uomini della redenzione sono Mosè, Gesù e
Haim. In ogni caso, i Segni Messianici e Redenzionali Iniziali non furono
rivelati nella Redenzione di Purim ma tramite la Missione di Yeshua,
poiché egli li aveva ricevuti in segreto nella Scuola degli Esseni, e
non prima.
I Tre Uomini della Redenzione sono Mosè,
Gesù e Haim, e il Goel non è il Mashiah ben David. Pertanto, la
"posizione" nel mondo del Mashiach ben David non è quella che
gli ebrei hanno immaginato per millenni. Non può essere paragonato al
Goel finale eletto, che è risorto nel Segno Finale della Resurrezione e
che presiede al Regno Finale dei Cieli della Storia. Non solo! Il Goel, nel
mondo, era un vero Tzadik Nascosto, Capo dei 36 Tzadikim Nascosti e Sofferenti.
Paragonato al suo livello, il Messia figlio di Davide è un Asino, hi-haw,
hi-haw!
Oh, miei cari lettori, non sto scherzando. Non
ho inventato io il Segno dell'Asino che mangia il Pane! È parte
integrante dei Grandi Segni Completi della Redenzione Finale. E la Missione
dell'Asino è l'attuazione della profezia di Zaccaria (9:9): "Ecco,
il tuo re verrà a te, egli è uno tzadik e la salvezza da Dio
è con lui, egli è povero e cavalca un asino, un puledro figlio di
asina". Ora, avrei mai potuto inventare un versetto simile? E se è
un re, come può essere così povero da aver bisogno di cavalcare
un asino?
E, in verità, non è un re, ma la
Scrittura ha dovuto colmare la mancanza di un termine migliore, perché
il vero termine non poteva ancora essere rivelato, mentre l'idea di
regalità è presente nel mondo da sempre. Ma un re così
povero da dover cavalcare un asino è una vera anomalia. Hi-haw, il
prescelto Tzadik Haim, nella posizione di Giudice Unto del Regno dei Cieli, al
suo avvento è estremamente povero (a parte il fatto che ha veramente
sofferto la povertà durante tutti i suoi anni a Milano) perché
è il Goel prescelto, ma è completamente sconosciuto. Per forza di
cose deve esserci una missione sulla terra che porti e annunci la Notizia della
Venuta del Goel Finale. La profezia di Zaccaria cela in sé la Missione
dell'Asino che mangia il Pane. Hi-haw, hi-haw!
Capitolo 2
Mi riferisco al fatto che anche il Segno dell'Asino
è messianico e redenzionale. Ecco perché il termine
"messia" deve essere gettato nelle acque del grande abisso. Anche in
questo il versetto ci aiuta, perché non viene cavalcando solo un asino,
ma anche un puledro (o un asino selvatico). Quindi nessun asino può
alzare la testa per credere in se stesso più di un asino. Capite? Non
sto scherzando. Il Segno dell'Asino stesso getta la terminologia messianica,
ormai indesiderata, nelle acque di un passato molto confuso, dove verrà
ricordata solo per il gusto di studiare la storia passata. Ih ah!
E certamente il termine Re Messia (melech
ha-mashiah) si ricollegherà al re Salomone figlio di Davide, in tutta la
sua saggezza, gloria e vanità, affinché si possa comprendere
l'effetto che il titolo di Re Messia ha sulla gente. Infatti, la terminologia
di Re Messia lo spinse a desiderare un Regno Messianico dai propri figli!
Così prese trecento mogli e settecento concubine, oltre alla figlia del Faraone,
e si mise all'opera; ma non funzionò ed ebbe figli da una sola donna!
Sono voluti asini umili che conoscono il loro
posto, non un Re Messia! E come la teologia cristiana si estinguerà,
così anche il termine Christus Rex cadrà in disuso e
diventerà obsoleto. Grazie a Dio i re non esistono più, e se ce
ne sono ancora, non dureranno a lungo. I re hanno semplicemente fatto il loro
tempo; andiamo avanti con una storia migliore. Gesù, tuttavia, era il
figlio messianico di Giuseppe della Tradizione, ed era il Cristo (l'Unto) delle
nazioni cristiane che "presiedeva" il Pre-Regno dei Cieli. Ancora
più importante, però, nella Redenzione Finale, egli è il
secondo uomo della redenzione.
La ‘Missione’ (ma noi diciamo ‘Segno’ e non ‘Missione’)
dell’Asino che mangia il pane non deve essere chiamata messianica e gli asini
non devono mai essere chiamati Messia. Allora che fine ha fatto il Messia
figlio di Davide? Quindi lasciate che vi dica alcune cose e poi capirete. Il
termine di Mashiah ben David doveva esserci. Aprite le vostre menti, cari
lettori, e lasciate che la vostra intelligenza libera e flessibile vi conduca ad
una nuova comprensione. Quando la Redenzione Finale sarà rivelata dopo
che il Goel sarà scelto da Dio Onnipotente, essa sarà Universale.
Certo, ‘Universale’ è una parola fantastica. Pensate, ad esempio, al
termine Pace e Tranquillità Universali. Chi non lo comprerebbe se fosse
in vendita!
L'idea di universalità è
certamente grandiosa, ma rappresenta anche un grande problema per il popolo
ebraico, un vero e proprio divario da colmare. Ad Israele viene comandato di
essere una nazione separata nella sua santità e santificata nei suoi precetti.
Questa è l'essenza del patto eterno di Dio Onnipotente con il popolo
ebraico. Non è qualcosa che si verifica nella storia fino alla Redenzione
Completa per poi cambiare. È per sempre. Per la maggior parte degli
ebrei, l'idea di un'universalità da raggiungere nella Redenzione Finale
è un colpo di martello in testa che causa un'emicrania dolorosissima!
E non senza ragione; in termini numerici, il
popolo ebraico è lo 0,2 della popolazione mondiale. Gli ebrei
tradizionalisti sanno che una luce della verità dell'ebraismo si
diffonderà tra le nazioni, ma sanno anche che le nazioni non si convertiranno
all'ebraismo e non osserveranno i precetti della Torà. L'idea di
universalità redenzionale spaventa coloro che sono radicati nella
Tradizione della Torà. Come si concilierà la separazione della
Torà con l'universalismo? Non è una questione di poco conto
eppure, ovviamente, il Nuovo Patto Finale deve dare una risposta a questo
dilemma. Tuttavia, è importante notare che anche la Tradizione ha una
sua risposta tramite il termine "Mashiah ben David".
Che il Mashiah ben David debba nascere ebreo e
appartenere alla tribù di Giuda è un requisito fondamentale per
mantenere vivo il termine. È essenziale che sia un ebreo di nascita,
appartenente alla tradizione ebraica, che la conosca e la pratichi. Quindi,
tendete le orecchie e ascoltate. Per il Signore, nostro Dio, ogni tempo
è presente. È Ha Shem che ha separato Israele e gli ha dato i
Suoi comandamenti. Ed è Ha Shem che ha ideato la Redenzione Universale
Finale. Sia la separazione di Israele che l'universalità della Gheulà
ha-Shlemà sono vere. Come si manterrà la separazione? Questa
è la vera questione da risolvere.
Abbiamo spiegato che con la scelta di Dio dello
Tzadik Haim, i Segni Completi e Finali sono scesi in sogni redenzionali ai
primi Asini. Questi Segni, con le relative spiegazioni, sono stati trascritti ed
il Nuovo Patto Finale della Terza e Ultima Redenzione è stato stabilito.[3] È assolutamente
necessario che l'autorizzazione e l'autorità del Nuovo Patto, comprese
le istituzioni ad esso collegate come le Scuole della Redenzione Finale, la
Casa di Preghiera della Redenzione Finale e il Tribunale della Redenzione
Finale, siano saldamente affidate all'autorità di coloro che sono stati
scelti, i quali devono essere nati ebrei e conoscere la Tradizione ebraica.
Questo è ciò che è accaduto
a me. L'autorizzazione proviene dal Goel Haim. Come suo primo discepolo, dopo
la sua morte, mi ha affidato, in sogni redenzionali, la responsabilità
autorizzata del Nuovo Patto, della Nuova Casa di Preghiera, della Nuova Legge,
del Nuovo Rito e della Nuova, Vera Tradizione della Redenzione Finale. La
persona che riceve questa responsabilità deve essere nata ebrea. Io
appartengo anche alla Tribù di Giuda, come spesso ribadiva lo Tzadik
Haim. Se la responsabilità autorizzata del Nuovo Patto Finale, della
Casa di Preghiera della Redenzione Finale, della Nuova Legge, del Nuovo Rito e
della Nuova, Vera Kabalà della Redenzione Finale fosse nelle mani di
qualcuno non nato ebreo (anche se convertito), il perfetto equilibrio
dell'intero Nuovo Patto Finale non sarebbe valido. L'autorità della
Redenzione Finale deve essere in mani ebraiche, autorizzate dal Goel Haim.
Questa è la forza del termine
tradizionale Mashiah ben David. L'autorità del Nuovo Patto Finale deve
essere in mani ebraiche. Altrimenti non reggerebbe storicamente e
l'universalità delle nazioni porterebbe il mondo all'errore.
Permettetemi di raccontarvi brevemente un fatto
accaduto quando vivevamo in Israele tra il 1999 e il 2003. In Italia, avevamo
fondato la Scuola della Rosa (Beit Sefer Ha-Shoshana), Scuola ufficiale della
Redenzione Finale. Possediamo il documento ufficiale autenticato di questa
Scuola. Io ero ufficialmente il Capo della Scuola e avevo nominato Paolo Fierro
(il nostro Cavallo Bianco, convertito con noi nel Nuovo Patto sull'Altare di
Giuda) come Presidente. E sebbene non fosse nato ebreo, era il Partner
dell'Asino e direttamente sotto la mia autorità, e questo era
accettabile perché l'autorità era mia.
Quando andammo in Israele, però, ci fu un
problema tecnico riguardo alla presidenza di Paolo, perché per legge il
Presidente doveva risiedere in Italia. Anna Gasparotti, la prima Sacerdotessa
dell'Altare delle Nazioni (che aveva fatto tutto per la stesura dello Statuto
della Scuola), suggerì, in assenza di Paolo, di assumersi la presidenza.
Accettai. C'è una storia più lunga che non racconterò qui,
ma per farla breve, verso la fine di una discussione complicata feci il
seguente sogno:
C'era un grande raduno di persone provenienti da
diverse nazioni. Ero pronto a rivolgermi a loro in qualità di Asino responsabile
della Scuola della Rosa, ma appena entrai e volli parlare, mi evitarono e non
mi riconobbero alcuna autorità. L'atmosfera era come a dire: "Chi
è quell'ebreo? Cosa vuole? Non ha posto qui", ecc.. - -
Al mio risveglio riuscii a comprendere cosa fosse
successo e quale fosse la vera causa della nostra discussione.
L'autorità della Scuola deve essere in mani ebraiche. Se tale
autorità fosse nelle mani delle nazioni, queste ne abuserebbero, non
essendo in grado di mantenere l'equilibrio della parte ebraica del Nuovo Patto
Finale; e poiché il loro numero è così grande, finirebbero
per relegare l'Asino, e con lui il popolo ebraico, in qualche altra stalla.
Ero stato io a sbagliare, ma Anna ne pagò
le conseguenze. Dal momento in cui assunse quella Presidenza, iniziò a
parlare in modo diverso (nella corrispondenza tra noi) e a dire cose che non
avrebbe mai detto e che erano fuori luogo, ma lei non se ne rendeva conto. Alla
fine della corrispondenza, con questo sogno, capii il mio errore. Quella presidenza
non può essere nelle mani delle nazioni per le ragioni spiegate. Era
tutto un Segno per mostrarmi quanto fosse importante che tutte le Istituzioni
Ufficiali della Redenzione Finale fossero in mani ebraiche, in questo caso
nelle mie mani come l'Asino Ebreo autorizzato dal Goel Haim; altrimenti tutto
sarebbe andato fuori strada.
E, tra
l'altro, solo al nostro ritorno da Israele e con un segno da noi compiuto, in
cui Paolo riprendeva la presidenza sotto la mia autorità, Anna è
tornata ad essere se stessa come sempre. Non credo che ancora oggi Anna capisca
veramente cosa sia successo o "come" sia diventata con la presidenza
sulle spalle. È stato davvero incredibile e straordinario. È
così che accadono le cose nei Segni Compiuti: se commettiamo un errore,
accadono cose incredibili finché non lo comprendiamo e lo correggiamo. E
nel frattempo impariamo molte altre cose attraverso la correzione.
Io stesso non avevo compreso l'estrema
importanza della responsabilità ebraica necessaria per mantenere il
giusto equilibrio nella Redenzione Finale. In generale la capivo, ma non per
quanto riguarda la Scuola. Le Scuole della Redenzione Finale (che designiamo
come Scuola della Shoshana in Italia, Scuola della Rosa Gialla in America e
Beit Sefer Ester in Israele) sono l'elemento essenziale per estendere il Nuovo
Messaggio alle generazioni future.
Eccoci dunque. Il Goel Finale è stato
scelto, i Segni Completi discendono e la Missione dell'Asino è stabilita.
Lo Tzadik Haim è il Giudice Unto nel Regno dei Cieli, l'Unto della Mishnah.
Il nome dell'Unto scelto è Haim, che significa Vita. Un sogno ha
affermato che Haim significa Pace. Ciò significa che la Vita a cui si fa
riferimento è la vera vita piacevole che si può ottenere solo
quando c'è vera pace nel mondo. Il Goel Haim è quindi il Principe
della Pace menzionato nella profezia di Isaia (9:5). L'Unto della Mishnah porta
un rinnovamento nel mondo nelle sei categorie menzionate: l'estensione della
Torà, l'estensione della conoscenza di ciò che è amato da
Dio e di ciò che è odiato, una maggiore conoscenza di ciò
che rappresenta la "ricompensa" per l'adempimento della
volontà di Ha Shem e le punizioni per il male, il Progetto del Terzo e
Ultimo Tempio e, in generale, il servizio a EL SHADDAI nella preghiera davanti
al Trono della Sua Gloria.
LoTzadik Haim eletto è dunque il
‘mashuah’, l’Unto, della Mishnah, ed è lui che tutto Israele, e con
Israele il mondo intero, attende veramente. Ciò che è stato
chiamato, necessariamente come spiegato, il Mashiah ben David significa
più precisamente che la persona o le persone scelte e unte dal Goel Haim
come responsabili dell’autorità del Nuovo Patto Finale devono nascere
ebree e conoscere la Tradizione di Israele. Questa autorità è
principalmente legata all’Asino capo che mangia il Pane dell’Altare del Grande
Israele. Per questo motivo lo Tzadik Abuhhatzeira nel sogno di Solly Kamkhaji
disse a Peretz: “Ah, sei tu allora l’Asino, il Messia figlio di Davide” (àä,
àæ àúä äåà äçîåø, îùéç áï ãåéã).
Il Segno dell'Asino che mangia il Pane della
Redenzione Finale, e chiunque in seguito adempirà alla Missione
dell'Asino nella Casa di Preghiera per tutte le Nazioni, non può
rappresentare la redenzione per Israele senza i Segni del Messia figlio di
Davide, che si riferiscono principalmente all'autorità ebraica per il
Nuovo Patto Finale. Come spiegato, non si tratta di una questione di poco conto
e deve essere saldamente stabilita per tutte le generazioni future.
Io non sono il Mashiah ben David. Sono il primo Asino
che ha dovuto portare i Segni dell'Asino, Mashiah ben David, per le
ragioni spiegate. E se qualcuno mi chiama Messia o Mashiah, gli darò un
bel calcio da asino! Hi-haw!
Il fatto, tuttavia, non è di poco conto,
come ho già detto. Quel Segno ricevuto da Solly, è un Segno
"grande" e importante. Non può mancare tra i Segni Compiuti
della Redenzione Finale. Aprite le vostre menti, o ebrei perspicaci; questo
Segno in sé, un Segno storico, non serve a identificare l'Asino con il
Messia ben David. Serve a far sì che la terminologia storica del Messia figlio
di David si adatti alle vere proporzioni del Segno degli Asini che mangiano il
Pane. Hi-haw, hi-haw! Questo è un cambiamento storico "grande"
e importante. Tutti i parametri che la Tradizione ebraica ha contemplato e
"stabilito" riguardo al Mashiah ben David non rientrano nei veri
parametri della Redenzione Finale.
La tradizione attende un grande, eletto e santo
personaggio attorno al quale si riunirà tutto Israele e poi le nazioni,
e che adempirà ai vari obblighi messianici, come radunare gli esiliati,
costruire il Terzo Tempio e ricondurre tutto Israele alla Torà, ecc. I
parametri della Redenzione Finale sono completamente diversi e del tutto nuovi.
Il prescelto Tzadik Haim, che ha sofferto molto in vita, è morto nella
sua ultima sofferenza ed è risorto, ed è il Giudice Unto nel
Regno dei Cieli. Egli è il grande e santo personaggio scelto da Dio
Onnipotente. Egli è al di là della morte e presiede nel Regno dei
Cieli. Comunica con noi principalmente attraverso i sogni, ci insegna molte
cose nuove e ci guida.
Il Segno dell'Asino viene per portare la Novità
del Goel Haim eletto, del Regno dei Cieli definitivo e dei Segni Redenzionali.
Nei tempi in cui viviamo, nessuna persona sulla
terra, a prescindere dal suo livello, sarebbe in grado di presentarsi al popolo
ebraico come il Messia figlio di Davide. Sarebbe più facilmente deriso e
ridicolizzato che accettato come un vero Portavoce di Dio. Nessuna persona
potrebbe unificare gli ebrei, così divisi da mille fratture. Né
gli ebrei sono ora vicini per comprendere l'universalità della
Redenzione Finale. Non esiste più alcuna via per raggiungere un Messia
figlio di Davide. Ma così deve essere, perché l'idea che gli
ebrei hanno del Messia figlio di Davide è ormai superata!
Non sto parlando a vanvera. Sono autorizzato dal
Goel Haim a spiegare questa questione nel modo più completo possibile.
La prima redenzione dall'Egitto avvenne dopo che i figli d'Israele furono
schiavi in Egitto
per 210 anni. La seconda redenzione di Israele avvenne pochi anni prima dei 70
anni di esilio in Babilonia e Persia. La terza e ultima redenzione giunge
dopo 2000 anni di diaspora tra le nazioni.
Nell'esilio c'è ciò che nella
Tradizione è noto come "hester panim". Letteralmente significa
che, per così dire, Dio nasconde il Suo volto. E nascondendo il Suo
volto a Israele, Egli nasconde Se stesso, per così dire, al mondo in
generale. Ciò significa che c'è una grande oscurità nel
mondo, che ha molteplici aspetti, ma in generale indica "oscurità
riguardo al vero servizio a Dio Onnipotente".
E se questo vale per Israele, quanto più
per le nazioni. C'è una grande oscurità ovunque. Ci sono anche
religioni ovunque, ma anch'esse sono avvolte nelle tenebre. Abbiamo spiegato a
lungo come persino nel mondo ebraico della Tradizione, una terribile piaga
spirituale si sia insinuata nel campo ebraico negli ultimi 400 anni, deviando
completamente dalla vera fede di Israele, la dottrina dell'Emanazione del Libro
dello Zohar. Questo rappresenta un'oscurità insondabile tra tutti coloro
che credono in queste sciocchezze idolatriche. Rappresenta anche
un'oscurità generale nella fede, perché persino gli ebrei
tradizionalisti che non hanno nulla a che fare con lo Zohar o con tutto il
cosiddetto misticismo ebraico, non sono stati in grado di denunciarlo, di
comprenderne il terribile errore e di condannarlo, di estirparlo dal vero
ebraismo e di bandirlo per sempre. Solo il saggio yemenita Yihye ibn Shlomoh El
Kapah comprese appieno la questione e scrisse il libro estremamente chiaro e
potente Milhamot Ha-Shem (Le guerre di Dio) contro la dottrina delle Sefirot
dello Zohar. Ma quando fu pubblicato a Gerusalemme nel 1931, i cosiddetti
cabalisti bandirono il libro, si cosparsero la fronte di cenere e si recarono a
piedi nudi al cimitero per piangere davanti al Cielo per quell'opera ignobile
che, oy gevalt, scredita lo Zohar. Esilio, tenebre, idolatria e totale follia.
Nel nome della Torà, oiy gevalt!
Questo peccato è sintomatico della terribile
oscurità che ha pervaso persino il cuore stesso della fede di Israele,
seminando devastazione in migliaia di altri ambiti della società
ebraica, sia dentro che fuori Israele. Ha abbassato il livello dell'ebraismo
senza che Israele se ne accorgesse. Il mio scopo qui, tuttavia, non è
quello di soffermarmi su questo peccato, ma sulle tenebre dell'esilio in cui la
vera luce di Dio è occultata.
Come ebrei, dobbiamo ora rendercene conto con
grande enfasi. Se desideriamo rimanere saldi nell'orgoglio della nostra fede,
dobbiamo ammettere la verità. In esilio, Dio si nasconde e le tenebre
regnano sovrane. Gli errori, inevitabilmente, si insinuano, errori di cui non
siamo consapevoli perché occultati da un velo di oscurità. Quanto
sono lontani ora il popolo d'Israele e il mondo intero dalla promessa di Dio
contenuta nel Nuovo Patto profetizzato da Geremia (31-33): "Nessuno
avrà più bisogno di insegnare al proprio prossimo o al proprio
fratello, dicendo: 'Conosci Dio', perché tutti conosceranno, dal
più piccolo al più grande, la parola di Dio; Io perdonerò
il loro peccato e non ricorderò più la loro
iniquità".
O voi, cari lettori, ritrovate la vostra
unità mentale. Il Nuovo Patto Finale porta con sé un'enorme Nuova
Luce che pone fine alle tenebre del passato che hanno offuscato gli occhi di
Israele in questi ultimi 2000 anni. Più che l'orgoglio per la nostra
eredità, ora dobbiamo impegnarci a purificarci dagli errori del passato.
Dobbiamo entrare nella fase della Correzione. Dobbiamo cercare la Nuova Luce
della promessa Redenzione Finale. Dobbiamo forse cercare un Re Messia quando
noi e la maggior parte del mondo abbiamo ripudiato ogni Re? Dobbiamo forse
cercare ciò che già conosciamo quando la profezia (Isaia 48:6)
dichiara chiaramente: "Non dite di aver udito e conosciuto queste cose
(della rivelazione finale); queste sono cose nuove, create ora e conservate;
voi non ne avevate sentito parlare e non le conoscevate" ecc.?
Ascoltate dunque! Se non avevate mai sentito
parlare di queste cose e non le conoscevate, non sarebbe forse giunto il
momento di ascoltarle e di conoscerle quando vi verrà detto che sono
arrivate? Ditemi allora se questa logica da asino non è perfetta! Potete
forse fingere di sapere o di capire ciò di cui ancora non sapete nulla?
Allo stesso modo, le vostre idee sul Messia figlio di Davide sono sballate
quando arriveranno i Segni Redenzionali. Sono superate e obsolete. E la
verità che giunge è nuova e deve essere ascoltata come qualcosa
di nuovo, di cui non avete mai sentito parlare e ignoravate. Quindi non
scherzate con un Asino che ha zoccoli profetici. Rinnovate il vostro cervello
negli zoccoli di un asino che dice la verità. Il Re Messia, figlio di
Davide, si ritirerà nelle acque del non ritorno perché non fa
parte della Redenzione Finale. Hi-haw!
Abbiamo, tuttavia, alcune qualità di
unzione che ci vengono conferite dal Giudice Unto del Regno dei Cieli, il Goel
Haim finale. Infatti, la terminologia messianica è anche una
terminologia di unzione con olio. Tradizionalmente, infatti, esistono tre
filoni principali della terminologia messianica: la Regalità Unta, il
Sacerdozio Unto e il Messia figlio di Davide. Sappiamo dai documenti di Qumran
che nella Scuola degli Esseni, la Regalità Unta non era chiamata
Regalità ma Guerriero Unto (Mashiah Milhama) e tale titolo veniva
conferito al Saggio Unto della Scuola, il più rispettato per la sua
saggezza e conoscenza e per la sua vicinanza al Maestro di Giustizia. Il
Sacerdozio Unto era detenuto da un Sacerdote scelto dalla stirpe di Tzadok. Il
Messia ben David Unto era il Messia delle guerre finali tra le Forze del Bene e
le Forze delle Tenebre. Questi erano dunque tre uomini in quelle tre Posizioni
di Unzione.
Grazie a
Dio, abbiamo ricevuto i Segni della Casa di Preghiera Finale di 7 piani e 13
Altari di Preghiera e Tappeto dell'Islam. Ci sono 4 Sacerdozi Unti (o 8
contando le Sacerdotesse dei rispettivi Altari di Preghiera). C'è anche
la Posizione Unta dell'Asino Capo che mangia il Pane. Quindi il Sacerdozio
nella Casa di Preghiera è una Posizione Unta. Ci sono 4 livelli di
Sacerdozio per: l'Altare del Sacerdote Unto, l'Altare di Giuda, l'Altare di
Efraim e l'Altare di Malchitzedek.
L'unzione più elevata spetta al Sacerdote
Unto sull'Altare del Sacerdote Unto; egli deve essere nato ebreo e conoscere la
Tradizione ebraica. Allo stesso modo, il Sacerdote dell'Altare di Giuda deve
essere nato ebreo e conoscere la Tradizione ebraica. Il Sacerdote dell'Altare
di Efraim non deve necessariamente essere nato ebreo; sarà una delle
Pecore Perdute della Casa d'Israele convertite sull'Altare di Efraim nel Nuovo
Patto Finale. Il Sacerdote dell'Altare di Malchitzedek non è ebreo; egli
ha giurato fedeltà al Nuovo Patto Finale della Redenzione Finale.
L'Altare della "Missione" dell'Asino
che mangia il Pane è chiamato Altare del Grande Israele (mizbeah Israel
ha-gadol). L'unzione di questo Altare non riguarda il Sacerdozio, poiché
questo Altare non richiede un Sacerdozio, ma richiede un Asino Capo che, come
spiegato, deve essere ebreo di nascita. Gli Altari del Sacerdote Unto, di Giuda
e di Efraim sono Altari ebraici. L'Altare del Grande Israele non è un
Altare ebraico, eccetto per l'Asino Capo. Tutti coloro che diventano Asini
fanno parte di questo Altare.
Dobbiamo
dunque essere tutti chiamati Messia o Messianici? Assolutamente no! Sono questi
i Messia che Israele sta aspettando? Assolutamente no! Essi devono essere
chiamati Sacerdoti Unti. Il Capo Asino dell'Altare del Grande Israele si chiama
forse Asino, Messia ben David? Assolutamente no! Deve essere chiamato il Capo Asino
che mangia il Pane. Lo Tzadik Abuhatzeira si sbagliava, dunque, nel chiamarmi
Asino, Messia ben David (ha-hamor, mashiah ben david)? No, non si sbagliava. Il
Capo Asino porta i Segni dell'autorità ebraica nel quadro del Nuovo
Patto Finale. Il termine tradizionale che indica tale autorità è
"Mashiah ben David". Hi-haw, hi-haw!
Che cosa c'entra, dunque, il concetto
tradizionale con le forme finali della Redenzione finale? Beh, se gli ebrei
immaginano che il Messia ben David sia un asino eletto che raglia le Novità
della Redenzione Finale, allora potrei rientrare nella loro idea. Fatemi sapere
se incontrate un ebreo simile, così da poterlo informare del resto!
Come potete vedere, non c'è nessuno qui
sulla terra di cui innamorarsi perdutamente. E quanto al rispetto, questo deve
essere per tutti. E se volete mostrarmi amore per le mie particolari
credenziali di primo Asino che mangia il Pane, leggete e studiate i testi e le
testimonianze del Libro della Rosa, e ragliate insieme a me nell'amore per EL
SHADDAI e nel timore della Sua grandezza, e con lodi a Lui per aver scelto il Goel
Finale, lo Tzadik Haim, e per averlo unto come Giudice Unto del Regno dei
Cieli.
Allora sarò soddisfatto dell'amore che mi
mostrerete e insieme raglieremo con grande gioia per le Novità dell'avvento
del Goel Finale scelto da Dio Onnipotente per la redenzione di Israele, la
redenzione dei Cristiani, la redenzione dei Musulmani e la redenzione di tutta
l'umanità, come è scritto: "si realizzerà per mezzo
suo la volontà di Ha Shem" (Isaia 53:10).
Capitolo 3
Mi riferisco al fatto che sicuramente ci saranno
coloro che inizialmente avranno grande difficoltà a comprendere quali
prove abbiamo per dire che la missione di Gesù portava con sé i
Segni Iniziali e che la Redenzione Finale contiene i Segni Messianici e Redenzionali
Completi. L'ho ribadito più volte perché è essenziale per alcuni
scopi importanti. La spiegazione è semplice: i Segni Redenzionali sono scesi
e in passato c'erano dei Segni Iniziali che deduciamo dal Nuovo Testamento. E dal
Segno Redenzionale delle Stelle possiamo essere sicuri che i Segni Iniziali facevano
parte della missione di Gesù, dato che lo stesso Goel Haim dichiara:
"Questa è la Stella di Cristo, venuta in virtù
dell'umiltà". E, naturalmente, il messaggio ricevuto in sogno da
Giuseppe dall'Arcangelo Michele, l'angelo ministeriale di Israele ("Tre
sono gli uomini della Redenzione: Mosè, Gesù e Haim")
suggella tale concetto.
Vorreste comunque saperne di più; avete
ragione. Del resto, anche la Grande Aquila, il Rambam, di benedetta memoria,
affermò (nel Mishné Torà, Hilchot Melahim) che, riguardo
alle profezie messianiche, nessuno ne conosce il vero significato fino a quando
avverrà la Redenzione Finale e solo allora sarà rivelato.
La sua affermazione stimola l'Asino a mettersi
all'opera. Quindi ascoltate, perché c'è una profezia in Isaia 48
che vi stupirà, una volta che sarà compresa. Da essa, una volta conosciuti
i Segni Redenzionali, si potrà capire la questione dei Segni Iniziali e
dei Segni Completi. All'inizio può sembrare un po' forzata, ma se analizzate
attentamente il linguaggio, ogni dubbio svanirà. Ecco la mia traduzione
di questa sconvolgente profezia:
Isaia 48, 6-8 – (6) Tu hai
udito che tutto è stato visto (nelle visioni dei profeti); non direte
dunque che io ve le avevo già fatte udire. Ora io ti annuncio delle cose
nuove, delle cose nascoste, a te ignote. (7) Esse sono state create adesso e
non da tempo antico, e prima d'oggi non ne avevi sentito parlare, perché
tu non abbia a dire: "Ah, ma le conosco già". (8) No, tu non le
avevi mai sentite, non ne sapevi niente, nulla in passato ti era mai venuto
agli orecchi, perché sapevo che ti saresti comportato iniquamente e che
ti chiami "ribelle" fin dal grembo materno".
Vi avevo detto che si tratta di una rivelazione
sconvolgente! Se queste cose sono totalmente nuove e sono state create ora,
come possono anche essere definite "nascoste dal passato"? E quando
mai Israele non ha prestato ascolto, visto che Dio sapeva che Israele era
ribelle fin dal grembo materno? Se Israele avesse potuto prestare ascolto, come
indica la profezia, queste cose non esistevano forse già dapprima? Di
per sé, questa profezia sembra incomprensibile. Solo con le Chiavi Redenzionali
può essere interpretata. Per ora sappiamo solo che la missione messianica
di Gesù era vera e si basava sui Segni Iniziali che diventarono la forza
motrice del Cristianesimo successivo.
La profezia stessa parla in due modi delle cose
nuove. È vero che sono del tutto nuove e create ora, ma è anche
vero che erano nascoste perché, in sostanza, esistevano già in
passato. Quindi è vero che Israele ebbe la possibilità di
ascoltarle perché ci fu un'apertura storica ad esse nella missione di
Yeshua. Anche allora erano cose veramente nuove, come l'annuncio dell'avvento
del Regno dei Cieli e la Resurrezione di Gesù. E il Nazareno disse che
stava predicando un Nuovo Messaggio, come dichiarato nella parabola del seminatore
che descrive le varie categorie di persone che ricevono il Nuovo Messaggio.
La Stella di Cristo fu considerata da due degli
evangelisti come un evento messianico ben preciso, associato a Gesù,
talmente importante da non poter mancare nella stesura del Vangelo cristiano.
Si trattava di una novità assoluta, una convergenza stellare per la
missione messianica sulla terra. Chi mai aveva sentito parlare o aveva visto
una simile convergenza prima d'allora? Storicamente, quel segno iniziale della
Stella di Cristo doveva essere associato al Segno delle Stelle Redenzionali e al
Libro delle Stelle di Abramo, nostro padre, che ci viene insegnato dal Morè
Haim.
DIARIO: 14.09.2009; 25 Elul
5770; 27 Stella del Progetto 3962; Fara Gera D’Adda: Ho letto sul Jerusalem
Post un articolo di un ricostruzionista; è la prima volta che mi imbatto
in qualcosa del genere. Ho trovato l'articolo piuttosto interessante.
Rappresenta un nuovo tipo di tolleranza tra gli ebrei che soppianterebbe
l'intolleranza degli ebrei ortodossi, rifiutando al contempo la totale
indifferenza verso l'ebraismo e il sionismo di molti ebrei dentro e fuori Israele,
ormai fuori dal contatto con la storia e la cultura ebraica. L'autore
attribuisce la colpa di ciò principalmente ai Haredim, che sono stati
tutt'altro che un esempio da seguire. Afferma anche (e, giustamente, aggiungo
io) che i movimenti conservatore e riformato sono nati dall'insoddisfazione
degli ebrei nei confronti della chiusura mentale e dell'intolleranza
dell'ortodossia.
L'articolista esprime alcuni concetti
interessanti. L'istituzione dei Capo Rabbini in Israele dovrebbe essere
abolita. Ha ragione. Perché mai dovrebbero esserci un Rabbino Capo
ashkenazita e uno sefardita? E se proprio devono esserci, perché non istituire
anche un Rabbino Capo per ogni comunità ebraica la cui cultura non sia
ashkenazita o sefardita, come gli ebrei yemeniti o gli ebrei conservatori o
riformati, ecc.? La situazione attuale serve solo a rafforzare il punto di
vista ortodosso e ad emarginare tutto il resto. Infatti, le conversioni, i
matrimoni ecc. dei conservatori, dei riformati o di qualsiasi altro gruppo non
ortodosso non sono ritenuti legali. Pertanto, sostiene l'articolista, non tutti
gli ebrei hanno un vero posto nell'ebraismo e ciò li allontana invece di
avvicinarli. Ci sono molte incongruenze ed ingiustizie. Come soluzione, egli
propone un Tribunale Rabbinico in Israele composto da rabbini ortodossi,
conservatori e riformati.
L'autore, tuttavia, ritiene che il principio
laico di separazione tra religione e Stato dovrebbe essere applicato anche in
Israele e critica aspramente i partiti politici israeliani per aver utilizzato a
fini politici le divisioni religiose. I religiosi dovrebbero avere le proprie
istituzioni, finanziate dai loro fedeli e non dallo Stato. È difficile
confutare un'idea così assennata.
In ogni caso, il sionismo, la storia e la
cultura ebraica e la fedeltà ai valori ebraici sono elementi essenziali
per i Ricostruzionisti. Non credono in un Messia fisico che deve
necessariamente venire. L'autore ritiene inoltre che Israele non debba adottare
elezioni proporzionali, ma elezioni collettive, come negli Stati Uniti.
Bene, quindi cosa ne pensa un asino dell'ebraismo
ricostruzionista così come presentato in questo articolo? Beh, io
apprezzo la tolleranza, mentre l'intolleranza e il pregiudizio sono una piaga
per ogni società del mondo.
Per quanto riguarda la separazione tra Stato e
religione, la questione è tutt'altro che semplice. E il fatto che sia
positiva per la società americana non significa che funzioni anche per
Israele. Se non ci fossero ebrei religiosi a rappresentare le componenti
religiose della popolazione, ciò causerebbe una scissione irreparabile
nel mondo israeliano, persino peggiore di quella che esiste oggi tra Israele
religioso e laico. La corruzione e il clientelismo politico a livello
governativo sono un problema a parte che deve essere risolto in generale. La
corruzione non è dovuta solo alla presenza dei partiti religiosi, e la
sua lotta richiede altri parametri che riguardano sia i religiosi che i laici.
Ma il punto più problematico qui proposto, a mio avviso, è che il
Tribunale Religioso (separato dal Governo) dovrebbe includere rabbini
ortodossi, conservatori e riformati. Questa proposta di tolleranza è
molto bella, ma irrealizzabile. Un Tribunale Religioso deve fondarsi sulle
leggi della Torà e della Halachà. Si potrebbe sostenere che il
Movimento Conservatore sia più tollerante perché si basa sulla
Torà e sulla tradizione halachica, ma con la buona intenzione di
utilizzare la Tradizione per trovare modi per alleggerire il peso, sotto molti
aspetti, rispetto alla severità generale dell'Halachà. Questo non
si può dire del Movimento Riformato, che ha creato un proprio codice di
leggi e non accetta la Torà o l'Halachà come base per tutte le
sue decisioni legali. La tolleranza deve fondarsi sulla compatibilità e,
in termini di giudizio, la compatibilità richiede un codice di parametri
che tutti devono seguire.
Tra gli ebrei ortodossi e i rabbini riformati
non esiste una "costituzione" comune. Gli ebrei ortodossi non possono
cercare la giusta condanna sulla base della tradizione ebraica nei confronti di
coloro che non la accettano. Fare ciò sarebbe un suicidio nazionale, non
la preziosa misura della tolleranza! Anche le misure di tolleranza, infatti,
devono essere studiate per comprenderne l'applicabilità o meno della
Legge. È anche vero che gli ortodossi non possono dettare a tutti gli
ebrei cosa devono fare o meno. Semplicemente non funziona così. Allo
stesso modo, è vero che non tutti gli ebrei vengono giudicati secondo i
principi dell'Halachà. Se gli ortodossi pensano di essere gli unici ad
avere un posto nell'aldilà, non capiscono nulla del Tribunale Supremo.
Dipende da chi è la persona, da cosa dice e da cosa fa, e ognuno viene
giudicato secondo parametri che sono validi solo per quella persona. Non
esistono passaporti per l'aldilà. E non dimentichiamo che l'ipocrisia
è uno dei peccati più gravi agli occhi del Cielo, e purtroppo non
manca nemmeno tra gli ortodossi. Dio Onnipotente desidera e ama il buon cuore
di ogni persona, che sia ortodossa, conservatrice, riformata o ricostruzionista,
che sia ebrea, cristiana, musulmana, buddista, Mohawk o aborigena.
Ma a parte questo, ci sono gravi errori in cui
gli ortodossi sono caduti negli ultimi 400 anni, a causa del peccato idolatra
delle Sefirot dello Zohar, che ha generato il misticismo kabalistico e il Chassidismo.
Nulla di tutto ciò è presente nell'ebraismo conservatore o
riformato. E purtroppo la stessa Halachà è stata terribilmente
contaminata da idee, riti e preghiere di stampo kabalistico. Bisogna tornare
all'Halachà del Rambam per "ripulire" l'ebraismo.
Ecco dunque il grande nodo cruciale, che non
potrà essere sciolto fino alla Nuova Rivelazione della Redenzione
Finale. Non può esserci una vera riconciliazione tra ortodossi,
conservatori e riformati nella loro forma attuale. Allo stesso modo, non
può esserci una vera riconciliazione tra Ebraismo e Cristianesimo
finché i Segni Completi della Redenzione Finale non risolveranno la
missione messianica di Gesù.
Se, tuttavia, non ci fosse una catena di continuità
nella Tradizione ebraica, non potrebbe esserci riconciliazione nemmeno con i
Segni Redenzionali, perché non ci sarebbe alcuna Tradizione su cui
basarsi e costruire! La catena di continuità della Torà scritta e
della Tradizione Orale è quella dell'Halachà; non ce n'è
un'altra. Questa è quella del cosiddetto ebraismo ortodosso (un termine
che detesto profondamente) che oggi racchiude diverse correnti unite dalla
"fede" nella Torà, nella Tradizione Orale e nella
Halachà.
La Halachà deve essere riformata
perché in molti casi non ha mantenuto l'ebraismo normativo nelle giuste
proporzioni, pur conservando le basi della fede richieste dalla Torà e
dalla Tradizione. Tale riforma della Halachà può avvenire solo
con la Redenzione Finale, nella quale verranno messe a nudo le aberrazioni delle
tradizioni dello Zohar e di Zfat e il falso messianismo di Chabad. Alla luce
dei Sei Segni Redenzionali, della conoscenza della Venuta del Goel, della
verità riguardante il Segno della Resurrezione, della verità
riguardante la differenza tra il Goel e il Messia, della verità
riguardante la Missione Messianica di Yeshua, della verità della Casa di
Preghiera profetizzata, ecc., i rabbini della Halachà riformeranno l'ebraismo
halachico. Questo è il compito dei rabbini che guidano le sinagoghe.
Il compito degli Asini nella Redenzione Finale
è quello di stabilire la Nuova Legge per gli ebrei sull'Altare di Giuda
o sull'Altare di Efraim, così come sull'Altare di Malchitzedek per le Nazioni.
La Sinagoga Tradizionale rimarrà, ma riformata internamente dai rabbini
tradizionalisti. Il movimento riformato nell'ebraismo non durerà, dato
che avrà fatto il suo tempo. La Redenzione Finale verifica l'intera
Tradizione, e noi spieghiamo che la Torà stessa entra nel Nuovo Patto
Finale, la medicina per tutti quegli ebrei che hanno violato il Patto della Torà.
Non me lo sono inventato. Il Nuovo Patto di Geremia 31 viene per correggere il
popolo ebraico dopo che "ha violato il Mio patto". Il Nuovo Patto
guarirà tutte le ferite passate.
Alla fine, gli ebrei del movimento riformato
entreranno nel Nuovo Patto sull'Altare di Giuda (Altare delle Figlie di
Giacobbe per le donne) dove non dovranno tornare all'Halachà così
come è stata tramandata, ma assumeranno su di loro la Nuova Legge della
Redenzione Finale. Essa è autorizzata davanti a Dio Onnipotente ed
è valida per tutti gli ebrei che desiderano seguirla al posto dell'Halachà.
Lo Shabbat è Shabbat; ogni lavoro è proibito, comprare e vendere,
accendere o usare il fuoco, ecc. Tuttavia, lo Shabbat è molto più
semplice nella Nuova Legge. Le festività ebraiche rimangono in vigore,
ma il Nuovo Rito per esse è completamente nuovo.
Basta con questa discussione. Mi dispiace quasi
di averla sollevata, ma per me è stata la prima volta che ho sentito
parlare delle idee dei ricostruzionisti. Voglio dire solo una cosa: si
può separare lo Stato dalla religione, ma non si può e non si
deve fare una separazione tra Ha Shem e la vita.
Oggi, venerdì 18 settembre 2009, vigilia
di Rosh ha-Shanà, Nodà ha ricevuto un sogno estremamente
importante: si trovava a Roma e, sebbene nella realtà non le piaccia la
città, nel sogno appariva molto bella; stranamente, c'era uno strato
d'acqua che ricopriva la città. Il preside di una certa scuola la chiamò
per chiederle alcune informazioni sui nostri scritti. Nodà voleva
parlare del libro di Daniele "I Difetti di Gesù", ma proprio
mentre stava per iniziare, apparve Gesù che le disse: "Quando si
parla di me, bisogna farlo in termini d'amore. I cristiani comprendono solo un
linguaggio d'amore perché molti hanno imparato l'amore dalle mie parole,
ad amare, perdonare e a lavorare per il bene altrui, come le suore che vanno in
missione e si sacrificano per aiutare il prossimo. Quanto agli ebrei, non
devono chiedere perdono per ciò che è successo. Hanno già
sofferto abbastanza durante tutta la Diaspora. Riguardo alla mia nascita e allo
Spirito, è vero ciò che Peretz ha spiegato, che i miei genitori
erano molto praticanti e timorati di Dio; non lo sarebbero mai stati se non
fossero stati pervasi da uno Spirito della Provvidenza divina. E poi, è
vero che avevo più fratelli....
Si tratta di un messaggio molto importante.
Rappresenta il "completamento" della Correzione del Cristianesimo e
della Riforma nell'Ebraismo. Credo che il titolo di "I Difetti di
Gesù" debba essere sostituito con "Amo il Vero
Gesù". Inoltre, devo correggere la mia interpretazione di Isaia 53,
in quanto avevo scritto che l'intero popolo si sarebbe alla fine pentito per
quanto accaduto. Sono giunto a questa conclusione seguendo una certa logica:
dopo aver capito di aver completamente frainteso Gesù, che in
verità era amato da Dio e portava su di sé i nostri peccati e la
nostra iniquità nel suo tragico sacrificio messianico, mi sembrava
logico che a un certo punto della storia il popolo ebraico si sarebbe pentito
per tutto ciò che era accaduto. Ma nel sogno Gesù dichiara che
non è così. Gli ebrei non devono pentirsi o chiedere perdono.
Rileggendo Isaia 53, in effetti non c'è scritto che Israele si
pentirà; si parla di un riconoscimento storico, non di un pentimento.
Attraverso i Segni Completi, il popolo ebraico giungerà a riconoscere la
vera storia messianica di Gesù e della sua missione. Ciò
rappresenta un enorme cambiamento nella mentalità ebraica; e quindi
nella Nuova Storia della Redenzione Finale e nella vera Riconciliazione dei
cuori dei padri (il popolo ebraico) con i loro figli (i cristiani) e dei cuori
dei figli con i loro padri.
Giuseppe a Rosh ha-Shana 5770 ha sognato che i
nemici stavano pianificando, senza farlo vedere, un attacco contro Israele. Ci
sarebbe poi stata una guerra tremenda, ma alla fine Israele avrebbe vinto e
alla fine del sogno si vedevano innumerevoli tombe dei nemici di Israele.
//////
Quest'anno 5770 è sotto il segno della
AYIN Grande (che ha il valore numerico di 70). La AYIN Grande si trova nel verso
(Deuteronomio 6:4) "Shemà (ùîò) Israel, Adonai Elohenu, Adonai Ehad (àçã)" - Ascolta Israele, il Signore, nostro Dio, il Signore
è Uno. La lettera AYIN di Shemà è Grande. Anche l'ultima
lettera, la DALET di Ehad, è Grande. Insieme, l'AYIN e la DALET formano ED
(òã) = testimone. La verità
dello Shemà Israel deve essere testimoniata da Israele alle 70 Nazioni
del mondo. Infatti, sebbene Israele sia comandato di pronunciare questa
testimonianza due volte al giorno, la sua verità è valida per
tutti i popoli della terra.
Spero che questa sia una buona notizia per la
pubblicazione del nostro testo Matteo-Bambino, ovvero "Ciò che
mancava alla vera Bibbia, spiegato al Matteo-Bambino".
La AYIN Grande di Shemà va riferita alla
Stella di Avimelech (la sesta e la settima Stella del Grande Tribunale sono la
Stella di Avimelech e la Stella di Fichol) che è la Stella delle 70
Nazioni (queste sono le 70 nazioni RADICE da cui derivano tutte le altre
nazioni). Per l'Universalità della Redenzione Finale, sono necessarie in
particolare tre Grandi Stelle: la Stella di Malchitzedek, la Stella di Avimelech
e la Stella di Fichol. La Stella di Malchitzedek permette un Sacerdozio
dedicato alle nazioni. La Stella di Avimelech è un grande Giudice
Ministro per le nazioni, motivo per cui è richiesta nel Grande Tribunale
di Mordechai. La Stella di Fichol è il Portavoce del Re Avimelech e
quindi va riferita alla Voce dell'Asino che Mangia il Pane che, in generale,
è il Portavoce dell'Avvento del Goel Finale e della Redenzione Finale e
della Nuova Legge che porta giustizia alle nazioni.
La Stella di Avimelech ha bisogno della
Costellazione di Ester nel Regno di Ahashverosh per giudicare le nazioni. La
Stella di Fichol ha bisogno della Stella del Goel. Come lo Tzadik Haim
spiegò a Daniele in sogno: "Io sono il Goel Haim e tu sei la Stella
del Goel". La Stella del Goel è quindi portata dai Segni dell'Asino
del Goel Haim, come Portavoce del Goel Finale per il mondo. Il giudizio sulle Nazioni
non è lo stesso di quello su Israele, che è comandato
all'osservanza dei precetti della Torà.
La principale giustificazione per i risvolti positivi
nei giudizi sulle Nazioni risiede nelle loro buone azioni verso il prossimo e
nelle virtù del loro cuore. Pertanto Avimelech ha bisogno di Ester nel
Regno del re Ahashverosh. Tutte queste stelle, naturalmente, hanno bisogno
delle stelle di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, poiché questi sono i Pilastri
della vera fede.
Prima della Rivelazione finale, nei 2000 anni
passati, il Cristianesimo dominava ed era separato dall'Ebraismo. La Stella di
Malchitzedek era diventata la Stella di Cristo, ma era separata dalla Stella di
Abramo. La Stella di Avimelech del Gran Tribunale non poteva essere collegata
alla Costellazione di Ester perché la Stella della Nuca[4] separava queste due
grandi Costellazioni redenzionali. Così, nel mondo regnava una
grande oscurità, con il popolo ebraico in esilio e le nazioni vacillanti
nella fede e pervase dall'odio anti-ebraico. In effetti, quelle nazioni che
potevano essere scusate per le false dottrine della fede insegnate loro,
potevano essere giustificate nelle loro buone azioni e nelle virtù del
cuore solo se prive di odio verso gli ebrei.
Nel tempo della Redenzione Finale, la Stella di
Malchitzedek nella Seconda Venuta della Stella di Cristo abbraccia la vera fede
monoteista dei Patriarchi e di tutto Israele. La Stella di Avimelech e la
Stella di Fichol completano il Grande Tribunale di Mordechai che ora è
in armonia con Ester nel Regno di Ahashverosh con la Stella della Nuca che
diventa la Stell della NUN. Non solo, la Stella di Malchitzedek e la Stella di
Avimelech si uniscono anche alla Stella del Mare del Cuore di Giustizia della
Bocca del Leviatano, così che anche il Grande Pesce possa gioire nell'universalità
della Redenzione Finale. E persino Fichol è felice perché ora ci
sono gli Asini che esprimono la sua voce nel mondo.
Tutto ciò ha lo scopo di elevare le Nazioni
a riconoscere che Israele è il popolo eletto da Dio. Potete quindi
comprendere che quest'anno la Grande AYIN è in perfetta sintonia con il
Doppio Segno, Segno della Quarta Generazione e Segno della Nuova Costruzione.
Grandi tumulti, conflitti, scontri e battaglie sono in vista per i prossimi tre
anni; poiché, come le Stelle della Redenzione sono costantemente unite
per amore della Redenzione Finale, la grande separazione tra coloro che amano
Israele e coloro che odiano Israele è stata delineata. Così
è stato negli ultimi 26 anni e mezzo [5] con centinaia di eventi che
hanno dato motivo a coloro che sono meritevoli davanti al Cielo di lodare
Israele e a coloro che sono odiati dal Cielo di odiare Israele.
Il palcoscenico è ora pronto per il
Giudizio delle Nazioni.[6] Pertanto, la Stella di Avimelech
deve ora distinguere e separare coloro che sono degni delle 70 Nazioni da
coloro che non lo sono. Inoltre, stanno per giungere i decreti pesanti su
quelle nazioni che hanno ucciso ebrei nell'Olocausto e in Russia. E nel sogno
di Giuseppe, c'era una dura guerra in Israele, ma Israele alla fine distruggeva
i suoi nemici.
A livello redenzionle, possiamo sperare in uno
sviluppo positivo per la Scuola della Shoshana e, si spera, nella pubblicazione
di "Amo il vero Gesù" e "Ciò che mancava alla vera
Bibbia, spiegato a Matteo bambino". Questi due libri rappresentano la
giustizia che si manifesta per le nazioni del cristianesimo. Una benedizione
sta per giungere per aiutarci a vivere alla luce della Redenzione Finale. Tesha
(quest'anno TAV SHIN AYIN) significa anche "Tu ti volgerai a noi e
risponderai alle nostre preghiere". Perché un bambino ci è
nato, un figlio ci è stato donato e la missione della Redenzione Finale
è sulle spalle del Goel Finale Haim. Tu, o Signore, nostro Dio,
ascolterai le preghiere recitate dagli ebrei anche nei secoli scorsi, che non
poterono essere esaudite al loro tempo. Ora è il momento, poiché
i punti di non ritorno sono arrivati e nessuna diplomazia funziona più.
Venite ora, Avimelech, Ahuzat Mere'eihu e Fichol, comandante del vostro
esercito, e suonate la tromba della vera vittoria quando ammetterete ad Abramo
che "Dio è con te in tutto ciò che fai" e quando
ammetterete a Isacco: "Abbiamo visto con certezza che Dio è con te
e abbiamo detto: “Sia fatta un'alleanza tra noi, tra noi e tra voi, e
stringiamo un patto con te" (Genesi 26, 28).
Ora la Stella di Avimelech, la Stella di Fichol
e la Stella di Malchitzedek, che stupiscono, sono pienamente legate al Nuovo
Patto Finale e la Giustizia comincerà a scendere sulle nazioni del
mondo. Tutti saranno sbalorditi dalla forza donata da Dio a Israele, e la Mano
Forte di Dio Onnipotente comincerà a scendere in questa grande nuova
fase della Terribile Separazione. Amen.
Capitolo 4
Mi riferisco al fatto che il nome Avimelech
è menzionato nella Torà 24 volte negli episodi dei nostri padri Abramo
e Isacco.
(1)
Genesi, 20: 2: E Abramo
disse di Sara sua moglie: "È mia sorella". Ed Avimelech, re di
Gherar, mandò a prendere Sara.
Avimelech rappresenta un re giusto per
le Nazioni. Pur non essendo un esempio di rettitudine, dimostra tuttavia un
buon livello di giustizia nel suo operato. Pertanto, la Stella di Avimelech
è anche la Stella delle 70 Nazioni.
(2)
20: 3: Ed il Signore
apparve di notte ad Avimelech in sogno e gli disse: "Ecco, tu morrai a
causa della donna che ti sei preso, perché è maritata".
Se Avimelech non si fosse attenuto ad
una condotta retta, non avrebbe meritato di ricevere in sogno un messaggio dal
Signore. Un privilegio immenso sotto qualsiasi aspetto. È vero che in
seguito alla sua azione Avimelech e tutta la sua cerchia furono colpiti nella
loro sessualità, per cui il sogno gli giunse quando era già molto
spaventato; tuttavia, Avimelech non sapeva che Sara fosse la moglie di Abramo.
Altrimenti, l'avvertimento di Dio, secondo cui era una donna maritata, sarebbe
stato fuori luogo. Le parole di Dio gli rivelarono anche la ragione dell'improvviso
castigo che li aveva colpiti.
20: 4: Ora Avimelech non
si era avvicinato a lei, e disse: "Signore, uccideresti forse una nazione innocente?"
Non si era avvicinato a lei poiché,
pur invaghito, non poté farlo, altrimenti lo avrebbe fatto. E la Torà
usa il verbo "karav" (avvicinarsi) mentre avrebbe potuto usare altre
espressioni come "non giacque con lei" o simili; Avimelech non potè
neppure avvicinarsi a lei per la disfunzione sessuale che aveva colpito lui e
tutti i suoi sudditi. Ciò equivaleva alla morte perché se non
potevano copulare non sarebbero nati figli, e ciò avrebbe estinto quella
nazione. Per questo dice al Signore "uccideresti forse una nazione innocente?".
La frase ci indica anche la posizione della Stella di Malchitzedek. Le nazioni
compiono azioni per le quali verrebbe decretata la morte dal Tribunale
Superiore; l'Avvocato difensore delle Nazioni trova in esse delle
giustificazioni per dichiararle innocenti e quindi annullare i decreti nefasti.
Ovviamente tali giustificazioni non possono essere false e devono essere
radicate nella verità; altrimenti non avrebbero posto nel giudizio.
Pertanto la Stella di Avimelech fa parte del Grande Tribunale di Mordechai ha
Tzadik. Ecco come si giustifica Avimelech: 20:5: Egli mi ha detto: "È
mia sorella". Ed essa pure ha detto: "È mio fratello". Per
cui io ho agito con la semplicità di cuore e con l'innocenza delle mani".
20:6: Ed il Signore gli disse in sogno: “So anch'io che hai agito in buona
fede; Io stesso ho evitato di farti peccare davanti a Me e perciò non ti
ho permesso di toccarla. 20:7: Ora dunque restituisci la moglie a quell'uomo, che
è un profeta; egli pregherà per te, e tu guarirai; ma se non lo
farai, sappi che certamente morirai, tu e tutti i tuoi". – Da
ciò si evince che le qualità di "semplicità di
cuore" e "innocenza delle mani" sono essenziali. E si noti che
Dio dice ad Avimelech di averlo trattenuto dal peccare davanti a Lui.
Così anche le Nazioni hanno la libera scelta di essere meritevoli o
peccatrici davanti al Signore. Ciò dimostra che la ricompensa e il
castigo non sono riservate solo a Israele, ma a tutti. "Siamo tutti una
stessa carne".
(4)
20: 8: Ed Avimelech di
buon mattino convocò tutti i suoi servi, espose loro quanto era avvenuto
ed essi ebbero molta paura".
Che importanza ha se Avimelech si alzò
presto o tardi? Cosa aggiunge alla storia? Da ciò, tuttavia, si deduce
quanto fosse grave la situazione. Tutto il popolo era stato colpito ed egli,
come re, temeva molto le conseguenze. Perciò, ancor prima di chiamare
Abramo, convocò i suoi sudditi per raccontare loro cos'era successo e rassicurarli
che le cose si sarebbero risolte.
(5)
20: 9: Avimelech
convocò poi Abramo e gli disse: "Che cosa ci hai fatto? In che cosa
ho mancato verso di te che hai fatto cadere su di me e sul mio regno una colpa
così grave? Hai fatto nei miei riguardi cose che non si devono fare".
Rashi commenta che Avimelech e i suoi
sudditi erano stati colpiti da un'occlusione generale; non potevano né defecare
né urinare e persino le orecchie e le narici erano chiuse. Era un
"decreto" di morte imminente. Le "azioni che non si devono fare",
spiega Rashi, erano qualcosa di inaudito e riguardavano una piaga straordinaria.
(6)
20: 10: Ed Avimelech disse
ad Abramo: "Quali ragioni hai avuto per fare ciò?"
Avimelech fece la sua domanda
più da giudice che da re. Voleva arrivare al nocciolo della questione e
cercare di comprendere le motivazioni di Abramo che disse che Sara era sua
sorella. Avimelech cercava di essere giusto davanti a Dio e davanti ad Abramo e
Sara.
(7)
20: 14: Ed Avimelech prese
ovini e bovini, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì sua
moglie Sara".
(8)
20: 15: Ed Avimelech disse:
"Ecco, il mio paese ti sta davanti; risiedi pure dove più ti piace".
(9)
20: 17: Ed Abramo pregò
il Signore che guarì Avimelech, sua moglie e le sue ancelle sì
che poterono avere figli.
(10)
20: 18: Poiché il
Signore aveva reso sterile tutta la famiglia di Avimelech, a causa di Sara,
moglie di Abramo.
(11)
21: 22: Ed in quel tempo Avimelech,
insieme con Fichol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è
con te in tutto quello che fai".
(12) e (13)
21: 25: Ed Abramo poi
espose le sue lamentele ad Avimelech per un pozzo di acqua che i suoi schiavi
avevano sequestrato con la forza.
(14)
21: 26: Ed Avimelech disse:
"Non so chi abbia fatto una cosa del genere; e anche tu non me ne avevi
parlato, lo sento solo adesso".
(15)
21: 27 - 28: E Abramo
prese pecore e buoi, li diede ad Avimelech ed essi stabilirono un patto. Abramo
mise da parte sette agnelle.
(16)
21: 29: Ed Avimelech domandò
ad Abramo: "Che cosa vogliono indicare queste sette agnelle che hai messo
da parte?"
(17)
21: 32: Così
stabilirono un patto a Beer Sheva; dopo di che Avimelech e Fichol, capo del suo
esercito, si levarono e tornarono al paese dei Filistei.
(18)
26: 1: E nel paese ci fu
una carestia, oltre alla precedente che c'era stata al tempo di Abramo. Ed
Isacco si recò da Avimelech re dei Filistei a Gherar".
(19)
26: 8: Prolungandosi il
suo soggiorno colà, Avimelech, re dei Filistei, affacciatosi un giorno
alla finestra, vide Isacco che scherzava con sua moglie Rebecca.
(20)
26: 9: Ed Avimelech chiamò
Isacco e gli disse: "Costei è certo tua moglie; perché hai
detto che è tua sorella?" Ed Isacco gli rispose:
"Perché ho pensato che mi avrebbero ucciso a causa sua".
(21)
26: 10: Ed Avimelech disse:
"Che cosa ci hai fatto? Ci sarebbe mancato che qualcuno fosse giaciuto con
tua moglie e ci avresti portato addosso una tale colpa".
(22)
26: 11: Ed Avimelech
ordinò a tutto il popolo: "Chi tocca quest'uomo o sua moglie
sarà messo a morte".
(23)
26: 16: Ed Avimelech disse
ad Isacco: "Vattene da noi, poiché sei diventato molto più
potente di noi".
(24)
26: 26: Quindi Avimelech
da Gherar si recò presso di lui con il suo amico Ahuzath e con Fichol, capo
del suo esercito.
Capitolo 5
Avimelech
è associato alla Stella di Avimelech, la quinta delle sette Stelle del
Grande Tribunale di Mordechai il Giusto. Nel Grande Carro della Meravigliosa
Novità della Redenzione Finale, la Stella di Avimelech corrisponde alla
Stella di Ester. Poiché la Stella di Avimelech è la Stella delle
70 Nazioni, ha urgente bisogno della Stella di Ester che è collegata
alla Costellazione a 5 stelle della Stella di Ester nel Regno di Ahashverosh.
Urgenza a Livello Stellare significa che l'Urgenza Stellare non può
mancare, poiché la Stella delle Nazioni non può giudicare le
Nazioni secondo il Giudizio di Israele comandato nella Torà ed ha
assolutamente bisogno delle Virtù del Cuore collegate alla Costellazione
di Ester.
E
poi continuai: “Ricorda, Avimelech, il Patto riguardante il Pozzo di Abramo che
hai stabilito con lui a Beer Sheva. Anch'io, l'Asino, ti mostro 7
Testimonianze, della famiglia Levi, di Anna Gasparotti, di Solly Kamkhaji, di
Paolo, di Daniele, di Giuseppe e di Nodà. Guarda attraverso tutti i loro
sogni e giudica la verità: chi ha ricevuto i Veri Segni Finali della
Redenzione, i Segni dell'Asino che mangia il Pane o la Missione di Cristo
disceso dalla Croce a Genzano di Lucania? E tu mi chiedi a che scopo ho dovuto
indicare queste testimonianze? Perché con questa testimonianza è
stabilito fermamente per tutti i tempi che io, Peretz (Paolo) Green, primo
Talmid dello Tzadik Haim, primo Asino che mangia il Pane della Redenzione
Finale, ho scavato questo Pozzo del Libro della Rosa, Sefer Mishnat Haim, con
tutti i testi che contiene. E i testi delle 7 Pecore con tutte le loro
testimonianze sono parte del Libro della Rosa”. .
DIARIO: 09.11.2009: Ascoltate, popolo
della Svizzera, una minuscola briciola di pane ha mandato a monte il vostro
progetto da 5 miliardi di dollari. Il vostro gigantesco progetto nucleare per
scoprire finalmente la Sorgente del Big Bang e il Segreto della Vita non
è altro che una piccola briciola di pane di fronte al Creatore dei cieli
e della terra! Tuttavia, non vi ha fatto del male; ha solo rimandato i vostri
propositi. Era quindi una buona briciola di pane, se solo aveste colto il suo
avvertimento e la lezione da imparare. Va bene, questa volta era solo una
briciola di pane, che ha però mandato a monte il vostro programma
miliardario. Hi-haw, hi-haw.
O
Svizzera e voi che partecipate a questo progetto, siete entrati nel bel mezzo
della vostra stessa distruzione. La rotazione nucleare di 27 chilometri si
ritorcerà contro l'intero territorio svizzero. Alcuni precedenti sogni-segni
stanno ora trovando una collocazione. In un sogno ricevuto da Nodà nel
1988, la Svizzera veniva rasa al suolo. Il paese elvetico chiedeva aiuto ai
paesi della NATO, ma le fu negato perché si era rifiutata di aderire al
Patto Atlantico.
Ho
collegato questo al mio sogno, non molto tempo prima di Chernobyl: c'era una
nuova arma nucleare che seminava il caos mentre si propagava e si diceva:
"Questa nuova costruzione ora si sta rivoltando contro i suoi stessi
costruttori".
Questo
progetto, per molti degli scienziati coinvolti, ha lo scopo di minare la fede
nell'Unico Dio vivente dell'universo. In realtà, vogliono farsi un nome,
e questo progetto rappresenta la Torre di Babele europea in questa fase della Quarta
Generazione. L'odio per questo peccato è simile al decreto della Torre
di Babele, poiché Ha Shem vide le loro cattive intenzioni e
decretò: "Lasciate che portino a compimento ciò che si avevano
progettato". Il loro intento era così nefando che Ha Shem
decretò che non fossero ostacolati fino al compimento del loro peccato,
e solo allora, alla fine, "Dio discese per giudicare la città e la
torre".
Coloro
che progettarono, calcolarono e guidarono la Grande Costruzione furono i Saggi
del re Nimrod, che possedevano grandi conoscenze, in particolare in Astronomia
e Matematica. Erano gli scienziati dell'epoca. La storia della Torà,
nella sua rappresentazione profetica, si rivela ora in questa Quarta Generazione
Finale.
[1] . Può anche essere chiamato l'Ariete di Abramo, poiché
Abramo, nostro padre, lo prese e lo sacrificò al posto di Isacco, ma
generalmente viene indicato come l'Ariete di Isacco.
[2]. Questa è una questione molto nascosta:
il Sacrificio Finale dello Tzadik Haim, che fu il Capo dei 36 Tzadikim Nascosti
della sua generazione, è stato da noi ricevuto come la Conclusione del
Lungo Sacrificio di Isacco. Ciò si riferisce al Lungo Sacrificio Storico
dei 36 Tzadikim Nascosti e Sofferenti in ogni generazione da Mordechai
ha-Tzadik fino allo Tzadik Haim, per circa 26 secoli. Sono i loro sacrifici di
sofferenza, che assumomo su di sé i decreti del Tribunale Superiore che
puniscono i peccati generali. L'«Istituzione» dei 36 Tzadikim Nistarim avvenne
quindi al tempo del nome ASHER, il nome di mezzo tra i due EHEYE; l'ALEF
è la Tradizione del Profeta Elia, di benedetta memoria, la SHIN è
la Tradizione di Mordechai ha-Yehudi e la RESH rappresenta la Luce Messianica
Universale che avrebbe dovuto risplendere dal Tempio, ma che, a causa dei
peccati di Israele, si manifestò nel mondo attraverso la Missione
Messianica di Gesù. I segni di Isacco, il Patriarca di mezzo, sono
legati al nome ASHER. Doveva quindi esserci il completamento del sacrificio di
Isacco stesso, separato dall'Ariete sacrificato, per il grande merito del lungo
sacrificio storico dei 36 Tzadikim sofferenti in ogni generazione, culminante
con la sofferenza finale e la morte del prescelto Goel, Haim. Si tratta quindi,
in verità, di una separazione nascosta ma essenziale tra il sacrificio
di Isacco, nostro padre, e il sacrificio dell'Ariete.
[3] - In realtà il Nuovo Patto definitivo
è un DOPPIO PATTO per i requisiti imposti agli ebrei e quelli imposti
alle nazioni, ma non è questo che sto spiegando qui.
[4] Nuca, Oref (òåøó) in ebraico, che sono l'anagramma di Faraone (ôøòå). Dopo la
redenzione dall'Egitto diventa la Stella di NUN, che diventa poi la Stella di
Haman di Purim che, essendo appeso 50 cubiti al patibolo, fa sì che la
Stella torni ad essere la Stella di NUN e permette al Tribunale di Mordechai e
alla Stella di Ester nel Regno di Ahhashverosh di unirsi, aprendo la strada
alla Seconda Redenzione di Israele e alla ricostruzione del Secondo Tempio. Ai
tempi del Cristianesimo, il falso Cristo "deificato" fu "appeso"
a questa Stella e non permise alcuna riconciliazione tra Cristianesimo ed
Ebraismo, nella lunga diaspora di duemila anni. In questa Quarta e Ultima
Generazione, la Stella rappresenta le due radici principali di ogni idolatria
che impediscono la realizzazione della Redenzione Finale finché non saranno
estirpate, e così la Stella della Nuca diventa la Stella della NUN
FINALE di Leviatan.
[5] Qui, luglio 2014, nel 32° anno dei Segni, si combatte contro Hamas; vedi
nel Sorriso Universale del Grande Pesce (capitolo 15 Pesce 13) il sogno di Nodà:
"Qual è la differenza tra ebrei e arabi che credono in Ha-Shem, con
i primi che seguono la Torà e i secondi il Corano? Risposta: che gli
arabi fanatici sono crudeli". – Questo sogno proviene dal Tribunale
Superiore. – In ogni caso, i primi 35 anni sono il periodo di prova di coloro
che sono amici di Israele e di coloro che sono ostili. Dopodiché
subentra il giudizio della Quarta Generazione.
[6] Come spesso accade, ho agito d'impulso. I veri e propri giudizi di
punizione inizieranno dal 36° anno in poi. Gli anni precedenti offrono ancora
la possibilità di pentimento, di cambiare idea e di scorgere nel mondo
segni che potrebbero aiutare a vedere le cose correttamente, se il cuore
è giusto e c'è merito. Non che l'affermazione sia falsa: ci sono
giudizi costanti durante questi anni, ma le punizioni di tali giudizi sono
comunque superiori.